Ieri, 25 aprile, come domenica scorsa ci siamo dedicati a far niente che avesse bisogno del cronometro al polso.
(Anche) questa volta l’ambientazione era Maccarese, a casa di Marco, il cui arrivo da casa mia si è concretizzato la bellezza di 125 minuti dopo lo stacco dalle griglie di partenza, in quel di Grottaferrata.
Un’ora e tre quarti per coprire 55 kilometri...non male...!
Praticamente tutte le strade alternative, compresa quella solitamente da me percorsa, proposte dal futuro marito a mezzo auricolare del cellulare, erano intasate: occhialuti viaggiatori, debitamente ventilati dal clima (complemento oramai necessario nell’arredo automobilistico...), chiusi ermeticamente nelle loro scatole quattoruotemunite, si dirigevano verso il mare, alla ricerca di relax.
A seguito di varie gimcane tra prati e pascoli fiumicinesi, dopo 125 minuti appunto, sono arrivata a destino.
Praticamente tutte le strade alternative, compresa quella solitamente da me percorsa, proposte dal futuro marito a mezzo auricolare del cellulare, erano intasate: occhialuti viaggiatori, debitamente ventilati dal clima (complemento oramai necessario nell’arredo automobilistico...), chiusi ermeticamente nelle loro scatole quattoruotemunite, si dirigevano verso il mare, alla ricerca di relax.
A seguito di varie gimcane tra prati e pascoli fiumicinesi, dopo 125 minuti appunto, sono arrivata a destino.
E lì, dopo aver pensato al nostro sostentamento corporeo, con primo secondo contorno dol
Marco leggeva e si aggiornava consigliato dai giornalisti di La Repubblica, io, da femmina in rilassamento, mi dilettavo a guardare e giudicare e meditare sul perchè e percome quest’anno è meglio indossare le ballerine dorate; venivo a conoscenza del fatto che le infradito
Si stava alla grande, soprattutto dopo aver sentito che in altri lidi laziali, in quel di
Lì è continuata a cadere copiosa, al mare da noi, invece, niente, nisba, sole e sole, venticello e la riga del costume comparsa sulla schiena...
A proposito di righe da costume, nei giorni scorsi sono stata invitata dalla signora mia mamma ad evitare di prendere il sole, in questa estate two-thousand-and-seven che mi vedrà convolare poco dopo il suo termine, con cordini e cordicelle intorno a collo e spalle, al fine di non intaccare il risultato finale dell’abito bianco indossato...
E così, ieri a combatte co’ ‘sti cordini, a legarli dietro, di lato, a tenerli giù quando giù si potevano tenere...
Io che, a differenza della media delle donne di ‘sto mondo, amo i segni del costume là dove si suppone ci debbano stare...