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12/10/2021

QUATTRO COSE

sono qui alla scrivania con la coperta sulle gambe, le mani fredde e le gambe accavallate per limitare la dispersione del poco calore che ho dentro...mi sembro una vecchietta sulla poltrona. ah, ho anche le pantofole di lana cotta. 
si, sono proprio una vecchietta. 

nonostante questo, a me l'autunno piace. temperature più basse, a tratti miti, che al sole si sta che è una bellezza, e giardino non in perenne stato di sete, ovvero se mi dimentico un giorno o non mi va di bagnare, non crepa nessuno. 
manco i fiori. 

nei prossimi giorni ci dò un taglio, dal mio parrucchiere di fiducia Frenkie, vado a darci un taglio, uno di quelli belli. mi sono stufata delle tende da finestre che ho intorno al viso, per quanto quando vedo chiome lunghe et fluenti, mi si apra il cuore. 
è che non mi va più di star lì a sbattermi a lavarli, asciugarli, farli...e siccome non ho un parrucchiere domiciliare a comando, mi devo organizzare. 

ieri sono stata a Roma per una visita medica e mi sono accorta di essere contenta di tornarmene a casa in campagna. 
il caos, il traffico, lo smog. mamma mia, come ho fatto a viverci per 11 anni? cioè, bello, bellissimo, per carità, abitavo anche a quindici minuti da piazza San Pietro, ma mi sono talmente disintossicata dalla città in questi tre anni qui sul litorale, che veramente, sono stata contenta di tornare. 
non credo riuscirei a stare molto bene se dovessi tornare a vivere in città.

ah, comunque mi sono messa un pile pesante addosso, sopra la felpa, e sto iniziando a scaldarmi adesso.
tutto a posto.

Love,
MC

23/07/2018

E VENNE IL GIORNO...

...in cui una ditta dei traslochi arrivò in una piovosissima mattina di quasi fine luglio, pronta a impacchettare tutta la mia vita fino ad ora, chiudendola dentro scatoloni di cartone;

...in cui Roma e il quartiere dovo ho abitato per quasi 11 anni non mi sono mai sembrati così belli, così desiderabili, così meravigliosamente perfetti come oggi;

...in cui paragonai le condizioni meteorologiche al mio umore, improvvisamente crollato sotto il peso di una nostalgia che già inizio a sentire;

...in cui la paura per il futuro è quanto mai presente perché non è mai stato tanto ignoto quanto oggi: a confronto il trasloco da Genova a Roma nel 1997, ventun anni fa, fu una passeggiata per me (ma lì avevo 19 anni e la vivevo come una rinascita - e poi andavo da Genova a Roma ragazzi, R O M A, mica cavoli);

...in cui provai, forse, quello che mia madre provò proprio a fine luglio dello stesso 1997 nel lasciare la città in cui aveva vissuto fin da bambina. io qui non ci ho vissuto da bambina, è vero, ma questa casa ne ha viste tante, di ogni tipo, e forse è questo che mi pesa, mi fa accartocciare il cuore.
di là c'è una vita intera da costruire, è vero, ma quella qui è stata particolare e speciale, soprattutto nell'ultimissimo anno.
posso di certo fare una cosa: portarmi tutto, tutto, via, negli occhi, nel cuore, nelle orecchie e nella mente.
non ci sarà trasloco che potrà scalfire alcunché. c'è chi sa cosa intendo. 💗

She's living like it's the last night on heart...
(U2)

Love,
MC

20/01/2018

TAGLIO O NON TAGLIO?

(disquisizioni sui massimi sistemi, stasera. occhio che i neuroni potrebbero stancarsi!😂)

qualche giorno fa mi è venuto in mente di tagliarmi i capelli.

hai 39 anni, dai, mi dicevo, inizia a fare i conti col fatto che non sei più una ragazzina ma ormai una donna, tu che hai sempre pensato e detto che "oltre una certa" le donne devono avere i capelli non più lunghi di un tot sennò sono ridicole...

ci ho pensato e ripensato, complice anche il fatto che ultimamente me li dovrei lavare un giorno sì e uno no, non di più, grazie alla meravigliosa aria che si respira a Roma o vai a capire per quale altro astruso motivo, fatto sta che iniziavo a rompermi di tutta questa manutenzione. 
Sarah Jessica Parker, 53 anni. Per dire...
che poi, a bene vedere, si tratta solo di lavarli, tenerli avvolti nel turbante di spugna una mezz'ora o fino a quando mi va, e poi asciugarli, con ben poca piega... insomma, più che altro è la breve resa successiva che mi rompe, che il lavaggio e asciugatura in sé. ma tant'è.

così ci ho pensato e ripensato, ho chiesto in giro e...ciao! niente, nada, nein. 
mi sono accorta che in giro ci sono donne ben più attempate della quipresente che portano fluenti chiome da ventenni, e ventenni non sono e la ventina l'hanno superata da un bel po', mentre io son qui, senza manco un capello bianco a 39 anni suonati (e visto che pare abbia preso da mia mamma, avrò davanti forse un'altra decade di immunità dal bastardo capello bianco) con i capelli a quasi metà schiena e mi preoccupo? ma anche no! 😋
finché non diventerò insofferente, andrò avanti anche se, conoscendomi, tra non molto mi verrà e qualcosa finirà per cadere ai miei piedi e a quelli del mio parrucchiere di fiducia, il mitico Franco Jr Anelli di Frascati...

per ora niente, continuo a fare la trentanovenne che non lo sembra, a detta di qualcuno, e a godermi le chiome fluenti. 
che poi c'è da dire che quando sono di una certa lunghezza hanno il loro fascino. 
embè sì, eh?!

Love,
MC

28/08/2017

+27 *** QUATTRO TAZZE DI TEMPESTA *** FEDERICA BRUNINI (o della fine del ventisettesimo libro)

no. non ci siamo.
mi spiace dirlo ma questo Quattro tazze di tempesta non mi è piaciuto neanche un po'.
ci racconta il tradizionale, annuale, incontro tra amiche italiane a metà Francia, a cui da anni queste quattro sono fedeli in occasione del compleanno di una di loro. ognuna arriva all'appuntamento sempre col suo bel bagaglio emotivo dietro, con qualche novità che scompiglierà gli animi, con un po' di rabbia da sfogare con chi si sa ci vorrà comunque sempre bene...
sarebbe stata una buona occasione per far venir fuori un connubio di vite, uno scambio di cuori e amicizia, per far scatenare 'ste quattro tempeste in quattro tazze, e invece la storia non è mai decollata, è sempre rimasta sulla pista di rollaggio e pure a mezza velocità. 
la Brunini non ha avuto forse la forza di spingere sull'acceleratore, non lo so, ma questo romanzo non mi è piaciuto e resterà lì per sempre. fermo. non lo riprenderò in mano e no, non lo consiglierò. no, nemmeno per un pomeriggio sotto l'ombrellone.
I'm sorry but...
subito dopo sono tornata a King e al suo 22/11/1963, sempre su segnalazione di A. e che dire...

1) sono affascinata, di nuovo, dalla capacità narrativa di King. ha ragione A. quando mi dice che andrebbe studiato a scuola come esempio di scrittura creativa, semplice ma efficace e diretta, che resta.
2) sono 848 pagine, sono a pagina 102 ma il numero delle pagine non mi spaventa, ho letto altri libri paragonabili per lunghezza e, anzi, penso che chissà cosa diavolo s'è inventato e meno male che ce n'è tanto, così non finisce subito!;
3) devo sapere come va avanti, quindi oggi che starò a casa - visto che nell'ultima settimana ci sono stata solo per dormire-  leggerò, leggerò e leggerò: mi voglio ammazzare di parole.

intanto inizia oggi per me un'altra settimana di ferie, che visto il rientro da folli che ho vissuto da lunedì 21 agosto (per la follia che ho dovuto affrontare, vedere, cercare di tener lontana da me) mi fa proprio bene. mi fa male per qualcosa d'altro, ma cercherò di tenere botta, barcamenandomi chissà come... 

per quest'ultimo sprazzo di ferie estive non credo che andremo via se non, forse, per un paio di giorni in Puglia per questioni più che altro logistiche che turistiche (anche se un bel bagno in Adriatico pugliese mi piacerebbe assai) ma visto che questa estate il sole preso è stato quello di Fregene e in tanti mi hanno detto "ma dove sei andata al mare, sei abbronzatissima?!?!"  ho potuto constatare direttamente che il sole di Fregene colora la pelle -bene, per giunta- come quello della Thailandia 😎 a molti meno euri, e di questi tempi...😁

Love,
MC

03/08/2017

CICALE NOTTURNE

parlare del caldo soffocante che c'è su Roma da giorni non è certo l'idea dell'anno, ma sto facendo un test: voglio vedere se scrivere al pc fa sudare come stare fermi, seduti, a fare niente.
dovrebbe, perché qui si pensa e si muovono, seppur di poco, le mani.

ieri sera ho provato a dormire intorno alle 23:30, alle 0:45 ero ancora sveglia e le cicale non si erano ancora fermate di cantare.
casa nostra è in una zona piena di alberi, per fortuna, che in estate ospitano miliardi di cicale, per sfortuna. ci sono giorni in cui sì, cantano, fanno da sottofondo quasi piacevole e d'altronde è estate e anche loro devono fare il loro lavoro, ma in dieci anni di vita qui non le avevo mai sentite cantare a sera così inoltrata. 😥 preferisco molto di più il canto dei grilli notturni, ma quelli ci sono in campagna e quando fa un po' meno caldo... 

non so se a un certo punto della notte si siano fermate, perché per mia fortuna ho dormito, so solo che alle 7:25 questa mattina erano già in attività. ora fuori c'è un gran casino, manco a dirlo: chi parla al telefono con me le sente attraverso la cornetta. rumore assordante.
questa mattina alle 8:30 sul balcone a nord, all'ombra, il termometro segnava 29°C.

tra un'ora devo uscire per andare a lavorare per il penultimo giorno di purgatorio (se non mi sciolgo sull'asfalto nel tragitto casa-macchina e macchina-ufficio) dopo di che domani dalle 14:01 sarò libera per due settimane e i bisognosi di psicoterapia avranno altre orecchie ad ascoltarli, altre menti a mandarli a quel paese, altre voci a dire cose diverse da quelle veramente necessarie (leggi butta il telefono e non mi sbomballare).
poi si rientra il 21, ma intanto pensiamo che oggi è il 3 agosto e basta. un giorno alla volta.

Love,
MC

Ps confermo: scrivere al pc fa sudare.


12/07/2017

...COSI' TANTO CHE RINCRETINISCE!

il caldo mi azzera il cervello.
dico solo che mi sono messa il costume per stare in casa, manco fossi in campeggio al mare. 😅

quando apro il frigo mi ci siederei dentro, altro che tenerlo aperto poco per risparmiare energia...
le ferie arriveranno solo dal 5 agosto, non manca così tanto eppure, sarà il caldo, ma le vedo trasformate in miraggio, lontane due ere da qui e la cosa mi pesa tantissimo. quest'anno arrivo alla pausa estiva col serbatoio decisamente in riserva.

questo vorrei davanti a me... starci immersa e basta, restare a mezz'acqua e sentire ogni centimetro del corpo cambiare, cedendo caldo e assorbendo tutto il fresco possibile...


Love,
MC

06/05/2017

L'OASI NATURALE DI NINFA E LA NUBE TOSSICA

risiedo nel Lazio da vent'anni, (compleanno il 19 luglio, per la precisione) e qualche mese fa un nostro grande amico ha buttato lì l'idea di andare a vedere i giardini dell'oasi naturale di Ninfa oggi, 6 maggio 2017.
ok tutti d'accordo, prenotati e pagati i biglietti, appuntamento ad oggi.
fico, Ninfa a maggio, quando sta esplodendo la primavera, dai, meglio di così...

solo che ieri mattina panico a sud di Roma: schioppa il deposito di materiali plastici e una nuvola di fumo nero si spande per le campagne romane, da Pomezia verso i Castelli Romani.

Ninfa non è ai Castelli, ma si passa per la Pontina per arrivarci...ed io, disastro a parte, sorrido perché penso che porcapaletta, non ci sono mai andata in vent'anni e quando finalmente siamo pronti per ammirare questa meraviglia, eccotela lì la nube tossica, a rompere le balle.

certo, non moriremo per un transito in zone limitrofe, basterà tenere i finestrini chiusi per qualche chilometro è solo che... 😅

ma sarà sicuramente bello: guarda che roba...

Love,
MC

09/03/2017

+3 *** IL NOME DELLA ROSA *** UMBERTO ECO (o della fine del terzo libro nel 2017)

questo romanzo mi ha tenuta impegnata per parecchio tempo, circa un mese e mezzo.
non è un libro semplice, è pieno di citazioni latine, dati, dettagli sui personaggi e i loro rapporti, rimandi al momento storico in cui è ambientato, però decisamente è un bel libro.
non da metropolitana, secondo me, ma è un bel libro.
non è da metropolitana nel senso che non sarei riuscita a leggerlo negli spostamenti da e per andare a lavorare, come solitamente faccio soprattutto quando ho per le mani un ebook.
questa volta il libro era un libro vero, ma anche se fosse stato digitale non credo sarei riuscita a leggere in viaggio.
mi sono accorta, andando avanti, che dovevo essere calma e comoda, soprattutto, per seguire bene il filo della storia, ecco perché per lo più l'ho letto la sera, a letto, al caldo...

anche questo è un libro dalla libreria delle zie di Genova® edizione del 1980.

ieri sono tornata al digitale con La piccola libreria di New York di Miranda Dickinson, comprato per il titolo: una storia dipanata attorno a una libreria...mi ha incuriosito.

da quello che ho letto fino ad ora, è decisamente un libro da metropolitana, vedremo alla fine! 😅

PS The Lord of the Rings è sempre in lettura....

Love,
MC

01/02/2017

TIRA DI PIU' UN BARILE DI PETROLIO CHE...

aria irrespirabile in gran parte del nord Italia.

al momento le soluzioni sono due: o piove (il che non equivale alla sparizione magica delle polveri sottili bensì ad un semplice trasloco da mezz'aria a terra, dove camminiamo e le ruote dei veicoli passano. vuol dire quindi che tutta 'sta monnezza la rimestiamo e solleviamo nuovamente, finendo comunque per respirarla) o andiamo a piedi, secondo com'è pagando pure una bella multa all'Europa per aver sforato i limiti massimi.

ora, non sono un'esperta in materia, in nessuna delle materie in ballo (traffico, meteorologia, chimica, ingegneria, elettroencefalo-grafo-tera-metria) ma provo a tenere il cervello acceso e in funzione. 
ci provo eh, non dico che la cosa mi riesca sempre però...così, pensando un attimo, una risposta mi è balzata in testa oggi, mentre ascoltavo la notizia al tiggì...

produrre mezzi di trasporto privati e pubblici solo ibridi o elettrici, smettendo adesso di far uscire dalle fabbriche scatole di latta che bruciano benzina o gasolio.
troppo facile, eh?

certo che la cosa non succederà mai perché tira di più un barile di petrolio che la finale dei mondiali di calcio, ma cacchio...qui stiamo facendo esattamente come se, sapendo le domande, tutte le domande dell'esame finale, non studiassimo una mazza; come se invece di farci furbi e vincere facile, ci scavassimo la tomba della bocciatura da soli.

è che qui la tomba ce la stiamo scavando per davvero, ma quella per la bara, non della bocciatura.

Love,
MC


18/01/2017

TRE SCOSSE IN UN'ORA

bei momenti, quelli di oggi.

























tornata in tempo a casa per prendermele tutte, queste cavolo di scosse, tra le 10.25 e le 11.24.
tutte e tre sentite fin troppo bene, affrontate da sola a casa, sempre al nostro quarto piano della palazzina sulla collinetta, a una cinquantina di metri dal livello della strada...

le tapparelle delle due portefinestre cigolavano, il lampadario della sala oscillava ma soprattutto il pavimento ondeggiava.

delle innumerevoli registrate oggi, solo durante l'ultima delle 14.33 circa il maritopreferito era con me, tornato a casa dal lavoro.
per fortuna c'era: la quarta da sopportare da sola sarebbe stato troppo, in un giorno solo! 😪

al lavoro da me tutto chiuso: dopo la seconda scossa della mattina i colleghi sono evacuati, rientrati solo dopo l'ok del responsabile della sicurezza ma alle 14.50 tutti fuori e avvisati i turnisti del pomeriggio con un non venite, chiudiamo. 
stavo per uscire, sono arrivati in tempo, almeno mi sono risparmiata un viaggio a vuoto.

penso a quello che potrà attenderci questa notte, sperando che non ci attenda altro se non il silenzio.

Love,
MC

21/11/2016

NON TUTTO E' PERDUTO

questa mattina sono uscita dal cancello sul retro del condominio, che dà su una via diciamo secondaria, dove non ci sono negozi ma, fino a un certo punto, solo ingressi pedonali e carrai di piccoli condomini.
il nostro cancello pedonale si trova dopo questi condomini, in una zona di nulla lunga qualche decina di metri, oltre la quale ricominciano condomini e palazzine.

bene. il marciapiede di questo limbo abitativo, dove ci troviamo noi, pare essere il luogo preferito dai padroni di certi cani per la passeggiata giornaliera, atta allo svuotamento di vescica e intestino. passi la prima, fa parte del tutto...ma la seconda rompe molto di più le palle, visto che la stragrande maggioranza dei padroni di questi cani (evidentemente molto più cani dei cani stessi) preferisce lasciare in loco i resti dei pasti dei loro fidati amici, che tanto chissenefrega, mica abitano qui e mica ci passano quindici volte al giorno!
quando ci passano, hanno ben presente dove il loro amico ha defecato, quindi vanno oltre e ciao.

dicevo, questa mattina mentre uscivo pensando già allo slalom speciale che avrei dovuto fare come ogni giorno, trovo una signora che, con due cani al guinzaglio, stava buttando nel cassonetto dell'umido (faceva pure la differenziata! 😊) un sacchetto con il prodotto interno lordo dei suoi amiconi.
non ho resistito e l'ho ringraziata per quello che stava facendo.

"...guardi, non è colpa dei cani, loro poverini non ne possono niente, sono i padroni ad essere maleducati e stronzi, mi passi il termine...pensi che io raccolgo pure quelle degli altri per evitare di pestarle!...e comunque non mi deve ringraziare, faccio solo il mio dovere!"
"eh, ha ragione, ma grazie lo stesso!"

insomma, lei si è stupita di quello che le ho detto, io mi sono stupita di quello che ho visto, perché non dovrebbe essere l'eccezione ma la norma (e dati i quintali che ne ho visto in questi anni, su quel marciapiedi, avrei dovuto vedere orde di umani intenti a raccattar cacca da terra) ma penso che entrambe abbiamo iniziato la giornata bene, col piede giusto.

ho avuto la sensazione, continuando per la mia strada, che non tutto è perduto.
ci sono ancora padroni cani che lasciano tutto per terra, ci sarà pure Trump alla Casa Bianca ma...non tutto è perduto.

Love,
MC

26/10/2016

TERREMOTO. DI NUOVO.


e due.
due scosse di terremoto in due mesi.
anche basta, no?

la prima di oggi, quelle delle 19 circa, non l'abbiamo sentita, ne siamo venuti a conoscenza non da radio o tv, ma dai miei colleghi. eravamo appena usciti dalla Fiera di Roma, dove non abbiamo percepito niente di niente.
alcuni colleghi al lavoro, al sesto piano del nostro palazzo, si sono spaventati, si muoveva il soffitto e tremava la scrivania. la costruzione è però giovanissima, del 2002-2003, quindi per forza antisismica.

la seconda scossa, invece, quella delle 21.19, l'abbiamo sentita tutta e bene. eccome.
eravamo a tavola, ho sentito la sedia oscillare, la tapparella della finestra cigolava, ci siamo alzati e siamo andati sotto lo stipite della porta della camera, lo stesso di due mesi fa delle 3 di notte.
il lampadario oscillava, ho acceso la luce per vedere la radio sveglia sul comodino e quantificare in qualche modo la durata del movimento...
ci è sembrata lunga, intensa per tutta la durata, ma siamo rimasti calmi.
d'altronde, farsi prendere dal panico non serve.

spero che, calcinacci a parte, non ci siano danni più o meno gravi alle persone e spero, anche, che tutti si dorma in pace, stanotte.
forse qui a Roma staremo tranquilli, ma non vicino all'epicentro, purtroppo.

Love,
MC

05/09/2016

DA OGGI IN POI

Probabilmente sono io che ci faccio troppo caso, che sono troppo attenta e pignola. probabilmente é così, non ho altre spiegazioni al fatto che poco fa, guidando, ho pensato che per la mia sanità mentale devo cominciare a tapparmi gli occhi e, sul lavoro, le orecchie.
non riesco ad essere indifferente a tutte le cose a mio parere fatte male, dal guidare una macchina senza mettere la freccia; allo stare a cavallo di due ruote e sorpassare da ogni lato, oltre che viaggiare immancabilmente oltre la linea, spesso doppia e continua, che separa le due carreggiate, invadendo puntualmente la corsia opposta; al fregarsene di chi c'è dall'altra parte del telefono e parlare come se si fosse sempre e comunque dalla parte della ragione solo perché io sono il cliente e quindi sí.
dal momento che non riesco a non far caso a tutte queste cose, mannaggia a me, ho deciso che sí, devo procurarmi una benda bella spessa e nera e un paio di tappi per le orecchie. e chissenefrega se non vedo e non sento: così mi risparmio pure la rogna di rispondere con conseguente economia di fiato e rogne mentali.
direi che sepoffá!

Love,
MC

24/07/2016

COME IL RACCORDO ANULARE

oggi, dopo una giornata fuori porta trascorsa nell'entroterra laziale viste le previsioni meteo che ci hanno tenuti lontano dalle spiagge, siamo rientrati a Roma passando per il grande raccordo anulare.

dalla pace di Subiaco e il Monastero di San Benedetto prima, e dall'aria pura del Monte Livata dove siamo stati a farci un aerosol di ossigeno vero dopo, entrando sulle tre corsie del GRA ho provato un senso di disagio che, ho realizzato, provo ogni volta.
ogni volta che, dopo ore o settimane di evasione, rientriamo a casa passando per il suddetto, mi si bruciano in un istante miliardi di neuroni sani e rilassati.
oggi ho capito perché: il GRA è quel qualcosa che ritrae, con auto e asfalto, lo stato normale della gente: nelle colonne di auto e nel modo di guidare rivedo come si sta in coda alla posta, come si parla al telefono (leggi come mi parlano al telefono), come si scatta di rabbia per un niente, come si è perduta l'educazione...

questa sera questa immagine mi si è costruita davanti agli occhi chiaramente e ho capito improvvisamente lo stato d'animo che ho provato in questi quasi nove anni di vita a Roma, ogni volta che il GRA è stato scenario di rientro a casa.

oggi si è presentata dopo 12 ore fuori casa e di purificazione mentale, e mi è sembrata mooolto poco carina. sarà perché son stanca e necessito - ma davvero - di ferie.
una delle prossime volte succederà dopo vari giorni di lontananza da Roma.

cosa vedrò, l'inferno totale? :-(

Love,
MC

17/07/2016

DOPING NATURALE E GRATUITO

devo dedurre che il mio corpo ami fare addominali, visto che scatena violentemente endorfine soprattutto dopo l'allenamento 6 Weeks - Six Pack Abs Workout della Jillian...
(non sono io ma...le assomiglio! :-) )
questa mattina alle 11 ho iniziato, mentre il maritopreferito era a fare i suoi 45 minuti di corsa fuori ed ora, dopo tre ore, sono dopata che te lo raccomando...

nel frattempo mi ascolto Elisa in una cover di One su Spotify e...scusate...ma godo come un riccio!

a breve usciamo, a vederci un po' di Roma domenicale, senza il casino dei nostri concittadini (che, speriamo, saranno tutti sulla sabbia del litorale) ma solo quello dei turisti, e poi a un aperitivo-cenato-rinforzato per celebrare i cinquant'anni del nostra amico Sandro!

è domenica e mancano ancora dieci giorni lavorativi alle nostre vacanze.
godo ancora.

One Love
One Life
when it's one need in the night
One love
We get to share it
It leaves you baby if you don't care for it...

Love,
MC

24/06/2016

REPORT METEREOLOGICO

dice "...ma siamo al 24 giugno, ormai, è normale che faccia caldo!"

ed io rispondo "...sì, ma magari non passando da 30° a 38° da un giorno all'altro, con ventiquattro ore di tempo per abituarsi" (che poi ditemi come ci si può abituare a una cosa del genere...)' perché questo è successo, my dears.

oggi che giorno è, venerdì? bene, fino a lunedì abbiamo vissuto nonostante tutto bene: sole caldo ma temperatura buona, 30° e un'umidità che ci avrei messo la firma per avercela sempre così. ogni tanto qualche scroscio d'acqua che però non si lasciava strascichi di afa dietro.

mercoledì s'è sfasciata la magia e abbiamo toccato i 36°, senza negarci l'onore di leggere 38° sul termometro della macchina, anche dopo un po' che andavamo e prendevamo aria, al punto che ci siamo convinti che fossero veramente 38°, perché quello restava scritto sul display. e noi dentro, nell'aria climatizzata a 25°, già in svenimento pensando allo sbalzo di temperatura che avremmo dovuto gestire scendendo. non si sa come ma avremmo dovuto farlo.

oggi invece, per la gioia di grandi e piccini, siamo avvolti da una calotta tropicale carica di umidità.
al momento, alle 20.40, a sud i rilievi sono confusi nelle nuvole grigie, probabilmente già in tempesta, mentre qui a Roma-diciamo-centro boccheggiamo.
hai voglia a fare la danza della pioggia: sudo a lavare i piatti, figurati un po' se riesco e muovermi velocemente...
non si sente nemmeno la bava di un ponentino che solitamente si presenta al calar del sole.

dice "che bella l'estate! finalmente arriva il caldo!"
"nein - rispondo - in qualche modo non mi piace, l'estate. soffro il caldo e oltre un certo livello do' i numeri. e poi dal freddo ci si protegge, dal caldo no".

Love,
MC

PS incommentabile la cXXXXta fatta dagli inglesi ieri. oggi siamo tutti, TUTTI, un po' messi peggio di due giorni fa. Amareggiata.


25/03/2016

HOPES OF PEACE

il mondo intorno scoppia, attorcigliato su sé stesso.
ci ammazziamo a vicenda.
per cosa?

nei giorni scorsi ho continuato, a momenti un po' a fatica, lo confesso, a prendere la metropolitana di Roma.
sempre lo stesso scenario: caucasici, neri, asiatici, sudamericani...

ero lì, in piedi, e notavo che eravamo tutti, tutti, chiusi in quella scatola di ferro, sicuramente impauriti, ansiosi di scendere per trovarsi al sicuro per strada, (magari in strade non affollate che almeno in quelle, dai, un folle non ci si fa esplodere, farebbe poco bottino...) ma non sono riuscita a fermare un pensiero che si è fatto strada nella mia mente: non possiamo non essere tutti fratelli.
e lo siamo. per certo.

quindi oggi penso a questo:




sentita più e più volte, dal vivo e non, è un brano datato 1988 circa ma sembra scritta ieri. o anche dopo l'11 settembre; o il 13 novembre 2015...
uno ieri sempre valido.


Love,
MC

24/03/2016

+9 e +10 *** LA MAESTRA *** ELENA MOYA + LE DUE RAGAZZE CON GLI OCCHI VERDI *** GIORGIO MONTEFOSCHI (o della fine del nono e decimo libro nel 2016)

La maestra è stato un nostro regalo alle zie di Genova, entrambe maestre, in servizio permanente effettivo per quarant'anni; hanno visto varie riforme scolastiche, da quelle migliorative a quelle orrende...
glielo regalammo proprio per quella che è stata la loro vita e quello che era il titolo di questo romanzo che, devo dire, mi è piaciuto.
una storia di educatori di vario tipo, da quelli scolastici a quelli familiari (i genitori), che combattono per i loro ideali, a volte discutibili, molto più spesso rispettabili e positivi.
credo che l'autrice abbia messo parecchio del suo, a iniziare dalla nazionalità dei vari protagonisti, spagnoli e inglesi, lei che è spagnola e vive in Inghilterra da anni...

Successivamente ho letto Le due ragazze con gli occhi verdi, romanzo di tutt'altra radice, ambientato a Roma tra la metà degli anni Cinquanta e fino alla fine degli anni Novanta.
è la storia di tre generazioni, con il protagonista Pietro prima adolescente, poi giovane uomo e adulto, che ama. ama incondizionatamente e per sempre (è il caso di dirlo) Laura, unico vero amore della sua vita.
un romanzo a tratti lento, ma che mi ha colpito anche perché ambientato in posti che conosco, che ho visualizzato mentre leggevo.
finale inaspettato, romantico ma drammatico allo stesso tempo.

un bel romanzo per astrarsi dalla realtà di una Roma del duemilasedici che desta spesso preoccupazioni di vario genere...

adesso ho preso in mano Nessun uomo è un'isola di Thomas Merton.
e andiamo avanti.

Love,
MC

07/01/2016

MA NON CE L'HAI UNA VITA?

secondo giorno di lavoro dopo le ferie, per fortuna ieri era festivo e mi sono riposata dal rientro di martedì.
o preparata alla giornata di oggi, dipende dal punto di vista.

lo dicevo, io, che le bombe sarebbero scoppiate a breve, no?
bene, oggi siamo del tutto tornati alla normalità e ho finito il turno 15-21 (ho fatto pure un'ora di straordinario in entrata, porca pupazza) con 25 meravigliose telefonate, di cui l'ultima iniziata alle 20:53 e finita alle 21:07.

questo parlava lento, una domanda e poi dopo un'altra che gli veniva in mente forse per quello che gli dicevo, ma mi faceva venir voglia di dirgli su sbrigati che son le nove passate...non ce l'hai una vita?

ma davvero, non avete altro da fare che remenarla a noi a certe ore?
ma non ce l'avete una cena da mangiare, una moglie/compagna/donna da guardare negli occhi, una famiglia con cui stare, un corso di thai chi da fare così andate a dormire pure rilassati, un cinema, la partita di calcetto tra maschi, un libro da leggere, un figlio da fare...
eddai su!
una collega ha beccato la cliente "scassa..." ed è stata al telefono fino alle 21:15...

vabbè, domani mi tocca di nuovo il turno pomeridiano, ma almeno la mattina non mi suonerà la sveglia.
sabato invece sì e son già pronta con la bocca aperta dalle risate che mi farò quando mi dovrò far spingere giù dal letto dal maritopreferito!

Love,
MC

23/12/2015

+36 *** CHE COSA TI ASPETTI DA ME? *** LORENZO LICALZI (o della fine del tranteseiesimo libro nel 2015)

il mio mettermi di punta, oggi, per finire questo libro entro l'anno e portare a casa un libro in più del 2014, è stato in breve sostituito dalla curiosità di saperne di più, vedere cosa succedeva dopo, come era stata messa insieme una storia del genere, come finiva...

una storia geniale.
un romanzo, ma che stento a credere tale: sembra davvero la trascrizione del diario di un vecchio scienziato colpito da un ictus, scritto durante gli ultimi anni della sua vita trascorsi alla casa di riposo.
invece no, è una storia inventata.

finita la storia sono andata a vedere se alle ultime pagine, vicino all'indice, ci fossero specifiche del fatto che fosse una storia vera. e invece no. mi son dovuta ricredere perché nella sovracopertina c'è scritto romanzo. e se è scritto lì, non si scappa.

non conoscevo Lorenzo Licalzi. bravo, m'è piaciuto.
è genovese, meglio ancora!

adesso, visto che sono esaltata, prendo in mano Ciao di Walter Veltroni, e vediamo se ci scappa il trentaseiesimo libro nell'anno!

Love,
MC


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