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01/07/2020

VARIE ED EVENTUALI - aggiornamenti su più fronti

non è il primo post che intitolo in questo modo, qui sul blog, il che la dice lunga sull'altalenante fantasia che mi caratterizza, ma oggi avevo un po' di voglia di scrivere e, visto che ho un po' di tempo nel dopo pranzo, prima di tutto quello che verrà dopo, ho deciso di sedermi e iniziare.

è estate piena, ormai, qui 🌞🌞🌞 ed io ringrazio profondamente mio fratello che ci ha regalato la sua piscina rotonda di 5 metri di diametro (ne ha presa una più grande, fissa) perché quotidianamente il tuffo c'è, insieme al riposo sul lettino, e quando fuori ci sono 35 gradi, certo fa comodo. 
sono anche a 2 km dal mare, diciamolo, ma confesso anche la mia sindrome da capanna che mi ha invaso con questa quarantena e che mi porto dietro. non mi va di andare al mare, di stare in mezzo al caos, di girare con la mascherina sempre in faccia. e infatti quando esco 3 volte su 2 me la dimentico e devo tornare indietro a prenderla. e che due palle. 😑😷😶 

sono diventata CDB (consigliera di bellezza) di Yves Rocher 💚 e la cosa mi diverte un sacco, sì. mi piace vedere, provare, consigliare, preparare i sacchetti per "i clienti" e tenere in qualche modo il filo del contatto attivo. la cosa è nata praticamente per caso, da un errore mio così la cosa mi è stata proposta et voilà, eccomi qua. e poi, sono sincera, sono proprio prodotti buoni; li uso da almeno sei anni e li ho sempre apprezzati, e adesso li promuovo anche! contenta io! 😍

c'è chi va e chi arriva, nel gruppo di lavoro: arrivano vecchi colleghi nel gruppo di lavoro, che se anche è da casa, sempre gruppo di lavoro è, e con i quali dal vivo le risate ci sono sempre state - e speriamo che ci siano di nuovo a breve. 
invece c'è chi va, va proprio via 😭 e se anche il rapporto resta, è comunque un taglio, un cambiamento, una novità che si "insinua". ma in bocca al lupo a te, A. che hai avuto l'occasione di cambiare e l'hai fatto con coraggio, mettendoti in discussione e facendo un salto nel buio. 🍀

libri letti. 
non ricordo più dove ero arrivata...ah sì, a Carofiglio (gran bel libro); nel frattempo sono salita da +10 a +14 libri letti, ovvero:

La somma dei giorni di Isabel Allende
- Tornata dall'inferno di Claire Ly (si parla di kmer rossi, mamma mia....)
- La treccia di Laetitia Colombani 
- La canzone di Susannah di Stephen King (capitolo de La Torre Nera)

avrei voluto iniziare l'ultimo della Allende, due giorni fa, ma quella sera il download sull'ebook non era ancora stato completato (non so perché) e così ho iniziato Cometa sull'Annapurna di Simone Moro. interessante.

le vacanze si terranno in montagna 🌄 tra Cavalese (Val di Fiemme, TN) e Campitello (Val di Fassa, TN), non vedo l'ora: ho già la nausea di questo caldo e attendo con ansia di dover portare le scarpe chiuse, il pile e i pantaloni lunghi perché fuori ci sono 15 gradi! 😆

Love,
MC















04/01/2020

PRIMO POST DEL 2020 (TERAPEUTICO)

ritorno qui, a provare a scrivere qualcosa che possa avere senso e sia forse in qualche modo terapeutico (nel frattempo mi stupisco, come sempre, del fatto che non ci sia l'autocorrezione per un foglio di scrittura sul computer, come c'è per i messaggi sulle chat degli smartphone. ogni volta che scrivo una lettera invece di un'altra, mi infastidisce vedere l'errore e dover cancellare "manualmente" con canc o il tasto "indietro", e penso ma perché non è automatico? poi certo, passa quel secondo e mi ricordo di non essere sul cellulare ma sulla tastiera di un vecchio computer, che se questa sensazione mi dà la'dea di vecchio, che ne è della carta e della penna? lasciam perdere...).

dicevo, chissà se questo scrivere potrà essere in qualche modo terapeutico. fino a un po' di tempo fa, un passato non molto lontano, per me la scrittura lo era, terapeutica. e non voglio darmi queste arie da scrittrice che fa la figa, dicendo così. semplicemente a me scrivere una volta rilassava, come a certa gente rilassa fare la maglia o cucinare o cosa. (a me rilassa anche guidare, in certe situazioni...)
mi rilassava perché mi fermavo. ero io, la mia testa che si spegneva un attimo da tutto il resto e sciorinava sui tasti le parole che aveva dentro. 
oggi non ho più molto la possibilità di staccarmi dalla realtà, giusto quando dormo, per fortuna, ma se sono sveglia (nel senso di in piedi, fuori dal letto) è frequente che il mio cervello sia acceso su più cose diverse allo stesso tempo. 
tipo cosa? 
tipo l'asciugatrice ha quasi finito, poi devo sistemare i panni; 
tra poco devo uscire per andare a far la spesa; 
domani che turno faccio? 
devo preparare la cena;
ah, devo annaffiare le piante fuori sennò crepano;

niente di che, per carità, ma sono ormai molto rari i giorni (i momenti, dai, non allarghiamoci troppo) in cui posso pensare a niente. manco in ferie. ma del resto, come dicevo qualche giorno fa con A. uno si alza dal letto la mattina per fare cose, mica per stare a guardare il soffitto, no?
certo, per quanto anche il soffitto ha il suo bel quantitativo di fascino, ci si può stare una giornata intera a guardarlo e a contare i puntini bianchi che ne fanno la tinta. penso io, eh?

comunque, ciance belinose (neologismo appena sfornato) a parte, ultimamente mi sono resa conto che #maipiusenzarossetto è entrato a far parte anche del mio pensiero quotidiano. 
interessante, che a quarant'anni la quipresente abbia scoperto l'esistenza di stick labbra colorati, di un colore diverso dal color carne, veramente interessante! eh sì, perché io oggi, a meno di andare al mare o in gita su per i monti o giù per le piste da sci, mica ci esco da casa senza rossetto, eh? quando va male, un color carne, quando va proprio che mi lancio dall'aereo senza paracadute, rosso fuoco. e son soddisfazioni (per le case cosmetiche) per una che fino a un anno fa guardava e non toccava, mentre oggi, benedetta me, mi devo tagliare le mani e coprire gli occhi quando entro da Sephora, Kiko o vado su internet...mi comprerei tutto!!!

lo dicevo io, che sarebbe stato terapeutico, no? si, lo dicevo, perché in qualche modo queste tre idiozie messe in croce, mi hanno fatto staccare il cervello e, se anche c'è il ronzio dell'asciugatrice che sta per finire a pochi metri da qui, mi sono rilassata.
non rileggo e posto tutto. 

Love,
MC

12/09/2019

LAVORATORIIII?????

la commessa sulla quale lavoro anche io da venerdì scorso (sembrerebbe per fare solo "vpt", a detta dei capi) presenta due tipi di impiego, ovvero chi fa solo "vpt" e chi fa servizio clienti e "vpt".
chi fa anche servizio clienti è perché ad oggi ha le credenziali di accesso ai sistemi -e questa premessa è doverosa.

qualche giorno fa durante la pausa mi sono imbattuta in due ex colleghe, notando proprio quel giorno che viaggiano sempre in coppia, come i carabinieri. o come gli zebedei, se preferiamo. ma fin qui niente di male.

una di queste due venne assunta con me, frequentammo insieme il corso di formazione nell'ormai lontanissimo gennaio 2010, dopo il quale ci perdemmo di vista (per quanto possa sembrare strano, o si lavora fianco a fianco o, facendo turni diversi, può capitare di non vedersi per settimane intere) un po' per il poco legame stretto, un po' per essere sempre state destinate a gruppi diversi.
e anche fin qui, ancora niente di male, niente di strano.
voglio dire, capita di non diventare amiconi con tutti, no? appunto...

ero in pausa, dicevamo e molto tranquillamente, conoscendole, ho pensato che fosse normale scambiare due parole e alla mia innocente domanda ma voi fate solo vpt o tutto? (leggi anche servizio clienti) i loro volti si sono totalmente ricoperti di disprezzo e con uno bisbigliato tutto e un sorriso da mi fai pena ma non te lo posso dire, tu che sei venuta qui per far solo vpt hanno ripreso a guardarsi negli occhi e a parlare dei fatti loro.

ora. dico.
sicuramente sono bravissime, professionalissime, competentissime, meravigliosissime con i clienti e da quanto sono brave possono fare una pernacchia alla crema della crema della crema del customer care
ma....
MA....
MA....

sono due impiegate di una multinazionale di customer care che rispondono al telefono a clienti che vogliono spiegazioni, aiuto, informazioni (servizio clienti) o ad agenti che chiamano per fornire i dati di un nuovo contratto appena sancito (vpt).

detto in altre parole

non lavorano alla NASA
non stanno scindendo l'atomo
non sono Samantha Cristoforetti

quindi? e allora???


Love,
MC

06/05/2019

+11 *** ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO *** GAIL HONEYMAN (o della fine dell'undicesimo libro nel 2019)

ho finito questo libro qualche giorno fa. libro cartaceo, regalo di Natale dalle zie di Genova® e, confesso, tornare a prendere in mano un libro fisico mi è piaciuto molto, da troppo tempo non succedeva. l'ebook è stracomodo, impossibile negarlo, ma la carta ha quel suo fascino ormai antiquato che tocca sempre il cuore e fa bene all'anima.

Eleanor è stata una piacevolissima scoperta, per me. non mi stuzzicava, il titolo. forse sarebbe stato uno di quei libri che, visti in libreria, mi sarebbe passato davanti agli occhi e basta, senza destare la benché minima attenzione da parte mia, e invece mi sono dovuta ricredere. 
ebbene sì, 'sta ragazza è risultata simpatica, stramba ma gentile, ferrea nelle sue convinzioni e metodologie (a volte un po' le assomiglio...), ma anche duttile e malleabile, cosa di cui lei stessa si stupisce. scopre sé stessa insieme e grazie agli altri, a coloro che aveva sempre fuggito pensandoli troppo distanti, diversi, oltre. si sblocca grazie al rapporto con Raymond, con cui capisce giorno dopo giorno di essere vicina, in contatto, compatibile... 
sfocerà in qualcosa di diverso da una sana, bella amicizia tra uomo e donna?
da leggere, per saperlo.

ha qualcosa in comune con la mia storia attuale, la storia di Eleanor, essendo stata data in affido in varie famiglie del corso della sua infanzia-adolescenza (ed io ho qui a casa un cucciolo che ha conosciuto qualcosa di simile) e, lo dico con un po' di amarezza, ha fatto scelte che anche io avrei voluto fare, col senno di poi, ma che si sono rivelate impossibili da fare, per averne fatte altre. 
rimpianti? sì, qualcuno ce l'ho. 

a me i libri che fanno riflettere sulla mia vita sono sempre stati quelli che ho apprezzato più di altri, e quindi per me un libro come questo, che mi ha fatto pensare a quello che ho fatto fino ad ora, quello che avrei potuto fare, quello a cui ho rinunciato, è un buon libro, anche al di là della storia che racconta. anzi no, proprio per la storia che racconta.

lo consiglio con forza, quindi.

Subito dopo aver finito questo romanzo, ho deciso di dare un'altra chance a Donato Carrisi, il cui primo romanzo che avevo letto, La ragazza nella nebbia, non mi aveva fatto perdere il sonno. 
Il suggeritore mi ha messo al tappeto, invece. iniziato l'1 maggio, l'ho finito pochi minuti fa. complice la convalescenza da influenza, certo, per cui ho goduto di tante ore a casa da sola dove ho potuto leggere fino alla nausea, ma al di là di questo particolare, mi è piaciuto tantissimo. ne parlerò nei prossimi giorni, ma mi basti dire che quando mi alzerò da questa sedia, inizierò il secondo capitolo L'ipotesi del male.

Ps. questa volta sono io che consiglio ad A. di leggerlo, un libro! 😉

Love,
MC


31/01/2019

CRONACA SEMISERIA DI UN'INFLUENZA DI STAGIONE (e non solo)

stamattina mi sono accorta che avevo voglia di picchiare un po' sui tasti...

lunedì scorso, 28 gennaio, sono tornata a casa alle 8.20 dopo aver portato lo gnomo a scuola con la chiara sensazione di avere la febbre. e infatti, sono partita con un discreto 37.5 che poi si è allargato fino a 38, e tale è rimasto fino a quando, gentilmente, ha lasciato il passo al fratello maggiore 39. ne avrei fatto volentieri a meno, di questa visita di tutta la famiglia del termometro, fatto sta che il 39 l'ho tenuto con me per qualche ora, anche se per tutta la notte tra lunedì e martedì 38 mi ha tenuto compagnia (bello lui...), facendomi vedere le luci sotto le palpebre degli occhi chiusi.
nono siamo mai diventati amici, pur essendo stati insieme due giorni pieni...con l'aiuto del doc di famiglia, l'ho spinto via, un po' a calci in faccia, un po' implorando, un po' ha sgomitato pure lui, visto che ieri mattina stavo ancora con 37.9 davanti 😶, ma piano piano ne sto venendo fuori.
ah, l'amica febbre si è portata dietro anche la cugina tosse, faringea, ma la sto facendo litigare con il fluimucil in aerosol, se la stanno vedendo tra loro anche se il fluimucil sta vincendo. mi spiace per tutta sta famiglia di virus ma...ho da fà, quindi andatevene caramente a quel paese.

mi sono resa conto che la febbre a 39 a quarant'anni, porca misera, sfonda, detto chiaramente. sfonda perché non passa nemmeno per l'anticamera del cervello pensare di alzare un dito e anzi, alzarsi dal letto per mangiare o andare in bagno sembra uno sforzo insormontabile. e poi il freddo, il male alle ossa, il mal di testa...e il mal di pancia da ciclo perché, signora mia, non si poteva perdere occasione migliore che mandare le scassa-utero a far compagnia a tutta sta gente. un bel festival del fastidio e del mal di schiena che manco Sanremo alla finale.

che poi quando sto male così, mi viene da piangere da quanto sto male e mi sento giù, e piangevo come quando ero bambina, e mia mamma mi consolava e mi faceva le coccole.
e quando sto male così, mi sembra sempre di non tornare mai più in forma come sempre, di fpoter di nuovo fare settemila cose al giorno, di allenarmi con Jillian Micheals, di non sentire più dolori ovunque come se mi fosse passato addosso uno schiacciasassi.
che carogna l'influenza!

nel frattempo il tempo è passato e quello che era iniziato il 18 settembre 2018, ovvero i cinque mesi di maternità obbligatoria, sono agli sgoccioli e il 19 febbraio torno al lavoro. inizierà un nuovo ritmo, altri equilibri da cercare e bilanciare, nuova e diversa stanchezza da dover gestire e la consapevolezza, ancora una volta, che il tempo lo sai vola, e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà (Cit. L'attimo fuggente).

ah. voglio sciare. devo inaugurare una maschera da sci speciale.🎿

Love,
MC

18/12/2018

+23 *** BECOMING *** MICHELLE OBAMA (o della fine del ventitreesimo libro nel 2018)

ho divorato questa autobiografia, letteralmente divorata.
diciamo che Michelle partiva in vantaggio con me perché lei e Barack sono sempre stati tra i miei favoriti personaggi in vista degli ultimi dieci anni, da quando quel 4 novembre 2008 mi sembrò che il mondo potesse veramente cambiare, diventare un posto migliore, che non tutto fosse perduto, che fosse ancora possibile avere fiducia nell'essere umano. (e poi vabbè, io amo suo marito 😅)
quindi ho comprato il libro in formato elettronico con molta curiosità e molta voglia di sapere cosa la ex first lady mi avrebbe raccontato.
e ho scoperto che ce la si può fare, anche quando sei una donna afroamericana, nata a Chicago e figlia della working class, che abita nel South Side di Chicago, un quartiere che avrebbe visto un graduale spopolamento da parte dei bianchi ai tempi in cui Michelle era adolescente (e quindi a metà anni '70, più o meno).

conoscendo la sua storia, ora, penso che il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti non avrebbe potuto che avere accanto una donna del genere, e lei altrettanto e che lo slogan della prima campagna elettorale di Obama non avrebbe potuto essere quello che è stato, ossia Yes we can!

la motivazione che viene fuori dalle parole di questo libro è alle stelle; Michelle ci fa sapere attraverso le sue parole, che lo studio, l'impegno e la volontà posso riscattare una vita che potrebbe pensarsi già segnata per, ad esempio, il colore della pelle... e invece no. lei ce l'ha fatta, suo marito anche e parliamo di due afroamericani che hanno preso la laurea in legge e che per un po' di anni hanno decurtato dallo stipendio una certa cifra, a restituzione del prestito avuto per studiare.
per dire....

mi è piaciuta Michelle e mi è piaciuto Barack attraverso di lei. se prima li ammiravo come first family, oggi li rimpiango ancora di più, a vedere cosa invece abita la Casa Bianca (e non ho scritto cosa a caso).

lo consiglio? si, se si avrebbe votato per lui nel 2008 e sì se per caso lo si è comunque apprezzato anche solo un pochino negli otto anni del suo mandato.

subito dopo, ieri sera ho iniziato un nuovo libro, La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, consigliato da una amica e collega.

Love,
MC

18/06/2018

+12 *** QUELLO CHE TI MERITI *** ANNE HOLT (o della fine del dodicesimo libro nel 2018)

mi spiace dirlo ma questo romanzo è assolutamente irrilevante. la sua assenza nel mondo dei libri non provocherebbe alcun disastro o squilibrio mentale ai lettori, anzi.
di circa quattrocento pagine, mi ci sono volute almeno cento pagine per capire il filo della storia e capire chi era chi (visti i nomi norvegesi, difficili da memorizzare) e solo la mia testardaggine mi ha fatto desistire dal lasciarlo a metà. sono voluta andare avanti lo stesso ed ora, arrivata in fondo, posso dire che va beh, l'ho letto tutto, carino ma niente di che. un giallo che, ripeto, poteva anche essere risparmiato. 
un folle che, non si sa per quale vero motivo, rapisce bambini, li tiene prigionieri e poi li fa fuori con un'iniezione letale ma difficile da riscontrare con l'autopsia.
la storia non decolla, non travolge il lettore e anche il rapporto tra Yngvar e Johanne resta lì, appeso tra le paturnie di lei e gli atteggiamenti equivoci ma frenati di lui...

insomma, da leggere? direi proprio di no e come ho già detto qualche post fa, non so più nemmeno come mai sia presente nell'ebook, fatto sta che penso proprio che lo eliminerò per far spazio a qualche meritevole collega, che va beh che l'ereader ne ha di spazio, ma cerchiamolo di farlo diventare una libreria portatile di romanzi belli e candidabili a una rilettura, no?

subito dopo ho ripreso in mano un King (non posso stare molto tempo senza di lui! 💓) con il primo di una recente trilogia, ovvero Mr. Mercedes, che A. mi ha prestato e che ha appena finito di leggere.
questa vicinanza di lettura ci porterà a parlarne all'infinito, anche se so già che potrà disturbarmi ben più di quanto ha fatto IT, perché là il male era comunque fantasioso, qui sembrerebbe di no.
per ora ho percepito poco fastidio ma fidandomi di A., mi aspetto problemi. intanto leggo ovunque, in metro, in treno, al lavoro in pausa, a notte fonda quando mi tocca stare ancora su per completare la digestione della cena...

Love,
MC

27/03/2018

+9 *** LA SOMMA DEI GIORNI *** ISABEL ALLENDE (o della fine del nono libro nel 2018)

lo avevo detto nell'ultimo post: questo libro della Isabel l'avrò letto una decina di volte, ma ogni volta è sempre un piacere - come con il cavalier Condorelli e i suoi torroncini (buoni!).

non penso ci sia altro libro che ho letto così tante volte e non saprei spiegare bene il perché, anche se penso che il suo chiamarmi a scadenze regolari dalla libreria di casa sia dovuto al fatto che esercita in qualche modo il ruolo di oggetto di consolazione per la quipresente.

consolazione per la storia raccontata, che altro non è che il racconto che Isabel fa sotto forma di diario a Paula, la figlia persa nel 1992, dal momento della sua partenza per il Cielo al 2006, anno di stesura, ma consolazione soprattutto per lo stile prettamente Allende che si assapora e che l'autrice usa magistralmente nel raccontare gli eventi che hanno investito la sua famiglia allargata, il suo clan multietnico fatto di cileni, statunitensi, cinesi mischiati insieme.
e' lo stile di Isabel che mi cattura, questo è.

La somma dei giorni non è un romanzo di fantasia: le basi sono vere, sicuramente con qualche ricamo attorno per renderlo ancor più accattivante, ma è proprio il modo di scrivere, la scelta delle parole combinate insieme che mi tiene incollata alle pagine ogni volta come se fosse la prima volta.

a volte mi sono sentita di invidiare questa sua grande, stramba famiglia dove i drammi non sono mancati ma dove alla fine, in un modo o nell'altro, o con la terapia o con gli scossoni, si arriva sempre in porto, scaricando fuori bordo i pesi inutili.
sempre ho invidiato l'autrice per la sua abilità nello scrivere e il suo essere narratrice; spesso ho provato un'innocente invidia nell'immaginare la contea di Marin dove vive, a pochi chilometri da San Francisco e dal maestoso Golden Gate Bridge, con le sue superbe torri rosse, dove perché no, vivrei anche io; altre  volte l'ho invidiata per la sua forza, la libertà, il senso della famiglia che ha, la tenacia nel difenderla da tutto e tutti ma anche la fragilità e il coraggio nell'ammetterne le falle interne e quelle personali.
per quanto posso vedere dalle pagine dei suoi libri, di questo libro, la reputo una grande donna.

quindi la conclusione è che non c'è niente da fare: non toccatemi la Allende e i suoi libri, soprattutto questo, guai a farlo. è la mia autrice femminile preferita, punto.
il maschio si sa: Stephen King. 😊

ora, in attesa di finire The Lord of the Rings in english, mi butto su Il popolo dell'autunno di Ray Bradbury, così come da scaletta propedeutica indicata da A. per la strada verso IT.
penso proprio che inizierò stasera stessa: domani la sveglia non suona all'alba e 'sta partita dell'Italia....mah...manco gioca Buffon 😐

Love,
MC




20/01/2018

TAGLIO O NON TAGLIO?

(disquisizioni sui massimi sistemi, stasera. occhio che i neuroni potrebbero stancarsi!😂)

qualche giorno fa mi è venuto in mente di tagliarmi i capelli.

hai 39 anni, dai, mi dicevo, inizia a fare i conti col fatto che non sei più una ragazzina ma ormai una donna, tu che hai sempre pensato e detto che "oltre una certa" le donne devono avere i capelli non più lunghi di un tot sennò sono ridicole...

ci ho pensato e ripensato, complice anche il fatto che ultimamente me li dovrei lavare un giorno sì e uno no, non di più, grazie alla meravigliosa aria che si respira a Roma o vai a capire per quale altro astruso motivo, fatto sta che iniziavo a rompermi di tutta questa manutenzione. 
Sarah Jessica Parker, 53 anni. Per dire...
che poi, a bene vedere, si tratta solo di lavarli, tenerli avvolti nel turbante di spugna una mezz'ora o fino a quando mi va, e poi asciugarli, con ben poca piega... insomma, più che altro è la breve resa successiva che mi rompe, che il lavaggio e asciugatura in sé. ma tant'è.

così ci ho pensato e ripensato, ho chiesto in giro e...ciao! niente, nada, nein. 
mi sono accorta che in giro ci sono donne ben più attempate della quipresente che portano fluenti chiome da ventenni, e ventenni non sono e la ventina l'hanno superata da un bel po', mentre io son qui, senza manco un capello bianco a 39 anni suonati (e visto che pare abbia preso da mia mamma, avrò davanti forse un'altra decade di immunità dal bastardo capello bianco) con i capelli a quasi metà schiena e mi preoccupo? ma anche no! 😋
finché non diventerò insofferente, andrò avanti anche se, conoscendomi, tra non molto mi verrà e qualcosa finirà per cadere ai miei piedi e a quelli del mio parrucchiere di fiducia, il mitico Franco Jr Anelli di Frascati...

per ora niente, continuo a fare la trentanovenne che non lo sembra, a detta di qualcuno, e a godermi le chiome fluenti. 
che poi c'è da dire che quando sono di una certa lunghezza hanno il loro fascino. 
embè sì, eh?!

Love,
MC

07/01/2018

+2 *** LACRIME DI SALE *** PIETRO BARTOLO (o della fine del secondo libro nel 2018)

e' difficilissimo dire qualcosa di questo libro, difficile come non mai, come non mi è mai successo in tutti questi anni.

Pietro Bartolo è il medico di Lampedusa che presta il primissimo soccorso alle donne, i bambini e gli uomini che arrivano sulla sua isola, e lo presta solitamente sul molo se non direttamente sulle navi della capitaneria di porto.
un uomo, un medico. un eroe.

(...) provo a immaginare la scena di una mamma disperata che sa di dover morire da un momento all'altro. che non ha alternative se non quella di adagiare la sua bimba tra le braccia di un'altra donna. una donna che nemmeno conosce, un'estranea, con la quale ha condiviso solo quella porzione di viaggio e alla quale sta affidando ciò che ha di più prezioso. con la speranza che la compagna di traversata possa proteggere la sua creatura e fare in modo che almeno lei si salvi.
io credo che tutto ciò non sia umano. eppure accade ogni giorno, continuamente, e noi ce ne accorgiamo solo quando diventa "notizia", e poi facciamo presto a dimenticare, a tornare alla nostra routine. (...)


Pietro e Favour, la bimba affidata ad altre braccia..

forse questo basta a spiegare il mio stato d'animo leggendo e, soprattutto, cosa ho sentito dentro di me al sentire la prima "notizia" riguardante in qualche modo migranti in arrivo, in transito, sulla nostra terra.
mi è venuto il mal di stomaco che tante volte ha provato e prova Pietro Bartolo aiutando questi suoi, questi nostri fratelli disperati.
perché non puoi essere che disperata, se ti imbarchi da sola, incinta, con una bambina piccola che poi lasci nelle braccia di una donna sconosciuta.

che lo leggano tutti questo libro, a iniziare dai loschi figuri che siedono in Parlamento e poi tutti, tutti, indistintamente tutti.

Love,
MC

06/01/2018

COME LE PIETRE DEL FIUME...

ogni tanto mi diverto a cambiare la grafica del blog; mi piacerebbe di più se potessi personalizzare fino in fondo il mio spazio digitale, ma le mie conoscenze informatiche pari a zero-virgola poca roba non me lo permettono (nonostante qualcuno mi ritenga una non dico esperta ma che sa barcamenarsi), quindi mi devo accontentare di quanto blogger.com fornisce. che poi non è male, per carità, è solo che, per esempio, ho foto che reputo bellissime, fatte dalla quipresente, che sarebbero su misura per lo sfondo, eppure restano lì, nell'archivio digitale da due terabyte...

lo sfondo che ho scelto questa volta mi sembra di non averlo mai utilizzato, da che sono nata su blogger, ma non è questo il punto.
il punto è che voglio fare come le pietre di questo fiume; se mi voglio dare un proposito per questo 2018 (parla una che fugge i bilanci di fine anno, di compleanni, di periodi e così via, così come i buoni propositi - se non altro perché a meno di scrivermeli, due giorni dopo averli pensati, puf, svaniti, andati...) è proprio questo: essere una pietra di fiume, senza traccia di muschio perché, seppur travolta dalla vita e dagli eventi (nel senso che non ho proprio una vita moscia, questo 2017 me l'ha insegnato e continua a farlo il suo collega più giovane), non mi sposto, resto lì, resisto. sarà da sistemarmi tra le altre pietre certo, lo farò e troverò il mio posticino, ma senza rotolare via. almeno, voglio provarci. e per rotolar via intendo non perdere il controllo, non venir spazzata da quello che vivo e che, non per scelta mia, mi rompe le scatole, così da potermi godere l'acqua addosso, quella fresca di montagna, che arriva dal ghiacciaio più in alto...

un proposito che per adesso ho fermato sullo schermo del computer e che mi tornerà alla mente ogni volta che passerò da qui. chissà come andrà, cosa ne verrà fuori.
questo 2018 è ancora tutto da scrivere.

Love,
MC

01/01/2018

STASERA IN TIVU'

quasi ogni sera, se come questa sono a casa a orari decenti per vedere un film in tv dall'inizio (quindi NON quando stacco alle 21) stasera in tv è quanto digito su google.com (senza il quale siamo tutti praticamente monchi, ormai. ma come facevamo a vivere senza, prima? boh!) e per la maggior parte delle volte la risposta che google.com mi dà è decisamente sconfortante, con il nulla cosmico disponibile sullo schermo piatto -e sono quelle sere in cui, alla fine, mi rifugio nel web o, meglio ancora, me ne vado a letto a leggere.
poi invece ci sono serate come questa che porcavaccaboia, il benedetto che le ha pensate (sia persona o computer) ha voluto farci smoccolare.
perché:

- RAI1: Roberto Bolle danza con me-tanta, tantissima roba, sprecata, occhei, perché l'etoile è gaio, ma tanta roba lo stesso, sia artisticamente che, ehm...anatomicamente;
- RAI2: Rapunzel della Disney - bello bello bello, come i cartoni Disney sanno essere, anche a 39 anni suonati (siamo tutti bambini dopo tutto);
- RAI3: Il gioiello del Nilo - ovverosia il sequel di All'inseguimento delle pietra verde, commedia avventurosa con un portentoso e fascinoso Micheal Douglas, che ho visto e rivisto e rivisto ancora da un certo punto della mia infanzia in poi, avendolo registrato su VHS;
- RAI4: Dracula di Bram Stoker - che ho visto pochi mesi fa in dvd e che rivedrei volentieri ma che il resto della famiglia schifa solo dal titolo, quindi nada...
- ITALIA1: Independence Day - senza il quale posso anche vivere ma che, perché no, ogni vent'anni posso anche vedere;
- RETE4: Via col vento -per il quale non c'è proprio niente da dire, se non una nota personale, ovvero che giusto ieri sera ho avuto per le mani e sotto gli occhi il famoso occhi-negli-occhi di Vivien Leigh e Clark Gable;
- PARAMOUNT PICTURE: Mona Lisa Smile - con la mia amica Julia Roberts nella versione al femminile de L'attimo Fuggente, che ho visto e rivisto ma che fa sempre piacere vedere - un po' tipo Pretty Woman, che però sta spanne e spanne sopra per il piacere di visione;
- SONY: Invictus - L'invincibile - filmone, che mi attira meno di altri e che, diciamo, passa, ma messo nel mucchio così, ti fa dire porcavacca...
- CIELO: Buon compleanno Mr.Grape - tanta roba anche qui, un giovanissimo Johnny Depp, quando ancora si lavava 😅;
- LA7: Il cowboy col velo da sposa - visto e rivisto anche questo quando ero ancora minorenne, e che mi farebbe piacere rivedere.

insomma, questo è quanto e per fortuna son finiti i canali e non ho Sky.

ci sono sere in cui il televisore è un complemento d'arredo e alte come questa, quindi ora domando e mi domando: se c'è una persona dietro a questa scaletta, è un microcefalo o uno stronzo che si diverte a farci scapocciare; se invece c'è un algoritmo, l'umano che l'ha messo insieme deve essere lo stesso microcefalo di cui sopra, sennò non si spiega.
detto questo, pare che il telecomando si sia nel frattempo fermato su Rai2, più o meno volontariamente...

Love,
MC

23/10/2017

+31 *** QUANDO L'AMORE NASCE IN LIBRERIA *** VERONICA HENRY (o della fine del trentunesimo libro nel 2017)

e' stato un piacere leggere questo romanzo.
una storia rilassante, piacevole e dal quale farsi portare. che poi dovrebbe essere lo scopo di ogni romanzo: portarci via con sé.

la Henry ci parla di gente diversa che per un motivo o un altro ama i libri; uomini e donne che amano qualcuno che ha amato i libri e ai quali ha dedicato tutta la sua vita; individui che ritrovano il motivo del loro esistere e dell'essere accanto a una persona in particolare, grazie ai libri; donne che ritrovano lo scopo della loro vita grazie ad una libreria...

insomma, l'amore nasce in libreria o comunque attraverso un libro. può succedere, sì.
forse è un così bel romanzo proprio per questo: è plausibile, concreto. potrebbe succedere a chiunque. magari è già successo.
per me libri e amore sono intrinsecamente collegati, lo sono sempre stati ma ultimamente più che mai. 💗

da Quando l'amore nasce in libreria

e così come mi è stato consigliato, lo raccomando a mia volta, sì, proprio per la sua piacevole semplicità; si scioglie velocemente e con piacere, come un sottile pezzo di cioccolato finissimo in bocca...

ieri sera ho preso in mano una pietra miliare della letteratura, Fahrenheit 451 di Ray Bradbury... perché sì, devo anche pensare a consolidare le fondamenta della mia conoscenza. 😉

Love,
MC


19/06/2017

+19 *** RACCONTAMI DEI FIORI DI GELSO *** ALINE OHANESIAN (o della fine del diciannovesimo libro nel 2017)

devo ammettere che nel leggere le prime cinquanta pagine ho arrancato un po'; non trovavo il filo del discorso, non mi raccapezzavo con i nomi delle persone, confondevo i personaggi e perdevo i pezzi.
poi ad un certo punto mi si è illuminata la mente e ho capito chi era chi a dire cosa 😊 e sono andata avanti.

Orhan vuole sapere chi è la donna a cui suo nonno Kemal ha lasciato in eredità la casa di famiglia, e perché. Seda si rivelerà una sconosciuta che risiede in America, in una casa di riposo, che conserva segreti inaspettati e che gli racconterà la sua storia di giovane ragazza e poi donna sfuggita al genocidio armeno.
ancora una volta l'Armenia, ancora una volta un romanzo che si intreccia con la Storia.
non è un libro difficile, ma nemmeno da ombrellone, scritto da un'esordiente che è stata destinataria della storia della sua bisnonna, fuggita dalla Turchia nel 1915 nella primissima infanzia. non sappiamo se Seda fosse la bisnonna dell'autrice, ma sappiamo per certo che dentro a questo libro c'è tanto di vero.

ieri ho poi preso in mano l'ebook (avevo voglia di schermo digitale! 😅) e ho iniziato Il profumo delle foglie di té di Dinah Jefferies, il cui titolo originale è The tea planter's wife che sarebbe La moglie del piantatore di té.
ora, nel titolo originale le foglie non compaiono manco da lontano ma si sa, in Italia siamo creativi e dobbiamo sempre storpiare le cose per renderle...più appetibili? mah. a me piacerebbe solo sapere chi decide i titoli di libri e film per poi fargli sapere che no, non c'è bisogno di cambiarli. se l'autore l'ha chiamati in un certo modo, avrà avuto i suoi buoni motivi, no? 😶
e perché poi a noi deve sempre arrivare una versione corretta del titolo?
tipo L'attimo Fuggente, non ci azzecca niente con Dead Poets Society!
sta cosa mi urta tantissimo.

tra poco esco per andare a lavorare, laddove un giorno io e i miei colleghi d'Italia eravamo considerati in un certo modo e dove da circa tre settimane siamo diventati una rottura di balle, una spesa troppo alta, un qualcosa da vendere al miglior offerente il quale ci ha già comprati. ora tutto sta a riuscire a strappare ai due interlocutori le migliori condizioni.
sapremo a breve, intanto

Love,
MC

05/06/2017

+18 *** PIETRE SUL CUORE *** ALICE TACHDJIAN (o della fine del diciottesimo libro nel 2017)

Alice è la figlia di Varvar la quale, ormai adulta, affida la sua vita alle pagine di un diario che la figlia alla sua morte ritrova e trasforma in libro.

Varvar racconta della sua vita di armena al tempo del genocidio del suo popolo, ancora oggi negato dalla Turchia, dalla quale si è salvata grazie a sua madre che, affidandola alla zia durante i primi momenti della deportazione, la allontanata dai boia salvandola così da morte certa.
Varvar avrà vita molto difficile, patirà la fame e per tanti anni sarà in pericolo, fino a quando si stabilirà in Francia e riuscirà, non senza fatica, a continuare a vivere e a crescere quattro figli insieme al marito.

è un libro meno difficile di quello che può sembrare, non troppo tragico nonostante l'argomento trattato; è una testimonianza diretta e preziosa per la storia dell'umanità.
è un libro impegnato ma che si legge facilmente, quindi lo consiglio.

ieri sera ho iniziato Raccontami dei fiori di gelso di Aline Ohanesian, sempre dalla libreria delle zie di Genova®; siamo in Turchia, un nipote torna per il funerale del nonno e si trova ad affrontare le disposizioni del defunto scritte nel testamento.
sono appena all'inizio, vediamo quindi che succederà andando avanti.

intanto giungo è iniziato ed io non me ne sono nemmeno accorta...

Love,
MC



20/05/2017

+16 *** AFTER #5 - AMORE INFINITO *** ANNA TODD (o della fine del sedicesimo libro nel 2017)

si doveva arrivare alla fine del quinto libro per capire tutti gli altri quattro e per vedere tra le righe il messaggio fondamentale che la Todd secondo me vuole lanciare: nessuno è perduto, abbiamo tutti una possibilità di riscatto dai nostri difetti e demoni personali...se ci lasciamo amare dagli altri, dall'altro, da colui che ci sceglie.
e qualche volta, quando il salvataggio è reciproco, si tocca l'apice dell'amore.

Hardin e Tessa si salvano l'un l'altra. con impegno, con dolore, combattendo con il loro passato, il loro presente insieme, il loro futuro, diverso ma anche uguale a quello che aveva immaginato, sperato, sognato.

chissà se la Todd ci ha messo dentro qualcosa di autobiografico. in alcuni momenti l'ho sospettato, in altri ho pensato che no, non può averne passate così tante, una dopo l'altra, senza sosta.

nel corso di tutti i libri li avrei presi a schiaffi entrambi, Hardin e Tessa, alternativamente e più volte. li avrei presi per le spalle e scrollati, per fargli aprire gli occhi sulla realtà e svegliarli una volta per tutte, fargli vedere che si sbagliavano su tutto, che sarebbe stato meglio per entrambi dirsi addio per sempre. e invece no: sarebbe stata la scelta sbagliata perché la scelta dell'amore che risana è stata quella vincente, quella necessaria, l'unica possibile per il loro amore infinito.

subito dopo ho iniziato Before, ovvero quello che è successo prima di After dal punto di vista di Hardin; i retroscena della sua vita, degli altri amici del campus della Washington University prima dell'arrivo di Tessa e dal suo arrivo in poi.
sono solo all'inizio, ma appare già chiaro perché è successo quello che è successo in After...
geniaccia, la Todd.

Love,
MC

03/05/2017

+12 *** AFTER #1 *** ANNA TODD (o della fine del dodicesimo libro nel 2017)

ho letto queste 446 pagine in sei giorni, di cui le ultime trenta poco fa. 
dovevo per forza sapere come andava a finire prima che la giornata di oggi passasse e per fortuna questa mattina sono a casa e non ho niente da fare, così ho potuto mettermi l'animo in pace e venire a sapere che Hardin...è proprio uno stronzo. 😖

in effetti sembrava tutto troppo bello e magicamente diverso da prima, e Tessa era quasi sconvolta quanto me della piega che aveva preso il suo rapporto con lui, il suo comportarsi con il padre, la matrigna e la nonna, risbucata nella vita di Hardin dopo anni...
lei ci crede perché lo vede ma entrare in quell'ultimo bar le farà scoprire che questa meravigliosa storia è stata un gioco, un gioco per soldi, una stupida sfida tra maschi.

è un romanzetto da femmine americane, compagno di banco di Matching Scars (anche se quello è più corposo, ha un po' più di sostanza) che va bene per staccare il cervello dal mondo quotidiano fatto, nel mio caso, di menate continue lunghe cinque ore.
Anna Todd

è una saga da comprare sicuramente in promozione e in ebook, non è il libro della vita e va giusto bene per rilassarsi, meglio ancora se sotto un ombrellone o in un prato, anche se la Todd è brava a metterci la dose giusta di sale per tenerti sulla corda e farti dire, finito il primo, aspetta che ora inizio subito il secondo...

e quindi finito qui passo al #2 - Un cuore in mille pezzi che non promette niente di buono 😅 ma c'è da sapere fino a che punto Tessa e Hardin si spingeranno.
sarà forse qualcosa di prevedibile, ma leggo, ormai ci sono dentro...

Love,
MC

25/03/2017

+6 *** QUANTO DURA PER SEMPRE? - MATCHING SCARS #2 *** VALENTINA FERRARO (o della fine del sesto libro nel 2017)

ho letto questo secondo capitolo di Matching Scars in due giorni e mezzo...tirando tardi ieri sera, ovviamente.

a due anni e mezzo dal suo ritorno a Roma, Caterina è adesso a Toronto per dare una svolta alla sua vita: Roma, suo padre e il suo ex Leonardo sono ormai lontani, così come Mark, Jessica, Ryan e gli altri sono rimasti in Florida, mentre Ben...Ben è stato e resta il suo più grande amore ma le cose sono andate diversamente da come avevano pensato, sperato, da come si meritavano...

per quanto lei si voglia convincere che no, Ben non tornerà mai più, che è uno str...o, sempre o bianco o nero, o tutto o niente, Cat sa perfettamente dentro di sé che lui è e resterà quello che è stato per lei dal primo minuto, l'amore della sua vita, l'unico che amerà sempre con tutta se stessa, dall'anima alla punta delle dita, con gli occhi, col cuore e col corpo.
e il suo non volerlo ammettere è lo stillicidio con cui il lettore deve fare i conti per buona parte del libro...

ho atteso impaziente che riprendesse l'alternarsi della visione di Cat e Ben, nel susseguirsi dei capitoli.
mentre in Scegli me il pensiero di entrambi c'è da subito, qui dobbiamo aspettare tanti capitoli (forse un po' troppi) per ritrovare Ben e il suo carattere irruento, il suo rapporto con il fratello Mark e gli altri della band, i suoi pensieri, il suo dolore e amore, intatto, intero, per Caterina.
quando finalmente riprende questa alternanza e lui torna, riprende il bello, l'attesa, il susseguirsi degli eventi, la passione nella lettura...

anche questa volta dopo la parola FINE (arrivata troppo presto!) la Ferraro ci regala un'anteprima del terzo libro - che non ho ancora capito quando uscirà. sono impaziente di leggerlo, spero che non sia tra troppi mesi, o dovrò (che fatica!) rileggermeli per rivivere tutto, tutto insieme sulla pelle e farmi emozionare.

adesso resto in Italia con Adesso di Chiara Gamberale, 164 pagine che penso manderò giù come un bicchier d'acqua.
la dedica recita Ad Esso. interessante...

Love,
MC

PS a Roma è PRIMAVERA!


23/03/2017

+5 *** SCEGLI ME - MATCHING SCARS #1 *** VALENTINA FERRARO (o della fine del quinto libro nel 2017)

mi viene da ridere...
ieri pomeriggio tornata a casa ho letto come una forsennata; siamo andati a cena da amici e, una volta sotto le coperte all'1, ho dovuto leggere per forza, adducendo l'indecente scusa di dover stare ancora un po' su per digerire bene.
bene. ho spento la luce alle 2.18, ma non era pensabile andare a dormire senza sapere come andava a finire. 😍
e finisce che...c'è l'anteprima del secondo libro che, porca vacca, mi ha lasciata a bocca aperta.
noooo ecchecavolo!
non ci posso credere che dopo tutto quel casino succeda che...

no vabbè, sta benedetta Ferraro ci sta prendendo per i fondi, allora, eddai! 😭

comunque sia, questa mattina la prima cosa che ho fatto appena alzata è stata comprare il secondo libro, Quanto dura per sempre? Matching Scars #2, ovviamente, che inizierò appena possibile (e che sto cercando di non prendere in mano adesso sennò la mattina e i programmi che ho vanno a farsi benedire, già lo so), mentre la seconda cosa è stata scaricare su Spotify alcune delle canzoni che si nominano lungo il libro e che coinvolgono a fondo i due protagonisti, Ben e Cat...
no vabbè sto fuori!

americanissimi tutti, questi brani, cose tipo Breath di dei Breaking Benjamin, Here without you dei 3 Doors Down, Torn to pieces dei Pop Evil e la romanticissima Hunger di Ross Copperman...

I'm on fire
Like a thousand suns
I couldn't burn it out
Even if I wanted to
These flames tonight
Look into my eyes and say
You want me too like I want you
I got a hunger in me
I got a hunger in me

sono proprio ritornata al liceo, a 38 anni suonati, ahahahahah...

Love,
MC

06/03/2017

ENDORFINE IN CIRCOLO

oggi pomeriggio, contro ogni aspettativa, sono riuscita ad allenarmi con la mia amica Jillian su youtube.
ho finito da due ore ma adesso ho endorfine in circolo a iosa, mi sembra di essermene fatta una dose massiccia tramite flebo 😄 e la cosa mi piace. parecchio pure.

ho proprio trovato la formula di allenamento ideale per me:

a mia richiesta,
gratis,
che mi piace,
che faccio in mezz'ora,
che non mi condiziona la giornata
che è efficace

meglio di così?

Love,
MC

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