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12/03/2020

40 GIORNI SENZA SOCIAL - giorno 15

il mondo è cambiato.
così si apre il primo capitolo della trilogia cinematografica de Il Signore Degli Anelli e non posso che dirlo anche io, perché dall'ultimo aggiornamento ad oggi, il mondo, il mio mondo, il nostro mondo, quello che conosciamo di più, è veramente cambiato. qualcuno lo riconosce? 

sono a casa dal lavoro da mercoledì, in attesa del decreto del Governo che mi dica quanti giorni mi concede per continuare a prendermi cura di me e degli altri e a che prezzo; in questi giorni casalinghi, a volte ripenso ai miei nonni e alla guerra che hanno vissuto, con tre figli piccoli e le corse nei rifugi quando suonava la sirena di un bombardamento imminente. qui non suonano le sirene, non cadono le bombe ma lo stesso si respira tensione, paura, nervosismo, che lo si voglia ammettere o no. siamo spaventati, c'è poco da girarci intorno. 
più che dal virus in sé, però, penso siamo spaventati dalle regole da seguire, dalle strade vuote, dagli ingressi scaglionati al supermercato, dai negozi chiusi che manco ad agosto...siamo spaventati perché non è mai successo, non abbiamo mai vissuto una cosa del genere, nemmeno Chernobyl ribaltò tanto la vita di noi italiani: abbiamo lavato l'insalata con l'amuchina (sempre presente) per un bel po', non abbiamo comprato certi prodotti per un altro po' ma poi, alla fine, siamo sopravvissuti.

e in questa che sembra in tutto e per tutto un' anomalia temporale (come se con la macchina del tempo di Doc, fossimo capitati in un marzo 2020 alternativo), quando i social sono la cosa che più che mai unisce, io continuo ad averli spenti. 
Facebook non mi manca nemmeno lontanamente, quasi non mi viene più in mente, mentre Instagram sì, mi manca. soprattutto mi manca il sapere come stanno alcuni contatti che seguo e che vivono in Alto Adige (due maestri di sci dell'Alta Badia, un albergatore delle stesse zone...) o in che stato sono le piste delle Alpi (vuote ma con ancora metri di neve, magari...che peccato!) così come mi piacerebbe sapere in tempo reale cosa dicono dall'altra parte dell'Oceano vari profili che seguo, com'è la percezione e la vita negli Stati Uniti...

davanti a questa mancanza, mi sono detta che vista la situazione avrei anche potuto revocare i #40giornisenzasocial e fare di nuovo login a Instagram, ma poi ho pensato che no, continuo, rifiuto l'offerta e vado avanti. manca meno di un mese alla fine, è tanto ma ci provo. voglio vedere davvero l'effetto che fa. 
vorrei poter scrivere più spesso, questo sì, ma nonostante non stia andando a lavorare, il tempo vola e i momenti di pausa durante la giornata non sono così tanti come si potrebbe pensare.

un pensiero di questi giorni è che non so se ci ricorderemo più, quando torneremo alla normalità (perché ci torneremo, anche se adesso ci sembra di no e abbiamo la sensazione che questo porterà semplicemente alla fine del mondo) com'è il traffico per strada il lunedì mattina, la coda al supermercato -quella più lenta perché scegliamo sempre la cassa sbagliata- il salutare con un abbraccio e un bacio una persona a cui vogliamo bene...

forse ci baceremo tutti sempre, almeno per un po', perché avremo capito quanto ci sono mancati e quanta è la bellezza di un abbraccio e di una carezza; ci metteremo a parlare con chiunque in fila alla cassa, semplicemente per la voglia di parlare con chi abbiamo vicino e non ad almeno un metro di distanza; nel traffico, saremo più pazienti, lasceremo attraversare i pedoni che camminano sulle strisce pedonali e rispetteremo i limiti di velocità, perché sarà così bello guidare per andare a trovare i nostri aprenti, dall'altra parte del grande raccordo anulare....
ci piacerà di più tutto quello che potremo fare, che adesso dobbiamo tener lontano da noi per il bene nostro e degli altri e che comunque un social non potrà mai sostituire.
chissà come ci sentiremo, quando tutto sarà finito...

Love,
MC

07/02/2018

C'E' SEMPRE UN PO' DI TRAMONTO...

un paesaggio al tramonto e ho di nuovo modificato la grafica del blog. 😎
non è una cosa che faccio spesso, ma quando mi prende, poi ci passo le mezze ore a vedere, scegliere, cambiare i colori, le grandezze, il tipo di carattere...
per quanto mi avvalga di immagini e impostazioni già scelte da altri per evidenti incapacità in fatto di costruzione di siti web (ecco, mi servirebbe un amico smanettone che si immolasse alla causa e mi aiutasse...ma mi manca nella lista!) cerco di renderlo il più possibile specchio della mia personalità, almeno di quella di quel momento.

io, nel tramonto dell'Alto Adige...
la giornata di oggi porta a stare al chiuso, piove e fa freddo e quindi, libera dal lavoro, la sto trascorrendo tra lettura del nuovo caso per Bacci Pagano  -sul letto, con la copertina di pile addosso- il pc -con accanto la tazza tirolese della tisana, sempre tirolese 😍 dove si sente il profumo dei campi di fieno appena tagliato- e pensieri vari nella testa, tra cui domande presenti dal risveglio, che hanno trovato risposte.
tra queste una, ovvero la netta, forte, concreta presa di coscienza che non potrò fare a meno di alcune persone ormai parte della mia vita. non più, non adesso e nemmeno in futuro.
rendermi conto di questo mi ha fatto sentire viva, oggi. un po' più viva di ieri e di ieri l'altro.

ma andiamo avanti, perché nonostante queste cose belle, alcune molto bellissime -e non intendo la tisana nella tazza tirolese o Bacci Pagano-  c'è sempre un po' di tramonto nella mia vita, un po' di penombra, una dose di luce calante che, se normalmente fa vedere particolari in altri momenti nascosti e avendo del bello in sé, da un po' di tempo associo a uno stato d'animo malinconico, a tratti amaro.

di questo si tratta, questo sento sulla lingua dal famoso 23 maggio e poi dal 6 luglio 2017, momento del passaggio effettivo, ufficiale, definitivo, da un tutto sommato piacevole paesaggio ombreggiato, a tratti soleggiato e caldo, con momenti di vento e autunno e qualche scroscio d'acqua, a un deserto totale, dove aridità completa e assenza di riparo la fanno da padrone.
una Valle della Morte per impiego, praticamente.
sì, mi riferisco al lavoro; al cambio di padrone, più che altro, ecco.
ha sempre il coltello dalla parte del manico, il capo, sempre, mica dico di no, ma se fino a questa estate ci sembrava di avere anche noi una posata in mano con cui poter fare qualcosa, ogni tanto, da luglio ci siamo ritrovati sì e no con uno stuzzicadenti, per giunta inumidito, che si piega da solo senza manco farsi sentire appuntito.
sto provando direi quotidianamente un senso di impotenza, frustrazione, rabbia, insofferenza mai provate prima, mai così tanto, mai così di continuo. il lavoro è lo stesso da otto anni, ormai, io sono più o meno la stessa (più vecchia di otto anni, occhei) e se prima ne uscivo diciamo normale ed oggi incazzata ogni volta....qualcosa dipenderà anche dal capo. o no?
la domanda ha una risposta e non è negativa.

si cerca di tener duro, ci facciamo forza a vicenda tra colleghi, ci ascoltiamo e aiutiamo, ma non sempre è facile, non sempre si trova la spinta.
il calendario gira, l'orologio pure, ma è sempre l'ora del tramonto. e la cosa non torna.
ha da andar via 'sto sole, prima o poi, per risorgere chiaro e limpido, per mostrarci una valle fertile e verdeggiante, dove cambia il tempo, certo, ma dove ci sono rifugi lungo il cammino, per ripararsi dalla pioggia più forte...perché comunque sia, è anche bello camminare sotto la pioggia leggera, quando il sentiero è sicuro e senza pericoli. parola di girlscout.

Love,
MC

28/11/2017

BASTAAAA!

sono arrivata a livelli di fastidio così alti, al lavoro, ormai, che le domeniche, il giorno libero infrasettimanale o, addirittura un fine settimana internamente libero mi sembrano più deleteri che utili.
intendiamoci, non che sarebbe meglio lavorare senza sosta sette giorni su sette, proprio no, solo che per fortuna mia il giorno libero mi libero così tanto il cervello, riesco interamente ad allontanare da me la parola e la sensazione lavoro che ogni volta, al rientro, mi sembra sempre tutto difficilissimo.
faccio una gran fatica a rimettermi in carreggiata e ogni volta la prima telefonata è una montagna da scalare. soprattutto perché negli ultimi tre turni di lavoro, ovvero giovedì e venerdì scorsi, insieme a ieri (oggi era il mio giorno libero, ndR) le chiamate sono state rispettivamente 45, 46 e 47. in 6 ore, sì, per la precisione 5,30 effettive. ogni giorno una in più che porcadiunamiserialadra, se continua così è la volta che prendo e parlo. perché sì, qui si parla di sfruttamento delle persone, nient'altro.

sono arrivata al limite, la pazienza è andata a farsi benedire mesi e mesi fa, ma adesso uscire da là ogni giorno con il vomito (letteralmente) e la sensazione di fastidio fisico, proprio percepito addosso, sulla pelle, è troppo. soprattutto non mi sento importante come persona. che ci sia io lì o altre due orecchie, poco cambia. anzi, a ben vedere sono pure una rogna perché, ahiloro, costo molto di più rispetto a uno di quei disgraziati con contratti vergognosamente resi legali dai nostri ex governanti...

è il caso che mi fermi qui. sono troppo carica per tenermi a bada le dita sulla tastiera...
spero solo di piantare lì tutto molto presto. ovunque sia, ma il prima possibile.
ho dato tutto quello che potevo, senza aver mai avuto niente in cambio, men che meno succederà in futuro, pertanto.....adieu!

Love,
MC

26/11/2017

+34 *** CI PROTEGGERA' LA NEVE *** RUTA SEPETYS (o della fine del trentaquattresimo libro nel 2017)

questo libro è un intreccio tra fantasia e realtà, tra immaginazione e fatti storici realmente accaduti, il che spesso risulta una combinazione vincente.

siamo nel 1945 e il Terzo Reich è invaso dai russi; Joana, giovane infermiera lituana, scappa trovandosi presto accanto a compagni di fuga diversi per età, provenienza e storia. ci sono Emilia, una quindicenne polacca, incinta di un soldato russo che ha abusato si lei e Florian, prussiano che custodisce un pericoloso segreto. 
la Wilhelm Gustloff
si troveranno a fuggire insieme a Klaus, bimbo rimasto solo e Heinz, il poeta, l'anziano calzolaio che darà spesso senso a tanti degli eventi che li investiranno.

"I bambini e i giovani, siete voi quelli sfortunati. Questa guerra ha ucciso molti futuri..."

il romanzo si immerge nella Storia quando i protagonisti riescono a imbarcarsi sulla Wilhelm Gustloff la quale però, con il suo destino, scombussolerà quello di tutti.

un libro che viene dalla libreria delle zie di Genova®, è una bella storia che mi ha fatto conoscere la Wilhelm Gustloff, di cui, confesso, ignoravo esistenza ed epilogo.

Ora torno a King con A volte ritornano, seguendo l'indicazione di A. 

in tutto ciò, oggi è domenica, è il 26 novembre e questo mi dice che il tempo quest'anno si è volatilizzato. sei mesi fa iniziavamo a sporgerci dal baratro lavorativo in cui io e altre centinaia di colleghi siamo finiti e da cui, prima o poi, probabilmente ognuno per sé, usciremo. me lo auguro e ce lo auguro quanto prima. 
chi ci comanda, non ci merita. nella nebbia spessa e oscura in cui stiamo brancolando, questa è l'unica cosa chiara. 

Love,
MC

23/11/2017

COME I MIEI CLIENTI

in questo momento mi sento molto rompipalle, come uno dei tanti clienti che mi chiamano per dirmi che la connessione internet non funziona ma io il canone lo pago: siete dei ladri! vi denuncioooo 

spesso i suddetti non sanno che la connessione dati del loro cacchiodismartphone è spenta, ma certo loro non l'hanno mai toccata, fino a ieri funzionava! e quando gli chiedi di controllare ti dicono ma nooooo, è attiva, poi vanno a vedere e chissà come, quella è spenta ed eccolo lì, il silenzio dall'altra parte della cornetta, sabbia nel deserto, vento che fischia tra le rocce...

mentre io qui, adesso, con modem acceso e bolletta pagata per davvero, mi ritrovo con una connessione che dire schifosa è poco.
mi sta sulle scatole sta cosa, soprattutto perché nessuno mi leva dalla testa che per indurmi a passare alla fibra, Telecom mi faccia avere un servizio adsl del cavolo.
solo che io alla fibra non ci passo e, anzi, lascerò Telecom col trasloco in altri lidi. che mi son proprio rotta di questa manfrina!

oggi mi sto sulle balle da sola.
bene. ottimo.

Love,
MC

28/08/2017

+27 *** QUATTRO TAZZE DI TEMPESTA *** FEDERICA BRUNINI (o della fine del ventisettesimo libro)

no. non ci siamo.
mi spiace dirlo ma questo Quattro tazze di tempesta non mi è piaciuto neanche un po'.
ci racconta il tradizionale, annuale, incontro tra amiche italiane a metà Francia, a cui da anni queste quattro sono fedeli in occasione del compleanno di una di loro. ognuna arriva all'appuntamento sempre col suo bel bagaglio emotivo dietro, con qualche novità che scompiglierà gli animi, con un po' di rabbia da sfogare con chi si sa ci vorrà comunque sempre bene...
sarebbe stata una buona occasione per far venir fuori un connubio di vite, uno scambio di cuori e amicizia, per far scatenare 'ste quattro tempeste in quattro tazze, e invece la storia non è mai decollata, è sempre rimasta sulla pista di rollaggio e pure a mezza velocità. 
la Brunini non ha avuto forse la forza di spingere sull'acceleratore, non lo so, ma questo romanzo non mi è piaciuto e resterà lì per sempre. fermo. non lo riprenderò in mano e no, non lo consiglierò. no, nemmeno per un pomeriggio sotto l'ombrellone.
I'm sorry but...
subito dopo sono tornata a King e al suo 22/11/1963, sempre su segnalazione di A. e che dire...

1) sono affascinata, di nuovo, dalla capacità narrativa di King. ha ragione A. quando mi dice che andrebbe studiato a scuola come esempio di scrittura creativa, semplice ma efficace e diretta, che resta.
2) sono 848 pagine, sono a pagina 102 ma il numero delle pagine non mi spaventa, ho letto altri libri paragonabili per lunghezza e, anzi, penso che chissà cosa diavolo s'è inventato e meno male che ce n'è tanto, così non finisce subito!;
3) devo sapere come va avanti, quindi oggi che starò a casa - visto che nell'ultima settimana ci sono stata solo per dormire-  leggerò, leggerò e leggerò: mi voglio ammazzare di parole.

intanto inizia oggi per me un'altra settimana di ferie, che visto il rientro da folli che ho vissuto da lunedì 21 agosto (per la follia che ho dovuto affrontare, vedere, cercare di tener lontana da me) mi fa proprio bene. mi fa male per qualcosa d'altro, ma cercherò di tenere botta, barcamenandomi chissà come... 

per quest'ultimo sprazzo di ferie estive non credo che andremo via se non, forse, per un paio di giorni in Puglia per questioni più che altro logistiche che turistiche (anche se un bel bagno in Adriatico pugliese mi piacerebbe assai) ma visto che questa estate il sole preso è stato quello di Fregene e in tanti mi hanno detto "ma dove sei andata al mare, sei abbronzatissima?!?!"  ho potuto constatare direttamente che il sole di Fregene colora la pelle -bene, per giunta- come quello della Thailandia 😎 a molti meno euri, e di questi tempi...😁

Love,
MC

03/08/2017

CICALE NOTTURNE

parlare del caldo soffocante che c'è su Roma da giorni non è certo l'idea dell'anno, ma sto facendo un test: voglio vedere se scrivere al pc fa sudare come stare fermi, seduti, a fare niente.
dovrebbe, perché qui si pensa e si muovono, seppur di poco, le mani.

ieri sera ho provato a dormire intorno alle 23:30, alle 0:45 ero ancora sveglia e le cicale non si erano ancora fermate di cantare.
casa nostra è in una zona piena di alberi, per fortuna, che in estate ospitano miliardi di cicale, per sfortuna. ci sono giorni in cui sì, cantano, fanno da sottofondo quasi piacevole e d'altronde è estate e anche loro devono fare il loro lavoro, ma in dieci anni di vita qui non le avevo mai sentite cantare a sera così inoltrata. 😥 preferisco molto di più il canto dei grilli notturni, ma quelli ci sono in campagna e quando fa un po' meno caldo... 

non so se a un certo punto della notte si siano fermate, perché per mia fortuna ho dormito, so solo che alle 7:25 questa mattina erano già in attività. ora fuori c'è un gran casino, manco a dirlo: chi parla al telefono con me le sente attraverso la cornetta. rumore assordante.
questa mattina alle 8:30 sul balcone a nord, all'ombra, il termometro segnava 29°C.

tra un'ora devo uscire per andare a lavorare per il penultimo giorno di purgatorio (se non mi sciolgo sull'asfalto nel tragitto casa-macchina e macchina-ufficio) dopo di che domani dalle 14:01 sarò libera per due settimane e i bisognosi di psicoterapia avranno altre orecchie ad ascoltarli, altre menti a mandarli a quel paese, altre voci a dire cose diverse da quelle veramente necessarie (leggi butta il telefono e non mi sbomballare).
poi si rientra il 21, ma intanto pensiamo che oggi è il 3 agosto e basta. un giorno alla volta.

Love,
MC

Ps confermo: scrivere al pc fa sudare.


23/07/2017

QUELLE GIORNATE UN PO' COSI'

...capitano ogni tanto, capitano a tanti, forse a tutti.
ieri è stata una di queste giornate, per me.

ho lavorato dalle 13 alle 18, parlato con trenta persone diverse per età, educazione (nel senso di buongiorno, scusi, per favore a volte quasi commovente, più spesso inesistente), problemi, richieste... nel lavorare avevo intorno i soliti colleghi, persone conosciute - alcune di più alcune di meno - eppure mi sono sentita un'estranea tra estranei.

non c'è stato molto tempo per guardarsi in faccia ma ieri come non mai ho sentito un senso di solitudine, di vuoto, pur contornata da gente che vedo quotidianamente.
avevo il cuore pesante, in qualche momento ho avvertito proprio un macigno sulle sue sponde e avrei fatto tutt'altro che stare lì ad ascoltare lamentele insulse e ripetute all'infinito di gente che non sa come mai, accidenti, ho finito le soglie internet, che mica ho navigato più degli altri giorni, ma com'è, ma come non è... 

in qualche momento ho dovuto spedire indietro le lacrime, affiorate nei momenti peggiori.

sono stanca di questa gente, di questi modi, di queste parole, di tutto. ma lo sono da un po', non da ieri: tutta la forza e la pazienza che ho avuto negli ultimi sette anni e mezzo si sono dissolti dalla fine maggio, più o meno, e non riesco più a ritrovarle in me.
la forza, la pazienza e la passione che so (bene) di avere e dove trovare, voglio restino intatte per le persone veramente importanti, per le cose della vita che sono in cima alla mia classifica e che si meritano tutta la mia attenzione.
tutte queste cose belle che ho, cercherò di non farmele portare via da quattro stronzi: le loro non sono ragioni valide per farmi cambiare, per trasformarmi in una me avariata, in una me non me. devo lavorarci, però, difendendomi con unghie e denti, per far sì che fuori da là o chi è là dentro e fa parte di me, possa trovare sempre la miglior MC possibile.
per me, per loro. perché sì.

Love,
MC

03/05/2017

+12 *** AFTER #1 *** ANNA TODD (o della fine del dodicesimo libro nel 2017)

ho letto queste 446 pagine in sei giorni, di cui le ultime trenta poco fa. 
dovevo per forza sapere come andava a finire prima che la giornata di oggi passasse e per fortuna questa mattina sono a casa e non ho niente da fare, così ho potuto mettermi l'animo in pace e venire a sapere che Hardin...è proprio uno stronzo. 😖

in effetti sembrava tutto troppo bello e magicamente diverso da prima, e Tessa era quasi sconvolta quanto me della piega che aveva preso il suo rapporto con lui, il suo comportarsi con il padre, la matrigna e la nonna, risbucata nella vita di Hardin dopo anni...
lei ci crede perché lo vede ma entrare in quell'ultimo bar le farà scoprire che questa meravigliosa storia è stata un gioco, un gioco per soldi, una stupida sfida tra maschi.

è un romanzetto da femmine americane, compagno di banco di Matching Scars (anche se quello è più corposo, ha un po' più di sostanza) che va bene per staccare il cervello dal mondo quotidiano fatto, nel mio caso, di menate continue lunghe cinque ore.
Anna Todd

è una saga da comprare sicuramente in promozione e in ebook, non è il libro della vita e va giusto bene per rilassarsi, meglio ancora se sotto un ombrellone o in un prato, anche se la Todd è brava a metterci la dose giusta di sale per tenerti sulla corda e farti dire, finito il primo, aspetta che ora inizio subito il secondo...

e quindi finito qui passo al #2 - Un cuore in mille pezzi che non promette niente di buono 😅 ma c'è da sapere fino a che punto Tessa e Hardin si spingeranno.
sarà forse qualcosa di prevedibile, ma leggo, ormai ci sono dentro...

Love,
MC

28/04/2017

A GENOVA

venerdì sera, ore 22:33.
finito di lavorare un'ora e mezza fa, dopo aver parlato con trentuno (31) minchioni di clienti che NON leggono gli sms che ricevono - mentre chissà quanto diavolo di tempo perdono a leggere palate di idiozie sui vari facebook, twitter, whatsapp e quant'altro.

mi rendo conto che leggere col cervello acceso una comunicazione che ti manda il tuo operatore telefonico sia molto difficile, non essendo un contenuto proveniente da un amico, dal marito, dall'amante; quindi aprire l'sms e guardarlo è uno sforzo intellettuale al di là delle normali capacità umane...figuriamoci poi posarci gli occhi sopra per leggerlo con annessa comprensione del testo, equivale praticamente a chiedere a un bambino di prima elementare di tradurre un testo dal greco!
Genova

insomma, ho passato cinque ore a tradurre (per nativi italiani) da un italiano normale a un italiano per stranieri quanto comunicato via sms dal loro operatore telefonico.
ho dovuto constatare più di una volta che il mio italiano, pur tradotto nella versione per stranieri, è troppo forbito. anni di studio e quintali di libri letti per niente. moooolto edificante.

domani mattina ri-suonerà la sveglia e presterò nuovamente assistenza ad analfabeti di ritorno; alle 14 mi raccoglierà il maritopreferito e si parte per Genova. riunione di famiglia, dopo due anni dall'ultima adunanza generale.
solo che questa volta, strano a dirsi, non mi va.
antefatti molto spiacevoli tra il pezzo di famiglia nel Lazio e quello in Liguria mi fanno salire con il cuore pesante e ben poca voglia di farmi questa sfacchinata; fortunatamente saremo a casa delle zie di Genova® che mi tirano sempre su il morale ma, fosse per me, rimarrei qui.

staremo a vedere.

Love,
MC

29/03/2017

DEVO MANGIARE DI PIU'

ci faccio caso da tempo, ormai, e sono giunta alla conclusione che quando attacco al lavoro alle 9 devo fare una colazione da campioni perché il the con fette biscottate e miele o cioccolata spalmata non mi bastano più.
mangio alle 7 e dopo un'ora e mezza inizio già a dare i numeri e a sentire i morsi della fame.
ma fame fame, che mi mangerei un panino col prosciutto, mica un cioccolatino! 😅
in qualche modo ne vengo fuori e arrivo alla pausa intorno alle 11, dove mangio possibilmente frutta aziendale o qualcosa di salato tipo crackers.

ma alle 13, in tempo per la pausa successiva, sono da capo: mi mangerei almeno un bel piatto di pasta e invece, considerando che ho 15 minuti di tempo, mi devo limitare perché diversamente mi abbufferei per non sforare e quindi...dosi ridotte di quello che più che un pranzo è si e no uno spuntino.

poi arrivo a casa e come poco fa mi lancio su una dose di 170 grammi di yogurt greco, aggiungendoci cereali e miele...tanto lo so che la calma durerà fino alle 19 circa e la giostra della fame riprenderà a girare vorticosamente. 😏
ci sono sere in cui, tornata a casa dal lavoro alle 21, se non riesco a prendere sonno rapidamente, mi ritrovo a letto con la fame...da panino al prosciutto!

niente, mi sa che devo mangiare di più!

Love,
MC

28/03/2017

NON SIAMO NELLO SPOGLIATOIO DEL CALCETTO

non è la prima volta che ne parlo, che mi lamento, che mi sfogo.

presto o tardi mi si stapperà la bocca, salterà il tappo e lascerò esplodere la pressione che mi monta più o meno quotidianamente -perché più o meno quotidianamente parlo con qualche gran maleducato- e dirò la mia, rispondendo.

interrompono, sono sboccati, danno del tu...
machicacchiosiete?
ma 'sta gente davvero campa così anche nella vita privata, a scuola, al lavoro?

di solito quando urlano, sfodero al mia frase fatta "guardi che se urla e si arrabbia non è che l'aiuto di più, eh?"; quando mi prendono a parolacce, ho pronto un bel "senta, non siamo nello spogliatoio del calcetto, la invito a controllare i termini!" mentre quando mi interrompono intervengo dicendo "se mi interrompe non arriviamo in fondo, scusi finisco, gentilmente!"

spesso colgono il richiamo, la piantano e chiudono la telefonata con la coda tra le gambe, i peggiori fanno finta di non aver sentito e continuano sulla loro strada.
ci sono state volte che, con clienti torpiloquianti, ho chiuso la telefonata e buonanotte: non intendo prendermi offese personali per la malattia mentale di altri. echeccazz...

stasera ho parlato con pochi decerebrati, a parte qualche sordo che, fatta la domanda, interrompeva.
li ho pettinati tutti e, in un modo o nell'altro, si è arrivati in fondo.
mi domando se hanno capito tutto. vista la capacità di ascolto limitata, penso di no...

Love,
MC





14/03/2017

LA GENTE CHE INTERROMPE

clienti al telefono, amici, colleghi con cui si parla prima di iniziare a lavorare...

la disattenzione della gente al pensiero altrui è fenomenale, immensa, spudorata e mi dà tremendamente fastidio.

siamo così disabituati ad ascoltare chi ci sta parlando che durante il nostro fiume di parole per esempio telefonico, se non veniamo interrotti quasi subito scatta un "pronto? mi sente? è ancora lì?".
di solito quando mi sento rivolgere questa domanda rispondo dicendo "la stavo ascoltando, non interrompo chi sta parlando..." e percepisco un discreto spiazzamento dall'altra parte delle cuffie.

niente, non ce ne rendiamo conto e andiamo avanti a interrompere, perché fondamentalmente non pensiamo a chi abbiamo davanti, a quello che sta dicendo e perché, aspettando solo il momento opportuno per inserirci a cuneo nel suo parlare, sfruttando magari una presa di fiato.

solitamente chi interrompe, ho notato, dice cose che non c'entrano col discorso dell'altro ma porta avanti il suo, di discorso.
quando mi trovo davanti gente del genere, normalmente al terzo, quarto tentativo fallito di finire il mio pensiero, lascio perdere: mi passa la voglia di provare a riprendere la frase dove ero stata costretta a fermarla per l'intrusione altrui, e me ne dispiace, ma poi penso anche che niente, se interrompono è perché non interessa. così mi limito ad ascoltare e risparmio il fiato per prossimi, più appaganti scambi di opinioni con chi, invece, è interessato a me! 😊

Love,
MC

05/03/2017

CAMBIO GRUPPO.

fino al 28 febbraio appartenevo al gruppo di lavoro Yankee45.
eravamo una ventina di persone, molto diverse l'una dall'altra e, vuoi per questo, vuoi per la disposizione delle postazioni di lavoro molto sparpagliate, vuoi per il tipo di lavoro in sé, non siamo mai stati un gruppo coeso.
in questo casino, però, ero parte del gruppetto whatsapp canna del gas, sei colleghi più la sottoscritta, creato e così chiamato per esorcizzare il fatto che, in base a chi era in turno quotidianamente, la giornata lavorativa era un turno canna del gas o meno. quando si era soli in turno la vita appariva più difficile, se c'era qualche membro del gruppetto c'era almeno un po' di ossigeno a stemperare le fatiche!

il 28 febbraio, quindi, esplodiamo perché il nostro capo viene spostato e di conseguenza tutti noi Yankee45 ridistribuiti su altri gruppi. e il canna del gas si sgretola sulla carta...ma non sul web. siamo quotidianamente in contatto tra noi e ci vediamo appena possiamo, nelle pause o la mattina prima di iniziare...

io passo quindi a England41, il gruppo con il capo (o coach, come si dice nell'ambiente) che tutti vorrebbero: quello che quanto arrivi ti dice che qualunque cose non va, lui è lì per ascoltarti, aiutarti, semplificarti la vita.
il 1 marzo cambio inizio con il nuovo gruppo (con non poche lacrime versate, visto che sono tendenzialmente restia ai cambiamenti o comunque molto lenta nel digerirli e per il dover lasciare i cannati ad altri destini) ma nel giro di due giorni mi trovo a confermare quanto mezzo mondo mi aveva detto del mio nuovo capo (mi ha fatto un cambio turno sull'unghia, facendomi scegliere addirittura l'orario...) e a scoprire che i miei nuovi colleghi sono davvero carini.

questo gruppo è tutto una canna del gas: tutti complici e affiatati, sempre seduti vicini, sempre allegri, disponibili e pronti ad alleggerire il più possibile la giornata di lavoro.
esistono forme di vita normali sulla Terra, quindi...

siamo solo all'inizio, ma penso che, tra tutti i gruppi in cui potevo finire, questo sia uno dei migliori. perché diciamolo: la giornata la fai tu, ma la fa anche la gente con cui lavori, capo in primis.

Love,
MC


18/10/2016

MA VAI A FARTI F....

ore 20:00, poco fa.

stavo parlando col maritopreferito in cucina, lui a lavare i piatti, io a metter su l'acqua per la tisana. momenti di ordinario dopocena autunnale.

suona il telefono di casa.
"buonasera signora, sono Sara da Fastweb!"
"Buonasera, guardi le dico subito che non mi interessa, non intendo cambiare operatore, grazie!"
"Signora, non è il caso che urli, ci sento ancora"
"Mah, guardi, veramente non stavo urlando..."
Clic.

ha messo giù.
ha messo giù perché le ho dato picche dopo averla salutata dandole le lei e dicendo grazie alla fine, sostenendo che stessi urlando.

ora.
il mio tono di voce era normale, cara Sara, me l'ha confermato anche mio marito che era a 50 centimetri da me e te lo confermo anche io, ma se vuoi URLO, ti faccio sentire che voce ho quando URLO e poi vediamo se trovi le differenze. poi ne possiamo parlare, apriamo un dibattito in merito. vedrai che di differenze ne trovi a palate, fidati!
mi spiace che il tuo lavoro sia procacciare nuovi clienti per il tuo datore di lavoro, mi spiace che per giunta tu debba farlo al telefono, ma, scusa carissima Sara, non mi interessa, te l'ho detto, e già mi chiami alle 20, che forse-magari-probabilmente-sto cenando (casualmente avevamo già finito) e oltre tutto dici un'amenità tale?
mavaiafartif.....!!!

oh, sta cosa mi hai fatto girare le scatole che non posso dire.
ma guarda te 'sta deficiente...

Love,
MC


07/09/2016

QUELLO CHE LAVA I BAGNI

si parlava giorni fa, con i colleghi. quei discorsi cretini tipo se ci mandano a casa e qui ci fanno un outlet...

dopo una certa lista di probabili nuove destinazioni d'uso dei metri quadrati al momento occupati dal palazzo dove quotidianamente ci rechiamo, eravamo arrivati al se ci fanno un multisala e ci stavamo già dividendo i ruoli.

io stacco i biglietti, ho detto, così non devo parlare, la massimo devo dire dov'è il bagno! pensando di aver trovato il lavoro migliore tra tutti, dove mi sarei potuta riposare il cervello e le corde vocali, e invece mi sono dovuta convincere che altri colleghi ci avevano visto più lungo di me.
sì, avevano scelto di essere quello che lava i bagni.

ma perché proprio quel lavoro lì?
a questa mia domanda mi è stato risposto così non dobbiamo nemmeno dire dove sta, il bagno. al massimo parliamo da soli con la carta igienica!

applauso.
hanno vinto loro.

Love,
MC

27/08/2016

+26 *** OUTLANDER - DESTINI INCROCIATI *** DIANA GABALDON (o della fine del ventiseiesimo libro nel 2016)

vado avanti, sempre più avanti, e mi chiedo come mi sentirò quando arriverò alla fine della storia.
sono curiosa di vedere lo stato d'animo che avrò, avendone sentite di ogni, in merito.
probabilmente mi ritroverò un po' fuori dal coro, come solitamente mi capita per fenomeni collettivi come può essere, per un certo tipo di lettori, la saga di Outlander...
vedremo, intanto come sempre, finito uno avanti l'altro: ho iniziato Il prezzo della Vittoria, che son proprio curiosa di vedere quale sia.

nel frattempo sul mondo sta per finire agosto, io sono tornata al centro di ascolto malati psichiatrici da ormai troppo tempo e sono oltremodo già piena dei loro problemi cosmici (quali come mai la connessione dati è lenta? oppure ah ma veramente whatsapp è internet??? e ancora mi dice come si disattiva il wifi sul mio iPhone 38 extra-plus-large, che da solo non riesco a farlo?) mentre altrove la terra trema e ci sono veri problemi, veri dolori, vere difficoltà.

la notte del terremoto abbiamo sentito tutto, la prima scossa delle 3.36 e la seconda delle 4.40 circa.
il letto scrollava, l'armadio cigolava e il lampadario della camera oscillava.
siamo saltati dal letto e ci siamo messi sotto lo stipite della porta deve il muro è portante, come se questo avesse potuto in qualche modo salvare le nostre teste, noi che siamo sua una collinetta, all'ultimo piano di una palazzina di quattro piani...
magari ci avrebbe aiutato a salvarci, ma la stessa casa, la stessa posizione sotto lo stipite, in una casa di Accumoli o Amatrice dubito ci avrebbero risparmiato la vita.

penso a chi non c'è più. a chi aveva progetti imbastiti, a chi avrebbe iniziato le scuole superiori a settembre, a chi era appena arrivato su questa Terra...
ci penso e ringrazio Dio di avermi messa a vivere in un territorio che, tutto sommato, non è a rischio sismico (anche se percepisce molto bene i terremoti vicini...) e penso che la nostra prossima (si spera a breve) casa è là in piedi dal 1929, senza una crepa...e che quindi, forse, sotto le sue pietre non ci moriremo.

Love,
MC

24/07/2016

COME IL RACCORDO ANULARE

oggi, dopo una giornata fuori porta trascorsa nell'entroterra laziale viste le previsioni meteo che ci hanno tenuti lontano dalle spiagge, siamo rientrati a Roma passando per il grande raccordo anulare.

dalla pace di Subiaco e il Monastero di San Benedetto prima, e dall'aria pura del Monte Livata dove siamo stati a farci un aerosol di ossigeno vero dopo, entrando sulle tre corsie del GRA ho provato un senso di disagio che, ho realizzato, provo ogni volta.
ogni volta che, dopo ore o settimane di evasione, rientriamo a casa passando per il suddetto, mi si bruciano in un istante miliardi di neuroni sani e rilassati.
oggi ho capito perché: il GRA è quel qualcosa che ritrae, con auto e asfalto, lo stato normale della gente: nelle colonne di auto e nel modo di guidare rivedo come si sta in coda alla posta, come si parla al telefono (leggi come mi parlano al telefono), come si scatta di rabbia per un niente, come si è perduta l'educazione...

questa sera questa immagine mi si è costruita davanti agli occhi chiaramente e ho capito improvvisamente lo stato d'animo che ho provato in questi quasi nove anni di vita a Roma, ogni volta che il GRA è stato scenario di rientro a casa.

oggi si è presentata dopo 12 ore fuori casa e di purificazione mentale, e mi è sembrata mooolto poco carina. sarà perché son stanca e necessito - ma davvero - di ferie.
una delle prossime volte succederà dopo vari giorni di lontananza da Roma.

cosa vedrò, l'inferno totale? :-(

Love,
MC

05/07/2016

QUATTRO GIORNI PER QUINDICI

dopo quattro giorni di depurazione mentale (leggi lontano dal lavoro) oggi rientro.
è superfluo dire che la voglia sia sotto i piedi...
dice beh ma dai, ti sei riposata per quattro giorni!
dico si si, infatti il riposo è stato tale che mi pare di esser stata via due settimane ma trovatemi qualcuno, anche uno solo, che torna volentieri al chiodo.
se c'è non l'ho ancora mai incontrato e comunque è un matto.

venerdì mare col maritopreferito, otto ore di lettino, orizzonte blu davanti, ebook in mano a leggere il mio Outlander (number 9), sole e ombrellone;
sabato wedding day da Alessio&Francesca, dove ho iniziato sudare da quando mi sono vestita, per smettere alle 20 nella doccia ma va bene così: bellissimi loro e bellissimo tutto - love is in the air;
domenica visita ai miei e poi cena di compleanno da un amico, dove anche qui la perdita di liquidi non è stata proprio nulla;
ieri tutto il giorno con i nipotastri, a entrare e uscire dalla piscina (benedetta!).

insomma, non sono certo stata ferma per quattro giorni, anzi, mi sono decisamente disintossicata il cervello dalle tossine lavorative, anche se
ieri ho captato l'arrivo di magagne lavorative grazie al gruppetto di whatsapp Canna del gas (nome a caso...) messo su tra colleghi, per cui sono già pronta a farmi venir il vomito appena me le sentirò raccontare, condite con strXXXate galattiche che sentirò dai capetti...ma sai che c'è? STIKA!

anzi, vado ad allenarmi un po' con la mia amica Jillian, così mi sentirò ancora meglio oggi e potrò sentire di tutto che niente, niente mi scalfirà.

Love,
MC 

27/06/2016

...E IL NAUFRAGAR M'E' DOLCE IN QUESTA DROGA

questa mattina alle 9.30 avevo già finito di pulire la casa e alle 9.50 ero pronta davanti a youtube a seguire la mia amica Jillian Micheals e a farmi fare un mazzo tanto col 6 Weeks Six-Packs Abs Workout (leggi 6 settimane per morire, sì, ma con addominali da urlo).

dopo la doccia tra me e me durante l'allenamento (sto scoprendo nuove frontiere del modo di sudare!) mi sono infilata nella doccia (quella vera) per poi venir travolta, poco dopo, dalla dose di endorfine sguinzagliate dalla Jillian.

sono passate tre ore e sono ancora sotto effetto di droga.
tra un'ora esco per andare a lavorare.
mi potrebbe succedere di tutto ma penso non sentirò alcunché: lo stato di doping in cui mi trovo è meraviglioso.
fate quello che volete, niente mi sfiorerà.

ah, alle 18 gioca la Nazionale: confido nel tifo dei miei connazionali per stare in pace un paio d'ore in ufficio!

Love,
MC



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