27/02/2007

VITA SENZA MURI


Nonostante sia paradossalmente più facile e voloce erigere muri, nelle relazioni con gli altri, credo sia più affascinante, appagante, bello e ricco di risultati sforzarsi un po' e cercare di "abbattere" le barriere, spianare la strada e fare di tutto per avere semaforo verde.

E' meglio avere la quarta ingranata sempre, mantenere un'andatura costante e poter mettere, nei momenti d'oro, la quinta, invece di frenare, schiacciare la frizione, mettere la prima e riapartire ogni volta...

Ci guadagna non solo l'autista (se ne sta trqnuillo al volante, con le gambe rilassate, senza nemmeno stressare l’articolazione del ginocchio sinistro) ma anche il portafoglio umano, visto il minor consumo di carburante e la contenuta manutenzione dell'auto...no?

20/02/2007

Vita lavorativa


La vita di ufficio mi sembra sempre più una piccola comunità familiare.

Non ci sono legami di sangue (generalmente) ma si vengono a creare rapporti tali per cui, si possono allacciare relazioni anche molto forti.

Tali relazioni, però, per quanto basate su stima e simpatia reciproca, vanno gestite sempre delicatamente, al punto che prendersi troppe libertà per esempio verbali, invadendo il mondo dell'altro, può in certi casi rivelarsi poco consigliato dai medici, quantomeno inopportuno.

Mi è capitato qualche volta di assistere, da non-coinvolta, a queste "invasioni di campo" tra vicini di scrivania, vicini ormai da decine d'anni: è incredibile quello che può uscire da una bocca comandata da un cervello offeso, indispettito, ferito, arrabbiato.

Certamente anche qui, come poi per tutti gli aspetti del vivere quotidiano, conta prima di tutto il rispetto dell'altro nella sua interezza di persona nonchè la volontà di mantenere tale atteggiamento fino in fondo; non sempre è facile, anzi, direi che è certamente più semplice e veloce lasciarsi andare, non tenere chiuse le barriere di contenimento della propria personalità, non sforzarsi troppo a pensare a come, cosa, quando fare o meno qualcosa...

Se però pensiamo a come ci salta subito agli occhi quello che l'altro ci ha fatto o detto, quando secondo noi è fatto o detto male...beh, comprendiamo che, nonostante lo sforzo, è sempre meglio agire con gli altri come vorremmo loro agissero nei nostri confronti: ne va della salute e della tranquillità non solo nostra ma di tutta la comunità in cui siamo inseriti.

Penso che, in questo caso, il gioco valga la candela!

18/02/2007

Giornata di trekking: purificazione mentale e corporale


Domenica a passeggio per le colline vicovaresi, dove si è goduta la compagnia di amici di vecchia e nuova data, dove ci siamo ritrovati, come spesso accade in queste occasioni mensili, senza sapere chi avremmo trovato all’appuntamento!
Il tutto grazie a Domenico (the free-climber), che ci scarrozza per i monti laziali e non.

Bella natura, prettamente invernale, a tratti bagnata dall’acqua piovana; alberi spogli, altri ancora rivestiti di aghi sempreverdi, altri ancora colorati di chiaro dalle foglie ingiallite ma ancora attaccate.

Bella atmosfera: grandi, sane, spensierate risate, battute, aneddoti, chiacchiere leggiadre che ci hanno fatto provare ancora una volta che le differenze di età, interessi, cultura e provenienza (oltre alle solite sfaccettature italiane tra noi, questa volta eravamo in presenza di esponenti sud e nord americani-precisamente da Argentina e Kansas USA) poco contano dinanzi a momenti in mezzo alla natura come quello di oggi!

Per una descrizione dettagliata dell'escursione, clicca qui

15/02/2007

SORRIDIAMO!!!



Cosa davvero rimbalzi nel cervello di chi la mattina non finisce nemmeno di appendere la giacca all'appendiabiti dell'ufficio ed è già incavolato con tutto il sistema solare, non lo so, ma premettendo che ognuno di noi ha:

il proprio modo di fare,
la propria luna che impiega n tempo a radrizzarsi (dove n è una variabile...variabile in ognuno di noi, per cui le possibilità di studio per renderla prevedibile e inglobabile in un assioma sono limitatissime...praticamente inesistenti)
l'allergia al lunedì, al martedì, al mercoledì, al giovedì e al venerdì
l'allergia alla sveglia,
l'allergia alla luce del sole,
l'allergia al buio,
l'allergia alla pioggia,
l'allergia al vento,
l'allergia al caldo,
l'allergia al freddo,
l'allergia al capo,
lallergia al capo del capo,
l'allergia al traffico,
l'allergia al GRA,

e qualcuno ha anche:

la rogna che dura per tutta la settimana se la squadra del cuore ha perso,
il marito che russa come un trattore e fa passare notti devastanti alla moglie,
il ciclo,
il mal di stomaco,
il mal di testa,
il mal di dito,
la testa nelle vacanze,
le vacanze nella testa,
il figlio rompi scatole,
la suocera peggio del figlio,
il marito peggio del figlio e peggio della nonna di nostro figlio,
eccetera,

credo sia più produttivo ed efficace fare di tutto per semplificarsela, la vita...
Come?
Semplicemente sorridendo. Per noi stessi e per i vicini di gomito.

SORRIDIAMO!!!!

E' più facile.
E' più profiquo.
E' più bello.
(...fa anche bene alla salute-è distensivo per le rughe...)

09/02/2007

SPLENDENTE E SUBLIME


Da qualche tempo racconto quello che certi contatti umani mi danno di vivere.
Soprattutto mi sto accorgendo di reagire là dove sento toccata la mia sensibilità e l'aver fatto certe scelte, che si dimostrano, tra l'altro, praticamente sempre in controtendenza rispetto alla "media nazionale".
Reagisco e, paradossalmente, sento ancor più riconfermate le decisioni prese.
Anche oggi, quindi, mi trovo a parlare di "stuzzicate", diciamo così, subite.

Da qualche giorno ho intesta una canzone di Renato Zero, che dice tra l’altro

"...e nonostante tutto avere dell'amore
un'idea talmente splendente e sublime..."

(La pace sia con te)

e che ha ispirato un po’ il post di oggi.

Ho sempre considerato l'Amore essere la base della vita umana e ascoltando queste parole di Renato Zero ho realizzato di avere anche io questa idea dell 'Amore.
L'Amore è qualcosa di...SPLENDENTE E SUBLIME appunto...

Esso comprende tutti i valori positivi quali carità, rispetto, etica, fedeltà, solidarietà, gentilezza, comprensione, altruismo, dono di sé, tenerezza, passione, interesse, predilezione, carità, generosità, amicizia, accuratezza ...
Ci sarebbero da scrivere chilometri di sinonimi e sostantivi che rientrano nell'Amore...

In questo periodo spesso mi capita di imbattermi in gente che considera i sogni che ho e che sto concretizzando, primo tra tutti il matrimonio con Marco, un'azione sconsiderata, irresponsabile, rischiosa, praticamente con una data di morte già segnata, che loro prevedono e vedono ma che io, povera illusa, nemmeno considero.

La cosa mi dà fastidio, molto in realtà...ma cerco di farmi passare le parole (le stronzate) che escono da cotante venerabili bocche, a due metri dalla testa...

Solo mi domando: perchè, se per caso chi parla ha vissuto un'esperienza matrimoniale negativa...dovrebbe andare male anche a me?
Perchè scherzare (pesantemente) su un argomento quale è il matrimonio e che, per quanto se ne può sapere, può essere un passo fondamentale, importante...sacro, per una persona?

A me dispiace che chi ha avuto "fallimenti" familiari, li abbia avuti, ma non credo sia una grande dimostrazione di dotazione cerebrale l'uso di frecciate invidiose o solo incazzose da parte di chi ha fallito, verso una come posso essere io, che si sta affacciando alla vita matrimoniale lanciata, felice e speranzosa, tanto per spararle e provocare…

Se è andata male a qualcuno, per forza deve andare male anche a me?!?!?!?

No, voglio credere che sarà dura ma ce la faremo...perchè con Marco

nonostante tutto abbiamo dell'amore un'idea talmente splendente e sublime

da credere di potercela fare!

06/02/2007

Ringrazimenti


Chi scrive sentitamente ringrazia DHL per il ritardo generato in data odierna, martedì 6 febbraio 2007, grazie al quale il reparto dell'american firm nella quale la sottoscritta lavora ha potuto considerarsi libero da impegni dalle ore 08:00 alle ore 10:50 e mettersi in moto soltanto alle ore 10:55.



Si ringrazia altresì per aver potuto organizzare, in suddetto periodo di tempo, tornei di Freecell, Solitario e Campo Minato, nonchè dibattiti socio-economico-medico-politico-sportivi scaturiti dalla lettura comunitaria di Repubblica.


Cordiali saluti,

Maria Chiara

30/01/2007

FEDELTA' O TRADIMENTO? LA SECONDA CHE HAI DETTO!


Resto sconcertata dalla laggerezza che traspare dai discorsi delle persone all'interrogativo "fedeltà o tradimento?".

Tra le motivazioni avanzate dai traditori che cercano, arrancanti, una giustificazione a ciò che hanno fatto, nel tentativo di far passare il tutto come cosa legittima, nella norma, irrilevante, quotidiana, se ne sontono di tutti i pesi, colori e misure, tra cui:

"...mi piace il sesso, è una malattia, non ci posso fare niente";
"...le donne mi piacciono troppo e poi è bello divertirsi...";
"...dopo 11 anni di fidanzamento, è normale divertirsi...sennò che palle!";
"...io gliel'ho detto che sono fidanzato e che sono innamoratissimo della mia ragazza, ma se per lei (l'altra) va bene, perchè devo dirle di no? Ci siamo fatti prendere dalla situazione...se la vedessi, mi daresti ragione";
"...quando mi prende, non riesco a fermarmi..."
"...i miei amici lo fanno praticamente tutti...";
"...non è detto che nemmeno lei lo faccia o lo abbia fatto...";
"...non deve sapere che l'ho tradita, sennò mi molla...e farebbe bene..."
"...era un anno che non succedeva...dai, sono migliorato..."
"...dopo mi sento bene, anche contento, perchè se mi piace, mi piace..."


Ciò che mi ha lasciata più esterefatta, tra tutte, è stato
"...io gliel'ho detto che sono fidanzato e che sono innamoratissimo della mia ragazza...".
Non voglio analizzare la psiche del soggetto esponente tale tesi (già il fatto che sia machile me la rende, con tutto il rispetto verso costui e i suoi simili, incomprensibile sotto molti aspetti), ma mi domando una cosa:

come può, chi si proclama "innamoratissimo", andare con un'altra "perchè ci siamo lasciati prendere dalla situazione"?
Quali pensieri si hanno in testa mentre si sta "agendo"?
Come ci si può dimenticare completamente dell'esistenza della cossiddetta fidanzata?
La si riesce a guardare negli occhi, dopo?
Se sì, come?
Perchè alcune volte "divertimento" deve corrispondere a "novità" o non è "divertimento"?
Se proprio ci si vuole divertire col sesso, perchè non ci si può divertire col proprio partner?

Per quanto mi riguarda, la fedeltà al partner è sempre stato il valore base nel rapporto di coppia; non vedo e non ho mai visto il tradimento come una delle tanti azioni da compiere nell'arco di una vita, una cosa che prima o poi arriverà "perchè è normale" e che devo quindi mettere in conto.

Certamente niente e nessuno mi garantisce di non subirlo o generarlo mai (o di averlo mai subito), posso però dire di avere la certezza, per esperienza diretta, che la volontà di non creare (o cooperare alla creazione di) situazioni "ad hoc", che potrebbero facilmente degenerare, è sicuramente un forte deterrente per gli altri e un grande aiuto per se stessi.

Saper mettere il punto, prevedere, leggere al di là delle frasi, degli atteggiamenti, delle speressioni del volto altrui, aiuta a restare fedeli all'impegno di fedeltà preso verso il proprio partner e verso se stessi (anche prima di una promessa data davanti al mondo e a un ministro religioso o civile).

Spesso mi sono sentita dare della "brava" ma anche della "strana": la marziana sbarcata sulla terra che viene a studiare i comportamenti degli umani, arrivando con la propria esperienza di (per ora breve) vita, in cui certe cose non sono contemplate perchè non rientrano nella mentalità appunto marziana e che per questo sono un episodio sporadico di una con la quale non si potrà mai "fare" niente, perchè sai già da ora che ti dirà comunque di no.

Non sono una marziana e nemmeno ambasciatrice di insegnamenti morali di qualche tipo. Lungi da me tale intenzione.

Solamente rimango sconcertata dinanzi a questa leggerezza d'animo, a questa visione del rapporto di coppia (inteso in senso lato) come un qualcosa in cui si è incappati, forse un po' per caso, da gestire come si può, barcamenandosi, che si porta avanti forse per non rimanere soli sennò sai la depressione che ti coglie, che è condito di bugie e segreti, che non è tra i biglietti da visita del nostro essere persone nel mondo e che se viene condito da cornine procurate di nascosto all'altro, che c'è di male? Io mi voglio divertire...
A patto, certo, di non scoprire di esserci già alzati noi di 3-4 centimetri grazie alle suddette cornine, sennò sai il casino che ti creo?

Ma davvero è così inconsistente una tradimento?
Ci si autoconvince che non sia niente, per ripulirsi velocemente la coscienza o veramente è come andare al cinema o farsi un giro in bicicletta?

Non comprendo...

Voi comprendete?

25/01/2007

FINALMENTE E' ARRIVATO!

Finalmente è arrivato l’inverno.
Finalmente fa freddo.
Finalmente c’è un motivo plausibile per indossare il piumino d’oca e non il solo fatto che sul calendario leggiamo “Gennaio”, visto che fino all’altro ieri c’erano temperature da aver caldo a camminare al sole, con la giacca, al riparo dal vento.
Finalmente sta nevicando nelle vicinanze abruzzesi, per cui sarò abilitata, prossimamente, a battezzare gli sci altoatesini comperati la scorsa estate a Corvara.

E c’è gente che si lamenta dopo un giorno di temporali e un po’ di grandine, e va in giro dicendo “che rottura ‘sta pioggia”, “ma che freddo che si è messo a fare”, “son già stufa di ‘sto freddo”.


Non fatemi sentire queste frasi, che se ci si bagna un po’ il fondo dei pantaloni tornando a casa dal lavoro sembra si sia rischiato l'annegamento nell'Atlantico...
Pazienza, dico io: appena rientrati ci si cambierà e i pantaloni si asciugheranno! La stoffa non affoga di certo, nessun paio di pantaloni ha mai fatto la muffa per due gocce di pioggia.

Sorridiamo, invece: è giusto che a gennaio ci siano 4 gradi e faccia freddo; è giusto che se piove un po’ più forte del solito si bagnino i pantaloni, a meno di avere uno scafandro da centauro addosso; è giusto che piova: lava le strade e l’aria dallo smog cittadino.

Sorridiamo, sempre, cominciando dal tempo che il Padreterno ci manda ogni giorno, pur se non è proprio come lo avremmo voluto, che tanto ci sarà sempre un dettaglio che non andrà bene: niente vento, troppo vento, vento troppo freddo o troppo caldo, umidità eccessiva, sole troppo “arrabbiato”; cielo troppo azzurro che abbaglia e non si può stare senza occhiali che guarda caso proprio quel giorno ce li siamo dimenticati a casa...


Sorridiamo.
Finchè siamo vivi, in salute, con la pancia e il frigo pieni, pur con l’orlo dei pantaloni bagnato o le mani fredde e screpolate, o il sudore sulla fronte, gli spifferi nella giacca, siamo pur sempre tra gli stra-fortunati del pianeta.

Sorridiamo e ringraziamo.

Chi ci pare, ma ringarziamo.

23/01/2007

La maleducazione gratuita

La maleducazione gratuita mi urta.
Certa gente non saluta, dandosi l'aria "di ‘sto cavolo", come si dice aRrrroma.
Perchè?
Perchè non si deve rispondere a chi augura buon giorno e, anzi, dopo aver visto chi è il cretino di turno che parla, ci si gira dall'altra parte facendo finta di non aver sentito, pensando che il cretino di sopra non se ne accorga e sia cretino fino in fondo?

Questa volta sono proprio urtata.
Avevo deciso di dare, come si suol dire, una seconda chance alle non salutanti di turno (la storia va avanti da un bel po'...), coinquiline di piano e vicine di porta, che ogni giorno e anche più volte al giorno incrocio per i corridoi dell'american firm di cui facciamo parte.
Avevo deciso di non credere che la loro fosse davvero maleducazione, non ci ho voluto credere, affidandomi per qualche mese a non so cosa neanche io, invece questa mattina mi sono dovuta ricredere, o meglio, ho dovuto dare credito alla mia idea iniziale (che, si sa, non sempre è quello che poi corrisponde a verità).

Sono maleducate.
Non salutate?

Ok. Non c'è problema, ma peggio per voi!

Io non vi tolgo certo il saluto, anzi, vi tormenterò a vita, fino a quando, stufe di sentirmi aprir bocca ogni mattina, mi risponderete!
Vediamo chi ha la testa più dura! Io posso averla molto stagionata!!!


Che poi, obiettivamente, che fatica si fa ad aprire bocca e dire "ciao"?
E', tra l'altro, anche una parola facile, divenuta internazionale da un bel po', la usano anche gli stranieri, non contiene consonanti strane, è lineare...

"C-I-A-O"

Basterebbe davvero così poco per rendersi non dico simpatici, ma almeno educati il minimo imposto dall'educazione di base ("ti incrocio e ti conosco anche poco, quindi ti saluto!"), non foss altro perchè lavoriamo per tirare acqua allo stesso mulino e quello stesso mulino ci dà acqua per far girare il nostro ogni mese...

Mi scuso con i lettori per l'urto che trasuda da queste mie parole di oggi, ma dinanzi all'evidenza così evidente, perdo la pazienza in un attimo.

Dopo una, due, tre volte in cui, in questo caso, non si risponde ad un saluto, come può chi saluta per primo, non pensare alla maleducazione fondata della controparte?

Passi la prima volta: magari parla un'altra lingua e non sa cosa vuol dire "ciao". Potrebbe averlo interpretato come un "zitta!" e allora tace.

Passi la seconda: magari ha le cuffie dell'IPod incorporate, sottocutanee, col volume a palla e perciò non sente.
Anche io quando ho la musica alta, ma molto alta, non sento chi mi parla...

Passi la terza: forse sta calcolando, a mente, la radice quadrata dell'area calpestabile dello stabile aziendale ricoperta di moquette, esclusi i pavimenti degli ascensori, moltiplicato per il quadrato dello spazio esterno riparato dove il totale dei fumatori, e solo loro, sostano nelle pause sigaretta tra le 11.00 e le 12.25...nel frattempo sta andando in bagno e in quel frangente mi incrocia in corridoio e non mi saluta, perchè è tutta concentrata...
Beh, anche io, quando devo tenere a mente un numero, non devo avere distrazioni di voci esterne, sennò vado in palla e devo andare a rifare tutto da capo...


Passi tutto, ma alla quarta allora penso all'asino di mio zio, Noè, in quel delle colline rivierasche liguri, il cui impegno principale della giornata è mangiare e farla, acciocchè ciò che produce vada a concimare la terra del suddetto zio, coltivata tutta di sua mano e per ciò biologicamente sicura e pura.

Noè fa questo, nella sua vita, non sente musica, non è straniero, non fa conti a mente.
Fa la cacca.
Ma quando ti vede arrivare si gira e ti guarda dritto negli occhi.
Si muove, reagisce, raglia anche, per cui ti saluta a modo suo, nella lingua che conosce.


Se poi ti sbilanci e gli dai una carota, ti ringrazia anche, leccandoti la mano e tu ti senti come se quel bestione di qualche quintalata ti volesse bene.

In situazioni come queste, un tale chiamato Oscar Wilde diceva:
"...più conosco gli uomini, più amo le bestie"

Come contraddirlo?

17/01/2007

Io trovo la Felicità anche qui

Svegliarmi la mattina e scoprire, ancora una volta, di avere davanti una giornata da vivere, anche se lì per lì lancerei la sveglia in giardino

Salutare mio papà coscientemente e non da morta di sonno vivente

Trovare qualcuno al semaforo che nonostante il mio rifiuto al lavaggio del vetro, mi saluta con un sorriso

Entrare in ufficio e dare a chi incontro il mio saluto, col più bel sorriso possibile

Ascoltare chi mi parla

Lavorare come se avessi gli audit in ispezione alle spalle, a controllare e poi a riferire al mio capo

Offrire il caffè ai colleghi

Trovare il positivo nelle lamentele della collega a cui non va mai bene niente

Sistemare la stanza e la scrivania prima di andare via, senza lasciare tutto stile fuga dalla prigione

Cercare di non perdere la pazienza con chi parla, canta, pensa, dorme e nel frattempo guida davanti a me, invece di guidare e basta, che sarebbe poi la sola cosa da fare

Dire per favore e grazie al benzinaio che mi dà lo scontrino del bancomat, pure se m’ha spillato 40 euro di pieno

Salutare mia mamma con calore quando la trovo a casa

Salutare mio papà con calore quando arriva a casa

Ascoltare il mio fidanzato quando ha tante cose da raccontarmi e io andrei a dormire subito

Raccontargli la mia giornata e anche di più, pensando che posso anche andare a dormire dieci minuti dopo, mica morirò

Sforzarmi ad aiutare in cucina, alzandomi prima che mi venga chiesto e una volta di più della sera precedente

Sparecchiare

Apparecchiare per la mattina seguente

Portare la tisana ai miei che guardano la tele al piano di sotto

Andare a dormire dicendo Buona notte

Ringraziare Dio della giornata vissuta

Sperare di migliorare il giorno seguente quello che ho fatto male oggi


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