e in effetti ne è valsa la pena, anche se in qualche passaggio c'è un po' troppa lentezza, ma la si supera senza troppe difficoltà.
si parla di amici, di amici veri e verosimili, che si allontanano per colpa delle donne, che si ritrovano grazie a quelle stesse donne...insomma un tipo di storia che potrebbe accadere veramente.
a pensarci, in quanto donna non ho mai fatto allontanare due amici, a meno che sia successo a mia insaputa (tipo Scajola, sì)...no, pensandoci non mi sono mai andata a impelagare in storie amorose prima con un ragazzo e poi con il suo amico, quindi direi che no, nessun maschio ha mai litigato con il suo migliore amico per causa mia.
pfiu, meno male, sai che palle restare nella mente di questi come quella stronza che ci ha fatto litigare quando avevamo vent'anni!
che poi non si sa perché sarebbe dovuta essere per forza colpa mia e per forza io la stronza di turno: scemi i maschi no? ;-)
a parte queste disquisizioni mentali, penso che sia un bel libro da leggere, da ferie estive, da ombrellone: riposante ma non da mono-neurone, che prende ma che fa anche pensare, riflettere sul valore delle cose.adesso passo a L'amante giapponese di Isabel, la mia vecchia, cara amica Isabel Allende, che sto trascurando da mesi.
ogni tanto penso ancora alla mia reazione post-fine-Outlander: mi sento un po' come le due guardie giurate della scena finale di The Truman Show: interrotto il programma perché Truman prende e cambia vita, seduti davanti alla TV afferrano il giornale dicendo "che c'è sulla guida tv?".
della serie: finito uno, avanti un altro!
Love,
MC




