03/02/2018

+5 *** NON BASTA DIRMI TI AMO *** DANIELA VOLONTE' (o della fine del quinto libro nel 2018)

lo sapevo che sarebbe finito velocemente, questo libro, ma come dicevo la letteratura da femmina sotto l'ombrellone per forza di cose impegna poco -e qualche volta serve anche, pure a fine gennaio.
la così facile letteratura della Volonté mi ha però in qualche modo coinvolto e più di una volta mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi. sarà perché ha descritto situazioni plausibili o emozioni che ho vissuto sulla mia pelle...fatto sta che mi ha toccato.

Beatrice è una ventinovenne fidanzata con Matthias, il giovane rampollo di una maison di moda milanese dove lei stessa lavora.
poco dopo il suo ritorno da New York, dove insieme a uno sconosciuto inglese ha salvato la vita ad un uomo colto da infarto all'aeroporto, si ritrova un anello di fidanzamento al dito con una proposta di matrimonio da parte di Matt.
catapultata nei preparativi del suo matrimonio (gestiti dalla futura suocera, macchina da guerra per eventi) vive il sogno di ogni giovane donna che si prepara a vivere la vita con l'amore della sua vita, anche se...anche se tutto quanto ha un che di strano, qualcosa non torna, non le sconfinfera.

insomma lo sconosciuto inglese non si rivelerà poi tanto sconosciuto, si ritroveranno in un agriturismo toscano e si sconvolgeranno la vita a vicenda, in seguito alla scoperta di Beatrice che Matthias, il suo promesso sposo, la tradisce da tempo con Allegra, ovviamente la più stronza della casa di moda.

una via del centro storico di Genova
la letteratura rosa non è il mio forte, devo dirlo, ma ammetto anche di volerne sentir parlare ogni tanto, proprio per non affaticarmi nella lettura, per andare veloce, per vincere a mani basse...

l'ho finito ieri sera quando la notte era ancora lontana e potendo permettermi di non avere la sveglia presto, questa mattina, ho subito iniziato un nuovo libro di Bruno Morchio, Rossoamaro, sempre su ebook.
torno così tra le mura della mia Genova e di tutta la Liguria. è sempre bello immergersi in una storia di investigazioni  potendo vedere con gli occhi veri i luoghi citati e descritti.
piuttosto...dovrò un po' tornare a Genova. ne ho bisogno. I need to.

Love,
MC




02/02/2018

+4 *** SCHELETRI *** STEPHEN KING (o della fine del quarto libro nel 2018)

(quattro libri in un mese. bene).

è la terza raccolta di racconti di King che leggo da quando ho imparato a conoscere questo maestro della letteratura americana - anzi mondiale.
il titolo non promette niente di tranquillo, rispetto a Stagioni diverse e A volte ritornano e per certi versi è così, visto che alcuni racconti mi hanno fatto irrigidire un po' sulla sedia, il divano, il letto, il sedile della metropolitana o del treno, in base a dove mi trovavo mentre leggevo...

decisamente il racconto più avvincente (e lungo, quindi ben strutturato, lavorato, pieno di cose per far lavorare bene la fantasia di chi legge...) per me è stato La nebbia il quale mi ha lasciato dentro la nettissima sensazione che non guarderò più con così tanta indifferenza un banco di nebbia, ovunque esso sia. anzi, ogni banco di nebbia che incontrerò, penserò a King e ai suoi non meglio identificati mostri che bloccano una ventina di cittadini americani in un supermarket per due giorni, dove alcuni perderanno la vita ed altri...

così come ogni volta che, dalla spiaggia, vedrò un galleggiante fisso per bagnanti, ripenserò a La zattera e a quello che successe a quei quattro viziati adolescenti americani, che per fare l'ultimo bagno dell'estate al lago...finiranno col non farne più per tutta la vita.

o come La scimmia, la cui lettura mi ha coinvolto parecchio e fatto sentire nelle orecchie il suono dei piatti suonati, quello del metallo scadente, leggero, usato per i giocattoli dei bambini, che a volte alcune scimmie peluche hanno attaccato alle zampe anteriori.

il più nauseante è certamente stato L'arte di sopravvivere, dove un medico chirurgo, naufrago su un'isola deserta, cerca di vivere il più a lungo possibile...nutrendosi di sè stesso.

una caratteristica molto frequente nei racconti di King è non arrivare mai a svelare veramente la sorte toccata ai protagonisti delle sue storie. si intuisce, si immagina, si inventa e ingigantisce nella propria mente, il che può essere un bell'esercizio di fantasia per noi lettori ma anche un'arma a doppio taglio, generante scenari più o meno tragici e ricchi di dettagli. lo fa apposta, di certo. per questo lo amo.
così come amo, ogni volta, la sua apertura e chiusura del libro, dove si rivolge direttamente al lettore; ha un'ironia sottile, efficace, tagliente ma anche discreta. mi chiedo come sia parlargli dal vivo...

Adesso sono passata un attimo a ridurre la mia mente alla ruota usata dal criceto, giusto per aprire le finestre e far prendere aria alle sinapsi, con un Non basta dirmi ti amo della Daniela Volontè (non nuova nel mio ebook) che potrebbe essere relegato nella categoria Harmony come mi ha suggerito A. 😆 ma che ogni tanto serve. tra oggi e domani finirà tra i libri letti e probabilmente mai più leggibili ma dai, per 1.99€, mica possiamo aspettarci 'sta grande letteratura, no?

Love,
MC

20/01/2018

TAGLIO O NON TAGLIO?

(disquisizioni sui massimi sistemi, stasera. occhio che i neuroni potrebbero stancarsi!😂)

qualche giorno fa mi è venuto in mente di tagliarmi i capelli.

hai 39 anni, dai, mi dicevo, inizia a fare i conti col fatto che non sei più una ragazzina ma ormai una donna, tu che hai sempre pensato e detto che "oltre una certa" le donne devono avere i capelli non più lunghi di un tot sennò sono ridicole...

ci ho pensato e ripensato, complice anche il fatto che ultimamente me li dovrei lavare un giorno sì e uno no, non di più, grazie alla meravigliosa aria che si respira a Roma o vai a capire per quale altro astruso motivo, fatto sta che iniziavo a rompermi di tutta questa manutenzione. 
Sarah Jessica Parker, 53 anni. Per dire...
che poi, a bene vedere, si tratta solo di lavarli, tenerli avvolti nel turbante di spugna una mezz'ora o fino a quando mi va, e poi asciugarli, con ben poca piega... insomma, più che altro è la breve resa successiva che mi rompe, che il lavaggio e asciugatura in sé. ma tant'è.

così ci ho pensato e ripensato, ho chiesto in giro e...ciao! niente, nada, nein. 
mi sono accorta che in giro ci sono donne ben più attempate della quipresente che portano fluenti chiome da ventenni, e ventenni non sono e la ventina l'hanno superata da un bel po', mentre io son qui, senza manco un capello bianco a 39 anni suonati (e visto che pare abbia preso da mia mamma, avrò davanti forse un'altra decade di immunità dal bastardo capello bianco) con i capelli a quasi metà schiena e mi preoccupo? ma anche no! 😋
finché non diventerò insofferente, andrò avanti anche se, conoscendomi, tra non molto mi verrà e qualcosa finirà per cadere ai miei piedi e a quelli del mio parrucchiere di fiducia, il mitico Franco Jr Anelli di Frascati...

per ora niente, continuo a fare la trentanovenne che non lo sembra, a detta di qualcuno, e a godermi le chiome fluenti. 
che poi c'è da dire che quando sono di una certa lunghezza hanno il loro fascino. 
embè sì, eh?!

Love,
MC

11/01/2018

+3 *** UNICO INDIZIO LA LUNA PIENA *** STEPHEN KING (o della fine del terzo libro nel 2018)

ho abbandonato L'ulivo e le pietre. ebbene sì, l'ho fatto ed ora giace nel luogo in cui stava prima e dove starà fino al ritorno alla sua casa, quella delle zie di Genova®
succede molto raramente che lasci perdere un libro. di solito tiro avanti a leggere, magari arranco un po' più del solito, altre vado spedita (tutto dipende dalla storia, da come le parole sono messe vicine e, perché no, dalla me in quel momento in cui leggo quel libro preciso...) ma arrivo sempre in fondo, in qualche modo. 
questa volta ho gettato la spugna abbastanza presto, devo dire, ma non capivo molto. la questione israeliano-palestinese, questo il tema di questo libro di Ugo Tramballi. non ci ho mai capito granché di questa storia e continuo a non capirci niente. sarebbe forse stata la volta buona capirci qualcosa, magari, solo che per me un libro deve farsi leggere se non altro con piacere: magari non travolge, non porta fuori dal tempo e dallo spazio (ma quando succede...goduria!) ma se nemmeno piace...beh, scusate, perché farsi del male in un momento che dovrebbe essere di relax mentale? 
ecco, sulla base di questo, ho chiuso il suddetto e niente, sono passata al successivo King della mia lista personale, sempre quella stilata dal mio personal trainer A. e quindi ho preso in mano la versione digitale di Unico indizio la luna piena.

una storia lunga un anno, perché questo libro di ben 47 pagine fu scritto in dodici episodi che, secondo l'iniziale progetto, dovevano essere inseriti in un calendario. 
sissignori, sarebbe stato pubblicato un calendario con episodi di un romanzo breve scritti da Stephen King ed immagini illustrative dell'episodio stesso. purtroppo il progetto naufragò ma non l'idea in sé, infatti parole e immagini vennero comunque pubblicate in un libretto che divenne Unico indizio la luna piena.
esiste la versione originale fatta di parole e immagini, nell'edizione cartacea; purtroppo per me in ebook ho potuto godere solo delle parole, ma ho avuto qualche soffiata dal mio personal trainer sullo stile dei disegni.

qui si parla di un lupo mannaro che ogni mese, al plenilunio, fa macello - nel senso letterale del termine - in una cittadina americana dove i suoi abitanti, dapprima increduli per i fatti accaduti e col passare dei mesi sempre più spaventati, si troveranno liberati da questo caos per mano della persona meno accreditata e meno popolare della città.

mi sta venendo in mente adesso che ad abitare in una cittadina americana in mezzo al nulla, con boschi nei paraggi e il tipico scenario da film tipo: l'unico distributore di benzina, l'unico locale dove andare a bere, l'unica stazione di polizia nel giro di 20 miglia... ci sarebbe stato da aver paura a sfogliare le pagine del calendario e leggere ogni episodio. 
il genio di King. ancora.
che poi a ben vedere, il linguaggio usato è anche molto semplice, comprensibile da tutti (proprio perché un calendario se lo comprano tutti, no? e quindi a tutti sarebbe dovuto arrivare il messaggio mensile) ma efficace.
bello. mi è piaciuto.

ora passo a Scheletri sempre di King e vediamo che succede.

Love,
MC

07/01/2018

+2 *** LACRIME DI SALE *** PIETRO BARTOLO (o della fine del secondo libro nel 2018)

e' difficilissimo dire qualcosa di questo libro, difficile come non mai, come non mi è mai successo in tutti questi anni.

Pietro Bartolo è il medico di Lampedusa che presta il primissimo soccorso alle donne, i bambini e gli uomini che arrivano sulla sua isola, e lo presta solitamente sul molo se non direttamente sulle navi della capitaneria di porto.
un uomo, un medico. un eroe.

(...) provo a immaginare la scena di una mamma disperata che sa di dover morire da un momento all'altro. che non ha alternative se non quella di adagiare la sua bimba tra le braccia di un'altra donna. una donna che nemmeno conosce, un'estranea, con la quale ha condiviso solo quella porzione di viaggio e alla quale sta affidando ciò che ha di più prezioso. con la speranza che la compagna di traversata possa proteggere la sua creatura e fare in modo che almeno lei si salvi.
io credo che tutto ciò non sia umano. eppure accade ogni giorno, continuamente, e noi ce ne accorgiamo solo quando diventa "notizia", e poi facciamo presto a dimenticare, a tornare alla nostra routine. (...)


Pietro e Favour, la bimba affidata ad altre braccia..

forse questo basta a spiegare il mio stato d'animo leggendo e, soprattutto, cosa ho sentito dentro di me al sentire la prima "notizia" riguardante in qualche modo migranti in arrivo, in transito, sulla nostra terra.
mi è venuto il mal di stomaco che tante volte ha provato e prova Pietro Bartolo aiutando questi suoi, questi nostri fratelli disperati.
perché non puoi essere che disperata, se ti imbarchi da sola, incinta, con una bambina piccola che poi lasci nelle braccia di una donna sconosciuta.

che lo leggano tutti questo libro, a iniziare dai loschi figuri che siedono in Parlamento e poi tutti, tutti, indistintamente tutti.

Love,
MC

06/01/2018

COME LE PIETRE DEL FIUME...

ogni tanto mi diverto a cambiare la grafica del blog; mi piacerebbe di più se potessi personalizzare fino in fondo il mio spazio digitale, ma le mie conoscenze informatiche pari a zero-virgola poca roba non me lo permettono (nonostante qualcuno mi ritenga una non dico esperta ma che sa barcamenarsi), quindi mi devo accontentare di quanto blogger.com fornisce. che poi non è male, per carità, è solo che, per esempio, ho foto che reputo bellissime, fatte dalla quipresente, che sarebbero su misura per lo sfondo, eppure restano lì, nell'archivio digitale da due terabyte...

lo sfondo che ho scelto questa volta mi sembra di non averlo mai utilizzato, da che sono nata su blogger, ma non è questo il punto.
il punto è che voglio fare come le pietre di questo fiume; se mi voglio dare un proposito per questo 2018 (parla una che fugge i bilanci di fine anno, di compleanni, di periodi e così via, così come i buoni propositi - se non altro perché a meno di scrivermeli, due giorni dopo averli pensati, puf, svaniti, andati...) è proprio questo: essere una pietra di fiume, senza traccia di muschio perché, seppur travolta dalla vita e dagli eventi (nel senso che non ho proprio una vita moscia, questo 2017 me l'ha insegnato e continua a farlo il suo collega più giovane), non mi sposto, resto lì, resisto. sarà da sistemarmi tra le altre pietre certo, lo farò e troverò il mio posticino, ma senza rotolare via. almeno, voglio provarci. e per rotolar via intendo non perdere il controllo, non venir spazzata da quello che vivo e che, non per scelta mia, mi rompe le scatole, così da potermi godere l'acqua addosso, quella fresca di montagna, che arriva dal ghiacciaio più in alto...

un proposito che per adesso ho fermato sullo schermo del computer e che mi tornerà alla mente ogni volta che passerò da qui. chissà come andrà, cosa ne verrà fuori.
questo 2018 è ancora tutto da scrivere.

Love,
MC

05/01/2018

+1 *** L'UOMO IN FUGA *** RICHARD BACHMAN (o della fine del primo libro nel 2018)

succede sempre così: il libro che inizio a fine dicembre, va sempre a finire l'anno dopo ed io, sempre, lo considero il primo della lista del nuovo anno.
questo L'uomo in fuga è il primo di quella che spero sia una lunga lista, più lunga di quella del 2017, visto che quella del 2016 era stata del tutto ragguardevole (2016 batte 2017 46 a 36, santi numi!).

questo mio sesto King letto (e sì, perché Bachman è solo uno pseudonimo di Re Stephen), l'ho finito mercoledì 3 gennaio tra il viaggio in metro per andare a lavorare e i minuti prima dell'inizio del lavoro (che per il lavoro che è non mi permette certo di farmi i fatti miei addirittura con un libro davanti - con la mente sì, a volte, ogni tanto-tanto), leggendo forsennatamente e senza curarmi di chi arrivava, diceva, parlava...
dovevo sapere come sarebbe finito, non avrei potuto resistere sei ore prima di vedere l'epilogo della storia e così è successo che alle 8:59 ho chiuso l'ebook con davanti la parola Fine. e nella mia testa si sono materializzate le parole porcamiseria 😨.

non c'è niente per cui provar paura andando avanti con le pagine, piuttosto ho provato un senso di disagio nel ritrovare scritte, ben 36 anni fa, cose, emozioni, pensieri che, cari miei, descrivono molto bene il corrente 2018 e il suo predecessore 2017, che forse ha più materiale di discussione in quanto più anziano. uno per tutti, che mi è rimasto impresso, è il concetto che se qualcosa veniva mostrato o detto in tri-vù (l'erede della nostra tivù) allora era vero, fuori discussione, realtà. che fosse assurdo o meno non importava, dal momento che il senso critico e valutativo dei cittadini era stato ridotto a zero...proprio per propinare la "realtà" scelta da altri attraverso lo schermo.

nell'anno 2025 Ben si ritrova, costretto dai tragici eventi che lo coinvolgono (non ultimo quello di appartenere alla classe svantaggiata della periferia della città in cui vive) a scegliere di partecipare al gioco dell'Uomo in fuga per provare a guadagnare soldi e poter curare la figlia piccola, gravemente malata.
l'uomo in fuga è un reality, diremmo oggi, pensato dalla Rete, dove il protagonista, ricercato da forze speciali dette i Cacciatori, guadagna 100 nuovi dollari americani per ogni ora in cui non si fa trovare, riuscendo a rimanere vivo. la posta in gioco è altissima, poiché i cittadini che lo vedono possono denunciarlo ai Cacciatori, i quali devono farlo fuori. questo è il loro lavoro, uccidere persone.
il tutto, in diretta tri-vu.

dramma psicologico per il protagonista, lo si tocca con mano, disperazione concreta, nostalgia di casa per la moglie e la figlia...
inaspettato finale, amaro, tragico. a tratti eroico, per me.

questo romanzo fa parte della lettura propedeutica che il mio personal trainer A. mi ha indicato e, come tutti gli altri King, è stato bevuto, assaporato, goduto e apprezzato al 100%.

ora mi fermo per un attimo e mi trasferisco in Italia con Lacrime di sale di Pietro Bartolo della libreria delle zie di Genova®, ma poi ho la scaletta di Re Stephen propedeutica a IT che mi aspetta! 😎

Love,
MC

Ps: a differenza di due sere fa, stasera in tv non c'è una mazza, nada, nothing, nichts... 😐



01/01/2018

STASERA IN TIVU'

quasi ogni sera, se come questa sono a casa a orari decenti per vedere un film in tv dall'inizio (quindi NON quando stacco alle 21) stasera in tv è quanto digito su google.com (senza il quale siamo tutti praticamente monchi, ormai. ma come facevamo a vivere senza, prima? boh!) e per la maggior parte delle volte la risposta che google.com mi dà è decisamente sconfortante, con il nulla cosmico disponibile sullo schermo piatto -e sono quelle sere in cui, alla fine, mi rifugio nel web o, meglio ancora, me ne vado a letto a leggere.
poi invece ci sono serate come questa che porcavaccaboia, il benedetto che le ha pensate (sia persona o computer) ha voluto farci smoccolare.
perché:

- RAI1: Roberto Bolle danza con me-tanta, tantissima roba, sprecata, occhei, perché l'etoile è gaio, ma tanta roba lo stesso, sia artisticamente che, ehm...anatomicamente;
- RAI2: Rapunzel della Disney - bello bello bello, come i cartoni Disney sanno essere, anche a 39 anni suonati (siamo tutti bambini dopo tutto);
- RAI3: Il gioiello del Nilo - ovverosia il sequel di All'inseguimento delle pietra verde, commedia avventurosa con un portentoso e fascinoso Micheal Douglas, che ho visto e rivisto e rivisto ancora da un certo punto della mia infanzia in poi, avendolo registrato su VHS;
- RAI4: Dracula di Bram Stoker - che ho visto pochi mesi fa in dvd e che rivedrei volentieri ma che il resto della famiglia schifa solo dal titolo, quindi nada...
- ITALIA1: Independence Day - senza il quale posso anche vivere ma che, perché no, ogni vent'anni posso anche vedere;
- RETE4: Via col vento -per il quale non c'è proprio niente da dire, se non una nota personale, ovvero che giusto ieri sera ho avuto per le mani e sotto gli occhi il famoso occhi-negli-occhi di Vivien Leigh e Clark Gable;
- PARAMOUNT PICTURE: Mona Lisa Smile - con la mia amica Julia Roberts nella versione al femminile de L'attimo Fuggente, che ho visto e rivisto ma che fa sempre piacere vedere - un po' tipo Pretty Woman, che però sta spanne e spanne sopra per il piacere di visione;
- SONY: Invictus - L'invincibile - filmone, che mi attira meno di altri e che, diciamo, passa, ma messo nel mucchio così, ti fa dire porcavacca...
- CIELO: Buon compleanno Mr.Grape - tanta roba anche qui, un giovanissimo Johnny Depp, quando ancora si lavava 😅;
- LA7: Il cowboy col velo da sposa - visto e rivisto anche questo quando ero ancora minorenne, e che mi farebbe piacere rivedere.

insomma, questo è quanto e per fortuna son finiti i canali e non ho Sky.

ci sono sere in cui il televisore è un complemento d'arredo e alte come questa, quindi ora domando e mi domando: se c'è una persona dietro a questa scaletta, è un microcefalo o uno stronzo che si diverte a farci scapocciare; se invece c'è un algoritmo, l'umano che l'ha messo insieme deve essere lo stesso microcefalo di cui sopra, sennò non si spiega.
detto questo, pare che il telecomando si sia nel frattempo fermato su Rai2, più o meno volontariamente...

Love,
MC

30/12/2017

+36 *** STAGIONI DIVERSE *** STEPHEN KING (o della fine del trentaseiesimo libro nel 2017)

(e con questo siamo a cinque libro di King letti quest'anno, da questa estate ad oggi).

una raccolta di quattro racconti, questo Stagioni diverse, che inizia col botto con niente di meno che
Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank, da cui è stato tratto il film Le ali della Libertà dove, come dicevo qui, penso che Frank Darabont abbia fatto ben poco sforzo a metterla insieme, la sceneggiatura, visto che tutta la fatica l'ha fatta Stephen al posto suo un bel po' di anni prima.
per me questo primo racconto è stato come leggere un film ma con una sensazione particolare: avevo negli occhi alcune immagini del film ma non è stata una lettura inquinata dalla pellicola (forse perché il film l'ho visto almeno dieci anni fa l'ultima volta) pertanto mi sono goduta ogni pagina, per quanto in alcuni passaggi ci sia durezza e crudeltà.

Un ragazzo sveglio ci racconta di un ragazzino di buona famiglia, il classico belloccio americano, figlio unico, bravo a scuola, e di un anziano tedesco, ex ufficiale delle SS divenuto cittadino americano, che diventano diciamo amici perché, di fatto, si scoprono entrambi due assassini, due psicopatici potremmo dire, che placano i loro istinti bestiali ammazzando gente un po' a caso (o avendolo fatto in passato con la giustificazione di aver ricevuto ordini dal fuhrer). finale meritato per entrambi questi due maledetti, devo dirlo, e storia a tratti inquietante. ma bella.

Il corpo è la storia di quattro dodicenni compagni di scuola i quali, per provare in qualche modo a se stessi e agli altri di essere tosti, si avventurano lungo boschi, rotaie del treno e colline alla ricerca del corpo di un coetaneo che hanno saputo essere morto, se per mano di qualcuno o per un incidente non ci è dato di sapere...
insomma, i quattro troveranno pane per i loro denti e fantasmi personali da affrontare tra cani sguinzagliati alle costole, guardie notturne nel bosco, sanguisughe attaccate alla pelle e un branco di ragazzi più grandi (alcuni dei quali loro fratelli) che incontreranno attorno al "corpo", dove si recheranno per fare più o meno come i loro conoscenti/fratelli più piccoli, ovvero sfidare loro stessi dimostrando chissà cosa.
amicizia, amarezza, fiducia e paura (non orrore, no, quanto "la solita" paura ancestrale che ognuno di noi ha di essere abbandonato, di rimanere solo, di non farcela...) ci vengono incontro in questo racconto e mi pare di poter dire che qui, più che in altri, viene fuori forse la vita di King, i suoi vissuti, le sue ansie e paure di bambino, adolescente, ragazzo...

infine l'autore ci delizia con Il metodo di respirazione che, devo proprio dirlo, è il racconto che mi ha coinvolto più di tutti, probabilmente perché la protagonista è una giovane donna (mi sto dando della giovane, quindi...😅) nubile che nella NY degli anni '30 si trova in attesa di un figlio o, come si era soliti dire a quel tempo, nei guai. troverà un amico nel dottore che accetterà di seguirla per tutta la durata della gravidanza...e del parto.
anche questa volta King denuncia a voce alta gli stereotipi americani (ma direi occidentali in genere, se non altro mediterranei) e il pensiero comune che a quei tempi girava intorno a donne che, come Sandra, si trovavano ad essere in attesa di un figlio ma senza avere un marito...o averlo mai avuto.
il racconto ci arriva dalle parole del membro di un club dove ogni giovedì sera, per parecchi anni, il protagonista si reca e dove era tradizione che ogni giovedì prima di Natale uno dei membri raccontasse una storia impegnata di soprannaturale. la storia di Sandra, appunto.

ho apprezzato anche questo libro e mi domando se resterò mai delusa da un King.
potrebbe succedere oppure no. chissà. sono curiosa, lo confesso, di andare avanti a leggerlo; a proposito, sempre come dicevo nell'ultimo post sul trentacinquesimo libro finito, ho la scaletta pronta per arrivare a IT 😎

Love,
MC

PS finiamo l'anno in bellezza, qui, con placche in gola e antibiotico in corpo. ne avrei fatto anche volentieri a meno, eh? 😑


22/12/2017

SECONDO TE COSA LA FAREBBE FELICE?

qualche giorno fa si è scatenato il putiferio sul web per la pubblicità che il marchio Pandora ha lanciato per il Natale 2017, venendo definita sessista (contro le donne, ovviamente) ed offensiva.


sarà che sono una che di queste cose se ne sbatte altamente (del sessismo, intendo) perché per quanto non sia giusto, per esempio, che una donna venga pagata meno di un uomo sul posto di lavoro pur svolgendo la stessa mansione (a parità di anzianità aziendale ed anagrafica, ovviamente), penso che il maschio debba fare il maschio e la femmina la femmina, sennò non saremmo nati uomini e donne ma essere asessuati e di genere neutro, pertanto questo slogan non mi fa nessunissimo effetto, non mi offende e anzi.:

1) sono una donna che stira perché non ha la colf,
2) che si mette il pigiama dopo che torna a casa e s'è fatta la doccia (con tanto di vestaglia di pile, che mica posso morir di freddo per far la femminona tra le mura di casa, eddai!)
3) che si mette il grembiule quando sta ai fornelli E che ha un bracciale Pandora al polso destro, da poche settimane per giunta! e anzi, me ne comprerò altri in futuro perché, ebbene sì, mi piacciono pure e tanto!

quindi per quanto mi riguarda tutta 'sta manfrina del contro le donne e della pubblicità sessista io proprio non la vedo e, anzi...non sarà che chi reagisce a queste cose rosica per qualche altro motivo, che non verrà mai a dirci, e quindi la butta in caciara per alzar su un polverone?
così, dico per dire...

Love,
MC


Post in evidenza

 Ventotto libri da gennaio 2026, circa cinque e mezzo al mese, più o meno, è quanto ho combinato con il mio ebook, per lo più, fino ad ora i...