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12/09/2019

LAVORATORIIII?????

la commessa sulla quale lavoro anche io da venerdì scorso (sembrerebbe per fare solo "vpt", a detta dei capi) presenta due tipi di impiego, ovvero chi fa solo "vpt" e chi fa servizio clienti e "vpt".
chi fa anche servizio clienti è perché ad oggi ha le credenziali di accesso ai sistemi -e questa premessa è doverosa.

qualche giorno fa durante la pausa mi sono imbattuta in due ex colleghe, notando proprio quel giorno che viaggiano sempre in coppia, come i carabinieri. o come gli zebedei, se preferiamo. ma fin qui niente di male.

una di queste due venne assunta con me, frequentammo insieme il corso di formazione nell'ormai lontanissimo gennaio 2010, dopo il quale ci perdemmo di vista (per quanto possa sembrare strano, o si lavora fianco a fianco o, facendo turni diversi, può capitare di non vedersi per settimane intere) un po' per il poco legame stretto, un po' per essere sempre state destinate a gruppi diversi.
e anche fin qui, ancora niente di male, niente di strano.
voglio dire, capita di non diventare amiconi con tutti, no? appunto...

ero in pausa, dicevamo e molto tranquillamente, conoscendole, ho pensato che fosse normale scambiare due parole e alla mia innocente domanda ma voi fate solo vpt o tutto? (leggi anche servizio clienti) i loro volti si sono totalmente ricoperti di disprezzo e con uno bisbigliato tutto e un sorriso da mi fai pena ma non te lo posso dire, tu che sei venuta qui per far solo vpt hanno ripreso a guardarsi negli occhi e a parlare dei fatti loro.

ora. dico.
sicuramente sono bravissime, professionalissime, competentissime, meravigliosissime con i clienti e da quanto sono brave possono fare una pernacchia alla crema della crema della crema del customer care
ma....
MA....
MA....

sono due impiegate di una multinazionale di customer care che rispondono al telefono a clienti che vogliono spiegazioni, aiuto, informazioni (servizio clienti) o ad agenti che chiamano per fornire i dati di un nuovo contratto appena sancito (vpt).

detto in altre parole

non lavorano alla NASA
non stanno scindendo l'atomo
non sono Samantha Cristoforetti

quindi? e allora???


Love,
MC

12/01/2017

+1 *** IL MAGICO POTERE DEL RIORDINO *** MARIE KONDO (o della fine del primo libro nel 2017)

avevo sentito parlare di questa Kondo mesi fa dal mio amico A. mentre, spaparanzati sui lettini al mare, ci godevamo il sole di fine agosto.
una nuova idea di riordinare casa e mantenerla tale.
niente di nuovo, quindi, solo che mi aveva incuriosito l'entusiasmo che aveva lui nel parlarmene e avevo pensato prima o poi me lo leggo.

qualche settimana dopo una collega, M., aveva iniziato a leggerlo e, al contrario di A., me ne diceva di cose quasi psicologiche, di un approccio strano e inquietante al riordino casalingo. lei che con tre figlie e un marito sul nerd andante -il quale non vede il disordine e se c'è lo lascia lì- si era facilmente scoraggiata e non sapeva se mai sarebbe riuscita ad arrivare ad avere una casa decentemente ordinata.

zia Marie Kondo
il primo gennaio 2017, per iniziare l'anno con una catarsi, ho iniziato a leggere Il magico potere del riordino e...son qui che non vedo l'ora di iniziare a smontare la casa per riordinare.

non si tratta solo di avere ordine in casa, quell'ordine visibile esternamente (per quello basta lanciare le cose di troppo in scatole nascoste, cassetti e armadi e il gioco è fatto!) quanto lasciarsi dietro (buttare, dare via, eliminare...) ciò che non ci dà più gioia possedere. 
può trattarsi di vestiti, libri, oggetti, ricordi, utensili...qualsiasi cosa sia nelle nostre mura di casa.
tutto va analizzato e destinato all'uso che sentiamo sia giusto attribuirgli da quel momento in poi: restare con noi o andare, magari a far felice qualcun altro.

risultato? una casa ordinata con un ordine mentale personale che si farà sempre più strada mano a mano che il nostro riordinare toccherà le varie categorie di oggetti che abbiamo.
un senso di leggerezza, tranquillità quando si rientrerà in casa e si vedrà tutto (o almeno tante cose, all'inizio) al loro posto, facili da trovare, da usare, da riporre...

giusto ieri ne parlavo con la collega M. la quale mi diceva che qualche settimana fa ha iniziato a fare pulizia, a riempire sacchi e sacchi di vestiti suoi e delle figlie e mi ha confermato di provare il senso di leggerezza promesso da Marie e che prima ogni sguardo che dava alla casa le trasmetteva oppressione e pesantezza mentre adesso vede già differenza.

A. a sua volta mi sta aggiornando passo passo del suo riordino, confermandomi quanto il vedere tutte, per esempio, le magliette a maniche corte che aveva lo ha fatto anzitutto sobbalzare (circa 20 mq di roba, stesa sul pavimento della sala, come da istruzioni di zia Marie) per poi rendersi conto che poteva vivere serenamente anche con un quarto di quella quantità: è passato da 20 mq di tshirt a nove (nove magliette, non 9 mq...).
da lui sento quanto sia un lavoro anche interiore, un staccarsi da cose passate che non lo facevano più stare bene, che portavano pesantezza mentale e, perché no, nell'armadio.

da parte mia, sono qui che mi prudono le mani e non appena ho un giorno libero inizio dal mio vestiario.
il maritopreferito farà per sé, solo aver letto il libro, ma è tutto curioso.
ogni tanto gliene parlo ed è interessatissimo. addirittura ha detto mi sa che me lo devo comprare cartaceo: forse è meglio che ognuno abbia il suo, di libro, magari se si deve sottolineare qualcosa....

vedremo che succede, ma sono gasatissima e con una gran voglia di iniziare!

per quanto riguarda la lettura, sono sempre alle prese con The Lord Of The Rings (e la cosa durerà parecchio, non leggo spedita come mio solito, vabbè che so l'inglese ma...) ma inizierò Il racconto di Peuw bambina cambogiana di Molyda Szymusiak, dalla libreria delle zie di Genova®.

Love,
MC


30/12/2016

+45 *** LA CATTIVA FIGLIA*** CARLA CERATI (o della fine del quarantacinquesimo libro nel 2016)

(eccoci qua con 45 libri letti in un anno: record assoluto da quando tengo conto dei libri letti durante l'anno, ovvero dal 2013. bene. molto bene).

bello, questo romanzo.
mi pare proprio una storia vera o per lo meno ispirata a qualcosa di veramente successo: tutto molto, troppo reale e concreto.
una figlia che racconta il suo rapporto con la madre e quanto, a momenti, si senta cattiva. nonostante quello che possa sembrare, la scrittura è scorrevole, si legge con piacere e sì, lo consiglio.

subito dopo ho iniziato Il condominio degli amori segreti di Livia Ottomani sull'ebook.
roba leggera, 200 pagine che non mi stanno suscitando particolari emozioni o curiosità.
mi sembra un romanzetto scritto da qualcuno che ha provato a buttar giù una storia ambientata nell'oggi di Roma ma che non dimostra particolare abilità con la penna.
sono un po' oltre la metà, vediamo che succede e se ci sarà un moto di orgoglio del buon scrivere nelle prossime pagine. voglio arrivare in fondo: non esiste che pianto a metà un libro.

Love,
MC

15/12/2016

LISTA DELLA SPESA

1) oggi primo giorno di ferie ✌ torno al chiodo il 23, poi per fortuna il 24 sono libera e se ne riparla il 27. mi toccherà lavorare anche il 31 fino alle 15, è vero, ma mi è andata ancora bene: il mio turno originale sarebbe stato 13-18 ma...non sono riuscita a farmelo andare bene, psicologicamente non ero pronta a questo passo, così ho cercato e trovato una collega a cui, evidentemente, devo risultare particolarmente simpatica perché per me va bene, ha risposto, e si è presa il mio pomeriggio e io la sua mattina. 😜

2) non abbiamo ancora fatto niente di natalizio, qui a casa. 🎄🎅🎇 col fatto che fino a domenica scorsa siamo stati immersi nell'impacchettamento e sgombero di casa (quell'altra, quella nostra 🏡) per i lavori, siamo ancora in alto mare. anzi, casa nostra è sgombra (anche se sotto attacco dei muratori, adesso) mentre questa è un gran casino: scatole con albero e accessori natalizi, sacchetti di roba da sistemare e/o buttare... ma ce la faremo: in questi giorni di ferie sistemerò tutto (anche perché il 25 siamo qui in nove, quindi o noi o il casino!)

3) ieri ho iniziato a lavorare la pasta madre per fare i pandori e decretato il 21 e 22 dicembre come giorni di lavorazione. eh sì, perché oltre a preparare la pasta madre una settimana prima, con rinfreschi quotidiani (più l'ultimo doping il giorno precedente al primo impasto, con tre rinfreschi in dodici ore) servono un paio di giorni di calma mentale e stazionamento in casa per impastare e cuocere.

4) confermo la positività del LOG OUT da Facebook iniziato lunedì ed è vero che lo stesso tempo che prima dedicavo a quello, lo uso meglio. il potere della volontà sui social network! TIE'! 😈

5) brutta notizia: abbiamo annullato la prenotazione per la settimana bianca in Alta Badia dal 7 al 14 gennaio. non dico altro, se non ৡহঞ১ঁাোৄ৪⺹⻊⻣⺤⺕⺐⺑⺤⺢⺵⻀⻄⺻!!!!!!

dopo questo, Love nonostante tutto,
MC

21/11/2016

NON TUTTO E' PERDUTO

questa mattina sono uscita dal cancello sul retro del condominio, che dà su una via diciamo secondaria, dove non ci sono negozi ma, fino a un certo punto, solo ingressi pedonali e carrai di piccoli condomini.
il nostro cancello pedonale si trova dopo questi condomini, in una zona di nulla lunga qualche decina di metri, oltre la quale ricominciano condomini e palazzine.

bene. il marciapiede di questo limbo abitativo, dove ci troviamo noi, pare essere il luogo preferito dai padroni di certi cani per la passeggiata giornaliera, atta allo svuotamento di vescica e intestino. passi la prima, fa parte del tutto...ma la seconda rompe molto di più le palle, visto che la stragrande maggioranza dei padroni di questi cani (evidentemente molto più cani dei cani stessi) preferisce lasciare in loco i resti dei pasti dei loro fidati amici, che tanto chissenefrega, mica abitano qui e mica ci passano quindici volte al giorno!
quando ci passano, hanno ben presente dove il loro amico ha defecato, quindi vanno oltre e ciao.

dicevo, questa mattina mentre uscivo pensando già allo slalom speciale che avrei dovuto fare come ogni giorno, trovo una signora che, con due cani al guinzaglio, stava buttando nel cassonetto dell'umido (faceva pure la differenziata! 😊) un sacchetto con il prodotto interno lordo dei suoi amiconi.
non ho resistito e l'ho ringraziata per quello che stava facendo.

"...guardi, non è colpa dei cani, loro poverini non ne possono niente, sono i padroni ad essere maleducati e stronzi, mi passi il termine...pensi che io raccolgo pure quelle degli altri per evitare di pestarle!...e comunque non mi deve ringraziare, faccio solo il mio dovere!"
"eh, ha ragione, ma grazie lo stesso!"

insomma, lei si è stupita di quello che le ho detto, io mi sono stupita di quello che ho visto, perché non dovrebbe essere l'eccezione ma la norma (e dati i quintali che ne ho visto in questi anni, su quel marciapiedi, avrei dovuto vedere orde di umani intenti a raccattar cacca da terra) ma penso che entrambe abbiamo iniziato la giornata bene, col piede giusto.

ho avuto la sensazione, continuando per la mia strada, che non tutto è perduto.
ci sono ancora padroni cani che lasciano tutto per terra, ci sarà pure Trump alla Casa Bianca ma...non tutto è perduto.

Love,
MC

05/09/2016

DA OGGI IN POI

Probabilmente sono io che ci faccio troppo caso, che sono troppo attenta e pignola. probabilmente é così, non ho altre spiegazioni al fatto che poco fa, guidando, ho pensato che per la mia sanità mentale devo cominciare a tapparmi gli occhi e, sul lavoro, le orecchie.
non riesco ad essere indifferente a tutte le cose a mio parere fatte male, dal guidare una macchina senza mettere la freccia; allo stare a cavallo di due ruote e sorpassare da ogni lato, oltre che viaggiare immancabilmente oltre la linea, spesso doppia e continua, che separa le due carreggiate, invadendo puntualmente la corsia opposta; al fregarsene di chi c'è dall'altra parte del telefono e parlare come se si fosse sempre e comunque dalla parte della ragione solo perché io sono il cliente e quindi sí.
dal momento che non riesco a non far caso a tutte queste cose, mannaggia a me, ho deciso che sí, devo procurarmi una benda bella spessa e nera e un paio di tappi per le orecchie. e chissenefrega se non vedo e non sento: così mi risparmio pure la rogna di rispondere con conseguente economia di fiato e rogne mentali.
direi che sepoffá!

Love,
MC

02/06/2016

FUMI DELL' ALCOOL + varie ed eventuali

un bel 2 giugno 2016 sotto la pioggia anche se, c'è da dirlo, non mi ricordo un 2 giugno col cielo sereno negli ultimi anni.
un po' tipo Pasquetta, che è sempre costellata di nuvole e pioggia, o se non piove proprio quel giorno lo ha fatto i giorni prima, e alla grande, così che ogni centimetro di terreno che non sia asfalto è zuppo d'acqua...solo che fare le scampagnate sull'asfalto non è granché.

questa è la giornata più lunga per il maritopreferito, impegnato prima all'altare della Patria, poi in Via dei Fori Imperiali con la parata militare e tra un po' al Quirinale, per il concerto ai Giardini.
per me questo è un giorno quasi come un altro, sempre contornato da altri giorni lavorativi: non esisterà "ponte" per noi in questo periodo dell'anno, finché il maritopreferito lavorerà. infatti domani lavoro, ma chissenefrega, tanto sabato sono libera e poi torno al lavoro direttamente mercoledì.

ci siamo fatti un pranzetto con fettuccine-zucchine-e-speck, verdura, caffè e resentin (pulizia) della tazzina con genepy valdostano.
grazie a questo e al vino rosato bevuto pasteggiando, ora sto vagando con la mente ovattata.
ma quanto mi piace questa sensazione: è come se la testa mi girasse ma in realtà non mi gira, solo è pesante, un po' annebbiata, da sonnolenza ma senza sonno...insomma, mi piace, la riconosco quando arriva (ebbene sì, non è la prima volta che mi capita) e mi rilassa.
sono un po' bevutina, quindi, ma il mio impegno certo nelle prossime ore è stare sul divano a riposarmi, leggendo il libro della settimana (mi sa che oggi lo finisco, Mio fratello rincorri i dinosauri), fare una torta più tardi...posso anche permettermi di stare in compagnia dei fumi dell'alcool per un po'!

ah, nota importantissima: mamma e papà mi hanno anticipato il regalo di compleanno con una MERAVIGLIOSA planetaria Kenwood.
"se non ti ci sta in cucina, se vuoi la teniamo noi fino a quando andrete a stare nella casa nuova!"
seee, perchè secondo loro avrei fatto il pane a mano fino a data da destinarsi, sapendo di avere un'impastatrice MIA a 30 chilometri da qui...ahahahaah seeee certo!!!
quindi ora 'sta genialata di macchina troneggia sul piano della cucina.
ci ho già fatto il pane una volta e impastato il ciambellone allo yogurt. non serve dirlo ma lo faccio: il pane E' DIVERSO se impastato con la planetaria: lo si vede dalla mollica: omogenea, liscia, piena di buchi...
tutta un'altra storia!
ne sono ufficialmente, definitivamente innamorata!

Love,
MC








21/10/2014

PENSIERI SPARSI E A CASO (nel frattempo la mia colonna sonora spotify sta suonando nel pc...)

martedì. turno 16-21, che mi ha permesso una sveglia senza sveglia.
quando mi si sono aperti gli occhi, ovvero intorno alle 9.
tra l'altro era un po' che non succedeva e iniziavo a preoccuparmi per la perdita della mia proverbiale capacità di dormire a oltranza (o almeno quelle belle, sane 8 ore che fan sempre comodo!), invece questa mattina mi sono rincuorata, pensando che forse no, non è ancora il momento di perderla ma sfruttarla ancora un po', quando è possibile.
il tutto risulta un po' ovattato adesso, è vero, perché colazione e tutto quello che viene dopo hanno avuto ritmi domenicali, ma ci sta.
avrò modo di svegliarmi oggi pomeriggio.

mi prudono le mani, non so per cosa ma mi prudono.
gioielli, conchiglie, carta e penna, video del pc, idee per la prossima casa...
caos mentale, idee accavallate e che probabilmente fanno a pugni tra loro per decidere chi sarà la prima a uscire. riuscirò a dar loro un ordine, prima o poi.

in tutto questo restano sempre fisse le cinque ore di apnea quotidiane, di ritmo serrato e particolarmente fastidioso, dove "o faccio così o faccio così", non ci sono alternative e se ce ne sono devono essere richieste, valutate, autorizzate e vidimate.
un'ode alla creatività, proprio!
considerando però che anche grazie a questo lavoro dove la fantasia regna incontrastata, nei prossimi mesi concretizzeremo il progetto casa che è in ballo da un po', beh...facciamocelo piacere e poi si vedrà.

Love,
MC

09/09/2014

PANE CASARECCIO (E FOCACCIA GENOVESE) CON LIEVITO MADRE

l'accostamento dei due non è obbligatorio, è che li ho cotti in sequenza, avendoli impastati entrambi questa mattina per ottimizzare l'energia elettrica (ma quante ne so?).
per il pane, sono andata con la mia solita ricetta, ovvero l'unica cosa fissa e pesata sono i 150 gr. di lievito madre rinfrescato, tutto il resto a caso, diciamo.
deciso il totale di farina da usare, vado con la metà di acqua e poi, una volta che la ciotolona che uso è sulla bilancia, decido quanto mettere di farina 0, quanto di manitoba, quanto di integrale.
poi olio e sale...a occhio. il modo migliore per cucina, secondo me.
la cottura?
in forno, ma dentro la pentola di terracotta, con questo criterio:

preriscaldare il forno statico alla massima temperatura poggiando sulla grata all’interno la pentola di terracotta per almeno 1 ora.
Trascorso il tempo estraete la grata con la pentola, mettete qualche pizzico di farina all’interno della pentola, prendete l’impasto con delicatezza e fatelo cadere nella pentola. Coprite ed inserite nel parte bassa del forno per circa 10 minuti.
Continuate la cottura per 40 minuti a 200 gradi
Poi ancora 10 minuti a massima temperatura ma senza il coperchio; questa ultima operazione renderà la superficie croccante e dorata.
Estraete quindi dal forno e mettete a riposare il pane per almeno 30 minuti avvolto in un telo di cotone.

e questo è quanto:


ancora da assaggiare, ma se è buono quanto è bello... :-)

poi, come dicevo, c'è stata la focaccia genovese.
primo tentativo direi riuscito alla grande.
me la devo tirare per forza, perché son proprio soddisfatta!
ricetta presa qui e seguita alla lettera, con l'unica differenza che, non avendo una planetaria (maritopreferitooooo???? prendi nota, grazie!!!) ho fatto tutto a manina.

e questo è quanto:




seguendo questa ricetta:

Ingredienti:
-600 g di farina manitoba (anche “00” va bene)
-400 g di Acqua
-90 ml di olio evo
-170 g di lievito madre attivo
-10 g di sale
-1 cucchiaino di miele

Preparazione:

Nella ciotola di una planetaria munita di gancio a spirale mettere l’acqua,40 ml di olio evo,il cucchiaino di miele e il sale e lasciar mescolare per 1 minuto a velocità media.

Poi aggiungere 300 g di farina della dose della ricetta e lasciar impastare a velocità medio-bassa fino a che non si raggiunge una consistenza come quella della pastella.

Poi aggiungere il lievito madre e lasciar mescolare per circa 1 minuto ed infine la restante farina.

L’impasto tolto dalla planetaria sarà un po’ appiccicoso, quindi spolverizzate per bene un piano di lavoro, metteteci l’impasto e lavoratelo per qualche minuto dandogli una forma regolare.

Su una placca da forno mettere 50 ml di olio e sopra l’impasto e con un pennello da cucina ungere la superficie dell’impasto, a questo punto bisogna aspettare che l’ impasto raddoppi di volume (ci vorranno circa 3/4 ore).

Ora assicurandosi che l'impasto non appiccichi alla teglia bisogna stenderlo sulla superficie della teglia con le mani e con un pennello, recuperando l'olio sulla superficie della teglia, spennellare la superficie della focaccia con l'olio appunto.

Aspettare che lieviti (circa 1 ora) e trascorso il tempo di lievitazione affondare profondamente i polpastrelli delle dita nell'impasto così da creare le caratteristiche fossette, in questa fase si può eventualmente aggiungere sale grosso.

Far lievitare per 1 altra ora, trascorsa la quale sbattere in una ciotolina un po’ di acqua e un filo dolio e spennellare il composto sulla focaccia.
Infornarla nel forno statico a 200° per 15/20 min. sulla parte bassa del forno (se il tempo non basterà prolungare la cottura per altri 5/10 minuti.


Tolta dal forno levare la focaccia dalla teglia e mettere su una superficie piana a raffreddare, meglio ancora se su una gratella.

anche qui sono moooolto soddisfatta, ebbene sì lo devo proprio dire!
sono genovese, quindi conosco molto bene consistenza, gusto e piacere nel mangiare una fetta di focaccia...e non essendo una fornaia ed essendo questa la prima volta in cui mi cimentavo, beh...che dire... Yeah!

mi sono pure iscritta al gruppo La Pasta Madre su Facebook...

Love,
MC

03/07/2014

HUNSUNG HERO - THAI LIFE INSURANCE (ovvero: come la pubblicità può farmi piangere!)

mi è arrivato questo video da mia mamma, a sua volta ricevuto da un amico e, porca paletta, mi ha fatto commuovere tutte e due le volte in cui l'ho visto.

uffa!

Love,
MC

08/05/2014

BASTA, BASTA, BASTA!

oggi sono passata in profumeria.
non casualmente, no. tutto premeditato.

ho preso un rossetto con la promozione di Pupa, che dà via ancora per qualche giorno un rossetto della linea I'm a 5€ (coupon scaricabile on-line).
ci ho pensato e ripensato, davanti allo stand, sono arrivata lì con un'idea, li ho guardati tutti più volte...e poi ovviamente sono uscita con tutt'altro, in mano.

appena tornata a casa l'ho provato, e sono rimasta un po' scioccata, lo avevo interpretato più tenue, e invece è un fucsia abbastanza carico, acceso.
bello, molto, ma da abituarcisi!
è il 407...

ma mi ci abituerò, è un rossetto, non una gamba più lunga dell'altra! voglio dire, ci sono ben altri problemi al mondo, che un colore di rossetto acceso!
(il punto è sempre lo stesso: non potendolo provare prima sulle labbra, non riesco mai a tenere presente il colore del rossetto sommato a quello delle mie labbra al naturale).

ora però mi voglio fermare.
quello che ho, uso.
basta.

il prossimo elemento di make-up dovrà arrivare nel mio beauty case non prima di due mesi o, se prima, regalato da qualcuno.
ci voglio provare e ci devo riuscire.

Love,
MC




18/03/2013

COMANDANTI E COMANDATI

attacca l'asino dove vuole il padrone.
questo sarà il motto che mi accompagnerà da qui a "non si sa quando" in ambito lavorativo.
da qualche tempo sento dire e chiedere e imporre cose che non mi piacciono molto. è l'atteggiamento con cui vengono chieste a non piacermi. come se ci si rivolgesse a bambini dell'asilo o, peggio, delle elementari, che vengono richiamati perché durante la ricreazione corrono di qua e di là. 
mi domando perché i comandanti siano spesso degli incompetenti e, molto più spesso, appena fanno carriera si dimentichino in un batter d'occhio com'è e cosa vuol dire stare in prima linea. che poi, anche qui...grazie a quali meritevoli doti hai fatto carriera? mah...
io penso che comandare richieda massima competenza professionale, elevate capacità gestionali del personale, oltre che una buona dose di umanità e intelligenza. come mai queste caratteristiche non si vedono quasi mai, in chi sta nelle stanze del potere? 
è assurdo: le cose andrebbero tutte molto meglio, se fosse così. se non ci si dimenticasse cosa significa chiedere uno sforzo in più a chi è in prima linea, cosa vuol dire prendere schiaffi o carezze quotidianamente, come si sta a dover sempre sparare e dover schivare le bombe altrui, senza avere mai chi ti dà il cambio per permetterti di prendere fiato...
un comandate di plotone deve saper sparare PERFETTAMENTE. 
sono certa che, a scambiarci i ruoli, quasi nessuno dei nostri comandanti saprebbe fare il nostro lavoro PERFETTAMENTE. con i dovuti bilanciamenti, sparare è il lavoro del soldato, gestire i clienti il nostro. ma il comandate di uno e dell'altro, sempre perfettamente deve saper fare il lavoro che chiede ai suoi.

lasciate ogni speranza voi ch'entrate.

Love,
MC

28/01/2013

SOBRIETA' O PIATTUME?

(un po' confessione, un po' introspezione, forse dichiarazione, probabilmente momento di delirio...)

non so se dipende dalla luna, dall'umore, dal giorno della settimana o da quello del calendario, fatto sta che certe volte mi sento proprio esteriormente piatta, soprattutto per quanto riguarda i miei outfit, parola che non sopporto, come assolutamente sì e lounge bar. 
cavolo dici outfit, se puoi dire vestiti-che-indosso? è così da deficienti parlare italiano e non riempirsi la bocca di questi inglesismi stupidi?
ma comunque il discorso è un altro, il mio lato esteriore.

giro per altri blog, vedo orde di femmine in giro e in ufficio che non fanno altro che fare sfilate avanti e indietro, agghindate in modi che io manco mi ci sono mai sognata, vestita così...
non vengono a lavorare in abito da sera, ovviamente, solo si vestono mediamente bene, con gusto, a volte un po' troppo appariscenti ma sicuramente in modi così lontani da me... io, che se anche vedo certe proposte nei negozi, vado a avanti e lascio che la mia attenzione venga catturata da altro.
ecco, forse è più un discorso tipo mi piacciono cose in cui mi sento a mio agio, e quelle mi metto! sicuramente è così. anche perché se compro qualcosa in cui non mi trovo, che fondamentalmente non mi piace, rimane lì. c'è poco da fare. preferisco non comprare.
c'è da dire, comunque, che negli ultimi anni, grazie alla presenza del maritopreferito al mio fianco, sto cambiando qualcosa, azzardo lentamente, un pezzo alla volta e trovo cose che, pur lasciandomi a mio agio, si discostano un po' dal mio stile quasi scontato e prevedibile.
anche qui, sta tirando fuori il lato migliore di me!

Love,
MC

27/03/2012

PRIMAVERA E ORA LEGALE


aiuto, non ce la posso fare.
per natura ho la pressione bassa. quando sono in montagna, tipo a 1600 metri per due settimane, questo mi permette di essere esplosiva e sveglia da subito, dal giorno dopo l'arrivo (il maritopreferito, invece, è al contrario. qui salta come una molla, in montagna va in letargo e la mattina fa più fatica), ma per il resto dell'anno, non abitando a La Paz (3600 metri slm), non sono quella che, scattata la sveglia salta giù dal letto. mi servono sempre quei 10-15 minuti di tortura prolungata per svegliarmi con calma e per favore, riappisolandomi per poi farmi svegliare nuovamente dalla sveglia, 9 minuti più tardi. ecco perchè se devo alzarmi alle 7.45, metto la sveglia alle 6.28...
adesso siamo in primavera, ci siamo appena entrati, e sabato scorso è arrivata pure l'ora legale. un mix pericoloso. con la tripla finita ieri, ovvero sabato e lunedì liberi, con turno lavorativo del martedì 16-21, sono quattro mattine che non metto la sveglia e dormo fino a quando mi va. bello, per carità, ma da morire. non sarà sempre così (per esempio domani) e soprattutto questo non mi aiuta per niente a sintonizzarmi il prima possibile sull'ora legale e sugli effetti della primavera.
quindi (non solo) per questo penso che la mia idea di andare in ferie due settimane al mese, ogni mese, sia una proposta veramente valida e sensata, che tutte le aziende dovrebbero prendere in cosiderazione.
no?

Love,
MC

20/07/2011

DI AFFIANCAMENTI E FEEDBACK




da qualche giorno mi sento come estraniata dal mondo. lontana, distante.
la vita è rimasta uguale, sempre tranquilla e contornata da quell'aria di rassicurazione importante che l'ha caratterizzata fino ad ora, soprattutto quando mi trovo tra le braccia del maritopreferito, eppure questa mattina qualcosa non mi sconfinfera.
già il fatto di aver iniziato e conitnuato a scrivere in prima persona, dopo mesi di quipresente...
sarà un segno? bello o brutto non lo so, e non so nemmeno se è un segno...

oggi al lavoro, appena arriverò (alle 17) mi aspetta il feedback da parte del mio coach, del manager (ma vogliamo parlare italiano? e che cavolo!) e di un altro cristiano a me sconosciuto, come completamento dell'affiancamento svoltosi ieri e venerdì.
pare che sui 130-140 clienti che quotidianamente ci chiamano (e a cui, nelle 12 ore di servizio, rispondiamo in 14) ce ne siano ogni giorno un paio non molto contenti del servizio. questo, però, è a trecentosessanta gradi e agli stessi gradi è il questionario al quale i nostri beneamati fornitori di stipendio rispondo il giorno dopo averci contattati. quindi, visto che prendersela con i ripetitori della rete, per i nostri capi, pare brutto....si scatenano sugli operatori. come se di vaff*****i non ce ne prendessimo già abbastanza ogni giorno! così dalla settimana scorsa sono iniziati gli affiancamenti a tappeto, che altro non sono che il coach seduto vicino, con le cuffie, per sentire sia noi che il cliente dall'altra parte del filo...

non sono in apprensione, però, per questo feedback mi sono anche fatta istruire da un collega sindacalista, su quello che potranno dirmi o meno per non entrare nel campo minato del mobbing. li aspetto al varco, senza nessuna ascia in mano ma certamente non smarrita.

vedremo.

08/06/2011

DI RIFLESSIONI, RODIMENTI DI FEGATO E SFANCULAMENTI VARI.




ultimamente la quipresente capisce a sue spese che, pur facendosi un mazzo tanto, pur subendo le conseguenze dello stress lavorativo come metà degli uomini di questo pianeta -arrivando certi giorni a portarsi il rodimento di fegato a casa- non ne vale la pena.
perchè? perchè non è tenuta a farlo, non la pagano per questo.
quindi?
quindi VA-FFAN-**-LO!

ma che davvero?
no-no, non è quel tipo di persona, non quel tipo di impiegata che ha intenzione di rovinarsi le ore extra-lavorative (per sua fortuna attualmente 20 al giorno) pensando, arrovellandosi il cervello, facendosi venire il tifo petecchiale per persone che, semplicemente, non fanno il loro lavoro, non gestiscono, non semplificano la vita, quando sono state messe lì apposta per.

oggi ha constatato, e per l'ennesima volta ahilei, che in questi 6 anni di vita lavorativa post-lauream il più ricco bagaglio che si è creata osservando gli altri è quello delle cose da non fare, da non dire: atteggiamenti sbagliati, tono di voce inappropriato, battute fuori luogo, parole da lasciare fuori dall'ingresso principale...
la parte tristissima della faccenda è che questi aspetti negativi l'ha visiti messi in atto dai capi. dai team leader, dai coach, dai capi reparto.
solo uno (UNO) di quelli che sono stati suoi superiori, dirigente dell'ufficio Risorse Umane di una garnde azienda italiana, è stato una persona veramente apprezzabile, rispettabile, autorevole. uno da prendere a modello.
peccato averlo avuto come capo solo per tre mesi ma il fatto di averlo percepito così di valore in un tempo così ristretto...fa pensare.
dopo di lui il nulla, zero totale, tabula rasa.
che peccato. che gran peccato...

22/01/2011

"SCUSI, HO L'IPHONE3 MA VOGLIO IL 4, COSA DEVO FARE?" "SPARARTI!"


il suo lavoro (servizio clienti presso una compagnia telefonica) sta facendo sperimentare quotidianamente alla quipresente quanto il consumismo sia dilagante e quanto i produttori di telefoni cellulari e aggeggi tecnologici in genere, facciano nascere esigenze inesistenti per vendere l'ultimo arrivato in casa Nokia, Apple, Samsung...

hai scoperto l'acqua calda, dirà qualcuno...

premettendo che la QP è attirata, affascinata, interessata e a volte vittima della tecnologia e degli stessi telefoni cellulari, alcuni esponenti di grido di questo fantastico folle mondo iniziano a starle sulle scatole. pesantemente.
e grazie ai clienti che quotidianamente aiuta.

il premio di più odiato lo assegna senza ombra di dubbio all'iPhone4, stramaledettissimo, fondamentalmente inutile ai più, telefono cellulare della Apple, figlio dell'iPhone3. è uscito ad agosto 2010 ma ha già sfracassato oltremisura.
è giusto di ieri una telefonata con un cliente che si lamentava del fatto che il suo iPhone4 fosse rimasto connesso 13 ore mentre dormiva (il cliente, non il telefono) e avesse esaurito quasi l'intera soglia di traffico dati disponibile grazie ad una meravigliosa opzione tariffaria.

dopo aver spiegato per quattro volte al suddetto cliente che "non basta chiudere l'applicazione utilizzata, deve disconnettere il telefono da internet, onde evitare quanto gli è accaduto" e aver visto che il suddetto era convinto che non fosse quello il motivo e cercava altre giusitificazioni, la QP ha decisamente, convintamente e unanimatamente (è di ieri sera la visione di QUALUNQUEMENTE al cinema...) appurato che il suddetto era un cretino con in mano uno strumento di cui ignorava l'uso base.
il fatto che stesse cercando nella QP giustificazioni e richieste di verifica inutili (se navighi e non ti disconnetti quando hai finito, il problema non è dell'operatore telefonico. sei tu. cambia telefono) ha reso chiaro il fatto che non volesse ammettere nemmeno a se stesso di essere un emerito imbecille e incapace a usare quanto aveva per le mani.

"fondamentalmente inutile ai più", diceva.
ebbene sì.
la QP è certissimamente convinta che, presi 100 possessori di iPhone4, 103 non sanno quali siano, e quindi non usano, le n applicazioni dello stramaledetto.
e allora...se non le usano, perchè se lo comprano?
perchè sì.
perchè, per avere l'iPhone4 32GB, chiudono un contratto in comodato ancora in corso con l'iPhone3 32GB, che si tengono, pagando penali?
cosa faranno: andranno in giro con il 3 da un orecchio e il 4 dall'altro?

statys symbol.
questo è.
e per questo la QP non lo tollera.

PS è capitato più volte, finita la telefonata, sentire il cliente dire e adesso come si spegne?

28/10/2010

PRONTO, SIGNORINA?


premessa
nell'immaginario collettivo, chi lavora al servizio clienti di compagnie di telefonia mobile, è uno studente spiantato, il quale lavora per pagarsi gli studi mentre aspetta di andare a fare il lavoro per il quale sarà laureato e, quindi, fa questo lavoro svogliatamente. inoltre è nubile o celibe, ragion per cui ci si sente spesso autorizzati a dargli del tu, pur non sapendo che faccia abbia.

la quipresente (laureata da 5 anni e sposata da 3) lavora per una compagnia di telefonia mobile e il suo ruolo è aiutare i clienti a risolvere i loro piccoli-grandi interrogativi-problemi, che quotidianamente incontrano nella loro vita di comunicatori multimediali senza fili.
il fatto di prendere chiamate in entrata e non di farle in uscita, fà si che non ci si senta chiudere il telefono in faccia dal potenziale cliente cercato per vendergli il prodotto; l'altra faccia della medaglia, però, c'è ed è che non si sa, quando la chiamata entra, chi e per cosa si trova dall'altra parte della cuffia.
questo significa che la QP, in questi primi 10 mesi di lavoro, ne ha già sentite.
tipo:

CLT- cliente
QP- quipresente


CLT "buongiorno, vorrei sapere quante SOGLIOLE ho ancora per questa settimana..."
QP "vuole sapere quanto ha consumato delle SOGLIE previste dal suo piano tariffario?"
CLT "sì, sì, così so quanto mi resta nelle SOGLIOLE!"
QP "allora, le SOGLIE settimanali del suo piano tariffario prevedono 100 minuti di chiamate verso tutti e 50 sms. fino ad ora ha consumato X..."
CLT "Ah, grazie...e, senta, come devo fare per consultare le SOGLIOLE dal telefono?
QP "..."

CLT "ho ricevuto un sms per la fattura non pagata, ma io vi ho dato i dati della carta di credito il mese scorso! Perchè non ha funzionato?"
QP "qualche problema di sistema, signora, ma comunque se ha con sè la carta, possiamo effettuare il pagamento adesso, on line, così risolviamo il problema!"
CLT "No, scusi, ma se il problema è vostro perchè devo risolvervelo io?"
QP "..."

CLT "Signorina, devo comunicare i dati della carta di credito, ce l'ho qui..."
QP "...bene, mi dica pure! che circuito è?"
CLT "Eh, è una parola..."
QP "..."

CLT "Signorina, la mini-usim che mi hanno dato per l'iPhone non funziona! come faccio? a me il telefono serve!"
QP "guardi, la usim è attiva. provi a recarsi presso un rivenditore per fare delle prove incrociate inserendola in un altro iPhone. se non funziona gliela sostituiscono immediatamente!"
CLT "Uh, ma se invece taglio quella vecchia e la metto nell'iPhone?"
CLT "Nooooooo"

QP "...ok, mi dice a chi è intestata l'utenza?"
CLT "a XY, mia madre"
QP "mi può dare la data e luogo di nascita della signora XY?"
CLT "...ah...boh...non me la ricordo..."

28/09/2010

DI SENSO CIVICO E SLALOM CITTADINI


ce ne sarebbero di cose di cui parlare.
il nostro mondo quotidianamente ci riserva fatti, eventi, frasi e gesti che a commentare tutto non servirebbero le 24 ore canoniche di cui il Padreterno ci fornisce. mi riferisco alla parte politica, guarda un po' che strano, di questa Italia.
non volendo però imbestialirmi troppo -la mia preoccupazione in questi casi è rivolta a me e non a chi la pensa diversamente e che potrebbe sentirsi offeso, non me ne si voglia- ho deciso di parlare d'altro.
un argomento che in realtà c'entra molto con la politica, giacchè se la politica è un qualcosa di intrinsecamente cittadino..beh, ecco qua.
vivo con il maritopreferito in una parte di Roma non propriamente signorile ma nemmeno malfamata; diciamo che i nostri vicini di quartiere appartengono mediamente al ceto medio-alto-tendente-all'alto. noi ci ritroviamo qui per una serie di circostanze, ma non è questo il punto.
solitamente, quando si parla di quartiere dal ceto medio-alto viene da pensare all'educazione, al senso civico, al ripetto della cosa pubblica di chi questo quartiere lo popola. almeno, io parto ottimista e con questa idea in testa.
bene. anzi, male. perchè non sempre è così.
non è così dove abitiamo noi.
amo i cani, non ne ho ma non ho niente contro di loro e chi gli fa da padrone ma vado in bestia quando i suddetti abitanti di ceto medio-alto, pur avendo sacchetto e paletta attaccato al guinzaglio, portano i loro fidi amici in giro lasciando che questi ultimi, completamente ignari delle conseguenze, caghino liberi al centro del marciapiede.
e noi, che guarda un po' che sfiga passiamo su quel marciapiede almeno due volte al giorno, siamo costretti a fare lo slalom.
a quanto pare sacchetto e paletta attaccati al guinzaglio hanno l'unica funzione di complementi d'arredo.
farla prendere dai padroni con le mani -senza guanti, ovviamente- per portarsela a casa è la punizione che puntualmente mi viene in mente di attuare ad ogni passaggio sul suddetto marciapiede -ce ne sono di peggiori che ho pensato, ma non voglio far venire nausea a nessuno.
tutto ciò mi fa pensare che l'alta locazione sulla scala sociale che dà un buon conto in banca e la casa in un bel quartiere, non rendano educati nè tanto meno signori per default e, anche, che costoro mi fanno una gran pena -mi riferisco ovviamente ai cani.
poi, che quotidianamente mi imbesti per dover fare gli slalom di cui sopra, che manco Alberto Tomba con lo slalom speciale, è un'altra storia!

PS sarei anche curiosa di vedere le facce di questi educati signori al momento della deposizione delle opere...

04/01/2010

IL MIO IMPEGNO PER IL 2010

Tanti pensieri per questo nuovo anno appena arrivato.
Il primo, piuttosto futile, è che finalmente ho iniziato a usare la nuova agendina comprata a metà novembre, sottile, essenziale, con apertura landscape, copertina blu, segnalibro ed elastico di chiusura rossi. Pagine avorio ancora intonse. C’è sempre una sorta di emozione a iniziare l’agendina nuova, curiosità sul cosa vi ci si scriverà sopra, come e quando. Staremo a vedere.
Il secondo è uno di quei famosi “buoni propositi per il nuovo anno”, termine che da sempre è sulla bocca di tutti ogni fine dicembre e inizio gennaio. Questa parola mi sta un po’ sulle scatole, pensandoci, proprio per questo suo essere tanto di moda, per essere diventata una frase di routine solo in determinati momenti dell’anno. Durante il resto dell’anno si devono pensare cose nefaste? Programmare attentai? Architettare cattive azioni? Boh.
Il mio impegno per questi 361 giorni rimasti, è di riuscire a fidarmi di più, avere più fiducia in tutto quello che faccio, in come lo faccio, perché lo faccio. Parlo di una fiducia non rivolta solo a ciò che fa parte di me e che è espressione della mia persona. La fiducia che voglio incrementare è sul perché (e c’è) della mia presenza su questa terra, sui motivi perché essa è così, a volte diversa da come la vorrei, da come l’ho sognata, da come riesco a tenerla in piedi. Vorrei fidarmi maggiormente di Dio e del suo pensiero su di me; convincermi una volta per tutte, o almeno sempre un po’ di più, che ogni cosa è buona, di quelle pensate per me, che già ho e che devo ancora ricevere. Ogni cosa è buona di quelle pensate da Lui per la quipresente, partendo dal fatto che niente di quello che mi chiede è fuori dalla mia portata. Lui pensa, disegna e manda, apparentemente senza libretto di istruzioni, senza preavviso ma ogni volta è tutto fatto e pensato su misura, tenendo presente stazza, larghezza delle spalle, punti accumulati, CV, dati anagrafici e quant’altro. Ecco, di questo devo maggiormente fidarmi: dell’esclusività e bellezza dei progetti che mi sono destinati. Come potrebbero essere progetti approssimativi, lasciati a metà, fatti senza prendere la misure giuste e senza tener conto dei miei gusti, delle mie esigenze e delle mie preferenze? Non lavora forse da Dio?
La sfida per questo 2010 è quindi ricordarselo, tenerlo ben presente, come un chiodo piantato nel cervello.

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