passano i mesi e io continuo a non trovare ancora tempo per scrivere.
nel frattempo, da luglio a questa parte, sono più vecchia di un anno e più insalubre, visto che da due settimane a questa parte sono stata alle prese rispettivamente con tosse prima, raffreddore poi e ora per la gioia di tutti, con la sinusite. sento male persino alla mandibola.
non sono mai stata presa a pugni in faccia, ma ho la sensazione che il dolore sia simile, o ci si avvicini parecchio. non è piacevole.
oltre a questo, ho cambiato nuovamente lavoro.
non più per una multinazionale del tabacco ma per una che eroga energia e gas da fonti rinnovabili. meglio, da una parte: si pensa alla salute del pianeta e non si contribuisce agli enfisemi degli italiani, per carità, ma almeno a parlar di tabacco le frasi da dire potevano essere diverse ed ero io a decidere quali usare.
lavorando su elettricità e gas, invece, si tratta di leggere un prestampato, compilando vari campi e salutare il cliente. il tutto sempre al telefono, ovviamente. diciamo che questa volta basta l'alfabetizzazione di base e un minimo di educazione civica, per il resto....vabbè, lasciam perdere.
molto poco edificante, sono sincera, ma è pur sempre un lavoro onesto quindi non mi devo lamentare. quando inizio la lamentela, cerco di pensare a chi un lavoro continuativo, in cui sta seduto al caldo in inverno e al fresco in estate, non ce l'ha e lo vorrebbe tanto, e allora le paturnie mi passano, o almeno si alleggeriscono un po'.
solo mi domando dove ho sbagliato. cosa non si è incastrato bene negli ingranaggi quando ho finito il liceo.
qualche rimpianto ce l'ho, confesso. tornassi indietro, non farei Scienze dell'Educazione ma Lingue Straniere, per esempio, con l'obiettivo di insegnare inglese nelle scuole.
è troppo tardi, adesso, quindi niente.
sarà per la prossima vita.
Love,
MC
i libri che leggo, i pensieri che mi scorrono nelle sinapsi, la mia vita vissuta e qualche vaneggiamento sulla realtà...
Visualizzazione post con etichetta studio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta studio. Mostra tutti i post
11/09/2019
18/12/2018
+23 *** BECOMING *** MICHELLE OBAMA (o della fine del ventitreesimo libro nel 2018)
ho divorato questa autobiografia, letteralmente divorata.
diciamo che Michelle partiva in vantaggio con me perché lei e Barack sono sempre stati tra i miei favoriti personaggi in vista degli ultimi dieci anni, da quando quel 4 novembre 2008 mi sembrò che il mondo potesse veramente cambiare, diventare un posto migliore, che non tutto fosse perduto, che fosse ancora possibile avere fiducia nell'essere umano. (e poi vabbè, io amo suo marito 😅)
quindi ho comprato il libro in formato elettronico con molta curiosità e molta voglia di sapere cosa la ex first lady mi avrebbe raccontato.
e ho scoperto che ce la si può fare, anche quando sei una donna afroamericana, nata a Chicago e figlia della working class, che abita nel South Side di Chicago, un quartiere che avrebbe visto un graduale spopolamento da parte dei bianchi ai tempi in cui Michelle era adolescente (e quindi a metà anni '70, più o meno).
conoscendo la sua storia, ora, penso che il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti non avrebbe potuto che avere accanto una donna del genere, e lei altrettanto e che lo slogan della prima campagna elettorale di Obama non avrebbe potuto essere quello che è stato, ossia Yes we can!
la motivazione che viene fuori dalle parole di questo libro è alle stelle; Michelle ci fa sapere attraverso le sue parole, che lo studio, l'impegno e la volontà posso riscattare una vita che potrebbe pensarsi già segnata per, ad esempio, il colore della pelle... e invece no. lei ce l'ha fatta, suo marito anche e parliamo di due afroamericani che hanno preso la laurea in legge e che per un po' di anni hanno decurtato dallo stipendio una certa cifra, a restituzione del prestito avuto per studiare.
per dire....
mi è piaciuta Michelle e mi è piaciuto Barack attraverso di lei. se prima li ammiravo come first family, oggi li rimpiango ancora di più, a vedere cosa invece abita la Casa Bianca (e non ho scritto cosa a caso).
lo consiglio? si, se si avrebbe votato per lui nel 2008 e sì se per caso lo si è comunque apprezzato anche solo un pochino negli otto anni del suo mandato.
subito dopo, ieri sera ho iniziato un nuovo libro, La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, consigliato da una amica e collega.
Love,
MC
diciamo che Michelle partiva in vantaggio con me perché lei e Barack sono sempre stati tra i miei favoriti personaggi in vista degli ultimi dieci anni, da quando quel 4 novembre 2008 mi sembrò che il mondo potesse veramente cambiare, diventare un posto migliore, che non tutto fosse perduto, che fosse ancora possibile avere fiducia nell'essere umano. (e poi vabbè, io amo suo marito 😅)
quindi ho comprato il libro in formato elettronico con molta curiosità e molta voglia di sapere cosa la ex first lady mi avrebbe raccontato.
e ho scoperto che ce la si può fare, anche quando sei una donna afroamericana, nata a Chicago e figlia della working class, che abita nel South Side di Chicago, un quartiere che avrebbe visto un graduale spopolamento da parte dei bianchi ai tempi in cui Michelle era adolescente (e quindi a metà anni '70, più o meno).
conoscendo la sua storia, ora, penso che il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti non avrebbe potuto che avere accanto una donna del genere, e lei altrettanto e che lo slogan della prima campagna elettorale di Obama non avrebbe potuto essere quello che è stato, ossia Yes we can!la motivazione che viene fuori dalle parole di questo libro è alle stelle; Michelle ci fa sapere attraverso le sue parole, che lo studio, l'impegno e la volontà posso riscattare una vita che potrebbe pensarsi già segnata per, ad esempio, il colore della pelle... e invece no. lei ce l'ha fatta, suo marito anche e parliamo di due afroamericani che hanno preso la laurea in legge e che per un po' di anni hanno decurtato dallo stipendio una certa cifra, a restituzione del prestito avuto per studiare.
per dire....
mi è piaciuta Michelle e mi è piaciuto Barack attraverso di lei. se prima li ammiravo come first family, oggi li rimpiango ancora di più, a vedere cosa invece abita la Casa Bianca (e non ho scritto cosa a caso).
lo consiglio? si, se si avrebbe votato per lui nel 2008 e sì se per caso lo si è comunque apprezzato anche solo un pochino negli otto anni del suo mandato.
subito dopo, ieri sera ho iniziato un nuovo libro, La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, consigliato da una amica e collega.
Love,
MC
25/06/2009
ESAMI DI III MEDIA E V LICEO
è tempo di esami. tutti ne parlano: la televisione, i giornali, le radio e non solo in versione notiziario. se ne parla e tutto mi torna in mente.
l'esame di III media l'ho fatto nel giugno del 1992 e ho ricordi visivi molto nitidi di quei giorni. gli scritti alla Scuola Media "Don Bosco" di Genova: le III A, B, C e D tutte insieme, in un'enorme aula, disposti in ordine alfabetico per classe. tutti i cognomi con la "A", poi con la "B"...ed io, con un cognome iniziate per "B", mi ritrovai in cima a quello stanzone, vicina a compagni-non-compagni. ricordo ancora uno di questi, un certo Matteo, con il quale a fine compito di matematica verificammo, previo scandimento in sordina di lettere e numeri, i risultati del problema e degli esercizi fatti. il constatare che erano identici, mi tranquillizzò del fatto che ero stata, nonostante le aspettative, brava!
l'immagine degli orali è molto più sfuocata, ma ricordo bene che andai nel pallone per matematica (e ti pareva), chiamando isoscele il triangolo equilatero. ricordo ancora la faccia della prof, tra lo schifato e l'indispettito (era abbastanza severa, e non solo con noi pippe), e gli occhi speranzosi degli altri insegnanti intorno, che comprendevano sicuramente il mio stato di impallamento e tifavano a bocca chiusa perchè mi si aprissero le cataratte del cervello!
non ho altri ricordi se non cosa indossavo il giorno dell'orale (e non perchè sono femmina!): una maglietta lunga color pesca su fuseaux (oggi si chiamerebbero leggings) in tinta con dei fiori. quella maglietta l'ho poi usata tantissimo e solo da qualche anno l'ho dismessa...
l'esame di maturità, cinque anni dopo, fu nel giugno-luglio del 1997 e ricordo, per le prove scritte, un corridoio che mi sembrò infinito, una mia compagna di classe seduta dietro (potevamo scegliere dove sederci) e i vocabolari, prima di italiano e poi di inglese, sul banco. poi un pacchetto di crackers, una bottiglietta d'acqua, due penne, una matita...
il secondo giorno, alla prova scritta di lingua, Simona, la compagna che avevo dietro il giorno prima, si sedette allo stesso posto. mi mette pace averti davanti, disse. è stato uno dei più bei complimenti mai ricevuti da una compagna di scuola e lo ricordo perfettamente, come se mi fosse stato fatto ieri...
dell'orale, fatto il 9 luglio a inizio mattina, ricordo un altro impallamento, questa volta per Storia dell'arte. parlando de L'urlo di Munch, mi dimenticai completamente la nazionalità dell'autore, per cui non dissi che la costa rappresentata nel quadro era un richiamo ai fiordi norvegesi, nemmeno sotto esplicita richiesta del professore...
ricordo anche che, una volta finito, rimasi lì tutta la mattina, vicina alle altre comapgne che come me maturavano quel giorno.
dopo, il nulla. non ricordo niente del giorno dei quadri, nè per la maturità nè per l'esame di III media.
ripensando a tutto, sento un po' di nostalgia e forse rimpianto per non aver, certe volte, fatto le cose meglio per poter avere risultati migliori.
tornare indietro non si può, e sono contenta così. sono stati certamente gli anni più spensierati e pieni di risate della mia vita, che ricordo con piacere e un sorriso per niente amaro sulle labbra.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Post in evidenza
Ventotto libri da gennaio 2026, circa cinque e mezzo al mese, più o meno, è quanto ho combinato con il mio ebook, per lo più, fino ad ora i...
-
Mi sorge spontanea in quanto ingorante in fatto di materie economiche: in periodi di crisi come questo, serve davvero che lo Stato aiuti l...
-
da venerdì sera la quipresente e il maritopreferito si sono trasferiti sui Castelli Romani per stare insieme al resto della famiglia da par...
-
Oggi in ufficio mi è capitato di sintonizzarmi sulla frequenza di voce di una collega. L'ho ascoltata da lontano, senza starle davanti, ...
