Visualizzazione post con etichetta leggere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta leggere. Mostra tutti i post

24/11/2023

LIBRI

 Sfogliando il libretto quasi tascabile dove segno tutti libri che leggo, mi sono accorta che sono dieci anni che tengo il conto e segno. 
Forte! mi son detta. Già dieci anni? Però! e com'è andata, in questo decennio?

  • 2013: 11 libri - ricordo di aver iniziato la conta ad anno inoltrato, quindi vale relativamente
  • 2014: 36 libri - però!
  • 2015: 38 libri - uno degli anni più prolifici
  • 2016: 46 libri - il più prolifico in assoluto. podio 🏆
  • 2017: 36 libri - a-ri-però!
  • 2018: 25 libri - malino
  • 2019: 29 libri - avrei potuto fare di meglio
  • 2020: 23 libri - molto male
  • 2021: 21 libri - scandalosa! 
  • 2022: 18 libri - aspetta che mi vado a nascondere 😱
  • 2023: 21 libri - per ora. conto di far meglio del 2023, forse avvicinarmi al 2018.

orgogliosamente mi vanto di non far parte della spropositata percentuale italiana dei "leggono meno di un libro all'anno" che mi pare un'amenità, sono sincera. io, che non riesco a star senza leggere, che piuttosto leggo mentre la pasta bolle in pentola, che lo faccio anche se vado a letto alle undici passate, perché un po' devo leggere...

vorrei leggere sempre più dell'anno precedente, si che sarebbe bello. vita ed eventi mi portano via da tutto il tempo che vorrei dedicare alla lettura, ma con unghie e denti io mi ci tengo salda.

sto bene.

Love,
MC

18/05/2020

LIBRI E SOGNI

mi sono resa conto che non parlo più dei libri che leggo.
cioè, non è che stamattina mi sono svegliata e ho realizzato questa cosa, no, perché sono mesi che non scrivo di libri, ma in questo tempo mi sono detta che no, non ha senso non parlarne. non potrò magari fare recensioni lunghe, per ogni singolo libro che leggo, non adesso, almeno, ma voglio provare a mantenere la lista aggiornata aggiungendo, in alcuni casi, un sintetico giudizio.

l'ultimo libro di cui ho parlato è questo, undicesimo libro letto nel 2019, il cui post risale al 6 maggio 2019. un anno fa.
il mondo è cambiato e si è capovolto più volte per me, in questo anno, comunque sia oggi non sono qui per parlare di questo ma di libri, quindi inizio, ripartendo dal successivo letto dopo Eleanor Oliphant sta benissimo.

12. Il suggeritore - Donato Carrisi: primo libro della quadrilogia di Mila Vasquez, molto avvincente, ipnotico
13. L'ipotesi del male - Donato Carrisi: secondo capitolo, vedi sopra
14. L'uomo del labirinto - Donato Carrisi: terzo capitolo, vedi sopra
15. Il gioco del suggeritore - Donato Carrisi: quarto ed ultimo capitolo, vedi sopa
16. Il tribunale delle anime - Donato Carrisi: primo capitolo della trilogia di Marcus e Sandra, inquietante, una spirale di avvenimenti, coinvolgente
17. Il cacciatore del buio - Donato Carrisi: secondo capitolo, vedi sopra
18. Il maestro delle ombre - Donato Carrisi: terzo capitolo, vedi sopra
19. Tzugumi - Banana Yoshimoto: carino, riposante
20. Una piccola libreria di Parigi - Nina George
21. Tre figlie di Eva - Elif Shafak: femminile
22. La piccola libreria sulla Senna - R. Raisin
23. Pet sematary - Stephen King: ansiogeno, ipnotico
24. Cose preziose - Stephen King
25. On writing - Stephen King: a scuola di scrittura da King. bellissimo. fa venir voglia di scrivere
26. Il nostro momento imperfetto - Federica Bosco
27. L'ultimo cavaliere - Stephen King: primo capitolo della luuunga saga La Torre Nera
28. La chiamata dei tre - Stephen King: capitolo due
29. Terre desolate - Stephen King: capitolo tre

e i libri letti fino ad ora nel 2020:

1. La sfera del buio - Stephen King: capitolo quattro
2. Le sigarette del manager - Bruno Morchio: il mio detective genovese preferito. bello e rilassante come sempre
3. Il comportamento intimo - Desmond Morris: saggio comportamentale umano e non solo
4. I lupi del calla - Stephen King: capitolo cinque de La Torre Nera
5. I migliori anni - Cinzia Giorgio: da ombrellone, trascurabile
6. Il giorno che aspettiamo - Jill Santopolo: sdolcinato minestrone americano, trascurabile ancor più del precedente
7. L'uomo che inseguiva la sua ombre/Millennium 5 - David Lagercrantz: avvincente (anche se preferivo la penna di Stieg Larsson)
8. La ragazza che doveva morire/Millennium 6 - David Lagercrantz: vedi sopra
9. Il gioco di Gerald - Stephen King: aiuto. l'ansia fatta a libro, ho dovuto leggere altro in contemporanea (Millennium 6) per diluire il patema che questo libro mi provocava. impegnativo, anche per lo stomaco, a momenti.
10. Le perfezioni provvisorie - Gianrico Carofiglio: bravo Gianrico, mi piaci sempre, fino ad ora mi sei sempre piaciuto, continuerò a darti fiducia.

adesso, dopo quest'ultimo decimo libro del 2020, prendo fiato per iniziare il sesto capitolo de La Torre Nera che è di circa 600 pagine e per farlo mi sono avvolta di nuovo, per la decima volta, credo, nella mia copertina di Linus, ovvero La somma dei giorni di Isabel Allende. ha la copertina consumata negli angoli, ai lati. è vissuto, lo so a memoria ma mi serve quando ho bisogno di coccole letterarie, lo stile di Isabel per me è magico nel suo genere e mi consola sempre. dopo certi libri e prima di altri, lo sentivo necessario.

spero di tornare a poter scrivere più spesso, con più fantasia, con più originalità.
stanotte ho sognato come non sognavo da tanto, cose confuse, un gran mischione di persone e personaggi che niente hanno a che fare tra loro e ho attribuito la responsabilità al fatto che ieri, dopo quasi tre mesi, ho rivisto mio fratello e la sua famiglia, i miei due nipoti, mia cognata e Kira, il pastore tedesco che tanto mi piace. penso che l'aver preso aria, aver visto, detto, fatto e mangiato, mi abbia risvegliato le sinapsi dal letargo di questa quarantena, che forse ha un po' azzerato l'attività mentale di noi tutti. io, almeno, ho trascorso gli ultimi mesi senza sogni notturni, o irrilevanti al punto di non ricordarmeli al risveglio.
che questa fase 2 sia utile anche per le nostre menti.

Love,
MC









25/06/2019

CHI NON MUORE....

...continua a leggere! 😆😆😆

non scrivo da un pezzo ma nonostante le apparenze non sono morta anche se spesso mi ci sono sentita, un po' per i ritmi, un po' per questo magico caldo che, come volevasi dimostrare, è arrivato tutto insieme, da un giorno all'altro, per deliziarci con le sue carezze a tratti piacevoli, molto più spesso fastidiose.
non è che non apprezzi l'estate, ma soffrendo il caldo sono una di quelle che preferisce i 22 gradi fissi, con umidità media, cielo azzurro con qualche nuvola bianca, alta, innocua, e un po' di brezza che stempera.
non è proprio il clima che c'è adesso a Roma e provincia, me ne rendo conto, ma non abito nemmeno nel deserto dei Gobi, quindi non mi lamento. o almeno cerco di non farlo.

in questo mese e mezzo, ho continuato a leggere, e molto. l
a lettura è la mia salvezza, la mia àncora, il mio spazio personale e intimo, dove ci sono solo io e la storia.

ho letto sei libri di Carrisi, e ancora lo sto leggendo.
ne parlo con gli amici, lo consiglio, lo regalo...
in sequenza sono stati:

(ciclo Mila Vasquez)
- Il suggeritore
- L'ipotesi del male
- L'uomo del labirinto
- Il gioco del suggeritore

(ciclo Marcus e Sandra)
- Il tribunale delle anime
- Il cacciatore del buio

ed in lettura al momento c'è Il maestro delle ombre, ultimo capitolo di Marcus e Sandra.

mi sono dovuta ricredere su Carrisi leggendo Il Suggeritore, rispetto all'idea che mi ero fatta con La ragazza nella nebbia.
forse quest'ultimo l'ho letto al momento sbagliato, forse non l'ho capito, ma non saprei dire come mai quel romanzo non mi abbia quasi sfiorato, mentre con questi due cicli sono praticamente diventata la più grande fan di questo scrittore italiano...

di certo rileggerò La ragazza nella nebbia, prossimamente, fatto sta che se piacciono i thriller, la tensione tra le pagine, un po' di noir, beh, qui ragazzi miei siamo proprio all'eccellenza, a mio avviso. niente da invidiare a nessuno.
bravo Donato, applausi.
da leggere? assolutamente. e ovunque: in treno, in metropolitana, al mare, la sera a letto, sul divano dopo pranzo, mentre si cuoce la pasta...sempre!

mi piacerebbe riuscire a scrivere qualcosa di ognuno di questi libri, ma non penso di riuscirci, per ora.
intanto vado avanti a leggere, chissà, magari più avanti.

Love,
MC

06/05/2019

+11 *** ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO *** GAIL HONEYMAN (o della fine dell'undicesimo libro nel 2019)

ho finito questo libro qualche giorno fa. libro cartaceo, regalo di Natale dalle zie di Genova® e, confesso, tornare a prendere in mano un libro fisico mi è piaciuto molto, da troppo tempo non succedeva. l'ebook è stracomodo, impossibile negarlo, ma la carta ha quel suo fascino ormai antiquato che tocca sempre il cuore e fa bene all'anima.

Eleanor è stata una piacevolissima scoperta, per me. non mi stuzzicava, il titolo. forse sarebbe stato uno di quei libri che, visti in libreria, mi sarebbe passato davanti agli occhi e basta, senza destare la benché minima attenzione da parte mia, e invece mi sono dovuta ricredere. 
ebbene sì, 'sta ragazza è risultata simpatica, stramba ma gentile, ferrea nelle sue convinzioni e metodologie (a volte un po' le assomiglio...), ma anche duttile e malleabile, cosa di cui lei stessa si stupisce. scopre sé stessa insieme e grazie agli altri, a coloro che aveva sempre fuggito pensandoli troppo distanti, diversi, oltre. si sblocca grazie al rapporto con Raymond, con cui capisce giorno dopo giorno di essere vicina, in contatto, compatibile... 
sfocerà in qualcosa di diverso da una sana, bella amicizia tra uomo e donna?
da leggere, per saperlo.

ha qualcosa in comune con la mia storia attuale, la storia di Eleanor, essendo stata data in affido in varie famiglie del corso della sua infanzia-adolescenza (ed io ho qui a casa un cucciolo che ha conosciuto qualcosa di simile) e, lo dico con un po' di amarezza, ha fatto scelte che anche io avrei voluto fare, col senno di poi, ma che si sono rivelate impossibili da fare, per averne fatte altre. 
rimpianti? sì, qualcuno ce l'ho. 

a me i libri che fanno riflettere sulla mia vita sono sempre stati quelli che ho apprezzato più di altri, e quindi per me un libro come questo, che mi ha fatto pensare a quello che ho fatto fino ad ora, quello che avrei potuto fare, quello a cui ho rinunciato, è un buon libro, anche al di là della storia che racconta. anzi no, proprio per la storia che racconta.

lo consiglio con forza, quindi.

Subito dopo aver finito questo romanzo, ho deciso di dare un'altra chance a Donato Carrisi, il cui primo romanzo che avevo letto, La ragazza nella nebbia, non mi aveva fatto perdere il sonno. 
Il suggeritore mi ha messo al tappeto, invece. iniziato l'1 maggio, l'ho finito pochi minuti fa. complice la convalescenza da influenza, certo, per cui ho goduto di tante ore a casa da sola dove ho potuto leggere fino alla nausea, ma al di là di questo particolare, mi è piaciuto tantissimo. ne parlerò nei prossimi giorni, ma mi basti dire che quando mi alzerò da questa sedia, inizierò il secondo capitolo L'ipotesi del male.

Ps. questa volta sono io che consiglio ad A. di leggerlo, un libro! 😉

Love,
MC


02/05/2019

+10 *** LA COLLINA DEI CONIGLI *** RICHARD ADAMS (o della fine del decimo libro nel 2019)

sono rimasta un po' indietro con le recensioni, ultimamente. 
a inizio mese di aprile ero al tappeto con una bruttissima tonsillite; a fine aprile sono stata nuovamente fermata da un virus che mi ha portato (e ancora non è passato) faringite, tosse, raffreddore e mal di testa. questa mattina è passato il medico dell'Inps il quale mi ha detto "signora, si faccia vedere dal suo medico, domani, perché mica può tornare al lavoro così, lunedì...".
insomma, sono una carriola sempre più arrugginita, con i quarant'anni c'è stato un tracollo verso il basso indiscutibile (nonostante mi venga detto il contrario, evidentemente questa gente non vede bene, dovrebbe fare un controllo degli occhi da un oculista bravo...) e aggiungendoci gli annessi e connessi, casa lavoro figlio &Co. ho poco tempo per me in generale, figurarsi per il blog. 

la lettura, però, per fortuna va avanti e così qualche giorno fa ho finito La collina dei conigli di Richard Adams. non sapevo molto cosa aspettarmi, pur avendone avuta un'ottima presentazione da A., e così coinvolta dal suo entusiasmo mi sono lasciata andare alla lettura.
Adams scrisse questo romanzo attingendo da una storia che lui stesso inventò per le sue figlie -nasce come letteratura per l'infanzia, quindi- e che in seguito trascrisse. 
i conigli vengono qui presentati, e con loro gli altri animali che si incontrano, come esseri viventi "umanizzati": parlano, hanno una loro lingua, usanze, leggende, proverbi...
la storia è basata sulla necessità di una colonia di conigli di trovare un rifugio diverso da quello utilizzato a causa di una visione avuta dal giovane coniglio Quintilio, che prevedeva la distruzione della conigliera.
tutto il clan avrà di che essere occupato nella ricerca della nuova dimora, con svariati intoppi da risolvere, non ultimo la battaglia contro un gruppo di conigli organizzato e comandato da Vulneraria.
le forze che i conigli metteranno insieme, trovando aiuto anche in altre specie animali, saranno fondamentali per la riuscita del loro progetto, non ultimo quello di rinfoltire la comunità con delle nuove compagne di vita... 

e' stato bello leggere questo romanzo. 
a distanza di qualche giorno mi torna in mente e penso di apprezzarlo più adesso che subito dopo aver letto la parola Fine sull'ebook. 
e' un romanzo riposante, (nonostante alcuni passaggi possano essere tragici per dei conigli) e che fa immaginare molto bene le scene descritte. è tutto immerso nella natura, di fatto, quindi non fosse altro che per questo, merita. 
lo consiglio? sì, perché è qualcosa di diverso dal solito, che traspone se vogliamo quella che è la vita degli uomini: alla ricerca di un modo per stare meglio, con delle compagne per perpetuare la specie, sempre un po' in combutta con i cattivi di turno.

subito dopo aver terminato questo libro, sono tornata al cartaceo con un romanzo che mi è stato regalato a natale dalle zie di Genova (che tornano su queste pagine dopo mesi di assenza, visto l'uso compulsivo dell'ebook) e che si intitola Eleanor Oliphant sta benissimo, di Gail Honeyman e che mi è piaciuto veramente molto, ma di cui non parlerò oggi.

Love,
MC

03/04/2019

+8 e +9 *** VIKING CHRONICLES Vol. I - II *** ANDRETTA BALDANZA

quando frequenti gruppi su Facebook dedicati ai libri della Gabaldon sulla saga di Outlander e alla relativa serie TV, può capitare che con qualcuno scatti la simpatia e senza essersi mai viste o conosciute, ci si scambi l'amicizia, si parli di libri...
poi un bel giorno lei ti dice che ha scritto due romanzi impregnati di intrighi, guerre, amore, passione e sangue, e allora li leggi.

così ho comprato in ebook questi due romanzi di Andretta che, sono sincera, mi hanno piacevolmente stupito. Eric e Alyssa, gente del Nord, di villaggi nemici, si trovano ad avere parecchio a che fare l'uno con l'altra. lui valoroso guerriero, capitano dell'esercito del villaggio e lei prima schiava poi guaritrice. le loro vite si intrecciano a livelli inizialmente impensati, appassionando il lettore pagina dopo pagina, tanto che (e non succede che di rado, almeno a me) ho dovuto iniziare immediatamente il Vol. II una volta finito l'I.
non sarà un intreccio tutto rosa e fiori, per questi due giovani vichinghi, anzi: sangue, paura e violenza li metteranno a dura prova, ma con l'aiuto di Odino, evidentemente dalla loro parte...

la lettura scorre veloce, la descrizione della scene, l'ambientazione, le vicende sono così a portata di mano che danno libero sfogo all'immaginazione e fanno si che la mente crei immagini vivide e precise di ogni passaggio.
veramente una bella storia, piacevole e ben scritta. complimenti Andretta!

Successivamente ho iniziato a leggere American Tabloid, di James Ellory, che ho appena finito (ma di cui non parlerò oggi).

oggi passo a La collina dei conigli di Richard Adams, su consiglio di A.

Love,
MC 



30/12/2018

+24 *** LA RAGAZZA NELLA NEBBIA *** DONATO CARRISI (o della fine del ventiquattresimo libro nel 2018)

come primo contatto con Carrisi e i suoi gialli, direi che ci siamo, il giudizio è positivo. 
è uno stile diverso da quello di altri scrittori stranieri, e le vicende ogni tanto le ho trovate o poco descritte, o troppo poco inquietanti (dopo una cultura di Stephen King, mi sa che è anche normale...) ma in qualche modo l'autore riesce a mantenere viva la curiosità fino in fondo, e anzi alla fine ci fa dire "ma veramente?" il che se vogliamo è anche il fulcro, l'obiettivo dello scrittore di gialli.

siamo in un paese sulle Alpi italiane e un'adolescente sparisce in un pomeriggio in cui, da casa, si stava recando in parrocchia. il tutto avviene in un tragitto lungo meno di trecento metri. per giorni e giorni nessuna traccia della ragazza, nonostante l'investigatore considerato più abile e di spicco in Italia al momento, sia colui che investiga sul caso. ben presto si scoprirà che più che abile ad arrivare al punto del caso, l'investigatore sia più capace ad attirare gli occhi di televisione e giornalisti su di sé per un preciso motivo personale...

come dicevo, Carrisi è in gamba a mantenere l'attenzione sempre attiva ed è un giallo leggero ma ben fatto, che consiglio ma che non ritengo imperdibile nel panorama della suspance.

successivamente, scartabellando tra i miei libri digitali, ho fatto clic su Harry Potter e in circa quattro giorni ho letto Harry Potter e la Pietra Filosofale, iniziando subito dopo, ieri sera a letto, Harry Potter e la camera dei segreti.
anni fa ho visto il film del primo libro, mentre gli altri non li ho proprio presi in considerazione, quindi parto praticamente senza immagini in testa.
come primo giudizio devo dire che mi sta piacendo, sono sincera; evidentemente un po' di letteratura per ragazzi fa bene alla fantasia, ogni tanto. 😋

penso che farò una recensione unica a fine saga (più di 2900 pagine).

Love,
MC




18/12/2018

+23 *** BECOMING *** MICHELLE OBAMA (o della fine del ventitreesimo libro nel 2018)

ho divorato questa autobiografia, letteralmente divorata.
diciamo che Michelle partiva in vantaggio con me perché lei e Barack sono sempre stati tra i miei favoriti personaggi in vista degli ultimi dieci anni, da quando quel 4 novembre 2008 mi sembrò che il mondo potesse veramente cambiare, diventare un posto migliore, che non tutto fosse perduto, che fosse ancora possibile avere fiducia nell'essere umano. (e poi vabbè, io amo suo marito 😅)
quindi ho comprato il libro in formato elettronico con molta curiosità e molta voglia di sapere cosa la ex first lady mi avrebbe raccontato.
e ho scoperto che ce la si può fare, anche quando sei una donna afroamericana, nata a Chicago e figlia della working class, che abita nel South Side di Chicago, un quartiere che avrebbe visto un graduale spopolamento da parte dei bianchi ai tempi in cui Michelle era adolescente (e quindi a metà anni '70, più o meno).

conoscendo la sua storia, ora, penso che il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti non avrebbe potuto che avere accanto una donna del genere, e lei altrettanto e che lo slogan della prima campagna elettorale di Obama non avrebbe potuto essere quello che è stato, ossia Yes we can!

la motivazione che viene fuori dalle parole di questo libro è alle stelle; Michelle ci fa sapere attraverso le sue parole, che lo studio, l'impegno e la volontà posso riscattare una vita che potrebbe pensarsi già segnata per, ad esempio, il colore della pelle... e invece no. lei ce l'ha fatta, suo marito anche e parliamo di due afroamericani che hanno preso la laurea in legge e che per un po' di anni hanno decurtato dallo stipendio una certa cifra, a restituzione del prestito avuto per studiare.
per dire....

mi è piaciuta Michelle e mi è piaciuto Barack attraverso di lei. se prima li ammiravo come first family, oggi li rimpiango ancora di più, a vedere cosa invece abita la Casa Bianca (e non ho scritto cosa a caso).

lo consiglio? si, se si avrebbe votato per lui nel 2008 e sì se per caso lo si è comunque apprezzato anche solo un pochino negli otto anni del suo mandato.

subito dopo, ieri sera ho iniziato un nuovo libro, La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, consigliato da una amica e collega.

Love,
MC

03/12/2018

+22 *** THE OUTSIDER *** STEPHEN KING (o della fine del ventiduesimo libro nel 2018)

e anche questo King lo abbiamo letto e goduto.
me lo sono letteralmente bevuto come un boccale di radler al bar del rifugio alla fine di una gita in montagna, quando la sete ti attanaglia e puoi goderti il sole del pomeriggio dolomitico, che tanto la strada da fare è o fino alla macchina, o fino alla partenza a monte della funivia, quindi succeda quel che succeda, non devi correre per tornare a casa anche se si mette a piovere.
ecco, questo romanzo l'ho proprio letto tutto d'un fiato.
l'intenzione era fare una lettura condivisa con A. ma è successo che pur avendo iniziato dopo di lui, l'ho superato e quindi ora non possiamo nemmeno parlarne più di tanto perché io so già tutto e lui non sa ancora 😅
lo aspetterò! 😊

il libro è stato pubblicato a maggio di quest'anno negli USA ed è arrivato da noi qualche mese dopo, a ottobre. nuovissimo quindi, lo zio Steve si starà ancora chiedendo in questo momento come vanno le vendite del suo ultimo bambino...

a Flint City un ragazzino viene trovato morto di una morte atroce; su di lui e attorno a lui la polizia scientifica trova impronte e DNA di Terry Maitland, Coach T, prof di inglese della scuola della città e allenatore della squadra di baseball, conosciuto e stimato da tutti, da sempre cittadino di Flint City.
un uomo irreprensibile, si penserà, un uomo che figurati se è capace di una cosa del genere. solo che in tanti testimonieranno di averlo visto sul luogo del delitto.
insomma, il mostro tra noi, travestito da bravo padre di famiglia.

questo nelle prime...cinquanta pagine (perché il libro inizia come un pugno nello stomaco del lettore), solo che poi per le restanti cinquecentocinquanta circa, King ricama una storia avvincente e dove c'è dentro tutta la sua capacità di raccontare: è un thriller, è un libro di paure, incubi e deliri di tutti, bambini e adulti, casalinghe e poliziotti, studenti e professori, con una bella dose di fantasy...

non avrei mai pensato che si potesse scrivere così tanto tenendo sempre sulla corda chi sta leggendo (anche se effettivamente con IT avevo avuto già modo di rendermene conto) ed è proprio grazie a questa corda tesa che ho letto e letto e letto il libro, arrivando in fondo in dieci giorni.
da leggere? certamente sì!

subito dopo ho iniziato Becoming - La mia storia di Michelle Obama. ho sempre ammirato suo marito in primis e lei in secundis e questa autobiografia non ho voluto farmela scappare.
per ora, con le prime cinquantaquattro pagine posso dire che non avrei mai detto che avesse avuto un'infanzia del genere ma anche che l'ambizione che l'ha caratterizzata fin da bambina non poteva che portarla così in alto.

Love,
MC

19/11/2018

+21 *** QUATTRO DOPO MEZZANOTTE *** STEPHEN KING (o della fine del ventunesimo libro nel 2018)

esattamente un mese dopo dall'ultimo post, mi risiedo ad un'incasinata scrivania (l'unica che ho al momento, per altro) a scrivere di questo ventunesimo libro letto nell'anno. visto come sta andando la mia vita ultimamente, ovvero a casa in congedo di maternità obbligatoria per l'arrivo del terzo, pensavo di avere meno tempo per leggere, e invece mi sto accorgendo che, se ho dovuto rivedere le priorità per tante cose, la lettura riesco a tenermela buona e penso che sia per me una fortuna, che mi tiene sana di mente in molti momenti, che mi fa rilassare e trasporta lontano, come deve fare qualunque libro che non sia di algebra o fisica quantistica (anche se conosco persone che troverebbero il paradiso in libri del genere).

dicevamo, questo ventunesimo libro (il quindicesimo che ho letto di King sotto la supervisione di A. come sempre) è composto da quattro racconti dove il nostro Re sguinzaglia quattro paure, quattro incubi, tanto da far passare la voglia, in certi casi, di prendere un aereo. 

è così per il primo, I langolieri. 
durante un volo dell'American Pride, spariscono tutti i passeggeri tranne chi in quel momento dormiva o, come succede, era cieco. 
i superstiti inizieranno a fare i conti con le loro paure quando scopriranno di non avere nessuna torre di controllo dall'altra parte della radio e...nessuno in vita sotto i piedi, sulla terra che stanno sorvolando.
atterrati, grazie a un pilota non in servizio presente sul volo, capiranno di essere assediati da forme di vita potremmo dire aliene che divorano tutto quanto incontrano sulla loro strada.
solo grazie a un'intuizione di alcuni di loro, tenteranno il ritorno alla realtà, rischioso e pieno di incognite e che...

continuerò a prendere aerei quando se ne presenterà l'occasione, ma di certo questo racconto mi verrà in mente ogni volta, una volta in rotta verso la destinazione prevista e chissà se mi appisolerò o no.

Finestra segreta, giardino segreto ci racconta dell'ossessione di uno scrittore accusato di plagio da un altro presunto scrittore, il quale gli renderà la vita così infernale da farlo impazzire. tanto che...
è questo un delirio vissuto da King in persona, che anni fa venne accusato di plagio da una donna per il romanzo Misery, fatto che si rivelò poi non vero.

non scrivo libri (per ora?) quindi di plagi non mi preoccupo ma certo, penso che mi arrabbierei parecchio se ne fossi oggetto.

Il poliziotto della biblioteca mi era stato presentato da A. come il più appassionante dei quattro e arrivata in fondo, devo confermare che è veramente così. anche questo, come tanti, prende spunto da un fatto vero, ovvero il rifiuto del figlio di King di tornare in biblioteca per la paura che gli incuteva il poliziotto che ne era posto a guardia. prendere libri in prestito è una cosa semplice, normale, stimolante anche, visto che il tempo massimo di "noleggio" spinge a leggere più alacremente, e quindi a farci leggere di più, in qualche caso, ma...se non restituiamo i libri che cosa succede? e cosa potrebbe succedere se uno o più libri presi in prestito dovessero andare perduti? 
ancora una volta in questo racconto emerge la potenza e l'importanza del gruppo, il quale solo con la fiducia reciproca che porta coraggio e forza a tutti i componenti, riuscirà ad affrontare le conseguenze di questi interrogativi. e qui il pensiero vola a IT in un attimo. geniaccio di un King. 

penso che d'ora in avanti quando entrerò in una biblioteca/libreria, guarderò il gorilla all'ingresso con sottomesso rispetto.

Il fotocane invece ci porta gli occhi nel mirino dell'obiettivo di una fotocamera Polaroid Sun 600. regalata a un ragazzino di Castel Rock per il suo quindicesimo compleanno; presto la macchina rivelerà la sua stranezza, tanto da indurre Kevin, il proprietario, a "farla vedere" e poi distruggerla.
solo che non sarà così facile come pensava...


ho avuto una Polaroid, non ricordo più quale modello, ma l'ho avuta, andava di moda nella fine degli anni '80 e mi venne regalata per la Prima Comunione; il costo esorbitante della pellicola me la fece usare poco fino a quando si inceppò e, visto lo scarso utilizzo, finì richiusa in un armadio. anni dopo risaltò fuori e penso che da lì passò direttamente alla spazzatura - quando ancora non era differenziata - ma anche qui, quando prenderò in mano la reflex digitale, seppur digitale, accidenti a King, mi verrà in mente questo delirio.


ancora una volta, quindi, penso di poter dire che il vecchio Steve abbia adempiuto al suo dovere e siccome ogni volta, prima di inoltrare il lettore nelle sue storie, ci ringrazia, vorrei poter ringraziarlo io, questa volta, pur sapendo che queste parole seppur lanciate nella rete, rimarranno ferme qui, alla vista di pochi.
grazie Steve per tutto quello che mi hai raccontato e che ancora mi racconterai, mi hai fatto pensare a cose della mia infanzia (e non) che non avevo mai effettivamente messo a fuoco ma che, da chissà dove, hai tirato fuori con i tuoi racconti.
vediamo cosa saprai fare con The Outsider che hai pubblicato quest'anno.

Love,
MC


19/10/2018

+20 *** CON LA MORTE NON SI TRATTA *** BRUNO MORCHIO (o della fine del ventesimo libro nel 2018)

con questo romanzo del genovese Morchio pensavo di tornare tra i miei carruggi e luoghi tante volte percorsi a piedi, invece mi sono ritrovata in Sardegna, ma non in un posto qualunque, bensì in Ogliastra e zone limitrofe dove, per la prima volta in vita mia, sono stata in vacanza quest'estate per cinque giorni. incredibile! leggevo la descrizione dei luoghi e rivedevo con gli occhi i colori e le sensazioni visti e vissuti di persona.

Morchio però non mi ha lasciata a digiuno di genovesità, perché non ha omesso parole dialettali e colori tipici di noi liguri, che mi sono goduta veramente tanto e trovato decisamente appropriati, scovando un senso in più in quel passaggio arricchito di bellezze locali.

Bacci Pagano è impegnato nella ricerca di un giovane tossicodipendente che, a detta del padre, è in Ogliastra, appunto, dove si reca da Genova con il traghetto, a cavallo della sua Vespa, solo che capirà ben presto, anche grazie all'amico Virgilio, che c'è altro nel paesino sardo in cui si stabilisce per i giorni dell'indagine: c'è ben altro e di ben altro peso. 
lo scoprirà anche a sue spese, ma il tutto sarà allietato, inaspettatamente, dalla presenza di una persona a lui molto cara, con la quale riprenderà i rapporti dopo dieci anni.

storia intrecciata, descritta con grande stile e abilità, una competenza lessicale da affascinare il lettore e questa trasferta fuori Genova è stato un esperimento riuscito, perché come dicevo, Bacci porta ovviamente con sé il suo essere genovese dentro.
da leggere? oh sì, si si.

ultimamente ho regalato Rossoamaro (sempre di Morchio e qui recensito l'anno scorso) ad A. 
mentre leggevo Con la morte non si tratta mi convincevo sempre di più che è uno stile che il mio maestro di King avrebbe apprezzato e così, grazie allo shopping on line, detto-fatto gli è arrivato in mano il giorno seguente... 😎
vedremo cosa ne penserà, di mio credo che Morchio sia uno scrittore veramente talentuoso e sono doppiamente orgogliosa che sia un genovese doc.

Ora torno nel Maine per un po' con Quattro dopo mezzanotte di King, regalo di A. per i miei primi 40 anni 😋

Love,
MC

09/10/2018

+19 *** IL CLUB DELLE LETTERE SEGRETE *** ANGELES DONATE (o della fine del diciannovesimo libro nel 2018)

questo romanzo mi è stato consigliato dalla mia collega F., grande divoratrice di libri, colei che mi ha fatto conoscere la serie Outlander di Diana Gabaldon, e quindi sono andata sul sicuro.
"Marie Claire - come mi chiama lei - sono certa che ti piacerà!".
e sarà stato per tutta questa enfasi, per l'aspettativa, per quello che volete voi, a me questo romanzo non ha lasciato molto.
la storia è anche simpatica, poiché in uno sperduto paesino spagnolo, una signora inizia una catena di lettere anonime per far sì che la postina del paese non venga trasferita in città, lasciando il paesino senza ufficio postale e postino, dopo più di cento anni, grazie a un rinnovato movimento di posta.
attorno a questa intenzione, si sviluppa l'amicizia tra alcuni paesani e le vicende che si troveranno a condividere.

non è un brutto libro, solo che non è entrato nella lista dei libri rilevanti dell'anno, ma solo in quella dei libri letti, e che probabilmente, con molta sicurezza, pensandoci, non rileggerò mai. è un libro da ombrellone, ma ne ho letti di migliori della categoria.
la scrittura è scorrevole ma a tratti banale; sembra scritta da un principiante, alcune immagini prendono vita ma per descrizioni povere, insipide, che mi hanno fatto pensare più volte che frasi del genere le avrei potute scrivere anche io che non sono nessuno, men che meno una scrittrice.
insomma, non un bel giudizio, e mi domando come mai,  invece, sia stata indicata come una che lo avrebbe apprezzato. o chi me l'ha consigliato non mi conosce bene (e può anche essere) oppure proprio sono io che questa volta non ho colto, non ho sentito il libro.

ora prima di tornare a King passo un attimo nella mia città con Bruno Morchio e Con la morte non si tratta; vediamo in quali vie di Genova mi porta, quanto mi fa sognare ad occhi aperti.

Love,
MC

28/09/2018

+18 *** THE DOME *** STEPHEN KING (o della fine del diciottesimo libro nel 2018)

un mese e mezzo, quasi, mi ci è voluto per leggere questo bellissimo romanzo di King. ancora lui, ancora il vecchio zio Steve.

scritto nel 2009, in pieno governo George H. W. Bush, siamo a Chester's Mills, Maine (casa di King e di tutti i suoi romanzi) e una mattina di ottobre come tante cala sulla città uno strato di vetro. impenetrabile, inamovibile, incomprensibile cupola di vetro che in breve per gli abitanti della città diventerà la Cupola.
questo porterà a dividere la città in due, con chi resta al di là, i fortunati, diciamo, e chi al di qua, coloro i quali cadranno nella confusione, nel dubbio e nel buoi vero e proprio.

Dale Barbara, ex-militare dell'esercito degli Stati Uniti, è il primo a capire che si tratta di una cupola e sarà uno dei primi nemici di chi proverà ad approfittare di questa prigionia inaspettata, niente meno che il secondo consigliere della città, politico della peggior feccia, che però...

pochi giorni dopo l'arrivo della Cupola, alcuni giovani abitanti di Chester's Mill si imbattono in una scatola a cui, grazie ad uno di loro particolarmente intuitivo, attribuiscono la generazione della Cupola stessa e così in breve un gruppo ristretto di cittadini, capeggiati da Barbara, unirà le forze e il coraggio per affrontare definitivamente il problema e provare a liberarsi dall'oppressione di quello strato di vetro apparentemente alieno.

un romanzo lungo (1133 pagine) ma molto bello, che mi sono goduta con i miei momenti di fastidio per quello che stavo leggendo, di tenerezza, poi romanticismo e ancora rabbia e odio (si, odio) verso i cattivi; un romanzo interessante, che ancora una volta sottolinea la cattiveria gratuita e fastidiosa dei "forti" che vogliono prevaricare i deboli, o se vogliamo dirla diversamente, gli stronzi che provano a sottomettere i buoni e bravi.

da leggere? oh, sì! 😎
grazie, come sempre ad A. e al suo occhio di riguardo per la quipresente 💓

ora...ora passo per un momento a qualcosa che non è King ma Āngeles Doñate con Il club delle lettere segrete e vediamo un po' che effetto mi fa cambiare penna.

Love,
MC

24/09/2018

+17 *** IO SONO LEGGENDA *** RICHARD MATHESON (o della fine del diciassettesimo libro nel 2018)

questo romanzo horror e un po' fantascientifico l'ho finito in realtà il 7 agosto, ma riesco solo oggi a scriverne.
da quella data in avanti, infatti, la mia vita si è un po' modificata, tra trasloco sul litorale romano e ingresso in casa di un nuovo compagno di viaggio seienne, pertanto il tempo per il blog (per me in generale, diciamoci la vera verità) è andato un po' a farsi benedire... 😔
questa mattina, però, mi sono imposta di sedermi al pc, erano giorni che me lo dicevo e così mi sono ritagliata un po' di minuti per me e per la scrittura, che come la lettura mi fa sempre tanto bene allo spirito e alla mente.

con questo libro scritto nel 1954, Matheson ci porta in una cittadina americana in uno scenario post apocalittico, dove un solo uomo è rimasto, Robert.
esce solo di giorno alla ricerca di vampiri da uccidere, all'imbrunire si chiude in casa e attende che i suoi nemici circondino la casa nel vano tentativo di convincerlo a uscire per poter succhiare il suo sangue e nutrirsi, ma Robert resiste, nonostante ceda spesso all'alcool e alla disperazione nel ricordo della moglie tanto amata, lei stessa vittima dei vampiri.

spinto però dalla voglia di voler trovare una soluzione, prova a percorrere la strada dello studio scientifico per capire cosa ha trasformato i suoi concittadini in vampiri, allestendo un laboratorio di analisi cliniche in casa.
il contatto con Ruth, una donna che gli farà credere di essere umana ma che poi si rivelerà qualcos'altro, lo porterà alla fine, alla leggenda.

è un bel romanzo, che un pochino inquieta ma non troppo (viene sempre dai suggerimenti di A.) e che può essere letto con tranquillità: c'è di molto peggio in giro, in fatto di ansie e paure; 256 pagine di buona letteratura, mentre (mi è stato detto) il film omonimo del 2007 con Will Smith pare essere un aborto con tutti i crismi...

successivamente a Io sono leggenda ho preso in mano un altro King 😋 con The Dome, 1133 pagine di storia ambientata nell'era Bush Jr, che ancora sto leggendo e di cui spero di parlare non dopo due mesi dalla fine.

Love,
MC


14/08/2018

+16 *** CRONACHE MARZIANE *** RAY BRADBURY (o della fine de sedicesimo libro nel 2018)

l'ho finito settimane fa, Cronache marziane, ma per una marea di eventi che si sono verificati da luglio in avanti, e che si tanno ancora verificando, riesco a scriverne solo ora (nel frattempo ho letto un altro romanzo, di cui parlerò poi, e iniziato un nuovo King...).

si tratta dello stesso autore di Fahrenheit 451, e siamo in un tempo passato, per noi, ma che era futuro per i tempi di pubblicazione del libro (1950).
racconti tra loro apparentemente slegati, di uomini che dalla Terra vanno su Marte per fuggire allo sfacelo terrestre dovuto alle continue guerre atomiche e pur sembrando una fuga per salvarsi, apparirà presto, con molta chiarezza, che è una fuga colonizzatrice, poiché su Marte riproporranno tutto quello che conoscevano, facevano, erano sulla Terra.

mi è sembrato che l'autore abbia voluto far emergere il negativo che l'uomo può portare con sé quando emigra per salvarsi, capovolgendo poi la sua immigrazione in una colonizzazione, con tutte le conseguenze del caso.
mi è piaciuta la descrizione dei paesaggi, e la poca tecnicità del romanzo, per cui non c'è stato molto spazio per il lato scientifico di personaggi (i marziani) e dei razzi usati dagli uomini per raggiungere il pianeta rosso; ho trovato più spazio per la parte emotiva e sul finale mi sono commossa, sì, perché è venuta fuori tutta la necessità di umanità che ognuno di noi ha, dentro di sé, accompagnata dal bisogno di essere amati e amare a nostra volta.

mi è piaciuto e lo consiglio.

Successivamente ho letto Io sono leggenda, finito anche quello qualche giorno fa, di cui parlerò, spero, a breve.

Love,
MC

20/07/2018

+15 *** FINE TURNO *** STEPHEN KING (o della fine del quindicesimo libro nel 2018)

con Fine turno finisce la trilogia di King che più mi ha appassionata, soprattutto, direi, proprio grazie a questo ultimo libro.
tutta la tranquillità dei due libri precedenti, romanzi verosimili, con niente di preoccupante se non qualche particolare un po' fastidioso circa rapporti tra consanguinei o una profonda e continua cattiveria d'animo presente in Brady, in questo terzo libro ce la dimentichiamo perché King torna in sé facendoci venire i brividi con un fantasy molto poco verosimile, ma che ti inchioda lo stesso il libro alle mani.
cattiveria di Brady e inverosimile si fondono, ma la concretezza e realtà di Hodges e Holly, con Jerome da un certo punto in poi, resiste prepotentemente all'assurdo, all'impossibile che Brady incarna. con la loro esistenza piantata bene per terra, l'umanità fragile che portano con sé e che esploderà sul finale, il contrasto con l'irrealtà è tale che penso sia proprio l'elemento che non farebbe mai posare il libro. più volte l'ho dovuto fare a malincuore; in condizioni ottimali, (leggi in vacanza al mare) Fine turno l'avrei letto in tre giorni.

la meravigliosa bellezza di questo libro è, oltre a questo contrasto reale/surreale, la fenomenale abilità di King far provare rifiuto, fastidio, rabbia per buona parte delle pagine per poi sciogliere tutto nelle lacrime alla fine. lacrime vere, commozione pura, tristezza viva.
non so quanti siano in grado di fare questo, so solo che son grata ad A. per la scoperta di questo tesoro letterario.

penso metterò questa trilogia sul podio di King insieme a IT e a La zona morta. decisamente sì.

ieri sera ho iniziato Cronache marziane di Ray Bradbury, lo stesso di Fahrenheit 451. 

(e intanto oggi è il mio giorno libero, ho mal di testa e lunedì e martedì ci sarà il trasloco. aiuto).

Love,
MC

13/07/2018

+14 *** CHI PERDE PAGA *** STEPHEN KING (o della fine del quattordicesimo libro nel 2018)

secondo libro della trilogia, seguito di Mr. Mercedes, questo Chi perde paga appare quasi come un romanzo non-alla-King perché non c'è horror, non c'è ansia (o almeno non più di tanto e comunque innocua) non c'è paura, pur restando la necessità di dover leggere per sapere, per vedere che cosa succede.

è un bel libro, stile King ma che definirei più morbido, leggero, probabilmente di passaggio tra il primo e Fine turno (che ho già iniziato).

torna William Hodges, il detective in pensione che non riesce a star lontano da indagini e che ora, insieme a Holly ha fondato una società di investigazioni private.
i due si sono in qualche modo salvati a vicenda: Holly con Hodges è uscita dalla depressione e sta a galla con lui, per lui; Hodges si è rimesso in carreggiata anche per lei, oltre che per la sua stessa salute (visto l'incontro ravvicinato che ha avuto con un infarto in Mr. Mercedes)
Jerome, il giovane amico di Hodges, è all'università ma le vicende che dovranno affrontare li porteranno a riunirsi perché squadra che vince non si cambia.
e loro vincono e questa volta hanno a che fare con la morte di uno scrittore ucciso per i suoi ultimi scritti, inediti, nel 1978, per mano di tre uomini.
questi scritti (e non solo) verranno in mano a un adolescente per una serie di coincidenze e finiranno per influenzare la sua vita e quella della sua famiglia...e qui arriva Hodges.

ma King non si è dimenticato di quello che era successo nel libro precedente...e non si dimentica, vecchio volpone, che il suo bisogno primario come scrittore è farci venire l'ansia, così se per tutto il libro si beve tranquillamente un succo di frutta, una birra o un aperitivo alcolico sotto l'ombrellone, col venticello fresco sulla pelle, alla fine ci si ferma, si manda giù l'ultimo sorso e si posa lentamente il bicchiere sul tavolino perché no, no, non può essere veramente. davvero parla?

Love,
MC

28/06/2018

+13 *** MR. MERCEDES *** STEPHEN KING (o della fine del tredicesimo libro nel 2018)

sembrerebbe che io non possa fare molto a meno di King, visto che a un paio di libri letti dopo IT sono tornata dritta dritta tra le braccia del grande Re con l'ultima trilogia pubblicata negli Stati Uniti nel 2014.
e in effetti è così, penso sia definitivo, ufficiale ormai, che più di tanto non si riesca a star lontani dal suo stile una volta che lo si è assaporato, bevuto, goduto.
e dopo i suoi libri letti, dopo il capolavoro di IT non posso non dire di non essere una sua fan, cosa che non avrei mai più pensato - ma questo ormai si sa.

di questo passo finirò per leggermi tutti i suoi libri in attesa di nuove pubblicazioni? è probabile, chissà, intanto sono in ballo con questa trilogia (ho già iniziato il secondo libro) e posso dire che Mr. Mercedes intriga, stuzzica la voglia di andare avanti (che è poi il motore principale di un romanzo...), fa sorridere a volte ma disturba in altrettanti momenti se non di più, con alcuni passaggi veramente fastidiosi, che perché lontani anni luce dal fantastico (quindi reali, possibili) rompono le scatole, urtano, scrollano le spalle della sensibilità umana. non solo: quando entra in scena Mr. Mercedes si sente dentro lo stomaco una corda che inizia a girarsi, a bagnarsi e a diventare rigida per poi annodarsi e restare lì.
la storia si snoda nel 2009 e vede Brady-Mr. Mercedes, folle attentatore e Hodges, ex poliziotto in pensione che si trova a dargli la caccia e per quanto la bontà di quest'ultimo, il suo rifiorire con questa indagine, stemperi un po' l'aria, la follia di Brady aleggia per tutto il libro e porcamiseria il finale ti spiazza perché no, non è possibile che succeda veramente, accidenti a lui!

la storia di amore e passione di Johanne e Hdges mi ha fatto sognare, anche se penso che King in qualche momento abbia esagerato con qualche sberla di troppo sul cuore del lettore ma la storia è quella e il Re l'ha dipinta benissimo come al suo solito, lasciandomi dentro l'urgenza di iniziare Chi perde paga il prima possibile, cosa che ho fatto non appena A. me ne ha dato la possibilità (prestandomi il secondo libro, dopo averlo letto lui) ovvero due giorni fa. sono già immersa nella lettura.

mi avvalgo di decretarne la necessità di leggerlo a trilogia ultimata, ovviamente, ma le premesse ci sono tutte, indistintamente, rigorosamente tutte perché il mio giudizio sia questo e non un altro.
è solo questione di giorni.
vado a leggere.

Love,
MC

18/06/2018

+12 *** QUELLO CHE TI MERITI *** ANNE HOLT (o della fine del dodicesimo libro nel 2018)

mi spiace dirlo ma questo romanzo è assolutamente irrilevante. la sua assenza nel mondo dei libri non provocherebbe alcun disastro o squilibrio mentale ai lettori, anzi.
di circa quattrocento pagine, mi ci sono volute almeno cento pagine per capire il filo della storia e capire chi era chi (visti i nomi norvegesi, difficili da memorizzare) e solo la mia testardaggine mi ha fatto desistire dal lasciarlo a metà. sono voluta andare avanti lo stesso ed ora, arrivata in fondo, posso dire che va beh, l'ho letto tutto, carino ma niente di che. un giallo che, ripeto, poteva anche essere risparmiato. 
un folle che, non si sa per quale vero motivo, rapisce bambini, li tiene prigionieri e poi li fa fuori con un'iniezione letale ma difficile da riscontrare con l'autopsia.
la storia non decolla, non travolge il lettore e anche il rapporto tra Yngvar e Johanne resta lì, appeso tra le paturnie di lei e gli atteggiamenti equivoci ma frenati di lui...

insomma, da leggere? direi proprio di no e come ho già detto qualche post fa, non so più nemmeno come mai sia presente nell'ebook, fatto sta che penso proprio che lo eliminerò per far spazio a qualche meritevole collega, che va beh che l'ereader ne ha di spazio, ma cerchiamolo di farlo diventare una libreria portatile di romanzi belli e candidabili a una rilettura, no?

subito dopo ho ripreso in mano un King (non posso stare molto tempo senza di lui! 💓) con il primo di una recente trilogia, ovvero Mr. Mercedes, che A. mi ha prestato e che ha appena finito di leggere.
questa vicinanza di lettura ci porterà a parlarne all'infinito, anche se so già che potrà disturbarmi ben più di quanto ha fatto IT, perché là il male era comunque fantasioso, qui sembrerebbe di no.
per ora ho percepito poco fastidio ma fidandomi di A., mi aspetto problemi. intanto leggo ovunque, in metro, in treno, al lavoro in pausa, a notte fonda quando mi tocca stare ancora su per completare la digestione della cena...

Love,
MC

29/05/2018

+11 *** IT *** STEPHEN KING (o della fine dell'undicesimo libro nel 2018)

non avrei mai pensato di leggere i libri di Stephen King. 
non avrei mai pensato di leggere IT in vita mia.
ma siccome la gente cambia, parla, conosce, prova, può capitare che quello che ha conosciuto e provato sia stato di suo gradimento...di suo altissimo gradimento e quando succede, si deve andare avanti per forza. mi è successo e sono dovuta andare avanti per forza. e sono felicissima di averlo fatto. (e quindi devo dire grazie ad A. ancora una volta, per questo e per tutto il resto. tu sai).

IT è per me uno dei più bei romanzi letti in tutta la mia vita e non lo reputo un romanzo horror, nonostante quello che si creda: se dovessi descriverlo nello spazio di una riga, direi che è la storia di una grande amicizia. ebbene sì. di un'amicizia particolare che lega per venticinque anni sette persone: Big Bill, Eddie, Richie, Ben (Covone), Stan, Beverly e Mike che si conoscono da bambini, nell'estate del 1958 a Derry, nel Maine, quando hanno tutti undici-dodici anni.

sono un gruppo di Perdenti, vittime dei bulli della scuola per i più cattivi, stupidi motivi per cui dei coglioni possano maltrattare altri coetanei, ma oltre a questo si legano velocemente l'uno all'altro perché di fondo hanno qualcosa di diverso dagli altri, sono ai margini. uno è afroamericano, un altro balbuziente e ognuno di loro, chi più chi meno, vive situazioni familiari difficili: un padre violento; i genitori indifferenti, rimasti fermi al momento in cui il figlio minore viene trovato morto vicino a un tombino, in un giorno di pioggia; una madre eccessivamente apprensiva...
si trovano per caso e naturalmente si amalgamano, si fondono, si addomesticano a vicenda, direbbe Antoine de Saint-Exupéry.

il loro legame nasce per caso ma per un motivo speciale, preciso.
a Derry vengono trovati morti bambini e adolescenti, uccisi con violenza, sfigurati e i fatti, con un'attenta analisi, avvengono ciclicamente, in tempi cadenzati, precisi. 
è qualcosa di maligno che agisce a Derry, è IT e IT torna ogni venticinque anni, striscia sotto le case di Derry, dentro, intorno, agisce ma nessuno lo vede, lo percepisce. nessuno se non questi sette amici che, insieme, uniti e altro che uniti, lo affronteranno in due momenti diversi delle loro vite, da bambini e da adulti.
quando si ritroveranno nel 1985 la loro amicizia sarà rimasta la stessa di quando erano bambini, ma anche diversa, un'altra, contaminata dalla vita, dalle scelte fatte, dalle esperienza vissute e quelle perse, quelle sognate e quelle effettivamente realizzate.
IT è il male e fa paura, una paura d'inferno a ognuno di loro, incarnando ogni loro incubo personale, ma capiamo alla fine che è solo una scusa intorno a cui girare per dirci quanto diventare grandi, adulti, sia difficile e quanto anche sia difficile accettarci per come siamo adesso, adulti, diversi da come ci sognavamo quando eravamo bambini.
è la storia di una grande amicizia, fa commuovere per il romanticismo che ha dentro ma è anche capace di far tremare le vene ai polsi per l'ineluttabilità delle conseguenze che certe scelte portano con sé, quando ti accorgi che ormai è andata. forse, almeno. o molto probabilmente.

non vedrò mai il film per alcuni motivi: intanto non voglio sporcare le immagini che le descrizioni di King mi hanno disegnato nella mente, me le tengo lì, ferme, come si sono create mentre leggevo e poi perché il film parte da un libro, mica il contrario, quindi mi attengo solo alla fonte della storia e me la godo così.
ho constatato con molto piacere, infine, che tante sono le strizzate d'occhio che King lancia a Il signore degli Anelli di Tolkien, i richiami sono più che mai presenti in questo libro.

è un libro da leggere? SI. 
sì se volete godervi un romanzo, sì se volete conoscere l'arte dello scrivere, sì se volete provare un senso di vuoto dopo, pensando cosa cavolo posso leggere adesso, dopo un libro del genere?

io ci provo, a leggere nel senso letterale del termine, non so come andrà, non so cosa proverò, ma intanto per avere gli occhi puntati su fiumi di parole ho iniziato Quello che ti meriti di Anne Holt, di cui sinceramente non ricordo il motivo per cui si trova nel mio ebook. consigliato da qualcuno?  boh! arrivato da qualche amico in versione pirata? mah! comprato di mia iniziativa? Non saprei...
ma so già, con estrema certezza, che resterò delusissima.

Love,
MC

...e andatevi a leggere IT!

Post in evidenza

 Ventotto libri da gennaio 2026, circa cinque e mezzo al mese, più o meno, è quanto ho combinato con il mio ebook, per lo più, fino ad ora i...