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11/08/2025

 In questi giorni fa un gran maledetto caldo del cavolo. Sudo a star ferma pensando a come fare per non sudare. 
Per fortuna domani cambiamo posizione e avremo modo di rinfrescare corpo e spirito altrove. 
Sono arrivata stanca morta sfatta alle ferie anche perché non ero mai arrivata così tanto avanti, a lavorare fino alla prima decina di agosto. 
Di solito mi fermo sempre a fine luglio, quest'anno no. E lo sento. 
Sono morta, ma rientrerò al lavoro l'1 settembre. 
Presumibilmente sempre poco motivata e stanca del tipo di lavoro, ma almeno per tre settimane non avrò da veder l'ora per sapere quanto manca alla timbratura. 
Anche se iniziare il nuovo mese, rientrando dalle ferie, di lunedì primo del mese, mo sta sulle balle, proprio mi disturba. 
Mia nipote invece "nooo che bello, così la settimana inizia dal primo del mese e tutto è ordinato!" è patologicamente metodica peggio di me!
Vabbè, è giovane, quasi ventenne, avrà tempo per cambiare, in meglio o in peggio.

Nel frattempo ho fatto due conti e da gennaio ad oggi ho letto, fino ad ora, quarantotto libri; quarantasei fino a luglio compreso. Non mi posso di certo lamentare, ma una cosa l'ho capita: basta romanzi rosa. Basta, non ne voglio più leggere. 
Ogni tanto ne ho letto qualcuno, nel mesi e negli anni passati, per riposare la mente tra un tomo e l'altro, ma ho capito che se mi devo svuotare il cervello, allora è meglio fare parole crociate, non prevedere di pagine e pagine come andrà a finire tra i due protagonisti o iniziare a sbuffare già a pagina 12. 
C'è un limite a tutto, anche alla mia testa da svuotare.
Adesso sto leggendo un Manzini della serie di Rocco Schiavone, l'ultimo scritto ad oggi. 
Dopo non so come farò: ne sentirò di certo la mancanza e quindi serve che Manzini vada a avanti a fare indagare il vicequestore, perché io devo leggere sentendo la voce di Giallini nelle orecchie. 
Senza, non posso divertirmi leggendo!

Canzone di questi ultimi giorni, questa
Mi sa di qualcosa di epico, che forse è quello che mi ci vuole nel prossimo futuro e per il quale mi sto attrezzando.

Love,
MC




23/05/2025

Quante volte, alle prese col figlio adolescente, mi dico e mi ripeto che prima di parlare devo contare fino a…tanto? Più o meno tutti i giorni più volte al giorno.
Di solito non ne traggo effetti positivi, mi dimentico di contare ed esplodo senza manco il ticchettio da orologeria: deflagrazione istantanea.
Se poi la miccia si accende subito dopo aver staccato dal lavoro e senza aver avuto il silenzio e la distrazione del tragitto lavoro-casa (una delle brutture del lavoro agile) ecco che la deflagrazione dà vita a dei gran begli incendi.
Non so come mai, ma oggi è in corso l’incendio di Los Angeles 2.0.
Non c’è parola che mi venga rivolta che non mi faccia scattare il fastidio, l’insofferenza, la risposta tesa e il rimprovero.
Mi servirebbero venti minuti di nulla, di silenzio e calma ma questo tredicenne alto un metro e settantadue, che quando mi abbraccia, ormai, mi sovrasta quasi, oggi sembra non cogliere il mio disagio e come una pallina che rimbalza va e viene di continuo.
Potei andare fuori in giardino, ma diluvia e di bagnarmi non ne ho voglia.
Gliel'ho chiesto esplicitamente, ma dopo tre minuti si è ripresentato qui nel mio studio con una qualunque domanda.
Insomma privacy inesistente, in questi momenti in cui la solitudine sarebbe curativa.
Mi chiedo come abbiamo fatto a superare il lock down.  
E infatti non l’ho gestito benissimo: nei momenti peggiori mi mettevo a camminare intorno alla casa alla disperata, mi chiudevo in bagno per star da sola, bramavo l’uscita per andare a far la coda fuori dal supermercato, che tanto non si poteva toccare nessuno e con le mascherine ci si riconosceva a fatica.
Allora si che raggiungevo l’apice della settimana!

Love,
MC

30/03/2023

Sembrerebbe che ogni tot mesi mi debbano venire le placche in gola e che io negli stessi giorni, torni a scrivere qua sopra. 
avevo rimosso del tutto il fatto che insieme al covid, a ottobre 2022, mi fossero venute le placche, fino al momento in cui ho riletto l'ultimo post qua sotto.
da ottobre ad oggi sono successe così tante cose, il mio mondo si è ribaltato (di nuovo) così tante volte che non so da che parte iniziare e se da qualche parte voglio iniziare. (però al concerto di Gabba ci sono andata!)
non parlo di novità esterne, palesi, evidenti che tutti posso vedere. parlo di cose dentro di me che si sono staccate per poi rinascere più radicate che mai, la cui rinascita è come se mi avesse fatto capire che "cara, senza di noi non puoi stare, rassegnati!" e alla cui rinascita, quindi, non ho potuto che alzare le mani e abbandonarmi.

tra le altre cose, negli ultimi tempi sto facendo pace con la mia natura giustizialista e incazzosa quando vede che non c'è giustizia là dove, per forza, dovrebbe esserci ma per qualche stupido motivo non c'è, e con la parte di me che si arrabbia nel vedere quanto l'incapacità e l'ottusità di certi atteggiamenti siano distruttive e rovinino le persone. 
col risultato scontato che venga rovinato l'ambiente dove queste persone passano -purtroppo- la maggior parte del loro prezioso tempo, ovvero il posto di lavoro -che sia in ufficio o da casa, poco importa.

per esempio, per dire la prima che mi viene in mente, non riuscirò mai a capire cosa NON va nella testa di manager&Co perché tante cose importanti su un posto di lavoro passino inosservate, non vengano viste, anzi proprio ignorate volutamente.
con gli anni sono arrivata a una mia teoria, ovvero che nei posti di comando di solito vengono messi i meno capaci (le pippe, sì, loro) perché i più in gamba sono anche quelli che i problemi li vedono e vogliono risolverli, anzi li prevedono e, se possono li evitano. e questo alle aziende non lungimiranti (troppe, purtroppo) non va. quelli in gamba sono scomodi. sarebbero utili, ma siccome sono troppo bravi, sono un pericolo. scomodi, appunto.
invece i manager&Co si nutrono di problemi, perché pensano siano l'unica benzina utile ad alimentare la pressione che possono esercitare sui lavoratori per farli lavorare meglio e così fanno in modo che ai posti di comando ci siano delle pippe. che cretini!

quindi, ricapitolando:
- le aziende non vogliono avere persone capaci ai vertici perché 
- le persone capaci risolverebbero veramente i problemi perciò
- le aziende non vogliono risolvere i problemi così 
- possono far pressione sui lavoratori.

assurdo. ma vero, giuro, perché io ce l'ho sotto gli occhi questa descrizione, la vedo applicata nella vita reale ogni giorno.
e infatti, se vogliamo parlare di malcontento che ho verso il mio "bancomat", siamo a livelli non misurabili. meglio che mi fermi qui.

forse ripasserò da queste parti prossimamente, forse boh.
ci sono momenti in cui mi dimentico totalmente di avere un blog, devo dirlo, quindi non so quanto ancora durerà. per ora dura, poi vediamo.

Love,
MC




27/03/2022

Io non so perché, ma quest'anno l'assenza di pioggie mi preoccupa veramente. 
Saranno almeno tre mesi che dalle mie parti (ma non solo) non piove. 
Tre mesi, in inverno, senza un temporale. 
Praticamente si è fatto tutto l'inverno a secco di precipitazioni.
E infatti ho il prato di casa mezzo giallo, i ciuffi d'erba si son fatti i colpi di sole, e sto innaffiando. 
A marzo. 
Sto innaffiando come a luglio di sera. 
Fa pensare questa cosa. E a me fa anche un po' paura. 

Ma sono un po' tanto alle prese con la mia emotività, ultimamente...

Mi sono comprata su internet un anello anti stress, quello con le sfere da girare che riempiono le pagine di Instagram, così forse la smetto di sfasciarmi le pellicine delle dita in ogni momento della giornata. 
Vediamo se funziona. 
Perché si, sono sotto una pressa di tensione, pensieri, preoccupazioni, tanto che, dopo due mesi dell'ultimo, mi è tornato l'herpes labialis in una forma da far paura. 
Non mi era venuto per circa due anni, manco durante il lockdown e i momenti peggiori da clausura familiare, e adesso due volte in due mesi. 
Soffro parecchio, questa volta è veramente doloroso. 
Si vede che devo scontare qualche pena, qualche malefatta, vediamola così. 😅

Fino al 30 giugno continuerò a lavorare da casa, poi si saprà, forse, di che morte morirò, insieme ai miei colleghi di sventura. 
Ah, il lavoro è sempre più trascurabile come campo di realizzazione personale e appagamento professionale. 
Non stimo chi mi comanda, non stimo chi comanda i miei capi, non mi piace quello che devo fare e dire. 
Ottimo, no? 

Love, 
MC

14/09/2021

SETTEMBRE, ANDIAMO!

 a me sta faccenda del settembre, riparto in quarta, apro un altro profilo social, inizio questo, inizio, quello, nessuno mi fermerà, mi sta un po' sulle balle, son sincera. non li invidio neanche, quelli che scrivono ai sette venti queste cose, è che proprio non me ne frega una mazza dei vostri programmi!!! sul serio, eh? voglio dire: fate come, perché, quando volete, quello che fate, senza dirlo agli altri perché, vi do' una notiziona, gli altri vivono lo stesso in pace con le proprie pigrizie e voglie di rimanere lì dove sono. 😁😁😁😁

io sono ancora in letargo, non sono in lutto per la fine dell'estate ma sono stanca del caldo: riconosco che possa essere utile per passare ancora qualche ora al mare senza pericolo di liquefazione, ma basta, trooooppo caldo a metà settembre, non ne posso più. voglio la pioggia, l'acqua che viene giù a secchiate e lava via polvere e fastidi. perché l'estate porta le ferie, ma anche sensazioni di fastidio che si insinuano tra le pieghe: cambio di ritmi di vita, orari allungati, rituali modificati o azzerati, per non parlare dell'urto fisiologico che accompagna il ritorno al lavoro. il mio, poi, quest'anno, è arrivato dopo 32 giorni di fermo. non dico altro, l'ho già detto. 

la scuola è finalmente iniziata ma il tempo pieno, no scusate, non se ne parla ancora, se sarà come gli altri anni inizierà a ottobre. in effetti sì, che la scuola sarebbe ricominciata il 13 settembre si è saputo un paio di giorni fa, come si può pensare che il servizio sia al operativo al cento per cento da subito, dai! a Roma, per dire, ieri hanno ripreso e da ieri il tempo pieno è attivo. ma forse quella scuola è gestita da marziani, scesi qui sulla Terra tra un'ondata di covid e l'altra, catapultati da Marte. può essere, eh...

lavoro? cacca. mi sto veramente urtando perché per colpa (sì, per colpa, come all'asilo) di informazioni mendaci e mancanti da parte dell'autorità competente (ragazzi, stiamo parlando di PA fallace e assolutamente scadente, non un privato, una PA...) sono alle prese con giornate lavorative tutte indistintamente tutte, uguali. sono diventata un pappagallo, un disco che salta perché è rigato e la puntina non va avanti non per sua volontà ma per cause esterne perché ripeto continuamente la stessa identica cosa per tutta la durata del turno. sessantacinque telefonate? sessantaquattro di un argomento, una di un altro. e la domanda è sempre la stessa, e la risposta è sempre la stessa. il peggio del peggio lo si prova quando si fa presente la comunicazione fallimentare tra la PA e noi e la gestione stessa da parte della PA e ci sentiamo dire cosa non è chiaro, scusa? con tono saccente e stupito. come se stessimo chiedendo scusa, non mi ricordo come si fa a calcolare l'area di un rettangolo

rasento il vomito e sto viaggiando a vele spiegate verso il boicottaggio.

Love,
MC

31/08/2021

FINE AGOSTO 2021

agosto è finito e qui, come da programmi, siamo in fase ospedaliera: l'erede domani avrà un piccolo intervento all'occhio sinistro per finire di aggiustare lo strabismo già corretto molto nel 2017. sveglia all'alba oggi (ma alle 10 eravamo a casa) e domani (quando saremo a casa penso dopo le 20 😓😓). 

oggi qui sul litorale romano c'è un sole stupendo, roba che a stare al mare si sta sicuramente come dei in Terra...ma da domani niente mare per 10 giorni, poi il 13 inizia la scuola e mi sa proprio che la stagione è così decretata finita. ma magari un passo in spiaggia qualche volta non ce lo toglierà nessuno.

per me le vacanze finiscono giovedì sera, 2 settembre: venerdì mattina alle 8.30 sarò colta da sindrome da stress post traumatico: per la prima volta da che ho finito l'università, infatti, quest'anno ho staccato per ben 32 giorni. sparatemi prima, per favore. non ho proprio nessuna intenzione di sentire di nuovo le lamentele di italiani che poco hanno avuto a che fare con grammatica ed educazione di base quando era tempo di farlo...povera me.
lavorerò sempre da casa, il che, che palle, lo dico. ok, non avere spese di benzina e macchina ha i suoi vantaggi, per carità, e il tempo è tutto utile per fare altro subito dopo aver staccato e subito prima di attaccare, ma sono ormai diciotto mesi che non entro in ufficio e non vedo la stragrandissima parte dei miei colleghi. anche basta.

intanto le vacanze in montagna mi sembrano lontane quindici anni, anche se esattamente un mese fa eravamo per strada rivolti a nord, in fuga dal caldo e dalla routine di un anno. praticamente ieri, sì, ma di quindici anni fa.

Daniele Liotti 
infine è degno di nota far sapere che in casa siamo diventati Un passo dal cielo addicted visto che ci vediamo una puntata al giorno, praticamente, se non due quando siamo particolarmente predisposti all'ozio. 
ieri abbiamo iniziato la quinta stagione e devo dire che, per me, gli stenti continuano, a vedere certa gente....

non c'è altro da dire, mi sembra più che evidente.

Love,
MC



07/02/2021

febbraio 2021

primo post del 2021 il 7 febbraio. non c'è male. in senso negativo, ovviamente. 
non c'è molto da dire, ultimamente, o forse ci sarebbe anche ma sarebbe una lamentela continua, continua, continua, il che mi fa pensare che sia meglio tralasciare la tastiera per fare altro, tanto "altro" è sempre lì in attesa di essere fatto. e spesso resta in attesa per un tempo prolungato, oltre i limiti, a volte, del ragionevole.
ci sarebbe da fare per donna di servizio, colf, babysitter...ad averci i soldi, questa famiglia sarebbe una piccola impresa, darebbe lavoro ad almeno tre persone. ah, dimenticavo il giardiniere...quattro persone, allora.
ironia, tanta ironia, per metterla sul ridere. facciamo che è meglio riderci sopra che altro.

di mio ultimamente posso dire che ho dei familiari che grazie a Dio hanno avuto e superato il Covid-19 brillantemente, dopo una quarantena, per qualcuno, propriamente detta, ovvero 45 giorni di clausura completa - roba da prendere a testate il muro - per cui sono chiusi in casa il 23 dicembre e ne sono usciti solo il 3 febbraio. dagli addobbi natalizi in vetrine e strade, sono passati alle frappe nei negozi e le mascherine di carnevale sui vetri delle porte. insomma, un po' scioccante. 
di età varie, dagli 11 ai 75 anni, ne sono venuti fuori tutti. e visto cosa può succedere, ovvero di tutto anche nelle persone più in salute del mondo, è stata davvero una benedizione divina.

il mio lavoro continua ad essere remoto e tra un mese e un po' questa condizione compirà un anno, il che mi fa pensare anche che è un anno che non vedo i miei colleghi. qualche tempo fa pensavo che di alcuni non ricordo più niente o ben poco: la voce, il colore degli occhi, i contorni del viso. insomma, sto perdendo la memoria di quella che era la mia quotidianità da dieci anni. 
non mi piace, nonostante il lavoro da casa abbia portato con sé un enorme risparmio di altre cose: gasolio in primis, tempo, vestiti...con un rovescio della medaglia, però, a tratti molto più negativo, che porta conseguenze psicologiche e sociali non da poco e che, ne sono certa, pagherò prima o poi.
sto cercando di cambiare lavoro, ma mai momento per farlo fu più funesto di questo. soprattutto perché là fuori un contratto part-time a tempo indeterminato non lo si trova manco a pagarlo.

domani e martedì sono in ferie, per riposarmi. 
martedì andrò a Roma col treno, a mesi e mesi dall'ultima volta che è successo - era dicembre, per una visita medica, ma mi ero tenuta in zone defilate. invece martedì andrò in centro e sarà uno shock, lo so già. 
penso che mi troverò in mente pensieri tipo "ah, è vero, questo posto è fatto così...questo negozio è piccolo, questo altro è grande...".

chissà se sarà lo stupore piacevole di un bambino, o nostalgico e amaro di un adulto.
spero nel primo.

Love,
MC


10/11/2020

MUCH LOVE

a me questa vita sta spaccando in due. non ci capisco più col cervello, con lo spirito e con il corpo; tutto mi si sballa dentro (non che è uno sballo, ma che tutto è sottosopra). 
il corpo mi dà segnali contrastanti: sono tornata indietro di anni con la pelle del viso, che manco da adolescente; il ciclo è in tumulto, arriva a caso, così, fuori luogo o decisamente troppo in ritardo; il sonno è in panne, ho deliri notturni da aver paura, tipo gente che mi vuole molestare ma che poi riempio di botte per autodifesa, o mi cadono tutti i denti e prima della caduta li sento muoversi tutti insieme in bocca, al punto di doverli cercare con le dita al risveglio, per accertarmi che sia stato solo un sogno.

vi prego, fate qualcosa, facciamo qualcosa, per tornare a vivere.

quando la domenica vedo orde di romani venire al mare a mangiare e camminare (sulla pista ciclabile, tra l'altro, e io che passo in bicicletta giustamente mi imbestio, e che cacchio!), per non rimanere a casa...ok, venite pure, ma METTETEVI QUELLA MALEDETTA MASCHERINA. 
non vi va? e allora statevene a casa!
perché se non ve la mettete e uscite, rompete le balle a tuti, me compresa, che ci facciamo il mazzo a uscire solo quando serve, per proteggerci l'un l'altro. ma forse non sapete cos'è il concetto di rispetto, dove sta di casa, cosa significa...

insomma, per quanto osservo intorno a me e da quanto capto dai pochi telegiornali che vedo (non voglio farmi venire l'ansia oltremodo, preferisco vedere poche cose, mirate e per il resto distrarmi) andremo a finire dentro un altro blocco totale. 
scusate ma me lo sento. guardandomi in giro e osservando gli atteggiamenti delle persone, finiremo a chiudere un'altra volta tutta la baracca. 
e allora altro che incubi. 
solo che mi rompe. mi rompe dover subire per l'idiozia della gente, dell'altra gente.

se vi volete suicidare, prendete la macchina, andate al molo e buttatevi di sotto a tutto gas. o con una pietra al collo, sempre al molo. fate per conto vostro. io non c'ho intenzione.

much Love,
MC

01/07/2020

VARIE ED EVENTUALI - aggiornamenti su più fronti

non è il primo post che intitolo in questo modo, qui sul blog, il che la dice lunga sull'altalenante fantasia che mi caratterizza, ma oggi avevo un po' di voglia di scrivere e, visto che ho un po' di tempo nel dopo pranzo, prima di tutto quello che verrà dopo, ho deciso di sedermi e iniziare.

è estate piena, ormai, qui 🌞🌞🌞 ed io ringrazio profondamente mio fratello che ci ha regalato la sua piscina rotonda di 5 metri di diametro (ne ha presa una più grande, fissa) perché quotidianamente il tuffo c'è, insieme al riposo sul lettino, e quando fuori ci sono 35 gradi, certo fa comodo. 
sono anche a 2 km dal mare, diciamolo, ma confesso anche la mia sindrome da capanna che mi ha invaso con questa quarantena e che mi porto dietro. non mi va di andare al mare, di stare in mezzo al caos, di girare con la mascherina sempre in faccia. e infatti quando esco 3 volte su 2 me la dimentico e devo tornare indietro a prenderla. e che due palle. 😑😷😶 

sono diventata CDB (consigliera di bellezza) di Yves Rocher 💚 e la cosa mi diverte un sacco, sì. mi piace vedere, provare, consigliare, preparare i sacchetti per "i clienti" e tenere in qualche modo il filo del contatto attivo. la cosa è nata praticamente per caso, da un errore mio così la cosa mi è stata proposta et voilà, eccomi qua. e poi, sono sincera, sono proprio prodotti buoni; li uso da almeno sei anni e li ho sempre apprezzati, e adesso li promuovo anche! contenta io! 😍

c'è chi va e chi arriva, nel gruppo di lavoro: arrivano vecchi colleghi nel gruppo di lavoro, che se anche è da casa, sempre gruppo di lavoro è, e con i quali dal vivo le risate ci sono sempre state - e speriamo che ci siano di nuovo a breve. 
invece c'è chi va, va proprio via 😭 e se anche il rapporto resta, è comunque un taglio, un cambiamento, una novità che si "insinua". ma in bocca al lupo a te, A. che hai avuto l'occasione di cambiare e l'hai fatto con coraggio, mettendoti in discussione e facendo un salto nel buio. 🍀

libri letti. 
non ricordo più dove ero arrivata...ah sì, a Carofiglio (gran bel libro); nel frattempo sono salita da +10 a +14 libri letti, ovvero:

La somma dei giorni di Isabel Allende
- Tornata dall'inferno di Claire Ly (si parla di kmer rossi, mamma mia....)
- La treccia di Laetitia Colombani 
- La canzone di Susannah di Stephen King (capitolo de La Torre Nera)

avrei voluto iniziare l'ultimo della Allende, due giorni fa, ma quella sera il download sull'ebook non era ancora stato completato (non so perché) e così ho iniziato Cometa sull'Annapurna di Simone Moro. interessante.

le vacanze si terranno in montagna 🌄 tra Cavalese (Val di Fiemme, TN) e Campitello (Val di Fassa, TN), non vedo l'ora: ho già la nausea di questo caldo e attendo con ansia di dover portare le scarpe chiuse, il pile e i pantaloni lunghi perché fuori ci sono 15 gradi! 😆

Love,
MC















09/04/2020

GIORNO-NON-QUALE-DI-QUARANTENA...


dovrei andare a vedere sull'agenda del lavoro per capirci qualcosa, perché ho da tempo perso il senso del tempo, in questo casino cosmico in cui sono finita, in cui siamo finiti tutti. sono stanca, stufa, esausta di tutto. ho capito che lavorare da casa non fa per me per tempi così lunghi (e si che sono appena tre settimane), la sanità mentale è tenuta in piedi anche solo dal tempo che impiego per andare e tornare dal lavoro. quello che fino a poco tempo fa mi sembrava tempo perso in viaggio, che riempivo leggendo, adesso mi sembra oro, ne ho capito l'importanza. uscire dall'ufficio, respirare, guidare o andare a prendere metropolitana e treno, mi riporta in equilibrio con il mondo, ristabilizza il mio assetto interiore, mi fa tornare a casa non dico riposata ma col cervello ossigenato. è una parte fondamentale della mia giornata, e me ne sono resa conto adesso che questa parte non ce l'ho. così come mi sono resa conto che non posso lasciare che la mia persona, la mia identità, si annullino completamente per gli altri; non è giusto, non va bene, non sto bene se succede e devo imparare a far sì che non succeda, e se succede devo riparare velocemente, perché anche qui c'è in ballo la mia sanità mentale.
tante cose mi sta insegnando questa quarantena, e quella dello spazio vitale mi appare come la più importante, come la più necessaria, inderogabile. non può essere sostituita, mercanteggiata, nemmeno con il bene degli altri. se non sto bene io, non stanno bene nemmeno gli altri, quelli che mi stanno vicini soprattutto.
chissà cosa succederà quando tutto questo sarà finito. quasi non riesco a immaginarlo, come se la fantasia non riuscisse a vedere oltre la realtà che sta vivendo adesso, quasi che questa quarantena avesse resettato la fantasia, l'immaginazione. 
non è proprio un pensiero positivo, mentre lo scrivo mi rendo conto che appare parecchio pessimista, negativo e triste, eppure questo mi sembra di sentire dentro, nella testa e nell'animo.
speriamo bene.

Love,
MC


17/03/2020

40 GIORNI SENZA SOCIAL - giorno 20

ho effettuato l'accesso a Facebook, poco fa, per condividere questo video, realizzato dalla Banda dell'esercito italiano, in occasione del 159° anniversario dell'Unità d'Italia.
una deroga giustificata dallo stato attuale delle cose.




inoltre domani torno al lavoro.
non ho molto altro da aggiungere, se non che sto diventando claustrofobica, mi sento in gabbia pur avendo un giardino di 1500 mq e potendo uscire quando mi pare a prendere aria, pur non vivendo in mezzo alla città, pur stando bene.
forse il tornare al lavoro è dettato anche da questo, non solo dal fatto che non è giusto che di un problema non mio, sia io a dovermene far carico, usando ferie, permessi e congedi parentali pagati al 30%...
mi sa che ho detto anche troppo.

Love,
MC

12/03/2020

40 GIORNI SENZA SOCIAL - giorno 15

il mondo è cambiato.
così si apre il primo capitolo della trilogia cinematografica de Il Signore Degli Anelli e non posso che dirlo anche io, perché dall'ultimo aggiornamento ad oggi, il mondo, il mio mondo, il nostro mondo, quello che conosciamo di più, è veramente cambiato. qualcuno lo riconosce? 

sono a casa dal lavoro da mercoledì, in attesa del decreto del Governo che mi dica quanti giorni mi concede per continuare a prendermi cura di me e degli altri e a che prezzo; in questi giorni casalinghi, a volte ripenso ai miei nonni e alla guerra che hanno vissuto, con tre figli piccoli e le corse nei rifugi quando suonava la sirena di un bombardamento imminente. qui non suonano le sirene, non cadono le bombe ma lo stesso si respira tensione, paura, nervosismo, che lo si voglia ammettere o no. siamo spaventati, c'è poco da girarci intorno. 
più che dal virus in sé, però, penso siamo spaventati dalle regole da seguire, dalle strade vuote, dagli ingressi scaglionati al supermercato, dai negozi chiusi che manco ad agosto...siamo spaventati perché non è mai successo, non abbiamo mai vissuto una cosa del genere, nemmeno Chernobyl ribaltò tanto la vita di noi italiani: abbiamo lavato l'insalata con l'amuchina (sempre presente) per un bel po', non abbiamo comprato certi prodotti per un altro po' ma poi, alla fine, siamo sopravvissuti.

e in questa che sembra in tutto e per tutto un' anomalia temporale (come se con la macchina del tempo di Doc, fossimo capitati in un marzo 2020 alternativo), quando i social sono la cosa che più che mai unisce, io continuo ad averli spenti. 
Facebook non mi manca nemmeno lontanamente, quasi non mi viene più in mente, mentre Instagram sì, mi manca. soprattutto mi manca il sapere come stanno alcuni contatti che seguo e che vivono in Alto Adige (due maestri di sci dell'Alta Badia, un albergatore delle stesse zone...) o in che stato sono le piste delle Alpi (vuote ma con ancora metri di neve, magari...che peccato!) così come mi piacerebbe sapere in tempo reale cosa dicono dall'altra parte dell'Oceano vari profili che seguo, com'è la percezione e la vita negli Stati Uniti...

davanti a questa mancanza, mi sono detta che vista la situazione avrei anche potuto revocare i #40giornisenzasocial e fare di nuovo login a Instagram, ma poi ho pensato che no, continuo, rifiuto l'offerta e vado avanti. manca meno di un mese alla fine, è tanto ma ci provo. voglio vedere davvero l'effetto che fa. 
vorrei poter scrivere più spesso, questo sì, ma nonostante non stia andando a lavorare, il tempo vola e i momenti di pausa durante la giornata non sono così tanti come si potrebbe pensare.

un pensiero di questi giorni è che non so se ci ricorderemo più, quando torneremo alla normalità (perché ci torneremo, anche se adesso ci sembra di no e abbiamo la sensazione che questo porterà semplicemente alla fine del mondo) com'è il traffico per strada il lunedì mattina, la coda al supermercato -quella più lenta perché scegliamo sempre la cassa sbagliata- il salutare con un abbraccio e un bacio una persona a cui vogliamo bene...

forse ci baceremo tutti sempre, almeno per un po', perché avremo capito quanto ci sono mancati e quanta è la bellezza di un abbraccio e di una carezza; ci metteremo a parlare con chiunque in fila alla cassa, semplicemente per la voglia di parlare con chi abbiamo vicino e non ad almeno un metro di distanza; nel traffico, saremo più pazienti, lasceremo attraversare i pedoni che camminano sulle strisce pedonali e rispetteremo i limiti di velocità, perché sarà così bello guidare per andare a trovare i nostri aprenti, dall'altra parte del grande raccordo anulare....
ci piacerà di più tutto quello che potremo fare, che adesso dobbiamo tener lontano da noi per il bene nostro e degli altri e che comunque un social non potrà mai sostituire.
chissà come ci sentiremo, quando tutto sarà finito...

Love,
MC

04/03/2020

40 GIORNI SENZA SOCIAL - giorno 7

Inghiottita dal vortice della vita quotidiana, non ho scritto per qualche giorno.
Ho trascorso l'ultimo fine settimana a pensare, ripensare e ripensare a una proposta che mi era stata fatta venerdì pomeriggio in ufficio (cambio di commessa e di sede lavorativa) arrivando ad una risposta positiva, per poi oggi sentirmi dire, dopo due giorni di "ok in settimana inizi", che non se ne fa più nulla, il tutto viene spostato nel surgelatore fino a data da destinarsi 🙄
Voglio proprio vedere... 

La notizia del momento é però quella della chiusura delle scuole da domani fino al 15 marzo - per ora, poi si vedrà, aggiungo io - e siamo tutti un po' coinvolti perché i genitori invece devo andare a lavorare lo stesso e... Houston, abbiamo un problema: chi ci tiene i pargoli?
Noi che andiamo a lavorare in open space e siamo 90 per sala, non rischiamo? Mah.

Comunque, virus a parte, che un po' mi ha stancato - poco fa per cambiare argomento ho letto un articolo sulle primarie americane, per dire - la mia vita senza social prosegue e anche se ogni tanto Instagram mi avvisa che ci sono delle nuove notifiche, lo ignoro e vado avanti.
È più facile di quanto pensassi, giuro! Perché non provare anche voi?

LOVE, 
MC

20/10/2019

DONNA PER UN ATTIMO

Pensare che l'apice della mia settimana siano questi minuti di asciugatura della prima mano di smalto sulle mani, mi fa sentire una casalinga disperata. Anzi, disperante. Ovvero sulla via per. 
Casalinga non molto, o non solo, visto che lavoro 30 ore a settimana fuori casa, più le restanti ore diurne a casa, dove mi stanco molto di più. E sì, perché normalmente quando sono a casa mi siedo per mangiare e, se sono fortunata, per vedere non dico il telegiornale ma un pezzo del suddetto, ma siccome la fortuna non è così presente (ma tornerà, eccome, é temporaneamente andata altrove) sul serio, quando sono a casa mi siedo pressoché solo quando mangio. 

Oggi, adesso, si sta verificando un'allineamemto dei pianeti favorevole per cui figlio e marito sono usciti in bicicletta ed io, quindi, ne ho immediatamente approfittato e sono qui a sfondare il divano e ad aspettare che si asciughi lo smalto. Con un occhio alla tele su Rainews24 e uno allo schermo del cellulare su cui scrivo. E i pavimenti da lavare possono aspettare e aspetteranno ancora, di grazia. 
Per quest'oggi faccio la donna e basta, e poi non posso mica seccare di già lo smalto rosso scuro, no? 
E che diamine! 

Love, 
MC

05/10/2019

E ANCHE OGGI....

...mi riposo domani!

ahaha rido. essì dai, bisogna riderci sopra per evitare di mollare tutto, prendere la mira, la rincorsa e andare a dare testate contro un bel muro a spigolo, di quelli in casa!
oggi è sabato e dopo una meravigliosa sveglia alle 8 (bell'idea quella di iscrivere il pargolo al corso di nuoto del sabato alle 10. bella idea, bellissima!!!) mi sono seduta per fare colazione, per pranzare e poi un'ora fa per mettermi lo smalto sulle unghie delle mani. ho detto basta, al diavolo il mondo intero, adesso mi fermo e mi riposo un po'. lo smalto è stato una scusa, penso, perché ad avere le mani libere, avrei trovato (io o i miei coinquilini maschi!) qualcos'altro da fare e allora altro che riposarsi. che poi la giornata mica finisce qui, eh? no, nei, niet.
appena finito qui, vai con la preparazione della pizza per stasera, che tanto buona e tanto onesta pare, certo, ma è un po' meno riposante di quella da asporto. buona è buona, anzi, mi viene proprio bene, modestamente, ma quell'oretta di preparazione gliela vuoi dedicare? ma tanto lo si sa, mica rivelo la verità del secolo.
nel frattempo affino i dettaglio per un cd di prossima uscita che andrà direttamente in macchina per le mie guide da e per l'ufficio, d'ora in avanti, così la collezione si amplia.

ah, ultimamente ho letto due libri di King, Cose preziose e On writing, di cui vorrei parlare prima o poi. forse più poi che prima, come ultimamente mi tocca fare con molte delle cose che mi piace fare (ovvero rimandare) ma l'importante è stato leggerli. nuovamente, ancora, e sempre, confermo che è il Re dello scrivere. punto.

manco rileggo cosa ho scritto, son così stanca che faccio fatica a rivedere le mie stesse parole (per lo più sconnesse, immagino!)

Love.
MC

12/09/2019

LAVORATORIIII?????

la commessa sulla quale lavoro anche io da venerdì scorso (sembrerebbe per fare solo "vpt", a detta dei capi) presenta due tipi di impiego, ovvero chi fa solo "vpt" e chi fa servizio clienti e "vpt".
chi fa anche servizio clienti è perché ad oggi ha le credenziali di accesso ai sistemi -e questa premessa è doverosa.

qualche giorno fa durante la pausa mi sono imbattuta in due ex colleghe, notando proprio quel giorno che viaggiano sempre in coppia, come i carabinieri. o come gli zebedei, se preferiamo. ma fin qui niente di male.

una di queste due venne assunta con me, frequentammo insieme il corso di formazione nell'ormai lontanissimo gennaio 2010, dopo il quale ci perdemmo di vista (per quanto possa sembrare strano, o si lavora fianco a fianco o, facendo turni diversi, può capitare di non vedersi per settimane intere) un po' per il poco legame stretto, un po' per essere sempre state destinate a gruppi diversi.
e anche fin qui, ancora niente di male, niente di strano.
voglio dire, capita di non diventare amiconi con tutti, no? appunto...

ero in pausa, dicevamo e molto tranquillamente, conoscendole, ho pensato che fosse normale scambiare due parole e alla mia innocente domanda ma voi fate solo vpt o tutto? (leggi anche servizio clienti) i loro volti si sono totalmente ricoperti di disprezzo e con uno bisbigliato tutto e un sorriso da mi fai pena ma non te lo posso dire, tu che sei venuta qui per far solo vpt hanno ripreso a guardarsi negli occhi e a parlare dei fatti loro.

ora. dico.
sicuramente sono bravissime, professionalissime, competentissime, meravigliosissime con i clienti e da quanto sono brave possono fare una pernacchia alla crema della crema della crema del customer care
ma....
MA....
MA....

sono due impiegate di una multinazionale di customer care che rispondono al telefono a clienti che vogliono spiegazioni, aiuto, informazioni (servizio clienti) o ad agenti che chiamano per fornire i dati di un nuovo contratto appena sancito (vpt).

detto in altre parole

non lavorano alla NASA
non stanno scindendo l'atomo
non sono Samantha Cristoforetti

quindi? e allora???


Love,
MC

11/09/2019

passano i mesi e io continuo a non trovare ancora tempo per scrivere.
nel frattempo, da luglio a questa parte, sono più vecchia di un anno e più insalubre, visto che da due settimane a questa parte sono stata alle prese rispettivamente con tosse prima, raffreddore poi e ora per la gioia di tutti, con la sinusite. sento male persino alla mandibola.
non sono mai stata presa a pugni in faccia, ma ho la sensazione che il dolore sia simile, o ci si avvicini parecchio. non è piacevole.

oltre a questo, ho cambiato nuovamente lavoro.
non più per una multinazionale del tabacco ma per una che eroga energia e gas da fonti rinnovabili. meglio, da una parte: si pensa alla salute del pianeta e non si contribuisce agli enfisemi degli italiani, per carità, ma almeno a parlar di tabacco le frasi da dire potevano essere diverse ed ero io a decidere quali usare.
lavorando su elettricità e gas, invece, si tratta di leggere un prestampato, compilando vari campi e salutare il cliente. il tutto sempre al telefono, ovviamente. diciamo che questa volta basta l'alfabetizzazione di base e un minimo di educazione civica, per il resto....vabbè, lasciam perdere.
molto poco edificante, sono sincera, ma è pur sempre un lavoro onesto quindi non mi devo lamentare. quando inizio la lamentela, cerco di pensare a chi un lavoro continuativo, in cui sta seduto al caldo in inverno e al fresco in estate, non ce l'ha e lo vorrebbe tanto, e allora le paturnie mi passano, o almeno si alleggeriscono un po'.

solo mi domando dove ho sbagliato. cosa non si è incastrato bene negli ingranaggi quando ho finito il liceo.
qualche rimpianto ce l'ho, confesso. tornassi indietro, non farei Scienze dell'Educazione ma Lingue Straniere, per esempio, con l'obiettivo di insegnare inglese nelle scuole.
è troppo tardi, adesso, quindi niente.
sarà per la prossima vita.

Love,
MC




22/07/2019

sono mesi che non riesco a scrivere.
eppure la vita c'è sempre, va avanti, e di cose me ne succedono, piacevoli e meno.
mi è passata la voglia di scrivere, o forse il piglio, l'ispirazione. forse, più semplicemente, non ho più tempo. 
perché sì, con una figlio che ti arriva abbastanza all'improvviso, con i suoi sei anni (ormai sette) e tutta l'energia che ha dentro di sé, di certo la vita cambia parecchio e le ore della giornata sono decisamente scandite in una maniera diversa. basti solo pensare che sono, boh, sei mesi? che non mi siedo davanti al televisore a vedere un film dall'inizio, per non parlare di un telegiornale visto con calma dall'inizio alla fine.
ridendo, ma nemmeno troppo, ho detto ai miei parenti che se dovesse scoppiare una guerra, dovranno scrivermi un messaggio su whatsapp perché, a meno che non sia al lavoro in quel momento, non verrei a saperlo in altro modo!
ma non è tutto un casino, no. detto così sembra che la mia vita sia solo una gran fatica e tutta in salita...anche se a volte lo è per davvero, e per tanti giorni di fila e ci sono momenti in cui mi sento una colf, una badante, una cameriera, qualsiasi cosa ma non una dona, ci sono anche tanti momenti in cui penso che non avrebbe potuto che essere così, con Manuel, così com'è lui, un vulcano in eruzione molto spesso,un cucciolo indifeso tante volte, un bambino sempre, e nonostante la mia frequente sensazione di incapacità nell'essere madre, va bene così com'è. 
andrà sempre meglio in alcuni momenti, male in altri, molto male in altri ancora ma nessun genitore è nato tale e tutti abbiamo imparato sul campo, facendo...

la cosa curiosa, ma anche indicativa, secondo me, è che questa abnegazione che mi ha investito in questo ultimo anno, mi ha portato a scoprire i rossetti. bella scoperta, dirà qualcuno,
sì, bella scoperta per me, che attraverso un rossetto rosso o fucsia dichiaro al mondo che, nonostante a casa sia una colf, una cameriera, una qualsiasi cosa ma spesso non più una donna,
quando esco voglio riprendermi in mano la mia identità e dirlo con un rossetto.

e ho scoperto che mi piace e che nessuno mi guarda comunque. solo mi sento di nuovo io e più femmina.
quindi sì, potete regalarmi rossetti, se proprio non sapete cosa regalarmi!

Love,
MC

06/05/2019

+11 *** ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO *** GAIL HONEYMAN (o della fine dell'undicesimo libro nel 2019)

ho finito questo libro qualche giorno fa. libro cartaceo, regalo di Natale dalle zie di Genova® e, confesso, tornare a prendere in mano un libro fisico mi è piaciuto molto, da troppo tempo non succedeva. l'ebook è stracomodo, impossibile negarlo, ma la carta ha quel suo fascino ormai antiquato che tocca sempre il cuore e fa bene all'anima.

Eleanor è stata una piacevolissima scoperta, per me. non mi stuzzicava, il titolo. forse sarebbe stato uno di quei libri che, visti in libreria, mi sarebbe passato davanti agli occhi e basta, senza destare la benché minima attenzione da parte mia, e invece mi sono dovuta ricredere. 
ebbene sì, 'sta ragazza è risultata simpatica, stramba ma gentile, ferrea nelle sue convinzioni e metodologie (a volte un po' le assomiglio...), ma anche duttile e malleabile, cosa di cui lei stessa si stupisce. scopre sé stessa insieme e grazie agli altri, a coloro che aveva sempre fuggito pensandoli troppo distanti, diversi, oltre. si sblocca grazie al rapporto con Raymond, con cui capisce giorno dopo giorno di essere vicina, in contatto, compatibile... 
sfocerà in qualcosa di diverso da una sana, bella amicizia tra uomo e donna?
da leggere, per saperlo.

ha qualcosa in comune con la mia storia attuale, la storia di Eleanor, essendo stata data in affido in varie famiglie del corso della sua infanzia-adolescenza (ed io ho qui a casa un cucciolo che ha conosciuto qualcosa di simile) e, lo dico con un po' di amarezza, ha fatto scelte che anche io avrei voluto fare, col senno di poi, ma che si sono rivelate impossibili da fare, per averne fatte altre. 
rimpianti? sì, qualcuno ce l'ho. 

a me i libri che fanno riflettere sulla mia vita sono sempre stati quelli che ho apprezzato più di altri, e quindi per me un libro come questo, che mi ha fatto pensare a quello che ho fatto fino ad ora, quello che avrei potuto fare, quello a cui ho rinunciato, è un buon libro, anche al di là della storia che racconta. anzi no, proprio per la storia che racconta.

lo consiglio con forza, quindi.

Subito dopo aver finito questo romanzo, ho deciso di dare un'altra chance a Donato Carrisi, il cui primo romanzo che avevo letto, La ragazza nella nebbia, non mi aveva fatto perdere il sonno. 
Il suggeritore mi ha messo al tappeto, invece. iniziato l'1 maggio, l'ho finito pochi minuti fa. complice la convalescenza da influenza, certo, per cui ho goduto di tante ore a casa da sola dove ho potuto leggere fino alla nausea, ma al di là di questo particolare, mi è piaciuto tantissimo. ne parlerò nei prossimi giorni, ma mi basti dire che quando mi alzerò da questa sedia, inizierò il secondo capitolo L'ipotesi del male.

Ps. questa volta sono io che consiglio ad A. di leggerlo, un libro! 😉

Love,
MC


02/05/2019

+10 *** LA COLLINA DEI CONIGLI *** RICHARD ADAMS (o della fine del decimo libro nel 2019)

sono rimasta un po' indietro con le recensioni, ultimamente. 
a inizio mese di aprile ero al tappeto con una bruttissima tonsillite; a fine aprile sono stata nuovamente fermata da un virus che mi ha portato (e ancora non è passato) faringite, tosse, raffreddore e mal di testa. questa mattina è passato il medico dell'Inps il quale mi ha detto "signora, si faccia vedere dal suo medico, domani, perché mica può tornare al lavoro così, lunedì...".
insomma, sono una carriola sempre più arrugginita, con i quarant'anni c'è stato un tracollo verso il basso indiscutibile (nonostante mi venga detto il contrario, evidentemente questa gente non vede bene, dovrebbe fare un controllo degli occhi da un oculista bravo...) e aggiungendoci gli annessi e connessi, casa lavoro figlio &Co. ho poco tempo per me in generale, figurarsi per il blog. 

la lettura, però, per fortuna va avanti e così qualche giorno fa ho finito La collina dei conigli di Richard Adams. non sapevo molto cosa aspettarmi, pur avendone avuta un'ottima presentazione da A., e così coinvolta dal suo entusiasmo mi sono lasciata andare alla lettura.
Adams scrisse questo romanzo attingendo da una storia che lui stesso inventò per le sue figlie -nasce come letteratura per l'infanzia, quindi- e che in seguito trascrisse. 
i conigli vengono qui presentati, e con loro gli altri animali che si incontrano, come esseri viventi "umanizzati": parlano, hanno una loro lingua, usanze, leggende, proverbi...
la storia è basata sulla necessità di una colonia di conigli di trovare un rifugio diverso da quello utilizzato a causa di una visione avuta dal giovane coniglio Quintilio, che prevedeva la distruzione della conigliera.
tutto il clan avrà di che essere occupato nella ricerca della nuova dimora, con svariati intoppi da risolvere, non ultimo la battaglia contro un gruppo di conigli organizzato e comandato da Vulneraria.
le forze che i conigli metteranno insieme, trovando aiuto anche in altre specie animali, saranno fondamentali per la riuscita del loro progetto, non ultimo quello di rinfoltire la comunità con delle nuove compagne di vita... 

e' stato bello leggere questo romanzo. 
a distanza di qualche giorno mi torna in mente e penso di apprezzarlo più adesso che subito dopo aver letto la parola Fine sull'ebook. 
e' un romanzo riposante, (nonostante alcuni passaggi possano essere tragici per dei conigli) e che fa immaginare molto bene le scene descritte. è tutto immerso nella natura, di fatto, quindi non fosse altro che per questo, merita. 
lo consiglio? sì, perché è qualcosa di diverso dal solito, che traspone se vogliamo quella che è la vita degli uomini: alla ricerca di un modo per stare meglio, con delle compagne per perpetuare la specie, sempre un po' in combutta con i cattivi di turno.

subito dopo aver terminato questo libro, sono tornata al cartaceo con un romanzo che mi è stato regalato a natale dalle zie di Genova (che tornano su queste pagine dopo mesi di assenza, visto l'uso compulsivo dell'ebook) e che si intitola Eleanor Oliphant sta benissimo, di Gail Honeyman e che mi è piaciuto veramente molto, ma di cui non parlerò oggi.

Love,
MC

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