31/12/2024

RIFLESSIONI

Il fatto che, dopo sei ore di lavoro agile (in tuta di pile e ciabatte, ma pur sempre lavoro) provi una certa, intrinseca soddisfazione nello svuotare l'asciugatrice, piegare e sistemare le varie mutande magliette calzini pigiami che ha essiccato, significa che sto invecchiando precocemente? O sono diventata così zen da trovare felicità nelle piccole microscopiche cose?
O, piuttosto, si stanno aggravando le mie nevrosi ossessivo compulsive dell'avere, così, almeno una parte di cose sotto controllo?
Io opto un po' per una e un po' per l'altra: un meraviglioso, democratico, cerchiobottista cinquanta per cento. Dire sto invecchiando precocemente non piace a nessuno, manco a me.

E buon 2025.

Love,
MC

BEST YEAR EVER

 L'altro giorno, dopo aver segnato il quarantottesimo libro letto nel 2024, sono tornata indietro con le pagine del mio quadernino e ho notato che questo in conclusione, è stato l'anno in assoluto migliore, per me, riguardo alla lettura, dal 2013 in poi. Non avevo mai letto quarantotto libri in un anno: quasi un libro a settimana. Non male, direi niente male davvero. Nel 2016 avevo raggiunto quota quarantasei, questa volta ho fatto meglio.

Parliamo di libri di varia natura: dai gialli di Agatha Christie, ai rosa di Felicia Kingsley, ai romanzi di Ken Follett, ai saggi di Beppe Severgnini, ai riflessivi di Aldo Cazzullo, ai fantasy di Sarah J. Maas. Insomma, vari ed eventuali scelti secondo quanto avevo letto subito prima o quanto era affaticata la mia mente da tutto il resto della vita in generale: la lettura come terapia -da sempre. Toglietemi i libri e l'ebook, e diventerò matta: un'annoiata, irritabile donna, persa per il mondo. Regalatemi libri o carte regalo da spendere in libreria, e mi farete felice.

Un'attività iniziata negli ultimi tempi e che vorrei far diventare abituale è l'eliminazione di ciò che non mi serve veramente, che sia abbigliamento (se ancora utilizzabile, regalo) bigiotteria o makeup. Quest'ultimo, in particolare, sta diventando via via sempre più basico ed essenziale, voglio tenere solo le cose che effettivamente utilizzo e usare le cose che già ho, evitando di acquistarne di altre, solitamente simili ad altre già presenti. Vorrei limitare gli sprechi di soldi e di materiali. Considerando anche il piacere intrinseco del terminare un prodotto, ne guadagniamo tutti: le mie tasche e l'ambiente.

Voglio proprio portare questo cambiamento nel 2025, farlo diventare una regola, una routine ciclica, per non perderne l'attenzione tra la corrente della vita quotidiana.

Non so bene come ho messo giù questi miei pensieri in questo ultimo dell'anno, forse è qualcosa di sconclusionato...

Ho letto una frase interessante, e a mio avviso molto sensata, scrollando l'Instagram oggi, il cui senso era pressappoco questo: non vi faccio gli auguri di buon anno, ma che abbiate la forza di affrontare ciò che verrà, qualunque cosa sarà.

Lo definirei il miglior augurio di sempre; semplice ma non scontato.

Love,
MC

04/12/2024

IO NON LO SO

Io non lo so se è così per tutti i genitori o se ci sono dei fortunati esenti dal mondo incomprensibile dei dodicenni di oggi. Io mi sento del tutto incapace di trovare un canale di comunicazione con nostro figlio: se parlo, mamma che palle, sempre a dire le stesse cose, se dico qualcosa (cose basiche, sia chiaro, tipo lavarsi i denti o la faccia, mettere in ordine la camera, portare i vestiti sporchi nella cesta in bagno) le cose non vengono fatte. 
E, soprattutto, quando parlo il messaggio che mi arriva di rimando dall'altra parte è di completa sordità al contenuto trasmesso, dimostrato sia con smorfie che tirerebbero sberle fuori dalle mani, sia con attenzione rivolta completamente altrove, senza il benché minimo tentativo di cammuffare la cosa.
 
Qual è il trucco per farsi ascoltare da questi belinoni? -qui il genovese ci sta a pennello, è educato ma chiaro, indiscutibile, inattaccabile.
Perché se c'è un trucco, spiegatemelo per favore.
Il maritopreferito mi scoraggia quando a volte provo a percorrere la strada dello sciopero della parola, a meno di dialoghi essenziali fatti di chiacchiere insulse, ma siamo proprio sicuri che ogni tanto non faccia bene, non serva al minorenne e a questa madre esausta, un po' di ma che me frega, arrangiati?
Perché mica lo so se non può avere qualche effetto inaspettato, eh?

Love,
MC

03/12/2024

DI UOMINI FUORI CANONE

 Rocco Schiavone, ovvero Marco Giallini. Ne vogliamo parlare?
Mi sto rivedendo la serie completa su Raiplay (più o meno l'unica cosa buona della Rai) quando voglio riposare la testa senza leggere il libro del momento, accorgendomi che Marco Giallini è proprio un uomo di gran fascino. Non rientra nella mia idea di bellezza maschile, eppure mi piace. Punto.
Sarà per il personaggio, sarà per la voce bassa e profonda che sfodera magistralmente quando parla, sarà per questi e tanti altri motivi messi insieme, ma a me piace e non ci posso fare niente. 
E poi è proprio un grande attore, è uno vero. 
Anzi, è un attore che porta in scena la realtà così com'è e come lui la vive: la scena rispecchia la realtà, la realtà si fonde con la scena con armonia e fluidità meravigliose, senza soluzione di continuità. 

C'è un altro uomo che che nella realtà non mi stuzzicherebbe ma che da dietro uno schermo invece sì: Ibrahimovic. 
Non mi è molto simpatico (anche se è più simpatico di Ronaldo, completamente indigesto, da sempre e sotto qualunque aspetto) ed esteticamente è una bestia, un rude, eppure mi piace. 
Ricordo di averlo notato la prima volta vedendo questo spot anni fa, nella mezz'ora di pubblicità che propinano al cinema prima del film e anche qui, vuoi per le immagini e il sonoro dello spot, qualcosa mi ha colpito.

Non saprei dire se fuori dallo schermo e dal campo di calcio entrambi mi farebbero lo stesso effetto, forse Giallini sì e Ibrahimovic no, a occhio, ma per ora è quanto e lo constato col sorriso perché il maritopreferito è l'opposto di entrambi, per cui capisco anche perché la vita va in certi modi e non in altri, e come mai non mi sentirei a mio agio in un ambiente diverso da quello in cui sono nata e cresciuta.

la canzone del giorno è Only love can hurt like this di Paloma Faith: una bianca con la voce da nera.

Love,
MC

15/11/2024

COLONNE SONORE

 In questi giorni ho in testa e su Spotify un po' di canzoni, italiane e straniere, più o meno recenti.

Always in my head dei Coldplay, a cui non si può proprio dir niente. C'è tutto: sentimento, sonorità pop, voce, e sogno. Non c'è proprio niente da dichiarare in merito, parla da sola e Chris Martin parla a noi.

Recovery di LP, riscoperta qualche settimana fa un po' per caso; l'ho subito inserita nella playlist di Spotify. C'è da star male, e anche se lei mi sta un po' antipatica nei modi, ha una voce meravigliosa e la canzone è proprio bella: struggente, disperata. Da star male, appunto. E anche lei non sta molto bene, visto che, dice, è in ripresa da una mazzata sentimentale. Non mi pare ma crediamole.

Forgiveness di Elisa. Sono anni che questo brano è sul podio della mia personale classifica, pieno della voce che conosciamo (in questa versione live sembra registrato in studio e invece è dal vivo, gente. E' lei che anche dal vivo sembra un disco inciso) per la quale non servono definizioni. 
Ma perdoniamoci, è l'unica cosa di cui abbiamo bisogno, sempre e ovunque. In amore soprattutto.

Find Love di NLX. Vecchia conoscenza dal telefilm Brothers and Sisters, mi è ricapitata anche questa sotto mano recentemente. Non siamo ai piani di Elisa o dei Coldplay o LP, ma si lascia ascoltare. 
Penso che mi piaccia soprattutto perché associata a una certa sequenza del telefilm che ho molto amato -e che ho rivisto più volte. Senza quella scena, non avrei nemmeno saputo dell'esistenza di NLX e di questa canzone. 
A volte basta un film, una scena, o anche una pubblicità in televisione.

Viceversa di Francesco Gabbani. C'è tutto. 
Dico solo che ad aprile 2025 torno a vederlo in concerto a Roma, dopo l'esaltazione del concerto dell'ottobre 2022. 
Quant'è bono.

Niente panico di Ghali. Questa è decisamente la canzone del mio autunno 2024. L'avrò ascoltata 100 volte e anche se chi canta sempre e solo con l'autotune acceso, tipo lui, solitamente mi sia fastidioso alle orecchie e spesso anche alla vista, qui mi sciolgo. E non c'è fastidio né alle orecchie né alla vista.
Non so se è il mischiare trap pop e Dio che mi scuote, fatto sta che è una canzone ispirata. 
Dagli eventi personali sicuramente, da qualcosa che lo smuove dentro profondamente, ed ecco qui, questo gioiellino.

Thunderclouds di LSD (Sia, Diplo, Labirinth) 
Brano sentito in una storia di Instagram, ha attirato la mia attenzione per il mischione di stili che ci sento dentro -parlo da ignorante in musica come critica, sia chiaro. Trovo ritmi anni '60 e sonorità del passato e mi piace questo scambio continuo tra voce femminile e maschile con coro. 
Lei pronuncia le parole che o hai il testo sotto o senti solo vocali e consonanti lanciate senza capirci una mazza ma, ripeto, ha un qualcosa di magnetico che mi fa cliccare su replay quando passa sul pc.

Sto aspettando che 30 mq di parquet si asciughino per poi provare a distendere un po' i muscoli della schiena, mezza bloccata da ieri mattina: sarà che ho esagerato con l'allenamento di mercoledì?

Love,
MC

12/11/2024

CAMBIO DI INDENTITA'

 questo cambiamento di titolo e di url mi fa sentire come se fossi nuova sulla rete e una persona diversa. nuova, appunto, ma non solo qui on line.
Sentivo il bisogno di ricominciare in un altro modo, sotto mentite spoglie, resettare qualcosa -o tanto.
Sembra essere tornata la voglia di ritagliarmi del tempo per scrivere e nel farlo voglio anche rinnovare, potando quanto di vecchio e secco c'era qui sopra.
Voglio essere introvabile? Forse, il che per un diario digitale lanciato nella rete, è una contraddizione completa, un totally nonsense, ma a me va così adesso, e non c'è niente che mi faccia pensare di aver fatto male o di dover tornare indietro.
E perché, poi? Per qualche decina di lettori? No no, sono già oltre questa mentalità. Da metà luglio ho anche schiacciato il taso "esci" dal mio profilo Facebook per disintossicarmi, da quel momento ci sono tornata un paio di volte per recuperare qualche foto, ma non ho mai sentito la voglia di fermarmi un minuto di più a vedere cosa era successo nel frattempo. 
La qual cosa, secondo me, potrebbe essere interessante. dopo tredici anni di presenza continuativa, improvvisamente ho chiuso e basta. Non è detto che non elimini il profilo una volta per tutte.
A me dei like e delle psicocazzate pubblicate da certa gente, messe lì per sentirsi dire "bravo" con un pollice in su, proprio non importa un emerito. Sul serio. 
E poi di questi tempi mi sono accorta di quanto viva molto ma molto più serenamente senza scrollare continuamente la bacheca per vedere, di fatto, il nulla. 
Prediligo Instagram, che parla o tramite spezzoni di trasmissioni televisive che apprezzo, o tramite foto, spesso con musica di sottofondo, di persone che seguo e che mi raccontano della loro vita attraverso le foto che fanno. 
meno parole e più spazi del mondo da osservare -o piatti da mangiare, non importa!

Love,
MC

10/11/2024

SEVEN MONTHS




sette mesi. sette mesi di assenza dal blog, di nebbia quasi totale nel cervello, sovraccarico ogni giorno della settimana di cose da fare, pensare, organizzare, programmare, senza la garanzia automatica di successo, per altro. 
perché il pensarci e il programmarle, le cose (attenzione, sto per scoprire l'acqua calda) non assicura la riuscita positiva delle stesse per forza: ci sono giorni in cui nonostante la tabella di marcia sia ragionevole e fattibile, alla fine mi guardo e, oltre a venirmi da ridere per il troppo ottimismo dimostrato al momento dell'ideazione, mi rendo conto di aver fatto metà, forse, di ciò che avevo pensato di fare. 
niente di nuovo sotto il sole, si penserà, che la vita in lavatrice con centrifuga è uguale per tute le famiglie che hanno figli adolescenti e si lavora entrambi -e non si hanno colf, giardinieri, assistenti a disposizione, aggiungo io.
bene, occhei, ci sto, ma io ragazzi inizio ad essere stanca che aiutami a dire stanca, come si dice da queste parti.
sempre più spesso, poi, quando esco da casa in macchina e vedo che il serbatoio è pieno e l'autonomia è di ottocento e passa chilometri, mi dico ora prendo e vado a Genova a trovare le zie. poi invece giro le ruote verso sud e non verso nord. 
ma lo penso spesso. sempre. qualcosa vorrà pur dire, no?

mi serve una vacanza. una vacanza di qualche settimana in cui niente, faccio: solo alzarmi dal letto la mattina rigorosamente senza sveglia, fare quello che serve se mi va (e mica son scema!) per procedere poi con solo cose presenti in una scala da piacevole a piacevolissime, così, per non incorrere in faccende scomode et antipatiche. 
sto parlando del pressoché impossibile, I know, ma cazzarola arriverà prima o poi il momento in cui, non dico da lì alla morte ma almeno per un po' di tempo, riuscirò a farlo il cavolo che voglio, nella mie giornate? o ad avere la possibilità di scegliere sempre cosa fare quel giorno, senza orari, dettàmi o scadenze? 
chi lo sa!
ho come la sensazione che invece, quando avrò il tempo vuoto dal lavoro perché sarò in pensione, sarà troppo tardi per godermi la vita e fare quello che non sono riuscita a fare adesso, che avrei forze e risorse per farle.
più che sensazione, mi sembra un leone marino steso sul pavimento di legno della sala. il famoso elefante nella stanza. 
che palle.
soluzioni per invertire questa rotta e iniziare a farle, queste cose piacevoli? 
beh, dovrei uscire dalla lavatrice succitata, ma non è proprio fattibile al momento, e poi è la vita che mi son scelta. anche se pensavo avesse girato in altri modi, per certe cose. 
che due palle.
insomma, un bel rientro ottimistico, eh?

ho da riferire che al momento, per quest'anno (non cambiare stessa spiaggia spesso mare) ho letto 35 libri, di cui alcuni con mucho gusto.
sono passati da me:

  1. Mondo senza fine - Ken Follet ↑
  2. La colonna di fuoco - K. Follet ↑
  3. L'inverno dei leoni - Stefania Auci ↑
  4. Il nido di calabroni - Patricia Cornwell
  5. Matrimonio di convenienza - Felicia Kingsley
  6. Stronze si nasce - F. Kingsley
  7. L'Agnese va a morire - Renata Viganò
  8. Appuntamento al piccolo negozio dei desideri - Nicola May ↓
  9. Due cuori in affitto - F. Kinglesy
  10. Una Cenerentola a Manhattan - F. Kingsley
  11. Tutto a posto tranne l'amore - Anna Premoli
  12. Ti prego lasciati odiare - A. Premoli
  13. Tutto questo fuoro - Angeles Caso ↑
  14. Come inciampare nel principe azzurro - A. Premoli
  15. Una corte di rose e spine - Sarah J. Maas ↑
  16. Una corte di nebbia e furia - S. J. Maas ↑
  17. Una corte di ali e rovina - S. J. Maas ↑
  18. Una corte di gelo e stelle - S. J. Maas ↑
  19. Assassinio sull'Orient Express - Agatha Christie ↑
  20. Una corte di fiamme e argento - S. J. Maas ↑
  21. Nulla sarà più come prima - Laura Nowlin
  22. Finché amore non ci separi - A. Premoli
  23. Tutti i difetti che amo di te - A. Premoli
  24. Un giorno perfetto per innamorarsi - A. Premoli
  25. L'italiano. Lezioni semiserie - Beppe Severgnigni ↑↑
  26. La freccia di Poseidone - Clice Cussler
  27. Recuperate il Titanic! - C. Cussler ↑
  28. Una giornata particolare - Aldo Cazzullo
  29. Il pane perduto - Edith Bruck ↑
  30. Fiori sopra l'inferno - Ilaria Tuti ↑
  31. Lungo petalo di mare - Isabel Allende ↑↑
  32. Dura solo un attimo, la gloria - Dino Zoff ↑
  33. Le donne erediteranno la terra - A. Cazzullo ↑
  34. Due - Enrico Brizzi ↑↑
  35. Jack Frusciante è uscito dal gruppo - E. Brizzi ↑↑
dove ↑ corrisponde a un giudizio positivo, e doppia ↑↑ un giudizio superfico. mentre ↓ è chiaro, è negatività. per fortuna solo un libro mi ha fato pensare a cosa mi avesse spinto a leggerlo. ancora adesso non lo so.

Due di Brizzi mi è piaciuto molto. e l'ho letto prima dell'ennesima rilettura di Jack; non è stato niente male leggere prima il sequel e poi, dopo almeno 16 anni dall'ultima rilettura, rileggere Jack Frusciante. 
ci ho anche ritrovato le sottolineature fatte nell'estate del 1996, quando andai tre settimane in Dublin alla language school e mi si aprì un mondo. oggi ho sorriso alle vecchie sottolineature e, curioso, avrei sottolineato anche altri passaggi che all'epoca invece erano rimasti evidentemente più sullo fondo.
che storia!

ora, siccome la lavatrice è sempre in movimento, via a prepararsi per uscire e comprare un giaccone invernale per il minorenne, che tra un po', speriamo, vien freddo e mica può andare a scuola sempre in felpa, ragazzi.

Love,
MC


13/04/2024

ADOLESCENTI

siamo alle prese, da qualche tempo, ormai, con un quasi dodicenne che ci illustra sempre più di frequente e con sempre maggior frequenza, i nuovi orizzonti della psiche adolescente. non che ne avrei fatto anche a meno, ma magari un pezzo alla volta sì, uno ogni tot, a cadenze regolari, piccole dosi, diciamo. non a valanga e a sorpresa.

perché sì, qua ogni giorno può essere quello buono per momenti di paradiso in terra, come di inferno che l'ultimo girone di Dante scansate. chiaramente tra uno scenario e l'altro passano anche pochi secondi. e tu lì a chiederti ma ero così anche io a dodici anni? ma io ste cose non le facevo/dicevo...

di certo c'è che né io né il maritopreferito, a dodici anni avevamo già da un anno e mezzo un 'zzo di telefono a disposizione (anche se filtrato dal Familylink) su cui rincoglionirci la testa: io passavo il tempo libero a giocare con mio fratello fintanto che non iniziavamo a litigare e fare la lotta, oppure leggevo (attività sconosciuta al nostro) ma anche, confesso, passavo pomeriggi a fare le trecce alle Barbie o alle bambole che avevano i capelli di lana, su cui venivano trecce fichissime perché si reggevano anche senza elastico. il maritopreferito aveva fratello maggiore e sorella minore con cui sollazzarsi e un intero grande giardino dove fare la qualunque. poi prendeva già da cinque anni lezioni di tromba quindi vabbè, proprio altri lidi, altra testa...

io non mi riconosco in questa generazione, noi non eravamo così. punto. sicuramente avremo fatto girare i cabbasisi ai nostri genitori e fatto e detto cretinate, essere andati sotto la doccia a forza e aver avuto la camera assomigliante a uno scenario da bomba esplosa, ma non eravamo così.

mi consola che, se chiedo ai miei genitori se eravamo come i loro nipoti oggi, loro rispondono non ci ricordiamo. che può voler dire due cose: o il cervello cancella tutte le min***te fatte dai figli, o non le abbiamo effettivamente fatte. io propendo, e spero, nella prima.

Love,
MC

Post in evidenza

 Sistemando i libri in lettura e quelli finiti qui accanto, ho dato un'occhiata ai blog che seguo e che, bah, a vederli mi sembrano chiu...