Although you think I smile,
inside and all the while...
I'm wondering about my destiny
I'm thinking about,
all the things,
I'd like to do in my life.
I'm a dreamer,
a distant dreamer,
dreaming for hope, from today.
"...anche se pensi che sorrida,
continuamente dentro di me
mi interrogo sul mio destino,
penso a tutto ciò
che mi piacerebbe fare nella vita.
Sono una sognatrice
una sognatrice lontana
che sogna speranza da oggi in poi..." Duffy - Distant dreamer
So perfettamente perchè queste parole mi si addicono come un vestito fatto su misura da mani esperte, quelle di un Sarto, il migliore tra i migliori, non uno qualsiasi. Il Sarto.
Ecco perchè.
E' qui davanti a me, con il metro plastificato giallo-blu attorno al collo, il porta-spilli al polso, gli occhiali da presbite sulla punta del naso, una camicia bianca con le maniche arrotolate a metà avanbraccio, pantaloni neri e ai piedi delle specie di scarpe che sembrano pantofole. Io sono nel camerino del suo atelier, su una pedana, e lui è affaccendato attorno a me; ho le braccia alzate e lo lascio fare.
Ho Marco vicino, è dietro di me, seduto su una poltona di velluto bordeaux per gli accompagnatori dei clienti.
Mi guarda nello specchio che ricopre tutta la parete davanti a me e io lo guardo nel riflesso.
Ci capiamo con gli occhi, ci sorridiamo. Ci fidiamo del Sarto, mi conosce da sempre, mi ha sempre vestita e conosce a memoria le mie misure e miei gusti, il mio stile e le mie preferenze, il mio carattere e le mie esigenze. E così è per Marco: ancor prima di conoscermi, anche lui veniva qui, dal mio Sarto; ora è diventato il Sarto di famiglia.
Mi ha telefonato qualche giorno fa, ho una sorpresa per te, mi ha detto, qualcosa che ti starà a pennello, appena puoi passa in negozio!
Cos'è?, gli ho chiesto da diffidente quale sono, ma lui non si è fatto tentare, non si è lasciato scappare un solo indizio che mi facesse capire cosa la sua mente aveva creato.
No, non ti posso dire niente, è una sorpresa ma devi fidarti di me, come tutte le altre volte...
A Marco piacerà?
Tranquilla, penso sia ai tuoi che ai suoi gusti!
i libri che leggo, i pensieri che mi scorrono nelle sinapsi, la mia vita vissuta e qualche vaneggiamento sulla realtà...
11/12/2008
04/12/2008
OGGI, ORE 15.50
Il sole di oggi si addice poco alla giornata che sto trascorrendo, eppure c'è e nonostante il bel freddo che lo accompagna, riscalda e dà quasi conforto.
Il reparto dell'azienda in cui lavoro ha svuotato la stanza ed è, adesso mentre scrivo, in riunione con manager e dirigenti per conoscere la fine che faremo in questo momento di taglio del personale o, come dicono elegantemente e all'americana per non farci sentire carne da macello, reingeneering, ristrutturazione.
Da ieri, saputo che oggi dalle 15.30 in poi ci sarebbe stato questo incontro, siamo tutti, chi più chi meno, in preda a fermento, ansia, nervosismo, preoccupazione, tensione, paura.
In casi simili, non ci sono proposte di social plan, ammortizzatori sociali, paracadute o materassi che tengano: si ha paura e basta.
E' la prima volta che vivo una cosa del genere quasi direttamente (il mio meraviglioso contratto a progetto mi vede esclusa dal processo di reingeneering, come se il mio destino qua dentro non fosse legato a quello del resto del reparto...vabbè) e ne sono coinvolta tanto quanto i miei colleghi, che vedono vacillare la loro posizione lavorativa dopo 17, 20, 24 anni di fedeltà alla stessa azienda, non sapendo cosa avranno e se lo avranno.
Tra i componenti del team cui appartengo, rischio meno di altri, un po' per l'età che mi vede ancora vendibile sul mercato (nel caso in cui ci fosse richiesta di qualcosa da qualche parte, cosa di cui personalmente dubito, almeno per come stanno andando le cose), un po' grazie al lavoro del mio marito preferito, che ci permetterebbe di vivere qualora mi vedessi sfaccendata per n tempo...
Nonostante queste micro-certezze, dicevo, mi sento coinvolta totalmente. E non potrebbe essere altrimenti.
Mi si è stretto il cuore quando, mezz'oretta fa, ho chiuso dietro le spalle delle mie quattro colleghe la porta di servizio che comunica con l'ala dirigenziale del nostro reparto; sarei saltata al collo a tutte, cercando di far sentire loro la mia vicinanza e il mio conivolgimento...
Al mio buona fortuna, mi sono anche dovuta beccare la risposta di una che, in tono comprensibilmente schizzato, mi ha fatto notare che non si deve dire così perchè porta sfiga, semmai si dice in bocca al lupo o in c... alla balena! (ma io che non sono supertiziosa, candidamente non lo sapevo, per cui ho incassato!).
In questo momento sono in trepida attesa, e ripenso a mio padre quando qualche mese fa mi parlò, riconfermandolo di recente, della sua preoccupazione del tipo di mondo che sta lasciando ai suoi figli e nipoti, per certi aspetti molto peggiore di quello che, alla nostra età, lui ricevette da suo padre... e sì che mio padre è del 1948 e tra austerity e anni di piombo ne ha viste tante passare per questo nostro Paese!
Penso a questo e guardo il sole a ovest, sta tramontando.
In fondo domani è un altro giorno, e si vedrà!
Il reparto dell'azienda in cui lavoro ha svuotato la stanza ed è, adesso mentre scrivo, in riunione con manager e dirigenti per conoscere la fine che faremo in questo momento di taglio del personale o, come dicono elegantemente e all'americana per non farci sentire carne da macello, reingeneering, ristrutturazione.
Da ieri, saputo che oggi dalle 15.30 in poi ci sarebbe stato questo incontro, siamo tutti, chi più chi meno, in preda a fermento, ansia, nervosismo, preoccupazione, tensione, paura.
In casi simili, non ci sono proposte di social plan, ammortizzatori sociali, paracadute o materassi che tengano: si ha paura e basta.
E' la prima volta che vivo una cosa del genere quasi direttamente (il mio meraviglioso contratto a progetto mi vede esclusa dal processo di reingeneering, come se il mio destino qua dentro non fosse legato a quello del resto del reparto...vabbè) e ne sono coinvolta tanto quanto i miei colleghi, che vedono vacillare la loro posizione lavorativa dopo 17, 20, 24 anni di fedeltà alla stessa azienda, non sapendo cosa avranno e se lo avranno.
Tra i componenti del team cui appartengo, rischio meno di altri, un po' per l'età che mi vede ancora vendibile sul mercato (nel caso in cui ci fosse richiesta di qualcosa da qualche parte, cosa di cui personalmente dubito, almeno per come stanno andando le cose), un po' grazie al lavoro del mio marito preferito, che ci permetterebbe di vivere qualora mi vedessi sfaccendata per n tempo...
Nonostante queste micro-certezze, dicevo, mi sento coinvolta totalmente. E non potrebbe essere altrimenti.
Mi si è stretto il cuore quando, mezz'oretta fa, ho chiuso dietro le spalle delle mie quattro colleghe la porta di servizio che comunica con l'ala dirigenziale del nostro reparto; sarei saltata al collo a tutte, cercando di far sentire loro la mia vicinanza e il mio conivolgimento...
Al mio buona fortuna, mi sono anche dovuta beccare la risposta di una che, in tono comprensibilmente schizzato, mi ha fatto notare che non si deve dire così perchè porta sfiga, semmai si dice in bocca al lupo o in c... alla balena! (ma io che non sono supertiziosa, candidamente non lo sapevo, per cui ho incassato!).
In questo momento sono in trepida attesa, e ripenso a mio padre quando qualche mese fa mi parlò, riconfermandolo di recente, della sua preoccupazione del tipo di mondo che sta lasciando ai suoi figli e nipoti, per certi aspetti molto peggiore di quello che, alla nostra età, lui ricevette da suo padre... e sì che mio padre è del 1948 e tra austerity e anni di piombo ne ha viste tante passare per questo nostro Paese!
Penso a questo e guardo il sole a ovest, sta tramontando.
In fondo domani è un altro giorno, e si vedrà!
01/12/2008
MENO MALE CHE C'E' ZELIG!
E' un bel modo per iniziare la settimana e un'occasione per vedere tutta l'Italia su un palco a far ridere chi ascolta. Romagnoli, romani, siciliani, calabresi, bergamaschi, milanesi...
Ci sono tutti lì, a comicizzare la vita quotidiana, l'amore, la spesa al supermercato, i pomeriggi all'Ikea, a volte la politica, ma mai a prendere in giro o criticare il vicino di regione.
Si rispettano loro con la comicità... magari avessimo dei politici che rispettano i compatrioti, invece di denigrarli e insultarli pubblicamente!
Ci sono tutti lì, a comicizzare la vita quotidiana, l'amore, la spesa al supermercato, i pomeriggi all'Ikea, a volte la politica, ma mai a prendere in giro o criticare il vicino di regione.
Si rispettano loro con la comicità... magari avessimo dei politici che rispettano i compatrioti, invece di denigrarli e insultarli pubblicamente!
21/11/2008
Sabato 15.11.2008: MARIA & KRZYSZTOF
Effettivamente Bridget ha ragione, non ho aggiornato il calendario matrioniale!
Sabato 15 novembre Maria e Krzysztof sono convoGLIati a giuste nozze (per la cronaca, la sposa in questione fu colei mi introdusse al mio marito preferito, 5 anni or sono, nelle calde acque del mare di Gaeta).
Questo, dopo quello di Mariana e Rafael, rispettivamente da Argentina e Messico, è stato il secondo matrimonio internazionale di amici: Maria è italiana (veneta di origine ma nata a Roma) e Krzysztof polacco.
Come sempre, è stato bello ed emozionante assistere alla nascita di un’altra famiglia e ancora di più rivivere il momento delle promesse matrioniali; questa forse più di altre, è stata la volta in cui mi sono comossa nel sentirle.
Ora i due piccioncini sono nella verde Irlanda, proprio come fecero Angelo e Micol a maggio, ma con l’intenzione, mi pare, di rinfrescarsi un po' più le idee con l’aere dell’atlantico, visto il periodo...
Che dire...auguro agli sposi, coe dice Jovanotti, che ogni giorno sia un giorno d’amore!
20/11/2008
QUANDO NON C'ERANO GLI I-POD...
...si era "a disposizione" degli altri passeggeri. Se a qualcuno serviva sapere la fermata successiva del treno, tram, bus o metro sul quale si stava viaggiando, andava a caso: qualsiasi persona era potenzialmente utile a raggiungere lo scopo. Adesso bisogna organizzarsi, calcolando nel tempo della domanda-risposta anche quello di ricerca di qualche cristiano che non abbia le cuffiette bianche nelle orecchie. Pare facile, ma non lo è.
Viaggio in metro 1 ora al giorno complessivamente e osservo: c'è da considerarsi originali a non avere l'I-pod al collo e le famigerate cuffiette bianche nei timpani -a volte del tutto superflue visto il volume tenuto da certa gente...ma non gli viene mal di testa? non saranno sordi? Boh!-.
Non critico chi ascolta I-pod o giradischi 45 giri, sia chiaro, perchè chi scrive è appassionata di musica, che ha provato anche a portarsi l'mp3 in metro, per passare il tempo in maniera diversa dal leggere, e non c'è mica riuscita, eh? Per forza: o si tiene il volume a palla (capisco certa gente, allora) e si rimbecillisce di prima mattina o, volendo tenere il volume ad un livello accettabile per timpani e vicini di viaggio (perchè devo costringerli a sentire la mia musica?), non si sente un emerito tubo, giacchè la metropolitana fino ad ora non viaggia nello spazio inter-planetaro-cosmico-stellare senza emettere rumori...
Forse ho fatto/scritto un po' arrovellato, stasera...ma tutta colpa degli I-pod...quando non c'erano, non si facevano certi pensieri!!!
19/11/2008
M.C. RETURNS -forse-
Dopo il collasso tecnologico che ci ha colpiti in sequenza, eccomi, forse, tornata decentemente tra i nodi della rete.
Dopo il telefono isolato, la settimana scorsa, sabato mattina è stata la volta della dipartita dell'autoclave di condominio, grazie al quale abbiamo visitato, a turno, i bagni e i letti degli ospiti delle case dei nostri rispettivi genitori. Da oggi, pare, tutto è tornato nella norma eppure non sono molto convinta: fino a quando non vedrò scendere cascate d'acqua dai rubinetti, non mi tranquillizzerò!
E' incredibile quanto ci si senta handicappati senza acqua. Ancora-ancora la luce, uno si accende una pila, una candela, finchè è giorno si legge un libro, una rivista...poi a una certa si va a dormire.
Ma l'acqua... Ieri sera lavarmi i piedi dopo 14 ore di stivali mi è sembrata una conquista, l'apice della giornata e mi è venuto da pensare a chi l'acqua in casa non ce l'ha, così come tante altre cose che per noi sono scontate...
Come faccio a pensare di star male, anche quando "tutto" va storto, se ho acqua calda e fredda quando voglio, luce finchè voglio, termosifoni caldi, una casa e tutto il resto che contiene, tra cui un frigo e un freezer moderatamente ma abbastanza forniti???
Non lo so come faccio, eppure a volte mi sembra di essere sull'orlo del baratro, nonostante tutto...
Dopo il telefono isolato, la settimana scorsa, sabato mattina è stata la volta della dipartita dell'autoclave di condominio, grazie al quale abbiamo visitato, a turno, i bagni e i letti degli ospiti delle case dei nostri rispettivi genitori. Da oggi, pare, tutto è tornato nella norma eppure non sono molto convinta: fino a quando non vedrò scendere cascate d'acqua dai rubinetti, non mi tranquillizzerò!
E' incredibile quanto ci si senta handicappati senza acqua. Ancora-ancora la luce, uno si accende una pila, una candela, finchè è giorno si legge un libro, una rivista...poi a una certa si va a dormire.
Ma l'acqua... Ieri sera lavarmi i piedi dopo 14 ore di stivali mi è sembrata una conquista, l'apice della giornata e mi è venuto da pensare a chi l'acqua in casa non ce l'ha, così come tante altre cose che per noi sono scontate...
Come faccio a pensare di star male, anche quando "tutto" va storto, se ho acqua calda e fredda quando voglio, luce finchè voglio, termosifoni caldi, una casa e tutto il resto che contiene, tra cui un frigo e un freezer moderatamente ma abbastanza forniti???
Non lo so come faccio, eppure a volte mi sembra di essere sull'orlo del baratro, nonostante tutto...
16/11/2008
M.C. RETURNS
Finalmente torno tra il mondo dei bloggers vivi.
Dopo alcuni giorni di lontananza da casa x un corso di formazione sulla famiglia, seguito insieme al mio marito preferito, e altrettanti imposti da Telecom Italia (informazione gratuita: il numero da lei selezionato è inesistente), nei quali mi sono sentita tagliata fuori dal mondo reale (il che è angosciante), torno on line a gettare qua sopra pensieri e reazioni, emozioni e sentimenti.
Ci torno, ma per quanto sia tanta la voglia di dare qualcosa, mi ritrovo come tante altre volte, col cervello azzerato. Non credo dipenda dal leggero virus che mi ha sfiorato a inizio settimana, fatto sta che pur avendo fatto più o meno 1000 cose, mi sembra di non aver niente da dire a riguardo.
Non sono nuova a questo genere di reazioni, il marito preferito lo può confermare, per cui non mi preoccupo...ma tant'è mi piacerebbe riuscire a scrivere un po' di più...
Che dire, quindi...resto in attesa di delucidazioni da parte del signor cervello al quale nel frattempo mando stimoli con scritto in fondo R.S.V.P..
Dopo alcuni giorni di lontananza da casa x un corso di formazione sulla famiglia, seguito insieme al mio marito preferito, e altrettanti imposti da Telecom Italia (informazione gratuita: il numero da lei selezionato è inesistente), nei quali mi sono sentita tagliata fuori dal mondo reale (il che è angosciante), torno on line a gettare qua sopra pensieri e reazioni, emozioni e sentimenti.
Ci torno, ma per quanto sia tanta la voglia di dare qualcosa, mi ritrovo come tante altre volte, col cervello azzerato. Non credo dipenda dal leggero virus che mi ha sfiorato a inizio settimana, fatto sta che pur avendo fatto più o meno 1000 cose, mi sembra di non aver niente da dire a riguardo.
Non sono nuova a questo genere di reazioni, il marito preferito lo può confermare, per cui non mi preoccupo...ma tant'è mi piacerebbe riuscire a scrivere un po' di più...
Che dire, quindi...resto in attesa di delucidazioni da parte del signor cervello al quale nel frattempo mando stimoli con scritto in fondo R.S.V.P..
10/11/2008
U2 - WHERE THE STREETS HAVE NO NAME
Questo video l'hanno improvvisato, girato senza chiedere permessi a chi di dovere prima delle riprese...
A giudicare dalle facce dei polizziotti e dal finale, si direbbe che solo gli U2 e soprattutto i passanti si siano divertiti!
A giudicare dalle facce dei polizziotti e dal finale, si direbbe che solo gli U2 e soprattutto i passanti si siano divertiti!
09/11/2008
29/10/2008
SCOPERTA (FORSE DELL'ACQUA CALDA)
Ho fatto una scoperta.
Dal bagno di una casa si posso capire tante cose sugli abitanti della casa stessa. Se poi l'abitante è solo, un/a single, il gioco è fatto.
Mi è capitato ieri, con il bagno di una persona conosciuta da poco e nel quale non ero ancora stata e meraviglia! ho piacevolmente notato tante piccole cose e capito qualcosa in più della mia nuova amica.
Shampoo, bagno schiuma, piante, colore degli asciugamani, tappeto, saponetta, tipo di spugna, cosmetici, profumi...
Chissà cosa pensa chi entra nel bagno della sottoscritta e del maresciallo...
Di certo che la mattina quando ci siamo dentro in due, teniamo forzatamente il senso unico alternato per evitare di camminare nella vasca da bagno!
Dal bagno di una casa si posso capire tante cose sugli abitanti della casa stessa. Se poi l'abitante è solo, un/a single, il gioco è fatto.
Mi è capitato ieri, con il bagno di una persona conosciuta da poco e nel quale non ero ancora stata e meraviglia! ho piacevolmente notato tante piccole cose e capito qualcosa in più della mia nuova amica.
Shampoo, bagno schiuma, piante, colore degli asciugamani, tappeto, saponetta, tipo di spugna, cosmetici, profumi...
Chissà cosa pensa chi entra nel bagno della sottoscritta e del maresciallo...
Di certo che la mattina quando ci siamo dentro in due, teniamo forzatamente il senso unico alternato per evitare di camminare nella vasca da bagno!
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Oggi in ufficio mi è capitato di sintonizzarmi sulla frequenza di voce di una collega. L'ho ascoltata da lontano, senza starle davanti, ...