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09/04/2020

GIORNO-NON-QUALE-DI-QUARANTENA...


dovrei andare a vedere sull'agenda del lavoro per capirci qualcosa, perché ho da tempo perso il senso del tempo, in questo casino cosmico in cui sono finita, in cui siamo finiti tutti. sono stanca, stufa, esausta di tutto. ho capito che lavorare da casa non fa per me per tempi così lunghi (e si che sono appena tre settimane), la sanità mentale è tenuta in piedi anche solo dal tempo che impiego per andare e tornare dal lavoro. quello che fino a poco tempo fa mi sembrava tempo perso in viaggio, che riempivo leggendo, adesso mi sembra oro, ne ho capito l'importanza. uscire dall'ufficio, respirare, guidare o andare a prendere metropolitana e treno, mi riporta in equilibrio con il mondo, ristabilizza il mio assetto interiore, mi fa tornare a casa non dico riposata ma col cervello ossigenato. è una parte fondamentale della mia giornata, e me ne sono resa conto adesso che questa parte non ce l'ho. così come mi sono resa conto che non posso lasciare che la mia persona, la mia identità, si annullino completamente per gli altri; non è giusto, non va bene, non sto bene se succede e devo imparare a far sì che non succeda, e se succede devo riparare velocemente, perché anche qui c'è in ballo la mia sanità mentale.
tante cose mi sta insegnando questa quarantena, e quella dello spazio vitale mi appare come la più importante, come la più necessaria, inderogabile. non può essere sostituita, mercanteggiata, nemmeno con il bene degli altri. se non sto bene io, non stanno bene nemmeno gli altri, quelli che mi stanno vicini soprattutto.
chissà cosa succederà quando tutto questo sarà finito. quasi non riesco a immaginarlo, come se la fantasia non riuscisse a vedere oltre la realtà che sta vivendo adesso, quasi che questa quarantena avesse resettato la fantasia, l'immaginazione. 
non è proprio un pensiero positivo, mentre lo scrivo mi rendo conto che appare parecchio pessimista, negativo e triste, eppure questo mi sembra di sentire dentro, nella testa e nell'animo.
speriamo bene.

Love,
MC


29/07/2017

LETTERA APERTA AD UNA DONNA...

per me facebook è la vetrina del cazzeggio. per quanto mi riguarda lo uso per pubblicare vignette, brevi descrizioni di aneddoti per lo più tragicomici con cui spesso mi deliziano i clienti, foto provenienti dal mio account Instagram...
per me è sempre stato questo e continua ad esserlo. raramente pubblico foto mie, praticamente mai selfie (anche perché non sono capace a farmeli! 😁)

ho scoperto di avere amici digitali che invece, porca vacca, IL social lo prendono proprio sul serio. c'è una persona in particolare, un'amica d'infanzia mia coetanea, che pubblica praticamente solo selfie, più di uno al giorno, con quello che mangia a colazione, a pranzo, a cena, a merenda, in bagno e sempre con almeno il suo visto in primo piano. nelle foto fortunate, rientrano anche altre parti del corpo.

bellissima donna, niente da dire. era la mia amica figa di quando eravamo bambine (ha sempre avuto lo stampo della bellona, bel corpo e belle tette da sempre e infatti quando da ragazzine eravamo insieme, io diventavo trasparente, lei riempiva tutto lo spazio) e quindi certo, va anche bene vedere due occhi verdi in primo piano che ti sorridono ammiccanti...fino a quando arriva la foto casualmente presa dall'alto, quando sempre altrettanto casualmente quel giorno si aveva addosso una canottiera con sottili spalline e, opsnon me nero accorta, la riga del seno ben visibile con didascalia molto descrittiva: a pettorali mi sa che andiamo bene...forse devo migliorare con gli addominali.

ora. cara amica. senti. si, l'abbiamo capito, sei figa, ti ci senti e lo vuoi dire al mondo (e ce lo dici già ogni giorno più volte al giorno, tipo cura antibiotica), ma qui vuoi solo sentirti dire manno', dai, sei già una sgnaccherona così, ma che dici, ma non ti serve fare addominali!!!
capisco che la voglia di trovare un uomo bruci e sia impellente, per carità, capisco pure che in certi momenti per tirarsi su il morale si spiattellino al mondo i propri punti forti per farseli apprezzare e prendere questi complimenti come dose di incoraggiamento, dirottandoli là dove mancano al momento, ma da questa parte dello schermo a parte i like dei tuoi amici maschi digitali (che ci sono di certo perché...beh, lo sai, perché) diventi un po' l'amica stronza, no?

e poi, te lo devo proprio dire. l'altro giorno stavo per risponderti senza parole ma con una foto.
una sola foto con una didascalia:

addominali tipo questi?
e, sì: sono io ma siccome mi vergogno a farmi i selfie, mi sono tagliata la testa da sola! 😎

Love,
MC

23/07/2017

QUELLE GIORNATE UN PO' COSI'

...capitano ogni tanto, capitano a tanti, forse a tutti.
ieri è stata una di queste giornate, per me.

ho lavorato dalle 13 alle 18, parlato con trenta persone diverse per età, educazione (nel senso di buongiorno, scusi, per favore a volte quasi commovente, più spesso inesistente), problemi, richieste... nel lavorare avevo intorno i soliti colleghi, persone conosciute - alcune di più alcune di meno - eppure mi sono sentita un'estranea tra estranei.

non c'è stato molto tempo per guardarsi in faccia ma ieri come non mai ho sentito un senso di solitudine, di vuoto, pur contornata da gente che vedo quotidianamente.
avevo il cuore pesante, in qualche momento ho avvertito proprio un macigno sulle sue sponde e avrei fatto tutt'altro che stare lì ad ascoltare lamentele insulse e ripetute all'infinito di gente che non sa come mai, accidenti, ho finito le soglie internet, che mica ho navigato più degli altri giorni, ma com'è, ma come non è... 

in qualche momento ho dovuto spedire indietro le lacrime, affiorate nei momenti peggiori.

sono stanca di questa gente, di questi modi, di queste parole, di tutto. ma lo sono da un po', non da ieri: tutta la forza e la pazienza che ho avuto negli ultimi sette anni e mezzo si sono dissolti dalla fine maggio, più o meno, e non riesco più a ritrovarle in me.
la forza, la pazienza e la passione che so (bene) di avere e dove trovare, voglio restino intatte per le persone veramente importanti, per le cose della vita che sono in cima alla mia classifica e che si meritano tutta la mia attenzione.
tutte queste cose belle che ho, cercherò di non farmele portare via da quattro stronzi: le loro non sono ragioni valide per farmi cambiare, per trasformarmi in una me avariata, in una me non me. devo lavorarci, però, difendendomi con unghie e denti, per far sì che fuori da là o chi è là dentro e fa parte di me, possa trovare sempre la miglior MC possibile.
per me, per loro. perché sì.

Love,
MC

13/05/2017

BRILLA DI VINO ROSATO

sono brilla.
ebbene sì, sono brilla e lo riconosco. 😁

a pranzo ci siamo dilettati con linguine condite con curcuma, zenzero e curry con una spolverata di peperoncino, bevendo un rosato fresco di frigo.
ecco, è questo che m'ha fregato, che mi frega ogni volta, sempre e ancora. solo che io lo so, lo bevo intenzionalmente e quando la testa inizia a girarmi continuo a berlo, consapevole della cosa.
ed è stupendo. lo è perché dopo, il massimo che devo fare è il tragitto tra cucina e sala, quindi non c'è alcun pericolo per me o per altri-

è l'unica droga che mi concedo ogni tanto (mica tutti i giorni) a parte le endorfine da allenamento: si può fare, dai!

ho scoperto di apprezzare il vino rosato più del rosso e del bianco in questi ultimi anni e se posso scegliere tra i tre, scelgo sempre lui.
il rosato lo apprezzo molto con la pizza, al posto della birra, ma anche con ogni piatto normale o elaborato che sia.

il maritopreferito mi dà della vecchia ubriacona ma no...mica sono vecchia! 😆

Love,
MC

25/03/2017

+6 *** QUANTO DURA PER SEMPRE? - MATCHING SCARS #2 *** VALENTINA FERRARO (o della fine del sesto libro nel 2017)

ho letto questo secondo capitolo di Matching Scars in due giorni e mezzo...tirando tardi ieri sera, ovviamente.

a due anni e mezzo dal suo ritorno a Roma, Caterina è adesso a Toronto per dare una svolta alla sua vita: Roma, suo padre e il suo ex Leonardo sono ormai lontani, così come Mark, Jessica, Ryan e gli altri sono rimasti in Florida, mentre Ben...Ben è stato e resta il suo più grande amore ma le cose sono andate diversamente da come avevano pensato, sperato, da come si meritavano...

per quanto lei si voglia convincere che no, Ben non tornerà mai più, che è uno str...o, sempre o bianco o nero, o tutto o niente, Cat sa perfettamente dentro di sé che lui è e resterà quello che è stato per lei dal primo minuto, l'amore della sua vita, l'unico che amerà sempre con tutta se stessa, dall'anima alla punta delle dita, con gli occhi, col cuore e col corpo.
e il suo non volerlo ammettere è lo stillicidio con cui il lettore deve fare i conti per buona parte del libro...

ho atteso impaziente che riprendesse l'alternarsi della visione di Cat e Ben, nel susseguirsi dei capitoli.
mentre in Scegli me il pensiero di entrambi c'è da subito, qui dobbiamo aspettare tanti capitoli (forse un po' troppi) per ritrovare Ben e il suo carattere irruento, il suo rapporto con il fratello Mark e gli altri della band, i suoi pensieri, il suo dolore e amore, intatto, intero, per Caterina.
quando finalmente riprende questa alternanza e lui torna, riprende il bello, l'attesa, il susseguirsi degli eventi, la passione nella lettura...

anche questa volta dopo la parola FINE (arrivata troppo presto!) la Ferraro ci regala un'anteprima del terzo libro - che non ho ancora capito quando uscirà. sono impaziente di leggerlo, spero che non sia tra troppi mesi, o dovrò (che fatica!) rileggermeli per rivivere tutto, tutto insieme sulla pelle e farmi emozionare.

adesso resto in Italia con Adesso di Chiara Gamberale, 164 pagine che penso manderò giù come un bicchier d'acqua.
la dedica recita Ad Esso. interessante...

Love,
MC

PS a Roma è PRIMAVERA!


14/03/2017

LA GENTE CHE INTERROMPE

clienti al telefono, amici, colleghi con cui si parla prima di iniziare a lavorare...

la disattenzione della gente al pensiero altrui è fenomenale, immensa, spudorata e mi dà tremendamente fastidio.

siamo così disabituati ad ascoltare chi ci sta parlando che durante il nostro fiume di parole per esempio telefonico, se non veniamo interrotti quasi subito scatta un "pronto? mi sente? è ancora lì?".
di solito quando mi sento rivolgere questa domanda rispondo dicendo "la stavo ascoltando, non interrompo chi sta parlando..." e percepisco un discreto spiazzamento dall'altra parte delle cuffie.

niente, non ce ne rendiamo conto e andiamo avanti a interrompere, perché fondamentalmente non pensiamo a chi abbiamo davanti, a quello che sta dicendo e perché, aspettando solo il momento opportuno per inserirci a cuneo nel suo parlare, sfruttando magari una presa di fiato.

solitamente chi interrompe, ho notato, dice cose che non c'entrano col discorso dell'altro ma porta avanti il suo, di discorso.
quando mi trovo davanti gente del genere, normalmente al terzo, quarto tentativo fallito di finire il mio pensiero, lascio perdere: mi passa la voglia di provare a riprendere la frase dove ero stata costretta a fermarla per l'intrusione altrui, e me ne dispiace, ma poi penso anche che niente, se interrompono è perché non interessa. così mi limito ad ascoltare e risparmio il fiato per prossimi, più appaganti scambi di opinioni con chi, invece, è interessato a me! 😊

Love,
MC

01/02/2017

TIRA DI PIU' UN BARILE DI PETROLIO CHE...

aria irrespirabile in gran parte del nord Italia.

al momento le soluzioni sono due: o piove (il che non equivale alla sparizione magica delle polveri sottili bensì ad un semplice trasloco da mezz'aria a terra, dove camminiamo e le ruote dei veicoli passano. vuol dire quindi che tutta 'sta monnezza la rimestiamo e solleviamo nuovamente, finendo comunque per respirarla) o andiamo a piedi, secondo com'è pagando pure una bella multa all'Europa per aver sforato i limiti massimi.

ora, non sono un'esperta in materia, in nessuna delle materie in ballo (traffico, meteorologia, chimica, ingegneria, elettroencefalo-grafo-tera-metria) ma provo a tenere il cervello acceso e in funzione. 
ci provo eh, non dico che la cosa mi riesca sempre però...così, pensando un attimo, una risposta mi è balzata in testa oggi, mentre ascoltavo la notizia al tiggì...

produrre mezzi di trasporto privati e pubblici solo ibridi o elettrici, smettendo adesso di far uscire dalle fabbriche scatole di latta che bruciano benzina o gasolio.
troppo facile, eh?

certo che la cosa non succederà mai perché tira di più un barile di petrolio che la finale dei mondiali di calcio, ma cacchio...qui stiamo facendo esattamente come se, sapendo le domande, tutte le domande dell'esame finale, non studiassimo una mazza; come se invece di farci furbi e vincere facile, ci scavassimo la tomba della bocciatura da soli.

è che qui la tomba ce la stiamo scavando per davvero, ma quella per la bara, non della bocciatura.

Love,
MC


12/12/2016

FACEBOOK: LOG OUT

eccomi qui con il secondo disintossicamento dell'anno da Facebook.
il primo era stato a settembre, oggi scatta il secondo.

questa sera sono tutti improvvisamente esperti di politica interna;
la settimana scorsa, e per mesi, erano tutti costituzionalisti;
mesi fa l'antiterrorismo la faceva da padrone - se tanto mi dà tanto, mi aspetto un ritorno a breve di quest'ultima specialità, visto che da un po' qualche folle estremista islamico non fa una strage in giro per l'Europa.
a breve cosa avremo?
oserei dire meteorologia, visto che l'inverno non si fa ancora vedere, o almeno non così tanto, per cui si sprecheranno le opinioni del perché e percome c'è l'anticiclone delle Azzorre, su mezza Europa, quando avrebbe dovuto levarsi dalle balle da un po'...

questo aver da dire su tutto, sempre, mi urta il sistema nervoso: le cretinate si srotolano quotidianamente e se provi a rispondere dicendo la tua...apriti cielo.
la ragione è la loro e tu semplicemente non c'hai capito una mazza.

sapete cosa? mi avete rotto!

non so quale sarà la prossima specializzazione del popolo del web, non voglio neanche saperla, quindi per mettermi al sicuro ho fatto LOG OUT dall'applicazione Facebook che ho sul telefono, così che l'accesso non sarà diretto e questo mi farà da deterrente dall'aprirlo quindici volte al giorno.

eh sì. mi sono accorta che a un certo punto diventa un passatempo, un automatismo che alla fine toglie tempo prezioso per altro, tipo leggere le notizie, tipo avere un libro per le mani, tipo guardare fuori dal finestrino dell'autobus...

a settembre questo esperimento me l'ero goduto parecchio: già dalle prime ore mi ero sentita una libellula, una piuma, avevo provato una sensazione di libertà pazzesca.
il ritorno on line? a data da destinarsi. l'ultima volta, più passavano i giorni, più mi passava la voglia di fare LOG IN... 😜

Love,
MC



09/12/2016

+42 *** MEZZANOTTE E CINQUE A BHOPAL *** H.MORO - D. LAPIERRE (o della fine del quarantaduesimo libro nel 2016)

non avrei mai pensato che un fatto di cronaca potesse appassionare come un romanzo.

si parla del come si sia arrivati alla catastrofe ambientale, medica, umana e psicologica che ha colpito Bhopal e la sua popolazione nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984, in seguito alla fuoriuscita di una nube tossica dalla fabbrica americana Carbide, produttrice di pesticidi.

non saprei riportare in poche parole i fatti, preferisco rimandare a questo link, ma quello che so è che ho provato un senso di vergogna nel constatare, non per la prima volta, che il genio dell'uomo può portare a innovazioni meravigliose per il benessere e il progresso delle persone, come provocare disastri e danni ingenti, a lungo termine, impensabili, per quelle stesse persone.
per cosa? sempre per lo stesso motivo. i soldi.
che di per sé non fanno male, non sono dannosi. il danno lo provocano quando, per risparmiarli, non si rispettano le norme di sicurezza, non si formano i lavoratori come si dovrebbe, non si dice la verità, tutta la verità, nient altro che la verità...

sarà moralismo il mio, ma sempre lì torniamo.
se nel piccolo fare le cose fatte bene paga, se ne possono godere i frutti dopo, non varrà lo stesso nel grande? io credo di sì. tanto poi, in un modo o nell'altro, tutti i nodi vengono al pettine, che ci piaccia o no.

continuo ad avere carta per le mani, nonostante abbia interessanti ebook in attesa nel Kobo.
ieri sera ho iniziato Comédia infantil di Henning Mankell, sempre, ancora, dalla libreria delle zie di Genova.

Love,
MC

08/10/2015

+29 *** UN INVERNO CON BAUDELAIRE *** HAROLD COBERT (o della fine del ventinovesimo libro nel 2015)

mi è piaciuto tanto, questo libro.

siamo a Parigi, una Parigi di oggi.
Philippe ha la vita stravolta da un evento che ne determinerà il primissimo destino e anche quello un po' più in là, Baudelaire è un cane. il suo cane.

adesso guardo diversamente chi è disperato, chi senza un tetto.
chissà che storia c'è dietro ognuna di queste anime.
...ma anche un po' di più! 

ancora una volta la libreria delle zie di Genova si dimostra degnissima e valida.
applausi.

adesso prendo in mano A un cerbiatto somiglia il mio amore di David Grossman.
780 pagine di romanzo il cui titolo suona molto biblico, e ho intravisto che ci troviamo in terre mediorientali...
mi incuriosisce.

Love,
MC



03/03/2015

IO NON FACCIO LA SPESA LA DOMENICA

pensavo che i ritmi serrati della vita che sto vivendo ultimamente non mi piacciono.
non mi servono, soprattutto.

nonostante sia lavoratrice da una decina d'anni, tra stage, co.co.co, co.co.pro e contratti a tempo indeterminato, penso che i ritmi di vita che il lavoro ci impone non siano giusti.
non è moralmente giusto e utile correre, correre continuamente per poi riservare le poche ore peggiori della giornata alla nostra famiglia, quando si meriterebbe invece le migliori...

sono profondamente, convintamente e totalmente contraria, per esempio, ai supermercati e negozi in generale aperti anche la domenica.
io non lavoro mai la domenica e i festivi (per mia fortuna) e già mi pesa il dover lavorare invece due sabati al mese su quattro, ma il pensiero che potenzialmente potrei dover lavorare a turno la domenica e i festivi, mi urta il sistema nervoso.

in quanto cliente di un supermercato posso tranquillamente fare la spesa tra lunedì e sabato, così come comprarmi il paio di scarpe o le calze negli stessi giorni.
perché invece ci devono essere famiglie che subiscono la mancanza di un loro membro perché io potenzialmente potrei decidere di dormire il sabato pomeriggio e andare a comprarmi le scarpe o il latte la domenica?

mi devo organizzare io, non posso mettere in croce altra gente!
ripeto: lo trovo profondamente, moralmente ingiusto.

è meglio avere lavoratori stanchi e tristi, che quindi lavorano male, o lasciare che si godano anche un po' la vita che probabilmente si sono scelti più del lavoro che devono (spesso per forza) fare?

io credo la prima....
e al diavolo il profitto!

Love,
MC

03/12/2014

+35 *** PAROLE TOSSICHE - CRONACHE DI ORDINARIO SESSISMO *** GRAZIELLA PRIULLA (o della fine del trentacinquesimo libro nel 2014)

In Italia esiste, e negli ultimi decenni abbiamo permesso che diventasse forte, una cultura razzista, omofoba, sessista, che amplifica i borbogimi della pancia del paese, che nessun political correctness riesce a debellare.

basta questa frase, a pagina 8 di questo libro, per dire molto. parecchio.
come il linguaggio violento è esso stesso violenza poiché infligge dolore o anche noi siamo le parole che usiamo.

è un libro che regalerei a tanti, a iniziare da qualche superiore in azienda, ma anche a qualche collega, ai capi, ai manager...
lo dovrebbero leggere loro, ma anche i vicini di casa, i giornalisti, i politici (vabè, qui si apre un abisso...), le donne e gli uomini che fanno televisione, radio...

lo regalerei ai professori, agli insegnanti, ma anche agli studenti universitari di ogni facoltà, dalla letteraria a quella scientifica, agli ingegneri, ai giovani che stanno sognando sulle orme di Samantha Cristoforetti e che domani saranno nella stratosfera;
lo dovrebbero leggere i genitori di bambini, di adolescenti, di figli già genitori...
i sacerdoti, i commercianti, i liberi professionisti.
lo dovremmo leggere tutti e basta.
un bel compitino per le vacanze di Natale.

io me lo sono comprato dopo averlo sentito presentare dall'autrice su Radio2 a StaiSerena, il programma di Serena Dandini e ho deciso che lo avrei letto.

leggerlo mi ha fatto pensare che siamo quello che decidiamo di essere e lo siamo attraverso le nostre parole. giustificare la parolaccia rivolta al nostro vicino con un sono un tipo istintivo è quanto di più penoso e meschino e stupido ci sia.
diciamo la parolaccia perché la vogliamo dire, per non esserci fermati a pensare un istante prima.

gli animali reagiscono istintivamente. non noi.
l'uomo è dotato di cervello, che il più delle volte funziona con poca fatica e il cui utilizzo non comporta addebiti sul conto corrente.
notiziona, eh?

adesso, in attesa del container dalle zie di Genova, ho preso in mano Uccelli da gabbia e da voliera di Andrea De Carlo, direttamente dalla mia libreria personale.
l'ho già letto, ma non mi ricordo un accidente, lo confesso...

Love,
MC

21/10/2014

PENSIERI SPARSI E A CASO (nel frattempo la mia colonna sonora spotify sta suonando nel pc...)

martedì. turno 16-21, che mi ha permesso una sveglia senza sveglia.
quando mi si sono aperti gli occhi, ovvero intorno alle 9.
tra l'altro era un po' che non succedeva e iniziavo a preoccuparmi per la perdita della mia proverbiale capacità di dormire a oltranza (o almeno quelle belle, sane 8 ore che fan sempre comodo!), invece questa mattina mi sono rincuorata, pensando che forse no, non è ancora il momento di perderla ma sfruttarla ancora un po', quando è possibile.
il tutto risulta un po' ovattato adesso, è vero, perché colazione e tutto quello che viene dopo hanno avuto ritmi domenicali, ma ci sta.
avrò modo di svegliarmi oggi pomeriggio.

mi prudono le mani, non so per cosa ma mi prudono.
gioielli, conchiglie, carta e penna, video del pc, idee per la prossima casa...
caos mentale, idee accavallate e che probabilmente fanno a pugni tra loro per decidere chi sarà la prima a uscire. riuscirò a dar loro un ordine, prima o poi.

in tutto questo restano sempre fisse le cinque ore di apnea quotidiane, di ritmo serrato e particolarmente fastidioso, dove "o faccio così o faccio così", non ci sono alternative e se ce ne sono devono essere richieste, valutate, autorizzate e vidimate.
un'ode alla creatività, proprio!
considerando però che anche grazie a questo lavoro dove la fantasia regna incontrastata, nei prossimi mesi concretizzeremo il progetto casa che è in ballo da un po', beh...facciamocelo piacere e poi si vedrà.

Love,
MC

11/10/2014

SILENZIO. E' D'ORO.

se qualche settimana fa fu il medico di base a impormi il silenzio per curarmi la laringo-faringite, oggi mi viene spontaneo e senza che sia indotto da un malessere faringeo.
turno lavorativo dalle 9 alle 14.
27 chiamate prese, ci cui le prime 8 tra le 9.00 e le 9.59.
ho bisogno di stare in silenzio.

il maritopreferito lo sa, ormai, e da quando sono entrata in casa, ovvero un'ora e mezza fa, non mi ha ancora fatto domande...

tralascio le note caratteristiche di uno dei clienti gestiti oggi il quale, tra le altre cose, mi ha detto "...voi inutili operatori telefonici", a cui ho risposto con un secco "gentilissimo da parte sua! Grazie", con tono ovviamente ironico, che il bastardo (eccola, la nota caratteristica) in questione ha recepito e di cui non mi pento assolutamente.
sono qui per aiutarti, non per farmi insultare, quindi per me puoi anche pedalare.

nelle prossime ore ci aspetta una festa di compleanno in una casa completa di sauna finnica (già sperimentata a luglio di quest'anno e di cui ho parlato qui), quindi ottimo defaticamento per lo spirito.

un pensiero in questi giorni va a Genova, devastata dall'acqua per l'ennesima volta.
ma è Superba, si rialzerà anche questa volta!

Love,
MC

04/10/2012

DEMENZA DA IPHONE 5 (lettera a un cliente)

questo porco iPhone5 mi stava già sulle palle prima che uscisse, e l'ho anche detto.
è diventato patrimonio dell'umanità una settimana fa circa (vivevamo anche senza, veramente, ma sembra che non lo si ricordi più) e per il lancio abbiamo avuto la fortuna di assistere a orde di dementi fermi in coda fuori dagli Apple Store e dai negozi di telefonia, che per l'occasione avevano organizzato una notte bianca tra il 27 e il 28 settembre
adesso che è uscito, la demenza della gente raggiunge livelli impensati e ultra-trentenni arroganti ti chiamano per dirti che, visto che il loro BlackBerry Bold 9900 ha la batteria latitante, devono avere subito l'iPhone 5. solo che poverini non possono aspettare, lo devono avere adesso, subito, perché i miei amici l'hanno avuto subito quindi o me lo date subito o cambio operatore!
quella è la porta, vai, così avremo un coglione di meno tra i piedi e i nostri colleghi della concorrenza si metteranno le mani nei capelli quando sentiranno la tua voce dall'altra parte della cuffia.
vai, vai, demente viziato spocchioso! l'iPhone 5 non ti serve per vivere, vuoi solo farci il figo davanti ai tuoi amici, altrettanto idioti, e il tuo tono arrogante non fa che confermarmi che sei un idiota.
un ultra-trentenne milanese idiota.
possa caderti nei Navigli, il tuo porco telefono, così potrai chiamare il tuo operatore telefonico e scoprire, tra urla di rabbia e attacchi cardiaci, che nessuno ti darà un nuovo telefono, visto che il reintegro non è previsto per la causale demente a ore dodici!

vai, vai, cambia operatore e mi raccomando: non tornare più!

Love,
MC

17/12/2011

DI SABATI MATTINA E PROGRAMMI SALTATI

avevo un bel programmino, per questa mattina.
sveglia sul presto, colazione, subito al tavolo delle creazioni per dar vita a qualche gioiello chiesto esplicitamente da colleghe e amiche per i vari regali di natale, poi lavaggio chiome (che non ho lavato ieri sera apposta, pensando li lavo per andarci a dormire? naaa) e infine direzione lavoro, accompagnata dal maritopreferito che alle 13 parte per L'Aquila, trasferta di un giorno, con ritorno questa notte. avrei lavorato dalle 13 alle 18, sarei tornata a casa e mi sarei risvegliata domani nel mio letto, con accanto il MP.
invece sto facendo la valigia, pensando a quello che mi servirà per due giorni? tre giorni? una settimana?

al suono della sveglia, dopo una notte un po' agitata, in realtà, passata a girarmi in letto e a svegliarmi ogni volta, il maritopreferito mi fa

-c'è una brutta notizia
-ah, quale?
-siamo senz'acqua
-bene!


e qui questa frase non vuol dire solo siamo senz'acqua e quindi organizzati per tirare fino a che viene l'idraulico per vedere e aggiustare. no. qui significa vicini di casa che iniziano a sfracassarci (il maritopreferito è, porco cane, caposcala, che in gergo da ministero della difesa siginfica colui che raccoglie le quote per le bollette comunici e le va a pagare, in gergo concreto significa colui che si ciuccia magagne di questo tipo e anche di più, oltre a tutto il resto).
i vicini di casa in questione a volte, diciamola con diplomazia, non ragionano e dicono cose per cui la domanda che xxxxx hai fumato? per non dirla con diplomazia, ci sta tutta; il maritopreferito (e anche io, quando intercettano me su per le scale o in cortile) viene bombardato di lamentele, richieste assurde, incazzature e quant altro quando, come oggi, ci sono problemi di questo tipo.
noi, per fortuna, abbiamo dove rifugiarci. o a casa dei miei o dei miei suoceri, ma certo è una situazione da accampati e comunque per il piacere di starci, ci si sta, ma arrivare lì non sapendo per quanto, in una casa non tua...

la cosa peggiore di tutta la faccenda, che mi fa diventare una iena quando si vede attaccare i cuccioli dal cacciatore, è che il MP fatica a non subire le conseguenze di queste lamentele.
povero, lo capisco, anche io quando mi stressano in ufficio ho problemi a passarci sopra ma magari, essendo decisioni dei piani alti, per quanto assurde, cerco di far finta di niente, continuo a fare il mio lavoro. tanto, stress o no, la busta paga a fine mese arriva lo stesso.
qui, invece, mi viene voglia di rispondere, di ribattere, di dire chiama, scrivi pure al ministero, vediamo cosa ti risponde! anzi, fallo proprio, mi fai un gran favore! e già che ci sei, diventa tu caposcala, che mio marito dopo 2 anni ne ha le scatole piene, e anche io!

lo scenario di oggi si presta molto a questa possibilità.
li aspetto al varco.
appena qualcuno mi sputerà in faccia, glielo restituirò. in busta chiusa, intestata, si intende, sono una signora, ma glielo restituirò!

08/06/2011

DI RIFLESSIONI, RODIMENTI DI FEGATO E SFANCULAMENTI VARI.




ultimamente la quipresente capisce a sue spese che, pur facendosi un mazzo tanto, pur subendo le conseguenze dello stress lavorativo come metà degli uomini di questo pianeta -arrivando certi giorni a portarsi il rodimento di fegato a casa- non ne vale la pena.
perchè? perchè non è tenuta a farlo, non la pagano per questo.
quindi?
quindi VA-FFAN-**-LO!

ma che davvero?
no-no, non è quel tipo di persona, non quel tipo di impiegata che ha intenzione di rovinarsi le ore extra-lavorative (per sua fortuna attualmente 20 al giorno) pensando, arrovellandosi il cervello, facendosi venire il tifo petecchiale per persone che, semplicemente, non fanno il loro lavoro, non gestiscono, non semplificano la vita, quando sono state messe lì apposta per.

oggi ha constatato, e per l'ennesima volta ahilei, che in questi 6 anni di vita lavorativa post-lauream il più ricco bagaglio che si è creata osservando gli altri è quello delle cose da non fare, da non dire: atteggiamenti sbagliati, tono di voce inappropriato, battute fuori luogo, parole da lasciare fuori dall'ingresso principale...
la parte tristissima della faccenda è che questi aspetti negativi l'ha visiti messi in atto dai capi. dai team leader, dai coach, dai capi reparto.
solo uno (UNO) di quelli che sono stati suoi superiori, dirigente dell'ufficio Risorse Umane di una garnde azienda italiana, è stato una persona veramente apprezzabile, rispettabile, autorevole. uno da prendere a modello.
peccato averlo avuto come capo solo per tre mesi ma il fatto di averlo percepito così di valore in un tempo così ristretto...fa pensare.
dopo di lui il nulla, zero totale, tabula rasa.
che peccato. che gran peccato...

24/05/2011

UOMINI E DONNE - ma che davvero?



la quipresente ci ha provato più di una volta.
guardarlo per vedere e capire.
arrivata, facendo zapping pomeridiano, su canale5, anche oggi s'è imbattuta in uomini e donne e nonostante l'intento, comunicato anche al maritopreferito (vedere per capire, appunto), non è riuscita ad andare oltre un certo numero di minuti. ha dovuto per forza cambiare canale dallo schifo.
scioccata. allibita. imbarazzata.

si spera che chi va là a farsi riprendere lo faccia solo e soltanto per soldi, perchè proprio non ne ha e si arrabatta per mangiare almeno un pasto al giorno, perchè la QP capirebbe. fino a un certo punto, ma capirebbe.
invece no. è palese, è evidente come il sole, come il cielo azzurro, che non è così, che non è la fame che porta a fare certe cose e che, per soldi, sarebbe più dignitoso andare lungo la strada e cercare clienti in quel modo.

maschi e femmine non fanno differenza. fanno vergognare tutti.
non è moralismo, è schifo totale. è mancanza di amor proprio, un minimo di orgoglio personale; anche quel minimo sbattuto sotto i tacchi 15 per un po' di fama, per dire esisto perchè sono su canale5 a sbraitare copioni scritti da altri stile fiction.

ma quanto è imbarazzante la conduttrice non lo è nessuno.
sarà per un'insofferenza epidermica che suscita nella QP, insieme al suo signor marito, insopportabile come pochi, ma risulta difficile capacitarsi di come si possa concepire una trasmissione del genere e che questa, visto che sono anni che va in onda, venga vista da un tot minimo di persone per cui la si rinnova e ripropone per anni. o, se così non fosse, che venga foraggiata purchè mandata in onda.
quando poi si pensa che roba tipo vieni via con me, campione d'ascolti, non è stata prorogata perchè scomoda, tutto appare molto chiaro...

MC

18/03/2011

PAURA NUCLEARE

c'era da aspettarselo.
sondaggi alla mano, rovinosamente negativi negli ultimi mesi, il governo italiano e il suo capo, ascoltando le notizie sempre più tragiche che vengono dal Giappone e la paura che si dissemina nel mondo -e quindi anche in Italia- ha deciso di prendere tempo. una pausa di riflessione, ovvero: diciamo che ci ripensiamo perchè è quello che la gente vuole sentirsi dire.
dopo che mezza Europa vuole mettere il punto, dopo che siamo qui in attesa dell'esplosione definitiva, dopo che governo&Co hanno iniziato a farsela sotto perchè gli italiani su certe cose non li freghi e forse-forse al referendum andranno a votare l'abrogazione del nucleare, alt, fermi tutti.
è sempre così: pensano e dicono quello che la gente vuole sentirsi dire per stare tranquilla, per dormire tranquilla, per non vedere la realtà.

e la quiprsente è sempre più schifata.
una cosa è certa: fino alla morte potrà dire di non aver mai contribuito col voto e col pensiero alla vita "politica" di quello là.

...e inserisce questa lettera di Adriano Celentano, che dice le stesse cose che lei vorrebbe urlare in faccia a quello là.

11/03/2011

NUCLEARE E FOTOVOLTAICO


pensando a quello che sta succedendo in Giappone a causa del terremoto e conseguente tsunami, la quipresente riflette.

al di là del fatto che:
1. la parte di mondo in cui lei si trova è sismica ma, se non cambia, non a rischio tsunami;
2. il terremoto dell'Aquila l'ha sentito eccome e anche le scosse dei giorni seguenti;
3. ogni volta che sente una scossetta -per esempio la settimana scorsa, di sera, quando era già sotto le coperte- un po' di strizza le viene perchè, alla fin fine, lei e il maritopreferito stanno sempre a un 4' piano, in cima a una collinetta lungo le pendici di una collina romana, e quindi...

fatte tutte queste premesse, si domanda come qualche demente italiano di spicco -non un pincopallino qualunque che non ha potere decisionale tipo lei- possa ancora pensare che nel Paese dò sole si volga lo sguardo verso il nucleare e non verso le energie rinnovabili.
porco cane! in Germania dove ad agosto, quando fa caldo, hanno 20°C sono anni che si tappezzano di fotovoltaico: campi, aeroporti dismessi e quasi quasi anche gli ombrelli, noi no.

40°C a luglio da Roma in giù? figuriamoci!
luce abbagliante per 6 mesi l'anno? nooooooo, conviene il nucleare!
energia eolica, con due isole a disposizione che hanno un vento che te se porta e che ti produrrebbe energia a costo 0?
no, scusate, rovina il paesaggio.

invece rovinarci la vita, riempirci di scorie, farci fare un mazzo così per pagare un colosso di cemento che, fino a quando non è completato non può produrre energia e che una volta acceso non si sa che fine farà, sì che conviene.

bene! bravi! le centrali nucleari sono decisamente la soluzione.
e perchè, già che ci siamo, non le facciamo ai piedi dell'Etna o in Abruzzo (come ha suggerito un amico su facebook), così se c'è una scossetta siamo a posto, tutti sistemati per i prossimi 40 anni, malattie e cancri assicurati, come se la vita che facciamo non ci riservasse già di suo il rischio?
dai, proponiamolo, e vediamo. anche perchè i sostenitori del suddetto lo sono quando i luoghi proposti non rientrano nei confini delle loro regioni. e te pareva...

la QP però una proposta ce l'ha: facciamola ad Arcore, così magari è la volta buona...

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