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23/05/2025

Quante volte, alle prese col figlio adolescente, mi dico e mi ripeto che prima di parlare devo contare fino a…tanto? Più o meno tutti i giorni più volte al giorno.
Di solito non ne traggo effetti positivi, mi dimentico di contare ed esplodo senza manco il ticchettio da orologeria: deflagrazione istantanea.
Se poi la miccia si accende subito dopo aver staccato dal lavoro e senza aver avuto il silenzio e la distrazione del tragitto lavoro-casa (una delle brutture del lavoro agile) ecco che la deflagrazione dà vita a dei gran begli incendi.
Non so come mai, ma oggi è in corso l’incendio di Los Angeles 2.0.
Non c’è parola che mi venga rivolta che non mi faccia scattare il fastidio, l’insofferenza, la risposta tesa e il rimprovero.
Mi servirebbero venti minuti di nulla, di silenzio e calma ma questo tredicenne alto un metro e settantadue, che quando mi abbraccia, ormai, mi sovrasta quasi, oggi sembra non cogliere il mio disagio e come una pallina che rimbalza va e viene di continuo.
Potei andare fuori in giardino, ma diluvia e di bagnarmi non ne ho voglia.
Gliel'ho chiesto esplicitamente, ma dopo tre minuti si è ripresentato qui nel mio studio con una qualunque domanda.
Insomma privacy inesistente, in questi momenti in cui la solitudine sarebbe curativa.
Mi chiedo come abbiamo fatto a superare il lock down.  
E infatti non l’ho gestito benissimo: nei momenti peggiori mi mettevo a camminare intorno alla casa alla disperata, mi chiudevo in bagno per star da sola, bramavo l’uscita per andare a far la coda fuori dal supermercato, che tanto non si poteva toccare nessuno e con le mascherine ci si riconosceva a fatica.
Allora si che raggiungevo l’apice della settimana!

Love,
MC

09/04/2020

GIORNO-NON-QUALE-DI-QUARANTENA...


dovrei andare a vedere sull'agenda del lavoro per capirci qualcosa, perché ho da tempo perso il senso del tempo, in questo casino cosmico in cui sono finita, in cui siamo finiti tutti. sono stanca, stufa, esausta di tutto. ho capito che lavorare da casa non fa per me per tempi così lunghi (e si che sono appena tre settimane), la sanità mentale è tenuta in piedi anche solo dal tempo che impiego per andare e tornare dal lavoro. quello che fino a poco tempo fa mi sembrava tempo perso in viaggio, che riempivo leggendo, adesso mi sembra oro, ne ho capito l'importanza. uscire dall'ufficio, respirare, guidare o andare a prendere metropolitana e treno, mi riporta in equilibrio con il mondo, ristabilizza il mio assetto interiore, mi fa tornare a casa non dico riposata ma col cervello ossigenato. è una parte fondamentale della mia giornata, e me ne sono resa conto adesso che questa parte non ce l'ho. così come mi sono resa conto che non posso lasciare che la mia persona, la mia identità, si annullino completamente per gli altri; non è giusto, non va bene, non sto bene se succede e devo imparare a far sì che non succeda, e se succede devo riparare velocemente, perché anche qui c'è in ballo la mia sanità mentale.
tante cose mi sta insegnando questa quarantena, e quella dello spazio vitale mi appare come la più importante, come la più necessaria, inderogabile. non può essere sostituita, mercanteggiata, nemmeno con il bene degli altri. se non sto bene io, non stanno bene nemmeno gli altri, quelli che mi stanno vicini soprattutto.
chissà cosa succederà quando tutto questo sarà finito. quasi non riesco a immaginarlo, come se la fantasia non riuscisse a vedere oltre la realtà che sta vivendo adesso, quasi che questa quarantena avesse resettato la fantasia, l'immaginazione. 
non è proprio un pensiero positivo, mentre lo scrivo mi rendo conto che appare parecchio pessimista, negativo e triste, eppure questo mi sembra di sentire dentro, nella testa e nell'animo.
speriamo bene.

Love,
MC


31/01/2019

CRONACA SEMISERIA DI UN'INFLUENZA DI STAGIONE (e non solo)

stamattina mi sono accorta che avevo voglia di picchiare un po' sui tasti...

lunedì scorso, 28 gennaio, sono tornata a casa alle 8.20 dopo aver portato lo gnomo a scuola con la chiara sensazione di avere la febbre. e infatti, sono partita con un discreto 37.5 che poi si è allargato fino a 38, e tale è rimasto fino a quando, gentilmente, ha lasciato il passo al fratello maggiore 39. ne avrei fatto volentieri a meno, di questa visita di tutta la famiglia del termometro, fatto sta che il 39 l'ho tenuto con me per qualche ora, anche se per tutta la notte tra lunedì e martedì 38 mi ha tenuto compagnia (bello lui...), facendomi vedere le luci sotto le palpebre degli occhi chiusi.
nono siamo mai diventati amici, pur essendo stati insieme due giorni pieni...con l'aiuto del doc di famiglia, l'ho spinto via, un po' a calci in faccia, un po' implorando, un po' ha sgomitato pure lui, visto che ieri mattina stavo ancora con 37.9 davanti 😶, ma piano piano ne sto venendo fuori.
ah, l'amica febbre si è portata dietro anche la cugina tosse, faringea, ma la sto facendo litigare con il fluimucil in aerosol, se la stanno vedendo tra loro anche se il fluimucil sta vincendo. mi spiace per tutta sta famiglia di virus ma...ho da fà, quindi andatevene caramente a quel paese.

mi sono resa conto che la febbre a 39 a quarant'anni, porca misera, sfonda, detto chiaramente. sfonda perché non passa nemmeno per l'anticamera del cervello pensare di alzare un dito e anzi, alzarsi dal letto per mangiare o andare in bagno sembra uno sforzo insormontabile. e poi il freddo, il male alle ossa, il mal di testa...e il mal di pancia da ciclo perché, signora mia, non si poteva perdere occasione migliore che mandare le scassa-utero a far compagnia a tutta sta gente. un bel festival del fastidio e del mal di schiena che manco Sanremo alla finale.

che poi quando sto male così, mi viene da piangere da quanto sto male e mi sento giù, e piangevo come quando ero bambina, e mia mamma mi consolava e mi faceva le coccole.
e quando sto male così, mi sembra sempre di non tornare mai più in forma come sempre, di fpoter di nuovo fare settemila cose al giorno, di allenarmi con Jillian Micheals, di non sentire più dolori ovunque come se mi fosse passato addosso uno schiacciasassi.
che carogna l'influenza!

nel frattempo il tempo è passato e quello che era iniziato il 18 settembre 2018, ovvero i cinque mesi di maternità obbligatoria, sono agli sgoccioli e il 19 febbraio torno al lavoro. inizierà un nuovo ritmo, altri equilibri da cercare e bilanciare, nuova e diversa stanchezza da dover gestire e la consapevolezza, ancora una volta, che il tempo lo sai vola, e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà (Cit. L'attimo fuggente).

ah. voglio sciare. devo inaugurare una maschera da sci speciale.🎿

Love,
MC

24/09/2018

+17 *** IO SONO LEGGENDA *** RICHARD MATHESON (o della fine del diciassettesimo libro nel 2018)

questo romanzo horror e un po' fantascientifico l'ho finito in realtà il 7 agosto, ma riesco solo oggi a scriverne.
da quella data in avanti, infatti, la mia vita si è un po' modificata, tra trasloco sul litorale romano e ingresso in casa di un nuovo compagno di viaggio seienne, pertanto il tempo per il blog (per me in generale, diciamoci la vera verità) è andato un po' a farsi benedire... 😔
questa mattina, però, mi sono imposta di sedermi al pc, erano giorni che me lo dicevo e così mi sono ritagliata un po' di minuti per me e per la scrittura, che come la lettura mi fa sempre tanto bene allo spirito e alla mente.

con questo libro scritto nel 1954, Matheson ci porta in una cittadina americana in uno scenario post apocalittico, dove un solo uomo è rimasto, Robert.
esce solo di giorno alla ricerca di vampiri da uccidere, all'imbrunire si chiude in casa e attende che i suoi nemici circondino la casa nel vano tentativo di convincerlo a uscire per poter succhiare il suo sangue e nutrirsi, ma Robert resiste, nonostante ceda spesso all'alcool e alla disperazione nel ricordo della moglie tanto amata, lei stessa vittima dei vampiri.

spinto però dalla voglia di voler trovare una soluzione, prova a percorrere la strada dello studio scientifico per capire cosa ha trasformato i suoi concittadini in vampiri, allestendo un laboratorio di analisi cliniche in casa.
il contatto con Ruth, una donna che gli farà credere di essere umana ma che poi si rivelerà qualcos'altro, lo porterà alla fine, alla leggenda.

è un bel romanzo, che un pochino inquieta ma non troppo (viene sempre dai suggerimenti di A.) e che può essere letto con tranquillità: c'è di molto peggio in giro, in fatto di ansie e paure; 256 pagine di buona letteratura, mentre (mi è stato detto) il film omonimo del 2007 con Will Smith pare essere un aborto con tutti i crismi...

successivamente a Io sono leggenda ho preso in mano un altro King 😋 con The Dome, 1133 pagine di storia ambientata nell'era Bush Jr, che ancora sto leggendo e di cui spero di parlare non dopo due mesi dalla fine.

Love,
MC


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