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12/11/2025

11 Novembre 2025 ore 18:36

 Dopo sei ore di cuffie per lavoro, mi trovo le orecchie nuovamente sollecitate dal corso di editing, con una connessione penosa grazie a Linkem (che speriamo di lasciare presto), per cui faccio lavorare ancora il telefono come modem, non sapendo bene se questo influirà sulla durata della sua vita o meno.

La editor che sta parlando rende l'argomento un po' tanto didascalico, forse deve esserlo per forza, lo sarebbe con chiunque seduto lì a trattarlo, fatto sta che faccio fatica. Oggi faccio fatica. Ho sei ore di lavoro sulla schiena, è vero anche questo.

A febbraio ci sarà un corso per correttore di bozze, che è il mio target, a cui spero di potermi iscrivere. Chissà cosa verrà fuori da questa formazione: saranno soldi andati solo per una mia cultura personale o potrò mai mettere in pratica queste conoscenze? Io, intanto, mi formo per qualcosa che mi piacerebbe tanto fare, perché leggere è proprio una mia grande passione (direi la principale della mia vita) e quindi perché non provarci? Non sono uscita ieri dalle scuole superiori e nemmeno mi sono laureata oggi, ma sicuramente senza formazione, non potrò nemmeno provarci. Studiare è la prima mossa verso il cambiamento.

Dopo questa massima motivazionale, torno a sintonizzarmi sul corso: mi serviva un momento di svago mentale.

Love,
MC

18/08/2025

Sto scoprendo una Sardegna locale, indigena, quella vissuta dai suoi abitanti e per la precisione dai cagliaritani, e mi piace. Un carissimo amico oltre a prestarci la sua casa a Cagliari, ci ha dato una lista di spiagge dove andare, dove di solito vanno lui e la moglie. A volere vedere tutte, bisognerebbe star qui due mesi. E parlo solo delle spiagge del sud Sardegna.
Mari pintau, Chia, Sant'Elia, Nora, Poetto... Non ce n'è una da poter definire mediocre, ognuna diversa, tutte bellissime.
Capisco perché la prima volta che atterrai a Cagliari, rimasi scioccata vedendo che anche la spiagge attaccate a Cagliari fossero di sabbia bianca. 
Per me una cosa troppo esotica. E invece.
Sto riscoprendo la spiaggia libera: il telo steso sulla sabbia calda, il calore che mi entra nelle ossa, le cunette della sabbia da smussare con la schiena, la pelle asciutta con la polvere di sale sopra, ancorare l'ombrellone con sacchetti di sabbia perché non voli via. 
E poi lunghi bagni e giri sul sup, con figlio e marito preferito. Due giorni fa mio figlio, vedendomi salire sul sup dove l'acqua è profonda e non si tocca, mi ha detto "Ammazza che atletica!" 
"A bello, visto che madre che hai? E compie 47 anni a fine mese!"

Love, live from Poetto beach,
MC

11/08/2025

 In questi giorni fa un gran maledetto caldo del cavolo. Sudo a star ferma pensando a come fare per non sudare. 
Per fortuna domani cambiamo posizione e avremo modo di rinfrescare corpo e spirito altrove. 
Sono arrivata stanca morta sfatta alle ferie anche perché non ero mai arrivata così tanto avanti, a lavorare fino alla prima decina di agosto. 
Di solito mi fermo sempre a fine luglio, quest'anno no. E lo sento. 
Sono morta, ma rientrerò al lavoro l'1 settembre. 
Presumibilmente sempre poco motivata e stanca del tipo di lavoro, ma almeno per tre settimane non avrò da veder l'ora per sapere quanto manca alla timbratura. 
Anche se iniziare il nuovo mese, rientrando dalle ferie, di lunedì primo del mese, mo sta sulle balle, proprio mi disturba. 
Mia nipote invece "nooo che bello, così la settimana inizia dal primo del mese e tutto è ordinato!" è patologicamente metodica peggio di me!
Vabbè, è giovane, quasi ventenne, avrà tempo per cambiare, in meglio o in peggio.

Nel frattempo ho fatto due conti e da gennaio ad oggi ho letto, fino ad ora, quarantotto libri; quarantasei fino a luglio compreso. Non mi posso di certo lamentare, ma una cosa l'ho capita: basta romanzi rosa. Basta, non ne voglio più leggere. 
Ogni tanto ne ho letto qualcuno, nel mesi e negli anni passati, per riposare la mente tra un tomo e l'altro, ma ho capito che se mi devo svuotare il cervello, allora è meglio fare parole crociate, non prevedere di pagine e pagine come andrà a finire tra i due protagonisti o iniziare a sbuffare già a pagina 12. 
C'è un limite a tutto, anche alla mia testa da svuotare.
Adesso sto leggendo un Manzini della serie di Rocco Schiavone, l'ultimo scritto ad oggi. 
Dopo non so come farò: ne sentirò di certo la mancanza e quindi serve che Manzini vada a avanti a fare indagare il vicequestore, perché io devo leggere sentendo la voce di Giallini nelle orecchie. 
Senza, non posso divertirmi leggendo!

Canzone di questi ultimi giorni, questa
Mi sa di qualcosa di epico, che forse è quello che mi ci vuole nel prossimo futuro e per il quale mi sto attrezzando.

Love,
MC




07/08/2025

E pensare che fin da ragazzina scrivevo pagine e pagine di pensieri, scaricavo su carta, preferibilmente con una penna stilografica dall'inchiostro colorato - rosa, viola, azzurro - i pensieri che mi attraversavano la testa e quelli che ci si fermavano in mezzo, sguazzandoci per giorni o mesi. Confessavo al diario tutto: ciò che vivevo, come lo vedevano i miei occhi attraverso il filtro dei pensieri; le amicizie adolescenziali con i compagni di scuola; gli innamoramenti eterni che poi svanivano al successivo principe che i miei occhi vedevano. Insomma, sono cresciuta scrivendo. Su quaderni, agende, libretti di carta riciclata: tutto andava bene per fissare il momento, l'esperienza, la mia percezione della vita. 
Col tempo è mancato il tempo e oggi spesso rimpiango quei minuti, mai sprecati, in cui mi sedevo alla scrivania e iniziavo a fare scorrere la penna. 
Penso di essermi salvata spesso da sola, con la scrittura. Consolata sicuramente ma anche salvata dalle brutture là fuori e, perché no, anche da me stessa. 
Scrivere mi faceva vedere le cose uscendo da me, come da un altro punto di vista. Oggi la capacità che ho di guardami dentro con distacco, viene sicuramente da lì. 
Vorrei cercare di riprendere il piacere tutto personale di tornare a scrivere, per me e per la me bambina, ancora dentro di me. 
Perché se stava bene lei e stavo bene io, può succedere ancora: posso fare tornare a stare meglio entrambe.

Love,
MC

26/05/2025

Oggi, 26 maggio 2025, ricorre il secondo anniversario dell’incidente d’auto in cui, mio malgrado, sono stata coinvolta.
Come ho già detto, mio malgrado, ma a pensarci bene, anche no.
Quel giorno mi si sono aperti gli occhi su certe cose, alcune veramente importanti, che non andavano nel mio vivere.
La facciata presa nell’airbag, anche se morbida e attutita, mi ha svegliata: dopo lo shock mi sono resa conto di tutto lo storto che avevo intorno.
Con il maritopreferito sempre più accanto, ho quindi aperto le finestre e creato un vortice tale di corrente che le nuvole dense e nere sotto cui stavo da tanto tempo, sono state spazzate via. 
Si è trattato di un vero e proprio uragano.
Ho sentito di nuovo di essere una persona intera, trasparente. Libera.
Quindi no, l’incidente non è stato una sciagura e il senso che gli attribuisco oggi, a due anni di distanza, è di gratitudine, perché non so se in sua assenza mi sarei svegliata così bene e così convinta di tornare me stessa.
Che strana la Vita!
 
Love,
MC

23/05/2025

Quante volte, alle prese col figlio adolescente, mi dico e mi ripeto che prima di parlare devo contare fino a…tanto? Più o meno tutti i giorni più volte al giorno.
Di solito non ne traggo effetti positivi, mi dimentico di contare ed esplodo senza manco il ticchettio da orologeria: deflagrazione istantanea.
Se poi la miccia si accende subito dopo aver staccato dal lavoro e senza aver avuto il silenzio e la distrazione del tragitto lavoro-casa (una delle brutture del lavoro agile) ecco che la deflagrazione dà vita a dei gran begli incendi.
Non so come mai, ma oggi è in corso l’incendio di Los Angeles 2.0.
Non c’è parola che mi venga rivolta che non mi faccia scattare il fastidio, l’insofferenza, la risposta tesa e il rimprovero.
Mi servirebbero venti minuti di nulla, di silenzio e calma ma questo tredicenne alto un metro e settantadue, che quando mi abbraccia, ormai, mi sovrasta quasi, oggi sembra non cogliere il mio disagio e come una pallina che rimbalza va e viene di continuo.
Potei andare fuori in giardino, ma diluvia e di bagnarmi non ne ho voglia.
Gliel'ho chiesto esplicitamente, ma dopo tre minuti si è ripresentato qui nel mio studio con una qualunque domanda.
Insomma privacy inesistente, in questi momenti in cui la solitudine sarebbe curativa.
Mi chiedo come abbiamo fatto a superare il lock down.  
E infatti non l’ho gestito benissimo: nei momenti peggiori mi mettevo a camminare intorno alla casa alla disperata, mi chiudevo in bagno per star da sola, bramavo l’uscita per andare a far la coda fuori dal supermercato, che tanto non si poteva toccare nessuno e con le mascherine ci si riconosceva a fatica.
Allora si che raggiungevo l’apice della settimana!

Love,
MC

12/11/2024

CAMBIO DI INDENTITA'

 questo cambiamento di titolo e di url mi fa sentire come se fossi nuova sulla rete e una persona diversa. nuova, appunto, ma non solo qui on line.
Sentivo il bisogno di ricominciare in un altro modo, sotto mentite spoglie, resettare qualcosa -o tanto.
Sembra essere tornata la voglia di ritagliarmi del tempo per scrivere e nel farlo voglio anche rinnovare, potando quanto di vecchio e secco c'era qui sopra.
Voglio essere introvabile? Forse, il che per un diario digitale lanciato nella rete, è una contraddizione completa, un totally nonsense, ma a me va così adesso, e non c'è niente che mi faccia pensare di aver fatto male o di dover tornare indietro.
E perché, poi? Per qualche decina di lettori? No no, sono già oltre questa mentalità. Da metà luglio ho anche schiacciato il taso "esci" dal mio profilo Facebook per disintossicarmi, da quel momento ci sono tornata un paio di volte per recuperare qualche foto, ma non ho mai sentito la voglia di fermarmi un minuto di più a vedere cosa era successo nel frattempo. 
La qual cosa, secondo me, potrebbe essere interessante. dopo tredici anni di presenza continuativa, improvvisamente ho chiuso e basta. Non è detto che non elimini il profilo una volta per tutte.
A me dei like e delle psicocazzate pubblicate da certa gente, messe lì per sentirsi dire "bravo" con un pollice in su, proprio non importa un emerito. Sul serio. 
E poi di questi tempi mi sono accorta di quanto viva molto ma molto più serenamente senza scrollare continuamente la bacheca per vedere, di fatto, il nulla. 
Prediligo Instagram, che parla o tramite spezzoni di trasmissioni televisive che apprezzo, o tramite foto, spesso con musica di sottofondo, di persone che seguo e che mi raccontano della loro vita attraverso le foto che fanno. 
meno parole e più spazi del mondo da osservare -o piatti da mangiare, non importa!

Love,
MC

10/11/2024

SEVEN MONTHS




sette mesi. sette mesi di assenza dal blog, di nebbia quasi totale nel cervello, sovraccarico ogni giorno della settimana di cose da fare, pensare, organizzare, programmare, senza la garanzia automatica di successo, per altro. 
perché il pensarci e il programmarle, le cose (attenzione, sto per scoprire l'acqua calda) non assicura la riuscita positiva delle stesse per forza: ci sono giorni in cui nonostante la tabella di marcia sia ragionevole e fattibile, alla fine mi guardo e, oltre a venirmi da ridere per il troppo ottimismo dimostrato al momento dell'ideazione, mi rendo conto di aver fatto metà, forse, di ciò che avevo pensato di fare. 
niente di nuovo sotto il sole, si penserà, che la vita in lavatrice con centrifuga è uguale per tute le famiglie che hanno figli adolescenti e si lavora entrambi -e non si hanno colf, giardinieri, assistenti a disposizione, aggiungo io.
bene, occhei, ci sto, ma io ragazzi inizio ad essere stanca che aiutami a dire stanca, come si dice da queste parti.
sempre più spesso, poi, quando esco da casa in macchina e vedo che il serbatoio è pieno e l'autonomia è di ottocento e passa chilometri, mi dico ora prendo e vado a Genova a trovare le zie. poi invece giro le ruote verso sud e non verso nord. 
ma lo penso spesso. sempre. qualcosa vorrà pur dire, no?

mi serve una vacanza. una vacanza di qualche settimana in cui niente, faccio: solo alzarmi dal letto la mattina rigorosamente senza sveglia, fare quello che serve se mi va (e mica son scema!) per procedere poi con solo cose presenti in una scala da piacevole a piacevolissime, così, per non incorrere in faccende scomode et antipatiche. 
sto parlando del pressoché impossibile, I know, ma cazzarola arriverà prima o poi il momento in cui, non dico da lì alla morte ma almeno per un po' di tempo, riuscirò a farlo il cavolo che voglio, nella mie giornate? o ad avere la possibilità di scegliere sempre cosa fare quel giorno, senza orari, dettàmi o scadenze? 
chi lo sa!
ho come la sensazione che invece, quando avrò il tempo vuoto dal lavoro perché sarò in pensione, sarà troppo tardi per godermi la vita e fare quello che non sono riuscita a fare adesso, che avrei forze e risorse per farle.
più che sensazione, mi sembra un leone marino steso sul pavimento di legno della sala. il famoso elefante nella stanza. 
che palle.
soluzioni per invertire questa rotta e iniziare a farle, queste cose piacevoli? 
beh, dovrei uscire dalla lavatrice succitata, ma non è proprio fattibile al momento, e poi è la vita che mi son scelta. anche se pensavo avesse girato in altri modi, per certe cose. 
che due palle.
insomma, un bel rientro ottimistico, eh?

ho da riferire che al momento, per quest'anno (non cambiare stessa spiaggia spesso mare) ho letto 35 libri, di cui alcuni con mucho gusto.
sono passati da me:

  1. Mondo senza fine - Ken Follet ↑
  2. La colonna di fuoco - K. Follet ↑
  3. L'inverno dei leoni - Stefania Auci ↑
  4. Il nido di calabroni - Patricia Cornwell
  5. Matrimonio di convenienza - Felicia Kingsley
  6. Stronze si nasce - F. Kingsley
  7. L'Agnese va a morire - Renata Viganò
  8. Appuntamento al piccolo negozio dei desideri - Nicola May ↓
  9. Due cuori in affitto - F. Kinglesy
  10. Una Cenerentola a Manhattan - F. Kingsley
  11. Tutto a posto tranne l'amore - Anna Premoli
  12. Ti prego lasciati odiare - A. Premoli
  13. Tutto questo fuoro - Angeles Caso ↑
  14. Come inciampare nel principe azzurro - A. Premoli
  15. Una corte di rose e spine - Sarah J. Maas ↑
  16. Una corte di nebbia e furia - S. J. Maas ↑
  17. Una corte di ali e rovina - S. J. Maas ↑
  18. Una corte di gelo e stelle - S. J. Maas ↑
  19. Assassinio sull'Orient Express - Agatha Christie ↑
  20. Una corte di fiamme e argento - S. J. Maas ↑
  21. Nulla sarà più come prima - Laura Nowlin
  22. Finché amore non ci separi - A. Premoli
  23. Tutti i difetti che amo di te - A. Premoli
  24. Un giorno perfetto per innamorarsi - A. Premoli
  25. L'italiano. Lezioni semiserie - Beppe Severgnigni ↑↑
  26. La freccia di Poseidone - Clice Cussler
  27. Recuperate il Titanic! - C. Cussler ↑
  28. Una giornata particolare - Aldo Cazzullo
  29. Il pane perduto - Edith Bruck ↑
  30. Fiori sopra l'inferno - Ilaria Tuti ↑
  31. Lungo petalo di mare - Isabel Allende ↑↑
  32. Dura solo un attimo, la gloria - Dino Zoff ↑
  33. Le donne erediteranno la terra - A. Cazzullo ↑
  34. Due - Enrico Brizzi ↑↑
  35. Jack Frusciante è uscito dal gruppo - E. Brizzi ↑↑
dove ↑ corrisponde a un giudizio positivo, e doppia ↑↑ un giudizio superfico. mentre ↓ è chiaro, è negatività. per fortuna solo un libro mi ha fato pensare a cosa mi avesse spinto a leggerlo. ancora adesso non lo so.

Due di Brizzi mi è piaciuto molto. e l'ho letto prima dell'ennesima rilettura di Jack; non è stato niente male leggere prima il sequel e poi, dopo almeno 16 anni dall'ultima rilettura, rileggere Jack Frusciante. 
ci ho anche ritrovato le sottolineature fatte nell'estate del 1996, quando andai tre settimane in Dublin alla language school e mi si aprì un mondo. oggi ho sorriso alle vecchie sottolineature e, curioso, avrei sottolineato anche altri passaggi che all'epoca invece erano rimasti evidentemente più sullo fondo.
che storia!

ora, siccome la lavatrice è sempre in movimento, via a prepararsi per uscire e comprare un giaccone invernale per il minorenne, che tra un po', speriamo, vien freddo e mica può andare a scuola sempre in felpa, ragazzi.

Love,
MC


30/12/2023

ANNALISA

Quest'anno il premio per miglior regalo di Natale va a mia cognata che con E poi siamo finiti nel vortice, ultimo disco di Annalisa, ha fatto cento volte centro. Anche Annalisa ha fatto centro, direi, non solo mia cognata.
Lo sto ascoltando in loop da tre giorni, a volume sparato quando sono in casa da sola -con mio figlio che torna e dice "A ma', stai a fà la discoteca?". 😂 Niente discoteca, ragazzo mio, solo mamma ogni tanto ha bisogno di scatenarsi e tornare gggiovane.
Che poi, dai, ci sono delle coincidenze incredibili tra me e Annalisa: 
- siamo nate entrambe a Savona, 
- lei è nata il 5 agosto, giorno in cui è nata mia mamma,
- questo ultimo disco è stato pubblicato il 29 settembre 2023, e il 29 settembre è il giorno dell'anniversario di nozze mio e del maritopreferito.
Non siamo fatte per essere migliori amiche?!? 😜

Love, 
MC


24/11/2023

LIBRI

 Sfogliando il libretto quasi tascabile dove segno tutti libri che leggo, mi sono accorta che sono dieci anni che tengo il conto e segno. 
Forte! mi son detta. Già dieci anni? Però! e com'è andata, in questo decennio?

  • 2013: 11 libri - ricordo di aver iniziato la conta ad anno inoltrato, quindi vale relativamente
  • 2014: 36 libri - però!
  • 2015: 38 libri - uno degli anni più prolifici
  • 2016: 46 libri - il più prolifico in assoluto. podio 🏆
  • 2017: 36 libri - a-ri-però!
  • 2018: 25 libri - malino
  • 2019: 29 libri - avrei potuto fare di meglio
  • 2020: 23 libri - molto male
  • 2021: 21 libri - scandalosa! 
  • 2022: 18 libri - aspetta che mi vado a nascondere 😱
  • 2023: 21 libri - per ora. conto di far meglio del 2023, forse avvicinarmi al 2018.

orgogliosamente mi vanto di non far parte della spropositata percentuale italiana dei "leggono meno di un libro all'anno" che mi pare un'amenità, sono sincera. io, che non riesco a star senza leggere, che piuttosto leggo mentre la pasta bolle in pentola, che lo faccio anche se vado a letto alle undici passate, perché un po' devo leggere...

vorrei leggere sempre più dell'anno precedente, si che sarebbe bello. vita ed eventi mi portano via da tutto il tempo che vorrei dedicare alla lettura, ma con unghie e denti io mi ci tengo salda.

sto bene.

Love,
MC

30/03/2023

Sembrerebbe che ogni tot mesi mi debbano venire le placche in gola e che io negli stessi giorni, torni a scrivere qua sopra. 
avevo rimosso del tutto il fatto che insieme al covid, a ottobre 2022, mi fossero venute le placche, fino al momento in cui ho riletto l'ultimo post qua sotto.
da ottobre ad oggi sono successe così tante cose, il mio mondo si è ribaltato (di nuovo) così tante volte che non so da che parte iniziare e se da qualche parte voglio iniziare. (però al concerto di Gabba ci sono andata!)
non parlo di novità esterne, palesi, evidenti che tutti posso vedere. parlo di cose dentro di me che si sono staccate per poi rinascere più radicate che mai, la cui rinascita è come se mi avesse fatto capire che "cara, senza di noi non puoi stare, rassegnati!" e alla cui rinascita, quindi, non ho potuto che alzare le mani e abbandonarmi.

tra le altre cose, negli ultimi tempi sto facendo pace con la mia natura giustizialista e incazzosa quando vede che non c'è giustizia là dove, per forza, dovrebbe esserci ma per qualche stupido motivo non c'è, e con la parte di me che si arrabbia nel vedere quanto l'incapacità e l'ottusità di certi atteggiamenti siano distruttive e rovinino le persone. 
col risultato scontato che venga rovinato l'ambiente dove queste persone passano -purtroppo- la maggior parte del loro prezioso tempo, ovvero il posto di lavoro -che sia in ufficio o da casa, poco importa.

per esempio, per dire la prima che mi viene in mente, non riuscirò mai a capire cosa NON va nella testa di manager&Co perché tante cose importanti su un posto di lavoro passino inosservate, non vengano viste, anzi proprio ignorate volutamente.
con gli anni sono arrivata a una mia teoria, ovvero che nei posti di comando di solito vengono messi i meno capaci (le pippe, sì, loro) perché i più in gamba sono anche quelli che i problemi li vedono e vogliono risolverli, anzi li prevedono e, se possono li evitano. e questo alle aziende non lungimiranti (troppe, purtroppo) non va. quelli in gamba sono scomodi. sarebbero utili, ma siccome sono troppo bravi, sono un pericolo. scomodi, appunto.
invece i manager&Co si nutrono di problemi, perché pensano siano l'unica benzina utile ad alimentare la pressione che possono esercitare sui lavoratori per farli lavorare meglio e così fanno in modo che ai posti di comando ci siano delle pippe. che cretini!

quindi, ricapitolando:
- le aziende non vogliono avere persone capaci ai vertici perché 
- le persone capaci risolverebbero veramente i problemi perciò
- le aziende non vogliono risolvere i problemi così 
- possono far pressione sui lavoratori.

assurdo. ma vero, giuro, perché io ce l'ho sotto gli occhi questa descrizione, la vedo applicata nella vita reale ogni giorno.
e infatti, se vogliamo parlare di malcontento che ho verso il mio "bancomat", siamo a livelli non misurabili. meglio che mi fermi qui.

forse ripasserò da queste parti prossimamente, forse boh.
ci sono momenti in cui mi dimentico totalmente di avere un blog, devo dirlo, quindi non so quanto ancora durerà. per ora dura, poi vediamo.

Love,
MC




04/10/2022

POTATURE

Io non so se è il covid unito alle placche in gola che mi fa questo effetto, se è il rosicamento del non poter andare al concerto di Francesco Gabbani sabato prossimo (biglietti comprati ad agosto, mio regalo di compleanno)  o cos'altro, so solo che sto potando. Sto potando tanti ma tanti rami secchi morti stecchiti, che riempivano le mie liste Instagram e Facebook e di cui non mi fregava assolutamente.
Sto capendo cosa veramente è importante per me, per la mia vita e che questa può essere lunga e lunghissima, ma anche improvvisamente corta, troppo breve per essere sprecata dietro cazzate inutili.
Via, potare, eliminare, bruciare tutto nella stufa e usare la cenere a mio vantaggio, per concimare altra terra da far germogliare e fiorire al momento giusto.
E se veramente non sarò negativa entro venerdì e Gabba sfumera', andrò al prossimo. Dovessi aspettare anni.

Love, 
MC

22/07/2022

CANZONI

che fa un caldo da spararsi in fronte lo si sa già. o esco fuori di testa in questi giorni, o mai più: ho una soglia del dolore fisico alta, ma il caldo fatico a sopportarlo, in special modo se inizio a sudare alle 7 di mattina per finire, forse, alle 11 di sera, dopo almeno due docce nello stesso giorno. non capisco chi dice "uh che bello, è arrivata l'estate, il caldo, il sole...". si si, bello il sole, non dico mica di no, ma c'è sole e sole, c'è caldo e caldo, insomma.

stavo pensando alle canzoni che ti si mettono in testa e ci restano. vanno e vengono.

vengono per caso o perché ce l'hai nella playlist di Spotify o in qualche cd o ti piacciono da una vita, vanno perché passano velocemente (in certi casi bene così, sono proprio irrilevanti a livello musicale!) e altri macigni le sostituiscono. non so come e da dove, ma ieri sera mi è venuta in mente Young and beautiful di Lana Del Rey, che a mala pena conosco di nome, eppure boh... e mi piace tanto, questo brano. tanto che mi sono messa a cercare una foto sul telefono per farci una storia su Instagram (aspe, no, su IG, come si dice tra gli influencer 😂😂😂) e metterla come sottofondo musicale.


e sempre ieri, per una serie di associazioni mentali mie, ricordi, pensieri, persone, mi è venuta in mente Fai rumore, di Diodato. che lì per lì quando uscì a Sanremo non so di quale anno (vincitrice, per altro) non mi fece granché effetto, anzi. la trovavo abbastanza lagnosa, un timbro di voce un po' così, per me... e invece poi. tra l'altro, il video è STUPENDO. di una delicatezza ed eleganza rari.


il mio amatissimo Francesco Gabbani è nel mio cuore totalmente e definitivamente e mi limito a far presente questa poesia musicata, L'amor leggero, che mi fa fermare ogni volta che sto facendo qualcosa, per ascoltare bene, alzare il volume e cantare:


Love,

MC



17/05/2022

NON SONO PRONTA

non so pronta per l'estate. no, mi spiace, ma no.
non lo sono mai quando arriva questo momento dell'anno, mi ritrovo ancora aggrappata a felpe, calze che non sono calzini ma calzettoni, e pantaloni non propriamente estivi, oltre che, ovviamente, scarpe chiuse. 
ogni anno è così e ogni anno penso sempre la stessa cosa. 😅 

mi dovrò comunque arrendere all'evidenza del termometro e farmi coraggio, per cambiare gli armadi e le scarpiere, con magliette a maniche corte e pantaloni sottili, con sandali e ciabatte, oltre che costumi da mare a portata di mano.

mio figlio pochi giorni fa "...mamma il 28 maggio andiamo al mare?" 😱 
visto che lo stabilimento dove di solito andiamo, apre quel giorno...
e lui "...si, dai, così facciamo il primo bagno dell'anno! lo voglio fare a maggio!"
io sgomenta 😂 

Love,
MC

10/05/2022

A PROPOSITO DI MUSICA - MAGGIO 2022

ritorno dopo troppo tempo.
l'ho già detto altre volte, che vorrei riprendere con più costanza a scrivere. mi manca, e tanto. non prometto niente, a tutti i nessuno che leggono queste pagine, ma chissà, magari per una magica alchimia questa volta sarà quella buona e riuscirò a seguire almeno un po' di più una delle mie grandi passioni, quali la scrittura.
la prendo facile, oggi, e parlo di qualcosa che mi riempie la vita da sempre, ovvero la musica.

poco tempo fa, alcuni giorni, ho ricordato questo brano degli U2, in vesti Passengers, a dir poco meraviglioso. 
ricordo che quando comprai il cd, mila anni fa, subito la notai e divenne in breve la mia canzone preferita dell'album. 



It's time to go again
To your blue room
Got some questions to ask with you
In your blue room


lo avevo rimosso, pur essendo, come dicevo, uno dei miei brani preferiti. 
peccato, perché è davvero un bellissimo brano, con Bono, musica e ritmo ipnotici.
la ascolto a ripetizione.

sono anche impallatissima con Francesco Gabbani e il suo nuovo album VOLEVAMO SOLO ESSERE FELICI.
c'è un brano in particolare, L'amor leggero, che mi è entrato subito nel cuore, fin dal primo ascolto.
io sono così, con le canzoni, vado a colpi di fulmine e quando succede, la canzone è mia per sempre 


 e questa è una di quelle.
in un punto preciso, ovvero quando dice "...se non sei qui vicino a me..." io sento una melodia che si trova facilmente nelle canzoni di Adriano Celentano, che Gabbani apprezza: voglio pensare che sia un tributo al molleggiato. 
ah, ho preordinato il suo cd mesi fa on line, mi è arrivato a fine aprile con tanto di autografo originale.
io lo adoro, st'omo. mi piace da impazzire, voce e faccia. 

Love,
MC





27/03/2022

Io non so perché, ma quest'anno l'assenza di pioggie mi preoccupa veramente. 
Saranno almeno tre mesi che dalle mie parti (ma non solo) non piove. 
Tre mesi, in inverno, senza un temporale. 
Praticamente si è fatto tutto l'inverno a secco di precipitazioni.
E infatti ho il prato di casa mezzo giallo, i ciuffi d'erba si son fatti i colpi di sole, e sto innaffiando. 
A marzo. 
Sto innaffiando come a luglio di sera. 
Fa pensare questa cosa. E a me fa anche un po' paura. 

Ma sono un po' tanto alle prese con la mia emotività, ultimamente...

Mi sono comprata su internet un anello anti stress, quello con le sfere da girare che riempiono le pagine di Instagram, così forse la smetto di sfasciarmi le pellicine delle dita in ogni momento della giornata. 
Vediamo se funziona. 
Perché si, sono sotto una pressa di tensione, pensieri, preoccupazioni, tanto che, dopo due mesi dell'ultimo, mi è tornato l'herpes labialis in una forma da far paura. 
Non mi era venuto per circa due anni, manco durante il lockdown e i momenti peggiori da clausura familiare, e adesso due volte in due mesi. 
Soffro parecchio, questa volta è veramente doloroso. 
Si vede che devo scontare qualche pena, qualche malefatta, vediamola così. 😅

Fino al 30 giugno continuerò a lavorare da casa, poi si saprà, forse, di che morte morirò, insieme ai miei colleghi di sventura. 
Ah, il lavoro è sempre più trascurabile come campo di realizzazione personale e appagamento professionale. 
Non stimo chi mi comanda, non stimo chi comanda i miei capi, non mi piace quello che devo fare e dire. 
Ottimo, no? 

Love, 
MC

25/03/2022

 non sono pronta alla primavera, non ancora. 
eppure c'è, sta arrivando, è fuori dalle finestre e sul termometro appeso al muro.
il tempo passa troppo in fretta.
lo vedo in mio figlio, come cresce in centimetri, e lo vedo sulla  mia faccia, come cambia e si modifica. 
le cose si spostano, cambiano di aspetto e di colore. 
se guardo foto mie di anche solo cinque anni fa, mi sembro una ragazzina, appena universitaria, e invece la laurea è di sedici anni or sono, compiuti proprio in questo mese di marzo...
insomma, meglio non pensare al passare del tempo, altrimenti lo spigolo del muro diventa il primo obiettivo contro cui lanciare la testa, prendendo anche la rincorsa.
eppure non riesco a non pensarci e a chiedermi ogni volta se c'è un modo per fermarlo, o almeno rallentarlo, e quale è. 
se qualcuno lo conosce, lo esca immediatamente, per favore. 
ho bisogno di proteggermi, correre ai ripari e stare ancora un po' in questi miei verdi anni.

non sono pronta per diventare grande. 
soprattutto non ne ho ancora voglia. 
probabilmente perché non ne sento il bisogno o perché per certe cose, non sono mai stata giovane, ora me ne rendo conto, e forse voglio recuperare.
riportare indietro il contatore? subito, se potessi. immediatamente. 
perché vorrei proprio farle, certe idiozie, perché hanno un momento esatto per essere fatte, è scritto così, e dopo se non le fai e ti viene voglia di farle, diventi patetica o ti prendono per una matta nostalgica e una Peter Pan femmina, che "poverina...".

e invece no, poverina un c... la vita è una, e darsi una pacca sulla spalla ogni tanto, serve. 
va fatto, e se la pacca sulla spalla in quel momento è una follia istintiva o il prendere un parapendio e buttarsi, va fatto. 
il passare del tempo farà solo posare polvere sopra a certi pensieri, certi desideri, certi momenti giusti, che passeranno e ciao.
e siccome qualche rimpianto io ce l'ho già, e da anni, e uno di questi è enorme e mi ha condizionato la vita fino ad ora, grazie, anche basta. 
il fattibile, ho intenzione di farlo appena posso. 
penso che ne valga la pena.

Love,
MC

27/10/2021

TORNO A GENOVA

sabato mattina parto per Genova. riunione di famiglia, di tutti i rami della famiglia: zii, cugini, figli dei cugini... è da novembre 2019 che non ci vediamo per colpa del bastardo virus, a parte l'incontro diciamo casuale in Val di Fassa con una zia ad agosto 2020 e due cugini quest'anno. non vedo l'ora di rivedere tutti e credo che aver rivisto i cugini quest'anno e aver fatto gite insieme a loro, non abbia fatto altro che incrementare la voglia di rivederli tutti. e siccome sono due anni che non ci vediamoi, questa volta è come se la parte paesaggistica, del riavere Genova sotto gli occhi, stia passando in secondo piano. 

Genova, Corso Italia
adesso è così, a 500 km di distanza, ma potrei anche ricredermi appena farò ingresso in Liguria dall'autostrada e vedrò le colline a destra e il mare a sinistra. in ogni caso, so che tornando a casa non sarò io al volante per i primi 100 km per godermi il panorama. 😍

can't wait.


Love,
MC

12/10/2021

QUATTRO COSE

sono qui alla scrivania con la coperta sulle gambe, le mani fredde e le gambe accavallate per limitare la dispersione del poco calore che ho dentro...mi sembro una vecchietta sulla poltrona. ah, ho anche le pantofole di lana cotta. 
si, sono proprio una vecchietta. 

nonostante questo, a me l'autunno piace. temperature più basse, a tratti miti, che al sole si sta che è una bellezza, e giardino non in perenne stato di sete, ovvero se mi dimentico un giorno o non mi va di bagnare, non crepa nessuno. 
manco i fiori. 

nei prossimi giorni ci dò un taglio, dal mio parrucchiere di fiducia Frenkie, vado a darci un taglio, uno di quelli belli. mi sono stufata delle tende da finestre che ho intorno al viso, per quanto quando vedo chiome lunghe et fluenti, mi si apra il cuore. 
è che non mi va più di star lì a sbattermi a lavarli, asciugarli, farli...e siccome non ho un parrucchiere domiciliare a comando, mi devo organizzare. 

ieri sono stata a Roma per una visita medica e mi sono accorta di essere contenta di tornarmene a casa in campagna. 
il caos, il traffico, lo smog. mamma mia, come ho fatto a viverci per 11 anni? cioè, bello, bellissimo, per carità, abitavo anche a quindici minuti da piazza San Pietro, ma mi sono talmente disintossicata dalla città in questi tre anni qui sul litorale, che veramente, sono stata contenta di tornare. 
non credo riuscirei a stare molto bene se dovessi tornare a vivere in città.

ah, comunque mi sono messa un pile pesante addosso, sopra la felpa, e sto iniziando a scaldarmi adesso.
tutto a posto.

Love,
MC

14/09/2021

SETTEMBRE, ANDIAMO!

 a me sta faccenda del settembre, riparto in quarta, apro un altro profilo social, inizio questo, inizio, quello, nessuno mi fermerà, mi sta un po' sulle balle, son sincera. non li invidio neanche, quelli che scrivono ai sette venti queste cose, è che proprio non me ne frega una mazza dei vostri programmi!!! sul serio, eh? voglio dire: fate come, perché, quando volete, quello che fate, senza dirlo agli altri perché, vi do' una notiziona, gli altri vivono lo stesso in pace con le proprie pigrizie e voglie di rimanere lì dove sono. 😁😁😁😁

io sono ancora in letargo, non sono in lutto per la fine dell'estate ma sono stanca del caldo: riconosco che possa essere utile per passare ancora qualche ora al mare senza pericolo di liquefazione, ma basta, trooooppo caldo a metà settembre, non ne posso più. voglio la pioggia, l'acqua che viene giù a secchiate e lava via polvere e fastidi. perché l'estate porta le ferie, ma anche sensazioni di fastidio che si insinuano tra le pieghe: cambio di ritmi di vita, orari allungati, rituali modificati o azzerati, per non parlare dell'urto fisiologico che accompagna il ritorno al lavoro. il mio, poi, quest'anno, è arrivato dopo 32 giorni di fermo. non dico altro, l'ho già detto. 

la scuola è finalmente iniziata ma il tempo pieno, no scusate, non se ne parla ancora, se sarà come gli altri anni inizierà a ottobre. in effetti sì, che la scuola sarebbe ricominciata il 13 settembre si è saputo un paio di giorni fa, come si può pensare che il servizio sia al operativo al cento per cento da subito, dai! a Roma, per dire, ieri hanno ripreso e da ieri il tempo pieno è attivo. ma forse quella scuola è gestita da marziani, scesi qui sulla Terra tra un'ondata di covid e l'altra, catapultati da Marte. può essere, eh...

lavoro? cacca. mi sto veramente urtando perché per colpa (sì, per colpa, come all'asilo) di informazioni mendaci e mancanti da parte dell'autorità competente (ragazzi, stiamo parlando di PA fallace e assolutamente scadente, non un privato, una PA...) sono alle prese con giornate lavorative tutte indistintamente tutte, uguali. sono diventata un pappagallo, un disco che salta perché è rigato e la puntina non va avanti non per sua volontà ma per cause esterne perché ripeto continuamente la stessa identica cosa per tutta la durata del turno. sessantacinque telefonate? sessantaquattro di un argomento, una di un altro. e la domanda è sempre la stessa, e la risposta è sempre la stessa. il peggio del peggio lo si prova quando si fa presente la comunicazione fallimentare tra la PA e noi e la gestione stessa da parte della PA e ci sentiamo dire cosa non è chiaro, scusa? con tono saccente e stupito. come se stessimo chiedendo scusa, non mi ricordo come si fa a calcolare l'area di un rettangolo

rasento il vomito e sto viaggiando a vele spiegate verso il boicottaggio.

Love,
MC

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