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26/05/2025

Oggi, 26 maggio 2025, ricorre il secondo anniversario dell’incidente d’auto in cui, mio malgrado, sono stata coinvolta.
Come ho già detto, mio malgrado, ma a pensarci bene, anche no.
Quel giorno mi si sono aperti gli occhi su certe cose, alcune veramente importanti, che non andavano nel mio vivere.
La facciata presa nell’airbag, anche se morbida e attutita, mi ha svegliata: dopo lo shock mi sono resa conto di tutto lo storto che avevo intorno.
Con il maritopreferito sempre più accanto, ho quindi aperto le finestre e creato un vortice tale di corrente che le nuvole dense e nere sotto cui stavo da tanto tempo, sono state spazzate via. 
Si è trattato di un vero e proprio uragano.
Ho sentito di nuovo di essere una persona intera, trasparente. Libera.
Quindi no, l’incidente non è stato una sciagura e il senso che gli attribuisco oggi, a due anni di distanza, è di gratitudine, perché non so se in sua assenza mi sarei svegliata così bene e così convinta di tornare me stessa.
Che strana la Vita!
 
Love,
MC

23/05/2025

Quante volte, alle prese col figlio adolescente, mi dico e mi ripeto che prima di parlare devo contare fino a…tanto? Più o meno tutti i giorni più volte al giorno.
Di solito non ne traggo effetti positivi, mi dimentico di contare ed esplodo senza manco il ticchettio da orologeria: deflagrazione istantanea.
Se poi la miccia si accende subito dopo aver staccato dal lavoro e senza aver avuto il silenzio e la distrazione del tragitto lavoro-casa (una delle brutture del lavoro agile) ecco che la deflagrazione dà vita a dei gran begli incendi.
Non so come mai, ma oggi è in corso l’incendio di Los Angeles 2.0.
Non c’è parola che mi venga rivolta che non mi faccia scattare il fastidio, l’insofferenza, la risposta tesa e il rimprovero.
Mi servirebbero venti minuti di nulla, di silenzio e calma ma questo tredicenne alto un metro e settantadue, che quando mi abbraccia, ormai, mi sovrasta quasi, oggi sembra non cogliere il mio disagio e come una pallina che rimbalza va e viene di continuo.
Potei andare fuori in giardino, ma diluvia e di bagnarmi non ne ho voglia.
Gliel'ho chiesto esplicitamente, ma dopo tre minuti si è ripresentato qui nel mio studio con una qualunque domanda.
Insomma privacy inesistente, in questi momenti in cui la solitudine sarebbe curativa.
Mi chiedo come abbiamo fatto a superare il lock down.  
E infatti non l’ho gestito benissimo: nei momenti peggiori mi mettevo a camminare intorno alla casa alla disperata, mi chiudevo in bagno per star da sola, bramavo l’uscita per andare a far la coda fuori dal supermercato, che tanto non si poteva toccare nessuno e con le mascherine ci si riconosceva a fatica.
Allora si che raggiungevo l’apice della settimana!

Love,
MC

04/10/2022

POTATURE

Io non so se è il covid unito alle placche in gola che mi fa questo effetto, se è il rosicamento del non poter andare al concerto di Francesco Gabbani sabato prossimo (biglietti comprati ad agosto, mio regalo di compleanno)  o cos'altro, so solo che sto potando. Sto potando tanti ma tanti rami secchi morti stecchiti, che riempivano le mie liste Instagram e Facebook e di cui non mi fregava assolutamente.
Sto capendo cosa veramente è importante per me, per la mia vita e che questa può essere lunga e lunghissima, ma anche improvvisamente corta, troppo breve per essere sprecata dietro cazzate inutili.
Via, potare, eliminare, bruciare tutto nella stufa e usare la cenere a mio vantaggio, per concimare altra terra da far germogliare e fiorire al momento giusto.
E se veramente non sarò negativa entro venerdì e Gabba sfumera', andrò al prossimo. Dovessi aspettare anni.

Love, 
MC

31/08/2021

FINE AGOSTO 2021

agosto è finito e qui, come da programmi, siamo in fase ospedaliera: l'erede domani avrà un piccolo intervento all'occhio sinistro per finire di aggiustare lo strabismo già corretto molto nel 2017. sveglia all'alba oggi (ma alle 10 eravamo a casa) e domani (quando saremo a casa penso dopo le 20 😓😓). 

oggi qui sul litorale romano c'è un sole stupendo, roba che a stare al mare si sta sicuramente come dei in Terra...ma da domani niente mare per 10 giorni, poi il 13 inizia la scuola e mi sa proprio che la stagione è così decretata finita. ma magari un passo in spiaggia qualche volta non ce lo toglierà nessuno.

per me le vacanze finiscono giovedì sera, 2 settembre: venerdì mattina alle 8.30 sarò colta da sindrome da stress post traumatico: per la prima volta da che ho finito l'università, infatti, quest'anno ho staccato per ben 32 giorni. sparatemi prima, per favore. non ho proprio nessuna intenzione di sentire di nuovo le lamentele di italiani che poco hanno avuto a che fare con grammatica ed educazione di base quando era tempo di farlo...povera me.
lavorerò sempre da casa, il che, che palle, lo dico. ok, non avere spese di benzina e macchina ha i suoi vantaggi, per carità, e il tempo è tutto utile per fare altro subito dopo aver staccato e subito prima di attaccare, ma sono ormai diciotto mesi che non entro in ufficio e non vedo la stragrandissima parte dei miei colleghi. anche basta.

intanto le vacanze in montagna mi sembrano lontane quindici anni, anche se esattamente un mese fa eravamo per strada rivolti a nord, in fuga dal caldo e dalla routine di un anno. praticamente ieri, sì, ma di quindici anni fa.

Daniele Liotti 
infine è degno di nota far sapere che in casa siamo diventati Un passo dal cielo addicted visto che ci vediamo una puntata al giorno, praticamente, se non due quando siamo particolarmente predisposti all'ozio. 
ieri abbiamo iniziato la quinta stagione e devo dire che, per me, gli stenti continuano, a vedere certa gente....

non c'è altro da dire, mi sembra più che evidente.

Love,
MC



02/08/2021

2 AGOSTO 2021 - TERZO GIORNO - RIFUGIO RODA DI VAEL

per oggi avevamo programmato una gitarella facile facile dal rifugio Paolina (arrivo con seggiovia) al rifugio Roda di Vael, 2283 metri. dopo una giornata di pioggia (ieri) e una notte stellata, ci siamo svegliati sotto le nuvole...ma poi, visti un po' di sprazzi di sereno, siamo partiti con solo 30 minuti di scarto dal programma iniziale.

erano almeno 30 anni che non arrivavo al Roda di Vael e non per la difficoltà del percorso, anzi, quanto perché...boh, non lo so nemmeno io. giri diversi, itinerari pensati altrove, forse questo il motivo. 
certo, il giretto di oggi è stato veramente limitato, breve e facilissimo, sia all'andata che al ritorno (per via diversa) ma viste le previsioni meteo, non era possibile avventurarsi troppo oltre i 2000 metri. e qualche goccia d'acqua l'abbiamo anche presa, appena arrivati al rifugio, mangiando, e poi a due passi dalla macchina, ma la montagna non va sfidata, tanto meno gli eventi atmosferici, che in montagna possono creare veri, seri problemi.

per tutto il giorno le vette dolomitiche sono rimaste nascoste dietro le nuvole, purtroppo, ma per sgranchirsi le gambe questa gitarella è andata più che bene. 

domani la giornata non promette niente di meglio di oggi, quindi, tralasciando la visita al museo di Otzi per altri giorni sfortunati col meteo, vedremo che fare. poche ore fa, nella via dietro la nostra sono arrivati un mio cugino con famiglia (non ci vediamo da aprile 2019 grazie al covid), roba che a mettersi d'accordo per cercare case vicine, non ci saremmo riusciti. sua sorella, nonché mia cugina e madrina di Cresima, è in Alta Badia e anche lei è assente da aprile 2019...ci vedremo, ovviamente. chissà, magari già domani.

ora la stanchezza è presente, quella bella, positiva, sana. e a tratti ho anche freddo. e tre giorni fa sudavo a pensare a come fare per non sudare! 😅

Love,
MC

01/08/2021

1 AGOSTO 2021 - PRIMO GIORNO

 quale modo migliore per riportare in vita il blog se non in ferie? mi piacerebbe riuscire ad essere più costante sempre, non solo in vacanza (ma vediamo se anche qui sono brava) ma per questo ho ancora alcuni dubbi, visto i miei ritmi vitali, ovvero di vita quotidiana, e il tempo effettivamente a disposizione. forse dovrei imparare a non dormire la notte, così avrei tempo per fare tutto quello che mi piace! 😕

ieri mattina alle 4.30 la quipresente, il maritopreferito e l'erede hanno lasciato casa e un clima che dir odioso è poco (c'era nebbia che toccava per terra e aria incatenata, non ferma...) con destinazione Trentino Alto Adige, Campitello di Fassa. dopo un viaggio impegnativo, tra traffico e stanchezza (avevo dormito per ben un'ora e mezza, la notte precedente) siamo arrivati a destinazione trovando una meravigliosa temperatura e il cielo un po' coperto. già dal confine Veneto-Trentino pioveva, Deo gratias, ma scendendo dal Passo Rolle verso la Val di Fassa, un po' di sole è spuntato e gli abeti erano altissimi e bellissimi. aria pulita, natura preponderante.

oggi piove, ci sono 12 gradi - che beltà - e abbiamo mangiato a polenta e formaggio, bevendo radler come da prescrizione medica! 😁più tardi si esce, pioggia o non pioggia. non ho fatto di certo 700 km per stare in casa a meno che non sia notte e comunque l'erede necessita di scarponi da trekking e giacca a vento, così che la prima spedizione da Sportemotion è già programmata per questo pomeriggio. 

domani, se le previsioni meteo non cambiano radicalmente, prima gita al rifugio Roda di Vael. l'ultima volta che ci sono stata sarà stato nel 1989 o giù di lì, ho voglia di mostrare quel gran bel posto a erede e maritopreferito! 


al supermercato ho comprato:

- una fetta di formaggio Puzzone di Moena che non posso non avere in frigo quando sono in Val di Fassa
- un Ritter Sport che non ho mai, mai visto prima, al gusto yogurt, miele e nocciole
- 1 chilo di cereali Gramm con frutti rossi, che adoro e che ho scroperto in Alto Adige 12 anni fa (10.49 euro, porcamiserialadra)
- tisane Pompadour che non si trovano a Roma
- tre etti di speck (i primi tre di una lunga serie, perché oltre alla cura della radler, il medico ci ha detto di fare anche quella dello speck tagliato fino fino)
- yogurt Mila
- due tipi di succo di mela e tante cosine. 
la prossima volta mi fermo con attenzione al reparto "persona", e mi guardo in lungo e in largo creme, cremine e similari. c'ho la fissa, non posso farci  niente! 😁

Love,
MC


04/05/2021

PER BUONA CREANZA.

Ci sono poche cose, in campo alimentare, che mi mandano fuori di testa. Parmigiano reggiano (con o senza accompagnamento, ovvero miele di castagno, noci, uva bianca, pere...), pane guttiau, yogurt al cocco della Fattoria Latte Sano. E salame. Quest'ultimo è giù in cucina. L'ho iniziato e me ne sono allontanata per educazione, per buona creanza, per rispetto dei miei familiari...per non farmi schifo da sola, ecco.

Love,
MC

03/03/2021

STIAMO CAMBIANDO

qualche settimana fa sono stata a Roma per una visita medica; sulla via del ritorno mi sono fermata in un centro commerciale per una commissione necessaria. 
il luogo era mezzo vuoto, pochissima gente, io avevo tempo e tanti negozi lì, pronti per essere visitati e nessun figlio impaziente intorno. 
sono fuggita e ho realizzato che stavo fuggendo quando mi sono diretta senza esitazioni verso l'uscita. 
anni fa ne avrei approfittato e avrei guardato ogni vetrina, ogni cosa, sarei entrata, avrei toccato tessuti, provato, anche...non questa volta. avevo paura a farlo.
è orami un anno che conviviamo con questa situazione ed io cerco, come posso e quando ne ho voglia, di darmi un tono, anche solo truccandomi di tutto punto pur sapendo che l'apice della giornata sarà uscire in giardino per bagnare i fiori. ma non sempre è facile, non sempre trovo la forza di farlo.
il fatto è che tutto questo ci sta cambiando. 
lentamente, profondamente, più o meno consapevolmente ci sta segnando dentro. 
quanto a fondo saranno fatti questi segni, lo capiremo più avanti, tra tanto tempo, se avremo la grazia di vedere la fine di questi tempi bui e potremo assistere al ritorno a una vita più serena e più vicina a quella normale che conoscevamo...
la potremo raccontare ai nostri nipoti, e chissà con quale animo.

Love,
MC

07/02/2021

febbraio 2021

primo post del 2021 il 7 febbraio. non c'è male. in senso negativo, ovviamente. 
non c'è molto da dire, ultimamente, o forse ci sarebbe anche ma sarebbe una lamentela continua, continua, continua, il che mi fa pensare che sia meglio tralasciare la tastiera per fare altro, tanto "altro" è sempre lì in attesa di essere fatto. e spesso resta in attesa per un tempo prolungato, oltre i limiti, a volte, del ragionevole.
ci sarebbe da fare per donna di servizio, colf, babysitter...ad averci i soldi, questa famiglia sarebbe una piccola impresa, darebbe lavoro ad almeno tre persone. ah, dimenticavo il giardiniere...quattro persone, allora.
ironia, tanta ironia, per metterla sul ridere. facciamo che è meglio riderci sopra che altro.

di mio ultimamente posso dire che ho dei familiari che grazie a Dio hanno avuto e superato il Covid-19 brillantemente, dopo una quarantena, per qualcuno, propriamente detta, ovvero 45 giorni di clausura completa - roba da prendere a testate il muro - per cui sono chiusi in casa il 23 dicembre e ne sono usciti solo il 3 febbraio. dagli addobbi natalizi in vetrine e strade, sono passati alle frappe nei negozi e le mascherine di carnevale sui vetri delle porte. insomma, un po' scioccante. 
di età varie, dagli 11 ai 75 anni, ne sono venuti fuori tutti. e visto cosa può succedere, ovvero di tutto anche nelle persone più in salute del mondo, è stata davvero una benedizione divina.

il mio lavoro continua ad essere remoto e tra un mese e un po' questa condizione compirà un anno, il che mi fa pensare anche che è un anno che non vedo i miei colleghi. qualche tempo fa pensavo che di alcuni non ricordo più niente o ben poco: la voce, il colore degli occhi, i contorni del viso. insomma, sto perdendo la memoria di quella che era la mia quotidianità da dieci anni. 
non mi piace, nonostante il lavoro da casa abbia portato con sé un enorme risparmio di altre cose: gasolio in primis, tempo, vestiti...con un rovescio della medaglia, però, a tratti molto più negativo, che porta conseguenze psicologiche e sociali non da poco e che, ne sono certa, pagherò prima o poi.
sto cercando di cambiare lavoro, ma mai momento per farlo fu più funesto di questo. soprattutto perché là fuori un contratto part-time a tempo indeterminato non lo si trova manco a pagarlo.

domani e martedì sono in ferie, per riposarmi. 
martedì andrò a Roma col treno, a mesi e mesi dall'ultima volta che è successo - era dicembre, per una visita medica, ma mi ero tenuta in zone defilate. invece martedì andrò in centro e sarà uno shock, lo so già. 
penso che mi troverò in mente pensieri tipo "ah, è vero, questo posto è fatto così...questo negozio è piccolo, questo altro è grande...".

chissà se sarà lo stupore piacevole di un bambino, o nostalgico e amaro di un adulto.
spero nel primo.

Love,
MC


18/05/2020

LIBRI E SOGNI

mi sono resa conto che non parlo più dei libri che leggo.
cioè, non è che stamattina mi sono svegliata e ho realizzato questa cosa, no, perché sono mesi che non scrivo di libri, ma in questo tempo mi sono detta che no, non ha senso non parlarne. non potrò magari fare recensioni lunghe, per ogni singolo libro che leggo, non adesso, almeno, ma voglio provare a mantenere la lista aggiornata aggiungendo, in alcuni casi, un sintetico giudizio.

l'ultimo libro di cui ho parlato è questo, undicesimo libro letto nel 2019, il cui post risale al 6 maggio 2019. un anno fa.
il mondo è cambiato e si è capovolto più volte per me, in questo anno, comunque sia oggi non sono qui per parlare di questo ma di libri, quindi inizio, ripartendo dal successivo letto dopo Eleanor Oliphant sta benissimo.

12. Il suggeritore - Donato Carrisi: primo libro della quadrilogia di Mila Vasquez, molto avvincente, ipnotico
13. L'ipotesi del male - Donato Carrisi: secondo capitolo, vedi sopra
14. L'uomo del labirinto - Donato Carrisi: terzo capitolo, vedi sopra
15. Il gioco del suggeritore - Donato Carrisi: quarto ed ultimo capitolo, vedi sopa
16. Il tribunale delle anime - Donato Carrisi: primo capitolo della trilogia di Marcus e Sandra, inquietante, una spirale di avvenimenti, coinvolgente
17. Il cacciatore del buio - Donato Carrisi: secondo capitolo, vedi sopra
18. Il maestro delle ombre - Donato Carrisi: terzo capitolo, vedi sopra
19. Tzugumi - Banana Yoshimoto: carino, riposante
20. Una piccola libreria di Parigi - Nina George
21. Tre figlie di Eva - Elif Shafak: femminile
22. La piccola libreria sulla Senna - R. Raisin
23. Pet sematary - Stephen King: ansiogeno, ipnotico
24. Cose preziose - Stephen King
25. On writing - Stephen King: a scuola di scrittura da King. bellissimo. fa venir voglia di scrivere
26. Il nostro momento imperfetto - Federica Bosco
27. L'ultimo cavaliere - Stephen King: primo capitolo della luuunga saga La Torre Nera
28. La chiamata dei tre - Stephen King: capitolo due
29. Terre desolate - Stephen King: capitolo tre

e i libri letti fino ad ora nel 2020:

1. La sfera del buio - Stephen King: capitolo quattro
2. Le sigarette del manager - Bruno Morchio: il mio detective genovese preferito. bello e rilassante come sempre
3. Il comportamento intimo - Desmond Morris: saggio comportamentale umano e non solo
4. I lupi del calla - Stephen King: capitolo cinque de La Torre Nera
5. I migliori anni - Cinzia Giorgio: da ombrellone, trascurabile
6. Il giorno che aspettiamo - Jill Santopolo: sdolcinato minestrone americano, trascurabile ancor più del precedente
7. L'uomo che inseguiva la sua ombre/Millennium 5 - David Lagercrantz: avvincente (anche se preferivo la penna di Stieg Larsson)
8. La ragazza che doveva morire/Millennium 6 - David Lagercrantz: vedi sopra
9. Il gioco di Gerald - Stephen King: aiuto. l'ansia fatta a libro, ho dovuto leggere altro in contemporanea (Millennium 6) per diluire il patema che questo libro mi provocava. impegnativo, anche per lo stomaco, a momenti.
10. Le perfezioni provvisorie - Gianrico Carofiglio: bravo Gianrico, mi piaci sempre, fino ad ora mi sei sempre piaciuto, continuerò a darti fiducia.

adesso, dopo quest'ultimo decimo libro del 2020, prendo fiato per iniziare il sesto capitolo de La Torre Nera che è di circa 600 pagine e per farlo mi sono avvolta di nuovo, per la decima volta, credo, nella mia copertina di Linus, ovvero La somma dei giorni di Isabel Allende. ha la copertina consumata negli angoli, ai lati. è vissuto, lo so a memoria ma mi serve quando ho bisogno di coccole letterarie, lo stile di Isabel per me è magico nel suo genere e mi consola sempre. dopo certi libri e prima di altri, lo sentivo necessario.

spero di tornare a poter scrivere più spesso, con più fantasia, con più originalità.
stanotte ho sognato come non sognavo da tanto, cose confuse, un gran mischione di persone e personaggi che niente hanno a che fare tra loro e ho attribuito la responsabilità al fatto che ieri, dopo quasi tre mesi, ho rivisto mio fratello e la sua famiglia, i miei due nipoti, mia cognata e Kira, il pastore tedesco che tanto mi piace. penso che l'aver preso aria, aver visto, detto, fatto e mangiato, mi abbia risvegliato le sinapsi dal letargo di questa quarantena, che forse ha un po' azzerato l'attività mentale di noi tutti. io, almeno, ho trascorso gli ultimi mesi senza sogni notturni, o irrilevanti al punto di non ricordarmeli al risveglio.
che questa fase 2 sia utile anche per le nostre menti.

Love,
MC









09/04/2020

GIORNO-NON-QUALE-DI-QUARANTENA...


dovrei andare a vedere sull'agenda del lavoro per capirci qualcosa, perché ho da tempo perso il senso del tempo, in questo casino cosmico in cui sono finita, in cui siamo finiti tutti. sono stanca, stufa, esausta di tutto. ho capito che lavorare da casa non fa per me per tempi così lunghi (e si che sono appena tre settimane), la sanità mentale è tenuta in piedi anche solo dal tempo che impiego per andare e tornare dal lavoro. quello che fino a poco tempo fa mi sembrava tempo perso in viaggio, che riempivo leggendo, adesso mi sembra oro, ne ho capito l'importanza. uscire dall'ufficio, respirare, guidare o andare a prendere metropolitana e treno, mi riporta in equilibrio con il mondo, ristabilizza il mio assetto interiore, mi fa tornare a casa non dico riposata ma col cervello ossigenato. è una parte fondamentale della mia giornata, e me ne sono resa conto adesso che questa parte non ce l'ho. così come mi sono resa conto che non posso lasciare che la mia persona, la mia identità, si annullino completamente per gli altri; non è giusto, non va bene, non sto bene se succede e devo imparare a far sì che non succeda, e se succede devo riparare velocemente, perché anche qui c'è in ballo la mia sanità mentale.
tante cose mi sta insegnando questa quarantena, e quella dello spazio vitale mi appare come la più importante, come la più necessaria, inderogabile. non può essere sostituita, mercanteggiata, nemmeno con il bene degli altri. se non sto bene io, non stanno bene nemmeno gli altri, quelli che mi stanno vicini soprattutto.
chissà cosa succederà quando tutto questo sarà finito. quasi non riesco a immaginarlo, come se la fantasia non riuscisse a vedere oltre la realtà che sta vivendo adesso, quasi che questa quarantena avesse resettato la fantasia, l'immaginazione. 
non è proprio un pensiero positivo, mentre lo scrivo mi rendo conto che appare parecchio pessimista, negativo e triste, eppure questo mi sembra di sentire dentro, nella testa e nell'animo.
speriamo bene.

Love,
MC


17/03/2020

40 GIORNI SENZA SOCIAL - giorno 20

ho effettuato l'accesso a Facebook, poco fa, per condividere questo video, realizzato dalla Banda dell'esercito italiano, in occasione del 159° anniversario dell'Unità d'Italia.
una deroga giustificata dallo stato attuale delle cose.




inoltre domani torno al lavoro.
non ho molto altro da aggiungere, se non che sto diventando claustrofobica, mi sento in gabbia pur avendo un giardino di 1500 mq e potendo uscire quando mi pare a prendere aria, pur non vivendo in mezzo alla città, pur stando bene.
forse il tornare al lavoro è dettato anche da questo, non solo dal fatto che non è giusto che di un problema non mio, sia io a dovermene far carico, usando ferie, permessi e congedi parentali pagati al 30%...
mi sa che ho detto anche troppo.

Love,
MC

12/03/2020

40 GIORNI SENZA SOCIAL - giorno 15

il mondo è cambiato.
così si apre il primo capitolo della trilogia cinematografica de Il Signore Degli Anelli e non posso che dirlo anche io, perché dall'ultimo aggiornamento ad oggi, il mondo, il mio mondo, il nostro mondo, quello che conosciamo di più, è veramente cambiato. qualcuno lo riconosce? 

sono a casa dal lavoro da mercoledì, in attesa del decreto del Governo che mi dica quanti giorni mi concede per continuare a prendermi cura di me e degli altri e a che prezzo; in questi giorni casalinghi, a volte ripenso ai miei nonni e alla guerra che hanno vissuto, con tre figli piccoli e le corse nei rifugi quando suonava la sirena di un bombardamento imminente. qui non suonano le sirene, non cadono le bombe ma lo stesso si respira tensione, paura, nervosismo, che lo si voglia ammettere o no. siamo spaventati, c'è poco da girarci intorno. 
più che dal virus in sé, però, penso siamo spaventati dalle regole da seguire, dalle strade vuote, dagli ingressi scaglionati al supermercato, dai negozi chiusi che manco ad agosto...siamo spaventati perché non è mai successo, non abbiamo mai vissuto una cosa del genere, nemmeno Chernobyl ribaltò tanto la vita di noi italiani: abbiamo lavato l'insalata con l'amuchina (sempre presente) per un bel po', non abbiamo comprato certi prodotti per un altro po' ma poi, alla fine, siamo sopravvissuti.

e in questa che sembra in tutto e per tutto un' anomalia temporale (come se con la macchina del tempo di Doc, fossimo capitati in un marzo 2020 alternativo), quando i social sono la cosa che più che mai unisce, io continuo ad averli spenti. 
Facebook non mi manca nemmeno lontanamente, quasi non mi viene più in mente, mentre Instagram sì, mi manca. soprattutto mi manca il sapere come stanno alcuni contatti che seguo e che vivono in Alto Adige (due maestri di sci dell'Alta Badia, un albergatore delle stesse zone...) o in che stato sono le piste delle Alpi (vuote ma con ancora metri di neve, magari...che peccato!) così come mi piacerebbe sapere in tempo reale cosa dicono dall'altra parte dell'Oceano vari profili che seguo, com'è la percezione e la vita negli Stati Uniti...

davanti a questa mancanza, mi sono detta che vista la situazione avrei anche potuto revocare i #40giornisenzasocial e fare di nuovo login a Instagram, ma poi ho pensato che no, continuo, rifiuto l'offerta e vado avanti. manca meno di un mese alla fine, è tanto ma ci provo. voglio vedere davvero l'effetto che fa. 
vorrei poter scrivere più spesso, questo sì, ma nonostante non stia andando a lavorare, il tempo vola e i momenti di pausa durante la giornata non sono così tanti come si potrebbe pensare.

un pensiero di questi giorni è che non so se ci ricorderemo più, quando torneremo alla normalità (perché ci torneremo, anche se adesso ci sembra di no e abbiamo la sensazione che questo porterà semplicemente alla fine del mondo) com'è il traffico per strada il lunedì mattina, la coda al supermercato -quella più lenta perché scegliamo sempre la cassa sbagliata- il salutare con un abbraccio e un bacio una persona a cui vogliamo bene...

forse ci baceremo tutti sempre, almeno per un po', perché avremo capito quanto ci sono mancati e quanta è la bellezza di un abbraccio e di una carezza; ci metteremo a parlare con chiunque in fila alla cassa, semplicemente per la voglia di parlare con chi abbiamo vicino e non ad almeno un metro di distanza; nel traffico, saremo più pazienti, lasceremo attraversare i pedoni che camminano sulle strisce pedonali e rispetteremo i limiti di velocità, perché sarà così bello guidare per andare a trovare i nostri aprenti, dall'altra parte del grande raccordo anulare....
ci piacerà di più tutto quello che potremo fare, che adesso dobbiamo tener lontano da noi per il bene nostro e degli altri e che comunque un social non potrà mai sostituire.
chissà come ci sentiremo, quando tutto sarà finito...

Love,
MC

04/03/2020

40 GIORNI SENZA SOCIAL - giorno 7

Inghiottita dal vortice della vita quotidiana, non ho scritto per qualche giorno.
Ho trascorso l'ultimo fine settimana a pensare, ripensare e ripensare a una proposta che mi era stata fatta venerdì pomeriggio in ufficio (cambio di commessa e di sede lavorativa) arrivando ad una risposta positiva, per poi oggi sentirmi dire, dopo due giorni di "ok in settimana inizi", che non se ne fa più nulla, il tutto viene spostato nel surgelatore fino a data da destinarsi 🙄
Voglio proprio vedere... 

La notizia del momento é però quella della chiusura delle scuole da domani fino al 15 marzo - per ora, poi si vedrà, aggiungo io - e siamo tutti un po' coinvolti perché i genitori invece devo andare a lavorare lo stesso e... Houston, abbiamo un problema: chi ci tiene i pargoli?
Noi che andiamo a lavorare in open space e siamo 90 per sala, non rischiamo? Mah.

Comunque, virus a parte, che un po' mi ha stancato - poco fa per cambiare argomento ho letto un articolo sulle primarie americane, per dire - la mia vita senza social prosegue e anche se ogni tanto Instagram mi avvisa che ci sono delle nuove notifiche, lo ignoro e vado avanti.
È più facile di quanto pensassi, giuro! Perché non provare anche voi?

LOVE, 
MC

04/01/2020

PRIMO POST DEL 2020 (TERAPEUTICO)

ritorno qui, a provare a scrivere qualcosa che possa avere senso e sia forse in qualche modo terapeutico (nel frattempo mi stupisco, come sempre, del fatto che non ci sia l'autocorrezione per un foglio di scrittura sul computer, come c'è per i messaggi sulle chat degli smartphone. ogni volta che scrivo una lettera invece di un'altra, mi infastidisce vedere l'errore e dover cancellare "manualmente" con canc o il tasto "indietro", e penso ma perché non è automatico? poi certo, passa quel secondo e mi ricordo di non essere sul cellulare ma sulla tastiera di un vecchio computer, che se questa sensazione mi dà la'dea di vecchio, che ne è della carta e della penna? lasciam perdere...).

dicevo, chissà se questo scrivere potrà essere in qualche modo terapeutico. fino a un po' di tempo fa, un passato non molto lontano, per me la scrittura lo era, terapeutica. e non voglio darmi queste arie da scrittrice che fa la figa, dicendo così. semplicemente a me scrivere una volta rilassava, come a certa gente rilassa fare la maglia o cucinare o cosa. (a me rilassa anche guidare, in certe situazioni...)
mi rilassava perché mi fermavo. ero io, la mia testa che si spegneva un attimo da tutto il resto e sciorinava sui tasti le parole che aveva dentro. 
oggi non ho più molto la possibilità di staccarmi dalla realtà, giusto quando dormo, per fortuna, ma se sono sveglia (nel senso di in piedi, fuori dal letto) è frequente che il mio cervello sia acceso su più cose diverse allo stesso tempo. 
tipo cosa? 
tipo l'asciugatrice ha quasi finito, poi devo sistemare i panni; 
tra poco devo uscire per andare a far la spesa; 
domani che turno faccio? 
devo preparare la cena;
ah, devo annaffiare le piante fuori sennò crepano;

niente di che, per carità, ma sono ormai molto rari i giorni (i momenti, dai, non allarghiamoci troppo) in cui posso pensare a niente. manco in ferie. ma del resto, come dicevo qualche giorno fa con A. uno si alza dal letto la mattina per fare cose, mica per stare a guardare il soffitto, no?
certo, per quanto anche il soffitto ha il suo bel quantitativo di fascino, ci si può stare una giornata intera a guardarlo e a contare i puntini bianchi che ne fanno la tinta. penso io, eh?

comunque, ciance belinose (neologismo appena sfornato) a parte, ultimamente mi sono resa conto che #maipiusenzarossetto è entrato a far parte anche del mio pensiero quotidiano. 
interessante, che a quarant'anni la quipresente abbia scoperto l'esistenza di stick labbra colorati, di un colore diverso dal color carne, veramente interessante! eh sì, perché io oggi, a meno di andare al mare o in gita su per i monti o giù per le piste da sci, mica ci esco da casa senza rossetto, eh? quando va male, un color carne, quando va proprio che mi lancio dall'aereo senza paracadute, rosso fuoco. e son soddisfazioni (per le case cosmetiche) per una che fino a un anno fa guardava e non toccava, mentre oggi, benedetta me, mi devo tagliare le mani e coprire gli occhi quando entro da Sephora, Kiko o vado su internet...mi comprerei tutto!!!

lo dicevo io, che sarebbe stato terapeutico, no? si, lo dicevo, perché in qualche modo queste tre idiozie messe in croce, mi hanno fatto staccare il cervello e, se anche c'è il ronzio dell'asciugatrice che sta per finire a pochi metri da qui, mi sono rilassata.
non rileggo e posto tutto. 

Love,
MC

20/10/2019

DONNA PER UN ATTIMO

Pensare che l'apice della mia settimana siano questi minuti di asciugatura della prima mano di smalto sulle mani, mi fa sentire una casalinga disperata. Anzi, disperante. Ovvero sulla via per. 
Casalinga non molto, o non solo, visto che lavoro 30 ore a settimana fuori casa, più le restanti ore diurne a casa, dove mi stanco molto di più. E sì, perché normalmente quando sono a casa mi siedo per mangiare e, se sono fortunata, per vedere non dico il telegiornale ma un pezzo del suddetto, ma siccome la fortuna non è così presente (ma tornerà, eccome, é temporaneamente andata altrove) sul serio, quando sono a casa mi siedo pressoché solo quando mangio. 

Oggi, adesso, si sta verificando un'allineamemto dei pianeti favorevole per cui figlio e marito sono usciti in bicicletta ed io, quindi, ne ho immediatamente approfittato e sono qui a sfondare il divano e ad aspettare che si asciughi lo smalto. Con un occhio alla tele su Rainews24 e uno allo schermo del cellulare su cui scrivo. E i pavimenti da lavare possono aspettare e aspetteranno ancora, di grazia. 
Per quest'oggi faccio la donna e basta, e poi non posso mica seccare di già lo smalto rosso scuro, no? 
E che diamine! 

Love, 
MC

05/10/2019

E ANCHE OGGI....

...mi riposo domani!

ahaha rido. essì dai, bisogna riderci sopra per evitare di mollare tutto, prendere la mira, la rincorsa e andare a dare testate contro un bel muro a spigolo, di quelli in casa!
oggi è sabato e dopo una meravigliosa sveglia alle 8 (bell'idea quella di iscrivere il pargolo al corso di nuoto del sabato alle 10. bella idea, bellissima!!!) mi sono seduta per fare colazione, per pranzare e poi un'ora fa per mettermi lo smalto sulle unghie delle mani. ho detto basta, al diavolo il mondo intero, adesso mi fermo e mi riposo un po'. lo smalto è stato una scusa, penso, perché ad avere le mani libere, avrei trovato (io o i miei coinquilini maschi!) qualcos'altro da fare e allora altro che riposarsi. che poi la giornata mica finisce qui, eh? no, nei, niet.
appena finito qui, vai con la preparazione della pizza per stasera, che tanto buona e tanto onesta pare, certo, ma è un po' meno riposante di quella da asporto. buona è buona, anzi, mi viene proprio bene, modestamente, ma quell'oretta di preparazione gliela vuoi dedicare? ma tanto lo si sa, mica rivelo la verità del secolo.
nel frattempo affino i dettaglio per un cd di prossima uscita che andrà direttamente in macchina per le mie guide da e per l'ufficio, d'ora in avanti, così la collezione si amplia.

ah, ultimamente ho letto due libri di King, Cose preziose e On writing, di cui vorrei parlare prima o poi. forse più poi che prima, come ultimamente mi tocca fare con molte delle cose che mi piace fare (ovvero rimandare) ma l'importante è stato leggerli. nuovamente, ancora, e sempre, confermo che è il Re dello scrivere. punto.

manco rileggo cosa ho scritto, son così stanca che faccio fatica a rivedere le mie stesse parole (per lo più sconnesse, immagino!)

Love.
MC

22/07/2019

sono mesi che non riesco a scrivere.
eppure la vita c'è sempre, va avanti, e di cose me ne succedono, piacevoli e meno.
mi è passata la voglia di scrivere, o forse il piglio, l'ispirazione. forse, più semplicemente, non ho più tempo. 
perché sì, con una figlio che ti arriva abbastanza all'improvviso, con i suoi sei anni (ormai sette) e tutta l'energia che ha dentro di sé, di certo la vita cambia parecchio e le ore della giornata sono decisamente scandite in una maniera diversa. basti solo pensare che sono, boh, sei mesi? che non mi siedo davanti al televisore a vedere un film dall'inizio, per non parlare di un telegiornale visto con calma dall'inizio alla fine.
ridendo, ma nemmeno troppo, ho detto ai miei parenti che se dovesse scoppiare una guerra, dovranno scrivermi un messaggio su whatsapp perché, a meno che non sia al lavoro in quel momento, non verrei a saperlo in altro modo!
ma non è tutto un casino, no. detto così sembra che la mia vita sia solo una gran fatica e tutta in salita...anche se a volte lo è per davvero, e per tanti giorni di fila e ci sono momenti in cui mi sento una colf, una badante, una cameriera, qualsiasi cosa ma non una dona, ci sono anche tanti momenti in cui penso che non avrebbe potuto che essere così, con Manuel, così com'è lui, un vulcano in eruzione molto spesso,un cucciolo indifeso tante volte, un bambino sempre, e nonostante la mia frequente sensazione di incapacità nell'essere madre, va bene così com'è. 
andrà sempre meglio in alcuni momenti, male in altri, molto male in altri ancora ma nessun genitore è nato tale e tutti abbiamo imparato sul campo, facendo...

la cosa curiosa, ma anche indicativa, secondo me, è che questa abnegazione che mi ha investito in questo ultimo anno, mi ha portato a scoprire i rossetti. bella scoperta, dirà qualcuno,
sì, bella scoperta per me, che attraverso un rossetto rosso o fucsia dichiaro al mondo che, nonostante a casa sia una colf, una cameriera, una qualsiasi cosa ma spesso non più una donna,
quando esco voglio riprendermi in mano la mia identità e dirlo con un rossetto.

e ho scoperto che mi piace e che nessuno mi guarda comunque. solo mi sento di nuovo io e più femmina.
quindi sì, potete regalarmi rossetti, se proprio non sapete cosa regalarmi!

Love,
MC

06/05/2019

+11 *** ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO *** GAIL HONEYMAN (o della fine dell'undicesimo libro nel 2019)

ho finito questo libro qualche giorno fa. libro cartaceo, regalo di Natale dalle zie di Genova® e, confesso, tornare a prendere in mano un libro fisico mi è piaciuto molto, da troppo tempo non succedeva. l'ebook è stracomodo, impossibile negarlo, ma la carta ha quel suo fascino ormai antiquato che tocca sempre il cuore e fa bene all'anima.

Eleanor è stata una piacevolissima scoperta, per me. non mi stuzzicava, il titolo. forse sarebbe stato uno di quei libri che, visti in libreria, mi sarebbe passato davanti agli occhi e basta, senza destare la benché minima attenzione da parte mia, e invece mi sono dovuta ricredere. 
ebbene sì, 'sta ragazza è risultata simpatica, stramba ma gentile, ferrea nelle sue convinzioni e metodologie (a volte un po' le assomiglio...), ma anche duttile e malleabile, cosa di cui lei stessa si stupisce. scopre sé stessa insieme e grazie agli altri, a coloro che aveva sempre fuggito pensandoli troppo distanti, diversi, oltre. si sblocca grazie al rapporto con Raymond, con cui capisce giorno dopo giorno di essere vicina, in contatto, compatibile... 
sfocerà in qualcosa di diverso da una sana, bella amicizia tra uomo e donna?
da leggere, per saperlo.

ha qualcosa in comune con la mia storia attuale, la storia di Eleanor, essendo stata data in affido in varie famiglie del corso della sua infanzia-adolescenza (ed io ho qui a casa un cucciolo che ha conosciuto qualcosa di simile) e, lo dico con un po' di amarezza, ha fatto scelte che anche io avrei voluto fare, col senno di poi, ma che si sono rivelate impossibili da fare, per averne fatte altre. 
rimpianti? sì, qualcuno ce l'ho. 

a me i libri che fanno riflettere sulla mia vita sono sempre stati quelli che ho apprezzato più di altri, e quindi per me un libro come questo, che mi ha fatto pensare a quello che ho fatto fino ad ora, quello che avrei potuto fare, quello a cui ho rinunciato, è un buon libro, anche al di là della storia che racconta. anzi no, proprio per la storia che racconta.

lo consiglio con forza, quindi.

Subito dopo aver finito questo romanzo, ho deciso di dare un'altra chance a Donato Carrisi, il cui primo romanzo che avevo letto, La ragazza nella nebbia, non mi aveva fatto perdere il sonno. 
Il suggeritore mi ha messo al tappeto, invece. iniziato l'1 maggio, l'ho finito pochi minuti fa. complice la convalescenza da influenza, certo, per cui ho goduto di tante ore a casa da sola dove ho potuto leggere fino alla nausea, ma al di là di questo particolare, mi è piaciuto tantissimo. ne parlerò nei prossimi giorni, ma mi basti dire che quando mi alzerò da questa sedia, inizierò il secondo capitolo L'ipotesi del male.

Ps. questa volta sono io che consiglio ad A. di leggerlo, un libro! 😉

Love,
MC


31/01/2019

CRONACA SEMISERIA DI UN'INFLUENZA DI STAGIONE (e non solo)

stamattina mi sono accorta che avevo voglia di picchiare un po' sui tasti...

lunedì scorso, 28 gennaio, sono tornata a casa alle 8.20 dopo aver portato lo gnomo a scuola con la chiara sensazione di avere la febbre. e infatti, sono partita con un discreto 37.5 che poi si è allargato fino a 38, e tale è rimasto fino a quando, gentilmente, ha lasciato il passo al fratello maggiore 39. ne avrei fatto volentieri a meno, di questa visita di tutta la famiglia del termometro, fatto sta che il 39 l'ho tenuto con me per qualche ora, anche se per tutta la notte tra lunedì e martedì 38 mi ha tenuto compagnia (bello lui...), facendomi vedere le luci sotto le palpebre degli occhi chiusi.
nono siamo mai diventati amici, pur essendo stati insieme due giorni pieni...con l'aiuto del doc di famiglia, l'ho spinto via, un po' a calci in faccia, un po' implorando, un po' ha sgomitato pure lui, visto che ieri mattina stavo ancora con 37.9 davanti 😶, ma piano piano ne sto venendo fuori.
ah, l'amica febbre si è portata dietro anche la cugina tosse, faringea, ma la sto facendo litigare con il fluimucil in aerosol, se la stanno vedendo tra loro anche se il fluimucil sta vincendo. mi spiace per tutta sta famiglia di virus ma...ho da fà, quindi andatevene caramente a quel paese.

mi sono resa conto che la febbre a 39 a quarant'anni, porca misera, sfonda, detto chiaramente. sfonda perché non passa nemmeno per l'anticamera del cervello pensare di alzare un dito e anzi, alzarsi dal letto per mangiare o andare in bagno sembra uno sforzo insormontabile. e poi il freddo, il male alle ossa, il mal di testa...e il mal di pancia da ciclo perché, signora mia, non si poteva perdere occasione migliore che mandare le scassa-utero a far compagnia a tutta sta gente. un bel festival del fastidio e del mal di schiena che manco Sanremo alla finale.

che poi quando sto male così, mi viene da piangere da quanto sto male e mi sento giù, e piangevo come quando ero bambina, e mia mamma mi consolava e mi faceva le coccole.
e quando sto male così, mi sembra sempre di non tornare mai più in forma come sempre, di fpoter di nuovo fare settemila cose al giorno, di allenarmi con Jillian Micheals, di non sentire più dolori ovunque come se mi fosse passato addosso uno schiacciasassi.
che carogna l'influenza!

nel frattempo il tempo è passato e quello che era iniziato il 18 settembre 2018, ovvero i cinque mesi di maternità obbligatoria, sono agli sgoccioli e il 19 febbraio torno al lavoro. inizierà un nuovo ritmo, altri equilibri da cercare e bilanciare, nuova e diversa stanchezza da dover gestire e la consapevolezza, ancora una volta, che il tempo lo sai vola, e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà (Cit. L'attimo fuggente).

ah. voglio sciare. devo inaugurare una maschera da sci speciale.🎿

Love,
MC

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