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07/02/2018

C'E' SEMPRE UN PO' DI TRAMONTO...

un paesaggio al tramonto e ho di nuovo modificato la grafica del blog. 😎
non è una cosa che faccio spesso, ma quando mi prende, poi ci passo le mezze ore a vedere, scegliere, cambiare i colori, le grandezze, il tipo di carattere...
per quanto mi avvalga di immagini e impostazioni già scelte da altri per evidenti incapacità in fatto di costruzione di siti web (ecco, mi servirebbe un amico smanettone che si immolasse alla causa e mi aiutasse...ma mi manca nella lista!) cerco di renderlo il più possibile specchio della mia personalità, almeno di quella di quel momento.

io, nel tramonto dell'Alto Adige...
la giornata di oggi porta a stare al chiuso, piove e fa freddo e quindi, libera dal lavoro, la sto trascorrendo tra lettura del nuovo caso per Bacci Pagano  -sul letto, con la copertina di pile addosso- il pc -con accanto la tazza tirolese della tisana, sempre tirolese 😍 dove si sente il profumo dei campi di fieno appena tagliato- e pensieri vari nella testa, tra cui domande presenti dal risveglio, che hanno trovato risposte.
tra queste una, ovvero la netta, forte, concreta presa di coscienza che non potrò fare a meno di alcune persone ormai parte della mia vita. non più, non adesso e nemmeno in futuro.
rendermi conto di questo mi ha fatto sentire viva, oggi. un po' più viva di ieri e di ieri l'altro.

ma andiamo avanti, perché nonostante queste cose belle, alcune molto bellissime -e non intendo la tisana nella tazza tirolese o Bacci Pagano-  c'è sempre un po' di tramonto nella mia vita, un po' di penombra, una dose di luce calante che, se normalmente fa vedere particolari in altri momenti nascosti e avendo del bello in sé, da un po' di tempo associo a uno stato d'animo malinconico, a tratti amaro.

di questo si tratta, questo sento sulla lingua dal famoso 23 maggio e poi dal 6 luglio 2017, momento del passaggio effettivo, ufficiale, definitivo, da un tutto sommato piacevole paesaggio ombreggiato, a tratti soleggiato e caldo, con momenti di vento e autunno e qualche scroscio d'acqua, a un deserto totale, dove aridità completa e assenza di riparo la fanno da padrone.
una Valle della Morte per impiego, praticamente.
sì, mi riferisco al lavoro; al cambio di padrone, più che altro, ecco.
ha sempre il coltello dalla parte del manico, il capo, sempre, mica dico di no, ma se fino a questa estate ci sembrava di avere anche noi una posata in mano con cui poter fare qualcosa, ogni tanto, da luglio ci siamo ritrovati sì e no con uno stuzzicadenti, per giunta inumidito, che si piega da solo senza manco farsi sentire appuntito.
sto provando direi quotidianamente un senso di impotenza, frustrazione, rabbia, insofferenza mai provate prima, mai così tanto, mai così di continuo. il lavoro è lo stesso da otto anni, ormai, io sono più o meno la stessa (più vecchia di otto anni, occhei) e se prima ne uscivo diciamo normale ed oggi incazzata ogni volta....qualcosa dipenderà anche dal capo. o no?
la domanda ha una risposta e non è negativa.

si cerca di tener duro, ci facciamo forza a vicenda tra colleghi, ci ascoltiamo e aiutiamo, ma non sempre è facile, non sempre si trova la spinta.
il calendario gira, l'orologio pure, ma è sempre l'ora del tramonto. e la cosa non torna.
ha da andar via 'sto sole, prima o poi, per risorgere chiaro e limpido, per mostrarci una valle fertile e verdeggiante, dove cambia il tempo, certo, ma dove ci sono rifugi lungo il cammino, per ripararsi dalla pioggia più forte...perché comunque sia, è anche bello camminare sotto la pioggia leggera, quando il sentiero è sicuro e senza pericoli. parola di girlscout.

Love,
MC

23/11/2017

COME I MIEI CLIENTI

in questo momento mi sento molto rompipalle, come uno dei tanti clienti che mi chiamano per dirmi che la connessione internet non funziona ma io il canone lo pago: siete dei ladri! vi denuncioooo 

spesso i suddetti non sanno che la connessione dati del loro cacchiodismartphone è spenta, ma certo loro non l'hanno mai toccata, fino a ieri funzionava! e quando gli chiedi di controllare ti dicono ma nooooo, è attiva, poi vanno a vedere e chissà come, quella è spenta ed eccolo lì, il silenzio dall'altra parte della cornetta, sabbia nel deserto, vento che fischia tra le rocce...

mentre io qui, adesso, con modem acceso e bolletta pagata per davvero, mi ritrovo con una connessione che dire schifosa è poco.
mi sta sulle scatole sta cosa, soprattutto perché nessuno mi leva dalla testa che per indurmi a passare alla fibra, Telecom mi faccia avere un servizio adsl del cavolo.
solo che io alla fibra non ci passo e, anzi, lascerò Telecom col trasloco in altri lidi. che mi son proprio rotta di questa manfrina!

oggi mi sto sulle balle da sola.
bene. ottimo.

Love,
MC

09/12/2016

+42 *** MEZZANOTTE E CINQUE A BHOPAL *** H.MORO - D. LAPIERRE (o della fine del quarantaduesimo libro nel 2016)

non avrei mai pensato che un fatto di cronaca potesse appassionare come un romanzo.

si parla del come si sia arrivati alla catastrofe ambientale, medica, umana e psicologica che ha colpito Bhopal e la sua popolazione nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984, in seguito alla fuoriuscita di una nube tossica dalla fabbrica americana Carbide, produttrice di pesticidi.

non saprei riportare in poche parole i fatti, preferisco rimandare a questo link, ma quello che so è che ho provato un senso di vergogna nel constatare, non per la prima volta, che il genio dell'uomo può portare a innovazioni meravigliose per il benessere e il progresso delle persone, come provocare disastri e danni ingenti, a lungo termine, impensabili, per quelle stesse persone.
per cosa? sempre per lo stesso motivo. i soldi.
che di per sé non fanno male, non sono dannosi. il danno lo provocano quando, per risparmiarli, non si rispettano le norme di sicurezza, non si formano i lavoratori come si dovrebbe, non si dice la verità, tutta la verità, nient altro che la verità...

sarà moralismo il mio, ma sempre lì torniamo.
se nel piccolo fare le cose fatte bene paga, se ne possono godere i frutti dopo, non varrà lo stesso nel grande? io credo di sì. tanto poi, in un modo o nell'altro, tutti i nodi vengono al pettine, che ci piaccia o no.

continuo ad avere carta per le mani, nonostante abbia interessanti ebook in attesa nel Kobo.
ieri sera ho iniziato Comédia infantil di Henning Mankell, sempre, ancora, dalla libreria delle zie di Genova.

Love,
MC

07/07/2015

E FU COSI' CHE CI COMPRAMMO L' E-READER...

...ovvero il kobo, cugino del Kindle. (io lo chiamerò koMbo, perché mi piace di più e perché mi viene spontaneo con la m!)
noi siamo sostenitori di Feltrinelli (più che di Amazon dove si compra il kindle) un collega del maritopreferito lo rivendeva dopo dieci giorni dall'acquisto (perché mi sono accorto che preferisco la carta stampata...) a 19 euro in meno rispetto al presso originale; ce l'ha dato con tanto di scontrino e garanzia...

ci pensavamo da tempo, kindle o kombo, kombo o kindle, ma per un motivo o per l'altro restavamo sempre fedeli alla carta stampata.
in effetti, però, lo spazio per i libri in casa sta veramente finendo, e anche se prima o poi avremo muri e muri da adibire a libreria, abbiamo colto la palla al balzo.

per inaugurarlo ho anche fatto il primo acquisto, che è un libro visto in cartaceo alcuni giorni fa in libreria, e per il quale ho detto, per l'ennesima volta, voglio leggerlo! e così ho comprato Anna Karenina, il mattonazzo.

devo prima finire il quarto volume della Ferrante, poi vorrei rilassarmi con qualche novella di Camilleri...ma tanto non occupa spazio e l'ho pagato ben 1,99 euro.
se pure resta intonso per mesi, no problem!

Love,
MC

24/06/2015

NELL' ATTESA, LEGGO....

sto aspettando che la Feltrinelli vicino a casa mi confermi l'arrivo in negozio degli ultimi due libri della saga L'amica geniale, che ho preso su internet risparmiando circa 6€...e siccome ieri sentivo la necessità di leggere qualcosa, ho preso in mano Tu e nessun'altra, di Claudia Zanella.

libro regalatoci da un amico perché mentre lo leggevo pensavo ho pensato a voi... non conosco l'autrice e quindi si tratta di un'anteprima. il maritopreferito l'ha letto rapidamente, cosa inusuale per lui.
lo sto leggendo con curiosità, vado avanti volentieri.
ambientato tra Roma e Firenze, c'è una zia che ha a che fare con una nipote, rimasta senza mamma. questi per ora i fatti salienti.

sto capendo che la lettura può diventare un'abitudine ma, nonostante questo, mai una noia.
per chi la ama, è così. nella lettura la mente si riposa, si sgancia da tutto e vola altrove.

a un certo punto si avverte la necessità di avere un libro tra le mani, sfogliandone le pagine.
ecco perché, nonostante se ne parli da tempo, non riesco a cedere e comprarmi il Kindle.
sono ancora, sempre, legata alla carta stampata.





19/02/2015

E' COLPA DEL NEGOZIANTE!

ne sento tante nella mia giornata lavorativa, di cretinate. ne sento tante e di vario genere, ma quella di oggi, forse, le batte tutte.

chiama l'intestataria di un abbonamento (con telefono incorporato, ovviamente, di cui ho voluto ignorare marca e modello per difesa mentale) che prevede 100 minuti settimanali di traffico voce, 25 sms settimanali e 2GB di traffico dati al mese. il tutto in uso alla figlia minorenne.
la suddetta intestataria è imbufalita poiché, a suo dire, siamo dei ladri, viste le ultime due fatture, arredate da almeno 250 euro in più oltre il canone mensile previsto.

chiede di pagare la fattura di febbraio di 308 euro a rate, ma visto che sta già pagando quella di dicembre nella stessa maniera (tipico comportamento di chi è ladro, quello di permettere al cliente di pagare A RATE), la invito a terminare questo pagamento e poi a richiedere la rateizzazione della seconda fatturazione.

la signora concorda ma continua a inveire.
in un attimo di lucidità mentale si lascia scappare un metta pure che mia figlia non si è regolata con l'uso del telefono, ma è una minorenne, sa...vi avevo anche chiesto di bloccarle le chiamate in uscita ma mi avete detto che non lo potete fare, quindi siete dei ladri!

qui non ce l'ho fatta...e ho ribattuto con un flemmatico forse sarebbe stato meglio non dare un abbonamento a una minorenne, bensì una ricaricabile: finito i soldi, finite le chiamate!

al che la signora, rimasta zitta per un paio di secondi, si è sentita punta sul vivo, sgamata, scoperta, messa al muro nella sua incapacità di dare un limite alla figlia minorenne, così si è ripersa dicendo è colpa del negoziante: quando ho attivato l'abbonamento gli ho chiesto più volte se secondo lui era adeguato quel piano tariffario per una ragazzina, per una minorenne, e lui mi ha detto di sì! è tutta colpa sua!

silenzio.
in presenza di una testa assente e, se presente, disabitata come quella della suddetta signora, non ho voluto infierire oltre.
resta il fatto che che noi siamo ladri ed è colpa del negoziante!

ma non era sempre il maggiordomo, il colpevole?

Love,
MC

06/12/2014

EDUCARE I FIGLI (O I GENITORI?)

tra ieri e oggi penso di essermi auto-incenerita alcuni miliardi di cellule cerebrali.
ieri ho lavorato dalle 16 alle 21, oggi dalle 9 alle 14; praticamente per il mio bioritmo non ho mai smesso di lavorare. e infatti stamattina sono uscita di casa imbufalita e adesso ho un mal di testa furibondo.

ieri ho parlato con persone che, o avevano dei problemi di mente, o erano ignoranti, o lo facevano apposta.
probabilmente la prima, accompagnata da una buona dose della seconda, che non guasta mai.

oggi di tutto e di più, tra cui una ragazza che tra le altre cose mi ha detto "scusi, cosa vuol dire che la linea è attiva? il canone mensile è per la linea? per le chiamate?".

ecco, io davanti a cose del genere alzo le mani, poso le cuffie, mi alzo dalla sedia e vado via...

mi sono trovata (e accade sempre più spesso, ultimamente) a consigliare a un padre, intenzionato a regalare per Natale un iPhone6 alla figlia quindicenne con un bell'abbonamento illimitato dentro, a mantenere un piano tariffario ricaricabile, dicendogli esplicitamente "...perché una volta finiti i soldi, basta! con un abbonamento, invece, rischiamo di avere poi belle sorprese in fattura".

non so se mi fa più tristezza il padre, mosso da amore sicuramente, o la figlia, che domani potrebbe avere un aggeggio da 900€ in mano (quindicenne, ricordiamocelo) e dopo domani chissà cosa vorrà, o si aspetterà, o pretenderà...

non so sia è più infelice l'uno o l'altra.
discorsi moralisti i miei, forse, sicuramente....ma credo che ci sia un tempo per ogni cosa e che a quindici anni, forse, probabilmente, un telefono che costa anche solo 200 miseri euro può andare per chattare con gli amici su whatsapp, e che l' iPhone6 regalato ha il solo scopo di rendere la figlia la più figa della classe.

ecco. questa è la cosa più preoccupante. per me.

Love,
MC


10/02/2014

Siamo a piedi

Qualche giorno fa il pc ha deciso di andare in ferie anticipate, senza che ci avesse fatto pervenire alcuna domanda preventiva. Da un giorno all'altro si è rifiutato di accendersi, cosi ora è in clinica e tutta la tecnologia di casa è tra le mie mani in questo momento.

A detta del nostro amico medico, è un po' vecchietto,  essendo arrivato da noi nel 2007, con la lista di nozze...io so solo che benedico il giorno in cui comprammo la memoria esterna: non è quasi sicuramente un problema di hardware, bensì di scheda video, ma sono lo stesso più tranquilla pensando che le 15.000 e passa foto digitali di una decina d'anni a questa parte, sono comunque al sicuro!

Love,
MC

10/12/2013

MOBILE POST

Scrivo dal cellulare.
L'avevo già detto: questi infernali aggeggi detti "smartphone" sono e saranno la nostra rovina: una volta che li hai provati, non tornerai indietro. Il che ha dei lati positivi ma anche parecchi negativi. Cosa verrà dopo? Sarà un crescendo, ma per finire dove? Confesso che il tutto mi fa un po' paura...

Love, 

MC



20/10/2013

TECNOLOGIA

e fu così che alla fine il nuovo telefono arrivò.
comprato on line in data 26 agosto 2013, dopo un mese e mezzo di attesa è finalmente arrivato.

adesso anche io sono infilata nel mondo di applicazioni, whatsapp tra tutte, atte ad assicurasi una vita costantemente on line.

un gingillo pericoloso e meraviglioso allo stesso tempo, da gestire come si vuole, personalizzandolo con le applicazioni per fare quasi tutto (penso che manchi giusto l'applicazione che ti dice qual è l'ora migliore per mangiare...) cercando però di rimanere il capo tra i due, per non soccombere e farsi comandare da un telefono che molto poco lo separa da un pc portatile.

niente di più facile che sia più veloce di un pc portatile appena appena vecchietto e non aggiornato.

sto ancora prendendo le misure, ma già so che non sarò più capace di tornare indietro.
qualsiasi telefono venuto prima è un bradipo. e il mio non è nemmeno l'ultimissimo modello.
un modesto Galaxy S3.

Love,
MC

12/11/2012

PENSIERI POCO TECNOLOGICI

sono stanca.
inizio la settimana già stanca. non va bene.
appena tornata a casa ho preparato la pasta per la pizza che adesso, sotto una coltre di cotone e lana, è sul piano in cucina a lievitare. non vedo l'ora di cenare: ho fame.
forse (anche) per questo sono stanca.

oggi per fortuna in ufficio è stata una giornata tranquilla, non ho parlato con clienti particolarmente asini o che mi hanno fatto richieste stupide.
tipo quello di sabato:

"ho l'iPhone 4S da maggio, solo che voglio il 5...come faccio?" 
"guardi, c'è una penale"
"e quanto sarebbe?"
"xxx"
"ah, allora faccio prima a comprarmelo direttamente! lo vado a comprare! grazie!"

ecco, bravo, compratelo direttamente!

invece ho deciso che mi comprerò il Galaxy SIII tra qualche anno, quando costerà un terzo e nel frattempo al mio telefono attuale si sarà esaurita la vena tecnologica...e 'sti cavoli se sarò indietro e sarà già uscito il galaxy 38! 
già adesso non tengo tra le mani esempi della tecnologia telefonica che avanza vorticosamente...ma, mi chiedo, perchè spendere soldi per un cosa che ho già, che il suo lavoro base e qualcosa in più fa senza problemi, se è solo per fargli prendere posto da un parente evoluto e più giovane, quando lui, nonno comunque pimpante, ancora funziona?
anche perchè, diciamocelo: o lo tieni nel cassetto, il telefono vecchio, o lo butti e vai a incrementare il monte di rifiuti!
no, ho deciso che il telefono attuale lo porterò alla morte, fino alla fine dei suoi giorni, senza fare nulla per avvicinare questo momento!

Love,
MC

04/10/2012

DEMENZA DA IPHONE 5 (lettera a un cliente)

questo porco iPhone5 mi stava già sulle palle prima che uscisse, e l'ho anche detto.
è diventato patrimonio dell'umanità una settimana fa circa (vivevamo anche senza, veramente, ma sembra che non lo si ricordi più) e per il lancio abbiamo avuto la fortuna di assistere a orde di dementi fermi in coda fuori dagli Apple Store e dai negozi di telefonia, che per l'occasione avevano organizzato una notte bianca tra il 27 e il 28 settembre
adesso che è uscito, la demenza della gente raggiunge livelli impensati e ultra-trentenni arroganti ti chiamano per dirti che, visto che il loro BlackBerry Bold 9900 ha la batteria latitante, devono avere subito l'iPhone 5. solo che poverini non possono aspettare, lo devono avere adesso, subito, perché i miei amici l'hanno avuto subito quindi o me lo date subito o cambio operatore!
quella è la porta, vai, così avremo un coglione di meno tra i piedi e i nostri colleghi della concorrenza si metteranno le mani nei capelli quando sentiranno la tua voce dall'altra parte della cuffia.
vai, vai, demente viziato spocchioso! l'iPhone 5 non ti serve per vivere, vuoi solo farci il figo davanti ai tuoi amici, altrettanto idioti, e il tuo tono arrogante non fa che confermarmi che sei un idiota.
un ultra-trentenne milanese idiota.
possa caderti nei Navigli, il tuo porco telefono, così potrai chiamare il tuo operatore telefonico e scoprire, tra urla di rabbia e attacchi cardiaci, che nessuno ti darà un nuovo telefono, visto che il reintegro non è previsto per la causale demente a ore dodici!

vai, vai, cambia operatore e mi raccomando: non tornare più!

Love,
MC

19/05/2011

ANNOTAZIONI




sul divano, in mezzo come sempre.
tv accesa, zapping più o meno nervoso, passando da La signora in giallo già iniziato (ma mentre si fa merenda va anche bene) al giro d'Italia (ma perchè ai velocisti che hanno appena finito la volata, piantano un microfono in bocca per l'intervista? fateli almeno respirare normalmente per cinque minuti, porco cane!) all'attuale, rilassante e stuzzicante paint your life.
prima o poi il maritopreferito troverà le immacolate pareti della sala colorate e stencilate: la QP ha voglia di colorare qualcosa, e cosa di meglio di una bella parete di 4 metri? vedremo.

quella di oggi è stata una giornata normale, niente di extra-ordinario. solo piena di varie cose, lavorative e non.
sei ore di lavoro pregnanti, in cui ha preso 17 chiamate e parlato, mediamente, con circa 5 lobotomizzati, ovvero clienti che non si sa perchè si sono comprati un iPhone4 (sempre lui, maledetto) o un Galaxy o in generale uno smartphone touchscreen (detto anche telefono intelligente con la tastiera digitale, direttamente sullo schermo) che non sanno nemmeno usare.
è di oggi la telefonata "scusi, mi sono comprato un Galassi (Galaxy) ma non riesco a rispondere alle chiamate, che tasto devo schiacciare?".
torna a penna e calamaio, caro!
la QP ovviamente non gli ha detto questo, ma, visto che i suoi "ma quando il display è illuminato non vede i tasti digitali che ci sono?" sono stati stroncati da un "no, non riesco a vederli perchè non riesco a sbloccarlo, a togliere il blocco tasti!" s'è arresa e l'ha sfanculato gentilmente, ovvero "prenda il libretto di istruzioni, è tutto scritto lì! se è in difficoltà, vada al negozio e si faccia aiutare".
l'immediata disattivazione della usim ci sarebbe comunque stata tutta: non è possibile che rimbecilliti di questa portata si comprino telefoni del genere!

ha raccolto la tristezza di un'amica collega, alle perse con un sentimento di abbandono dentro, il secondo nel giro di sei mesi e provocato da due persone diverse. in metro, tornando a casa, con tra le mani due di due di Andrea De Carlo, ha trovato questo passaggio e non ha potuto fare a meno di pensare a lei. domani gliela farà leggere.
"lo so come ti senti. è come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finchè ho capito che l'unico modo è romperlo. e se hai paura di farti male prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti"

è tornata a casa trovandola vuota, senza stupirsene comunque, lo sapeva già: il maritopreferito da questa mattina è nuovamente in giro per lavoro e tornerà sabato pomeriggio. questa trasferta, breve, della durata classica, arriva dopo una decina di giorni dalla precedente, durata una settimana intera e che dal giorno del matrimonio non li aveva mai visti stare così lontani l'uno dall'altra.
ma oggi è già giovedì pomeriggio e sabato arriva velocemente.

infine per stasera c'è in programma una cena occhi negli occhi con la tv (cenare da sola in cucina, con la radio accesa, guardando il muro davanti...naaaaaaaa) e con nel lettore dvd o apollo 13 o julia&julie, che tanto domani la sveglia suona giusto per scendere dal materasso e prendersi cura di se stesse, che il lavoro inizia alle 17!

MC

18/03/2011

PAURA NUCLEARE

c'era da aspettarselo.
sondaggi alla mano, rovinosamente negativi negli ultimi mesi, il governo italiano e il suo capo, ascoltando le notizie sempre più tragiche che vengono dal Giappone e la paura che si dissemina nel mondo -e quindi anche in Italia- ha deciso di prendere tempo. una pausa di riflessione, ovvero: diciamo che ci ripensiamo perchè è quello che la gente vuole sentirsi dire.
dopo che mezza Europa vuole mettere il punto, dopo che siamo qui in attesa dell'esplosione definitiva, dopo che governo&Co hanno iniziato a farsela sotto perchè gli italiani su certe cose non li freghi e forse-forse al referendum andranno a votare l'abrogazione del nucleare, alt, fermi tutti.
è sempre così: pensano e dicono quello che la gente vuole sentirsi dire per stare tranquilla, per dormire tranquilla, per non vedere la realtà.

e la quiprsente è sempre più schifata.
una cosa è certa: fino alla morte potrà dire di non aver mai contribuito col voto e col pensiero alla vita "politica" di quello là.

...e inserisce questa lettera di Adriano Celentano, che dice le stesse cose che lei vorrebbe urlare in faccia a quello là.

11/03/2011

NUCLEARE E FOTOVOLTAICO


pensando a quello che sta succedendo in Giappone a causa del terremoto e conseguente tsunami, la quipresente riflette.

al di là del fatto che:
1. la parte di mondo in cui lei si trova è sismica ma, se non cambia, non a rischio tsunami;
2. il terremoto dell'Aquila l'ha sentito eccome e anche le scosse dei giorni seguenti;
3. ogni volta che sente una scossetta -per esempio la settimana scorsa, di sera, quando era già sotto le coperte- un po' di strizza le viene perchè, alla fin fine, lei e il maritopreferito stanno sempre a un 4' piano, in cima a una collinetta lungo le pendici di una collina romana, e quindi...

fatte tutte queste premesse, si domanda come qualche demente italiano di spicco -non un pincopallino qualunque che non ha potere decisionale tipo lei- possa ancora pensare che nel Paese dò sole si volga lo sguardo verso il nucleare e non verso le energie rinnovabili.
porco cane! in Germania dove ad agosto, quando fa caldo, hanno 20°C sono anni che si tappezzano di fotovoltaico: campi, aeroporti dismessi e quasi quasi anche gli ombrelli, noi no.

40°C a luglio da Roma in giù? figuriamoci!
luce abbagliante per 6 mesi l'anno? nooooooo, conviene il nucleare!
energia eolica, con due isole a disposizione che hanno un vento che te se porta e che ti produrrebbe energia a costo 0?
no, scusate, rovina il paesaggio.

invece rovinarci la vita, riempirci di scorie, farci fare un mazzo così per pagare un colosso di cemento che, fino a quando non è completato non può produrre energia e che una volta acceso non si sa che fine farà, sì che conviene.

bene! bravi! le centrali nucleari sono decisamente la soluzione.
e perchè, già che ci siamo, non le facciamo ai piedi dell'Etna o in Abruzzo (come ha suggerito un amico su facebook), così se c'è una scossetta siamo a posto, tutti sistemati per i prossimi 40 anni, malattie e cancri assicurati, come se la vita che facciamo non ci riservasse già di suo il rischio?
dai, proponiamolo, e vediamo. anche perchè i sostenitori del suddetto lo sono quando i luoghi proposti non rientrano nei confini delle loro regioni. e te pareva...

la QP però una proposta ce l'ha: facciamola ad Arcore, così magari è la volta buona...

22/01/2011

"SCUSI, HO L'IPHONE3 MA VOGLIO IL 4, COSA DEVO FARE?" "SPARARTI!"


il suo lavoro (servizio clienti presso una compagnia telefonica) sta facendo sperimentare quotidianamente alla quipresente quanto il consumismo sia dilagante e quanto i produttori di telefoni cellulari e aggeggi tecnologici in genere, facciano nascere esigenze inesistenti per vendere l'ultimo arrivato in casa Nokia, Apple, Samsung...

hai scoperto l'acqua calda, dirà qualcuno...

premettendo che la QP è attirata, affascinata, interessata e a volte vittima della tecnologia e degli stessi telefoni cellulari, alcuni esponenti di grido di questo fantastico folle mondo iniziano a starle sulle scatole. pesantemente.
e grazie ai clienti che quotidianamente aiuta.

il premio di più odiato lo assegna senza ombra di dubbio all'iPhone4, stramaledettissimo, fondamentalmente inutile ai più, telefono cellulare della Apple, figlio dell'iPhone3. è uscito ad agosto 2010 ma ha già sfracassato oltremisura.
è giusto di ieri una telefonata con un cliente che si lamentava del fatto che il suo iPhone4 fosse rimasto connesso 13 ore mentre dormiva (il cliente, non il telefono) e avesse esaurito quasi l'intera soglia di traffico dati disponibile grazie ad una meravigliosa opzione tariffaria.

dopo aver spiegato per quattro volte al suddetto cliente che "non basta chiudere l'applicazione utilizzata, deve disconnettere il telefono da internet, onde evitare quanto gli è accaduto" e aver visto che il suddetto era convinto che non fosse quello il motivo e cercava altre giusitificazioni, la QP ha decisamente, convintamente e unanimatamente (è di ieri sera la visione di QUALUNQUEMENTE al cinema...) appurato che il suddetto era un cretino con in mano uno strumento di cui ignorava l'uso base.
il fatto che stesse cercando nella QP giustificazioni e richieste di verifica inutili (se navighi e non ti disconnetti quando hai finito, il problema non è dell'operatore telefonico. sei tu. cambia telefono) ha reso chiaro il fatto che non volesse ammettere nemmeno a se stesso di essere un emerito imbecille e incapace a usare quanto aveva per le mani.

"fondamentalmente inutile ai più", diceva.
ebbene sì.
la QP è certissimamente convinta che, presi 100 possessori di iPhone4, 103 non sanno quali siano, e quindi non usano, le n applicazioni dello stramaledetto.
e allora...se non le usano, perchè se lo comprano?
perchè sì.
perchè, per avere l'iPhone4 32GB, chiudono un contratto in comodato ancora in corso con l'iPhone3 32GB, che si tengono, pagando penali?
cosa faranno: andranno in giro con il 3 da un orecchio e il 4 dall'altro?

statys symbol.
questo è.
e per questo la QP non lo tollera.

PS è capitato più volte, finita la telefonata, sentire il cliente dire e adesso come si spegne?

28/10/2010

PRONTO, SIGNORINA?


premessa
nell'immaginario collettivo, chi lavora al servizio clienti di compagnie di telefonia mobile, è uno studente spiantato, il quale lavora per pagarsi gli studi mentre aspetta di andare a fare il lavoro per il quale sarà laureato e, quindi, fa questo lavoro svogliatamente. inoltre è nubile o celibe, ragion per cui ci si sente spesso autorizzati a dargli del tu, pur non sapendo che faccia abbia.

la quipresente (laureata da 5 anni e sposata da 3) lavora per una compagnia di telefonia mobile e il suo ruolo è aiutare i clienti a risolvere i loro piccoli-grandi interrogativi-problemi, che quotidianamente incontrano nella loro vita di comunicatori multimediali senza fili.
il fatto di prendere chiamate in entrata e non di farle in uscita, fà si che non ci si senta chiudere il telefono in faccia dal potenziale cliente cercato per vendergli il prodotto; l'altra faccia della medaglia, però, c'è ed è che non si sa, quando la chiamata entra, chi e per cosa si trova dall'altra parte della cuffia.
questo significa che la QP, in questi primi 10 mesi di lavoro, ne ha già sentite.
tipo:

CLT- cliente
QP- quipresente


CLT "buongiorno, vorrei sapere quante SOGLIOLE ho ancora per questa settimana..."
QP "vuole sapere quanto ha consumato delle SOGLIE previste dal suo piano tariffario?"
CLT "sì, sì, così so quanto mi resta nelle SOGLIOLE!"
QP "allora, le SOGLIE settimanali del suo piano tariffario prevedono 100 minuti di chiamate verso tutti e 50 sms. fino ad ora ha consumato X..."
CLT "Ah, grazie...e, senta, come devo fare per consultare le SOGLIOLE dal telefono?
QP "..."

CLT "ho ricevuto un sms per la fattura non pagata, ma io vi ho dato i dati della carta di credito il mese scorso! Perchè non ha funzionato?"
QP "qualche problema di sistema, signora, ma comunque se ha con sè la carta, possiamo effettuare il pagamento adesso, on line, così risolviamo il problema!"
CLT "No, scusi, ma se il problema è vostro perchè devo risolvervelo io?"
QP "..."

CLT "Signorina, devo comunicare i dati della carta di credito, ce l'ho qui..."
QP "...bene, mi dica pure! che circuito è?"
CLT "Eh, è una parola..."
QP "..."

CLT "Signorina, la mini-usim che mi hanno dato per l'iPhone non funziona! come faccio? a me il telefono serve!"
QP "guardi, la usim è attiva. provi a recarsi presso un rivenditore per fare delle prove incrociate inserendola in un altro iPhone. se non funziona gliela sostituiscono immediatamente!"
CLT "Uh, ma se invece taglio quella vecchia e la metto nell'iPhone?"
CLT "Nooooooo"

QP "...ok, mi dice a chi è intestata l'utenza?"
CLT "a XY, mia madre"
QP "mi può dare la data e luogo di nascita della signora XY?"
CLT "...ah...boh...non me la ricordo..."

28/05/2010

DI CONVENTION E TASTIERE QWERTY


e così fu che le due prime volte si compirono.
tornata ieri sera dalla terra sarda, la quipresente è adesso alle prese con l'abbiocco post-pasto, l'occhio attento ai minuti che passano per arrivare in tempo al treno delle 14.34 ed elisa che canta nello stereo. è da questa mattina che ce l'ha con la cantante piemontese e non riesce a smettere di ascoltarla!
la prima convention aziendale della sua vita è stata un successone, per quanto le riguarda. otto ore di sonno in due notti ma una scorta di risate, battute, colori, visi, rapporti cresciuti e nati che ripagano anche il fatto che ieri, giorno libero da lavori aziendali, il tempo sia stato capriccioso, lasciando anche qualche goccia di pioggia.
i lettini sono stati comunque coperti dai teli mare blu gentilmente concessi, e un po' di sole ha preso posto sui lineamenti della QP, mandando via il pallore invernale. non c'è stata l'inaugurazione della stagione balneare con il primo bagno, il flebile sole e la frescura quasi montanara dell'acqua non erano proprio invitanti, ma va bene così. una scusa per tornare e godere, insieme al maritopreferito, della bellezza di quei luoghi.
adesso è alle prese con la tastiera qwerty del nuovo telefonino aziendale: dopo 10 anni di telefonia mobile e di telefoni dotati di tastiera da telefono, evidentemente ormai obsoleti, la QP si sente analfabeta tendente al deficiente. non trova i tasti per scrivere gli sms, perchè anzichè cercare le lettere, vede solo i numeri. che sia un problema comune agli altri colleghi? indagherà, comunque lo sospetta!

foto: la spiaggia dell'albergo

18/12/2008

POTERI DEL WI-FI

Finalmente, dopo un mese di parcheggio con vari spostamenti da un angolo all'altro del tavolo della sala, prima di cena mi sono decisa ad installare il modem Wi-Fi, il senza fili, la scotoletta che ti permette di essere connesso senza rogne di cavi intorno e sempre e solo dalla stessa postazione divenuta ormai obsoleta e noiosa.
All'alba del 2009 io e il marito preferito ci siamo stupiti nel portare il pc, senza alcun cavo penzolante, dalla sala alla cucina alla camera con la connessione funzionante e all'opera.
L'abbiamo persino portato in terazza, il pc, con tanto di giacca per non prender freddo, ma l'apice l'abbiamo raggiunto quando il marito preferito ha detto prova a sederti sul water, dovrebbe essere il punto più lontano e con più muri in mezzo, al che io, seduta sul copri-water trasparente con le conchiglie dentro e col pc in mano, ho realizzato che d'ora in poi, all'ora X, sarà più dilettevole ed efficace leggere repubblica.it che la sua versione cartacea...
E vuoi mettere...

20/11/2008

QUANDO NON C'ERANO GLI I-POD...



...si era "a disposizione" degli altri passeggeri. Se a qualcuno serviva sapere la fermata successiva del treno, tram, bus o metro sul quale si stava viaggiando, andava a caso: qualsiasi persona era potenzialmente utile a raggiungere lo scopo. Adesso bisogna organizzarsi, calcolando nel tempo della domanda-risposta anche quello di ricerca di qualche cristiano che non abbia le cuffiette bianche nelle orecchie. Pare facile, ma non lo è.
Viaggio in metro 1 ora al giorno complessivamente e osservo: c'è da considerarsi originali a non avere l'I-pod al collo e le famigerate cuffiette bianche nei timpani -a volte del tutto superflue visto il volume tenuto da certa gente...ma non gli viene mal di testa? non saranno sordi? Boh!-.
Non critico chi ascolta I-pod o giradischi 45 giri, sia chiaro, perchè chi scrive è appassionata di musica, che ha provato anche a portarsi l'mp3 in metro, per passare il tempo in maniera diversa dal leggere, e non c'è mica riuscita, eh? Per forza: o si tiene il volume a palla (capisco certa gente, allora) e si rimbecillisce di prima mattina o, volendo tenere il volume ad un livello accettabile per timpani e vicini di viaggio (perchè devo costringerli a sentire la mia musica?), non si sente un emerito tubo, giacchè la metropolitana fino ad ora non viaggia nello spazio inter-planetaro-cosmico-stellare senza emettere rumori...
Forse ho fatto/scritto un po' arrovellato, stasera...ma tutta colpa degli I-pod...quando non c'erano, non si facevano certi pensieri!!!

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