è tempo di esami. tutti ne parlano: la televisione, i giornali, le radio e non solo in versione notiziario. se ne parla e tutto mi torna in mente.
l'esame di III media l'ho fatto nel giugno del 1992 e ho ricordi visivi molto nitidi di quei giorni. gli scritti alla Scuola Media "Don Bosco" di Genova: le III A, B, C e D tutte insieme, in un'enorme aula, disposti in ordine alfabetico per classe. tutti i cognomi con la "A", poi con la "B"...ed io, con un cognome iniziate per "B", mi ritrovai in cima a quello stanzone, vicina a compagni-non-compagni. ricordo ancora uno di questi, un certo Matteo, con il quale a fine compito di matematica verificammo, previo scandimento in sordina di lettere e numeri, i risultati del problema e degli esercizi fatti. il constatare che erano identici, mi tranquillizzò del fatto che ero stata, nonostante le aspettative, brava!
l'immagine degli orali è molto più sfuocata, ma ricordo bene che andai nel pallone per matematica (e ti pareva), chiamando isoscele il triangolo equilatero. ricordo ancora la faccia della prof, tra lo schifato e l'indispettito (era abbastanza severa, e non solo con noi pippe), e gli occhi speranzosi degli altri insegnanti intorno, che comprendevano sicuramente il mio stato di impallamento e tifavano a bocca chiusa perchè mi si aprissero le cataratte del cervello!
non ho altri ricordi se non cosa indossavo il giorno dell'orale (e non perchè sono femmina!): una maglietta lunga color pesca su fuseaux (oggi si chiamerebbero leggings) in tinta con dei fiori. quella maglietta l'ho poi usata tantissimo e solo da qualche anno l'ho dismessa...
l'esame di maturità, cinque anni dopo, fu nel giugno-luglio del 1997 e ricordo, per le prove scritte, un corridoio che mi sembrò infinito, una mia compagna di classe seduta dietro (potevamo scegliere dove sederci) e i vocabolari, prima di italiano e poi di inglese, sul banco. poi un pacchetto di crackers, una bottiglietta d'acqua, due penne, una matita...
il secondo giorno, alla prova scritta di lingua, Simona, la compagna che avevo dietro il giorno prima, si sedette allo stesso posto. mi mette pace averti davanti, disse. è stato uno dei più bei complimenti mai ricevuti da una compagna di scuola e lo ricordo perfettamente, come se mi fosse stato fatto ieri...
dell'orale, fatto il 9 luglio a inizio mattina, ricordo un altro impallamento, questa volta per Storia dell'arte. parlando de L'urlo di Munch, mi dimenticai completamente la nazionalità dell'autore, per cui non dissi che la costa rappresentata nel quadro era un richiamo ai fiordi norvegesi, nemmeno sotto esplicita richiesta del professore...
ricordo anche che, una volta finito, rimasi lì tutta la mattina, vicina alle altre comapgne che come me maturavano quel giorno.
dopo, il nulla. non ricordo niente del giorno dei quadri, nè per la maturità nè per l'esame di III media.
ripensando a tutto, sento un po' di nostalgia e forse rimpianto per non aver, certe volte, fatto le cose meglio per poter avere risultati migliori.
tornare indietro non si può, e sono contenta così. sono stati certamente gli anni più spensierati e pieni di risate della mia vita, che ricordo con piacere e un sorriso per niente amaro sulle labbra.