mattina iniziata presto, oggi, con un giretto al mercato trionfale con il banco del pesce come destinazione.
lungo il percorso in mezzo agli altri banchi, compro un vasetto di miele (farà da cuscinetto, nell'attesa di avere quello dello zio e delle sue arnie, abarbicate sui terrazzamenti liguri vista mare), tre pinzette per spostare i ciuffi biondi dal raggio degli occhi quando sono in casa e uno spruzzino per l'acqua, sia per camicie in corso di stiratura, che per la frescura delle membra quando prendo il sole in terrazza.
al banco del pesce, oltre alle classiche ma buonissime orate e spigole, compro 7 etti di alici: le voglio far fritte per pranzo.
in meno di un'ora ho fatto tutto e torno a casa. il caldo per oggi non me lo prendo e sono molto contenta così.
ok. divido, insacchetto e metto in congelatore. poi sciaqquetto insalata e verdure varie, regalate dal suocero direttamente dal suo orto ieri sera. ci trovo un ragnetto dentro, e nonostante una leggera racnofobia mi prenda alla vista del suddetto, lo accompagno con l'acqua verso il suo destino, lungo il tubo del lavandino. certamente è verdura sana, senza porcherie aggiunte.
poi apparecchio, preparo e lavo le alici. inizio a friggere, così quando il maritopreferito arriva le mangiamo subito, ancora calde, penso. inizio, finisco e intanto il cellulare del preferito è sempre spento. si sarà dimenticato di riaccenderlo. certo, però, questo tragitto in treno metropolitano, quanto dura?
provo e riprovo. spento. sto per iniziare a preoccuparmi e a pensare a come farglielo notare, non senza veemenza, al suo ritorno, quando un flash mi sovviene e, come per incanto, mi torna in mente una parola: piscina.
è per caso giovedì oggi? yes!
ieri sera, aveva per caso detto che sarebbe andato in piscina? yes!
vogliamo proprio essere sicure e autorizzarci a mangiare? yes! vado in bagno e, guarda un po', manca l'accappatoio da piscina.
iniziamo ad avere per caso problemi di memoria? yes!
i libri che leggo, i pensieri che mi scorrono nelle sinapsi, la mia vita vissuta e qualche vaneggiamento sulla realtà...
18/06/2009
17/06/2009
DI EMANDAMENTI E LEGGI AD AZIENDAM
pubblico così come mi è stato inviato tramite email.
E' passato l'emendamento D'Alia.
L'attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D' Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".
Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore.. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l' apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata.
Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.
E' passato l'emendamento D'Alia.
L'attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D' Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".
Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore.. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l' apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata.
Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.
15/06/2009
RITORNO ALL'OVILE DIGITALE
un po' più di due settimane sono passate da quando un collasso tecnologico, che ha colpito prima il pc e poi la linea adsl, mi ha tenuta lontana dal blog. ora però sono nuovamente qui e sembra sia passato un secolo. quasi come quando si va in vacanza e si lascia tutto a casa. tutto spento e disconnesso. fuori dal mondo.
e proprio fuori dal mondo mi sono sentita in questi giorni.
niente internet, niente blog, niente posta elettronica. senza mi sento strana, menomanta, handicappata. senza telefonino so stare, a volte ci sto volutamente, ma senza internet ho provato una sensazione di esclusione dal mondo informatico e informativo, come non avevo mai provato.
televisione e radio, se vogliamo dirla tutta, garantiscono un'informazione relativa, per cui siamo al punto che pensiamo che le cose succedono perchè ne parlano i media.
tornando tra le pagine dei miei amici digitali, però, ho piacevolmente constatato che la vita continua per tutti e con gli stessi stili, le stesse faccende quotidiane, le stesse ansie pre-parto, gli stessi fremiti etico-morali, le stesse mancanze di tempo da non riuscire a postare un pensiero.
io sono sempre qui, dal nostro IV piano vista caput in surriscaldamento in questi giorni, a vivere mattinate (quella di oggi) barcamenandomi tra tecnici telecom in visita per sistemare le cose (sentendomi pure dire che forse lo potevo risolvere io, il problema... ma non era che ognuno aveva un suo lavoro??? mah!), tecnici informatici al telefono che mi installano driver a distanza, verdure gratinate in forno, melanzane a spurgare (che detto così fa un po' schifo!) per farne un antipasto-contorno buono assai...
insomma, la vita continua e anche la mia. così ora, per continuarla meglio, vado a prendermi il sole sul balcone, che ieri il maritopreferito ha portato su i lettini e non vorrei pensasse il suo lavoro sia stato inutile!
adieu!
e proprio fuori dal mondo mi sono sentita in questi giorni.
niente internet, niente blog, niente posta elettronica. senza mi sento strana, menomanta, handicappata. senza telefonino so stare, a volte ci sto volutamente, ma senza internet ho provato una sensazione di esclusione dal mondo informatico e informativo, come non avevo mai provato.
televisione e radio, se vogliamo dirla tutta, garantiscono un'informazione relativa, per cui siamo al punto che pensiamo che le cose succedono perchè ne parlano i media.
tornando tra le pagine dei miei amici digitali, però, ho piacevolmente constatato che la vita continua per tutti e con gli stessi stili, le stesse faccende quotidiane, le stesse ansie pre-parto, gli stessi fremiti etico-morali, le stesse mancanze di tempo da non riuscire a postare un pensiero.
io sono sempre qui, dal nostro IV piano vista caput in surriscaldamento in questi giorni, a vivere mattinate (quella di oggi) barcamenandomi tra tecnici telecom in visita per sistemare le cose (sentendomi pure dire che forse lo potevo risolvere io, il problema... ma non era che ognuno aveva un suo lavoro??? mah!), tecnici informatici al telefono che mi installano driver a distanza, verdure gratinate in forno, melanzane a spurgare (che detto così fa un po' schifo!) per farne un antipasto-contorno buono assai...
insomma, la vita continua e anche la mia. così ora, per continuarla meglio, vado a prendermi il sole sul balcone, che ieri il maritopreferito ha portato su i lettini e non vorrei pensasse il suo lavoro sia stato inutile!
adieu!
30/05/2009
LUCIO e SIMONA

Lucio e Simona sono partiti. una nuova famiglia di amici si è costituita, una nuova avventura inizia oggi, un altro sogno d’amore si è realizzato. si va avanti. gli amici con cui siete cresciuti sono venuti al vostro matrimonio, da fidanzati o da single, ed ora anche voi andate a vederli dire SI. accanto a te, in chiesa, hai poi chi tra qualche mese farà lo stesso e allora chiedergli se ha le idee chiare, se ha capito quali sono le domande e se ha effettivamente visto che le risposte sono facili viene spontaneo. ci sta tutto, come dicono a roma…
sei felice. per gli sposi e anche per te, perché ogni volta che vivi un matrimonio, un piccolo nodo ti prende allo stomaco e ti spinge fuori due lacrime.
tu c’eri quasi due anni fa, là dove oggi c’erano Lucio e Simona, dove tra qualche mese ci saranno Chiara e Andrea, dove ci hai visto passare Angelo e Micol, Maria e Christof, Andrea e Letizia, Simona e Luca, Davide e Francesca, Luca e Milena…e anche se i mesi passano e tutto ti sembra già lontano, quel nodino e quelle lacrime ti ricordano che invece è tutto vivissimo, è più vicino di quanto sembri ed è stata e resterà per sempre la più bella cosa che potessi fare nella tua vita.
27/05/2009
MIND OVER
mente azzerata. idee inesistenti. non è la prima volta che finisco nel vortice dell’annebbiamento mentale. ormai conosco anche la sensazione che lo preannuncia: inizia con l’abbandono momentaneo della tastiera per i motivi più vari –mancanza di tempo, di voglia, di chissà cosa- per poi diventare una specie di consapevolezza chiara dentro che sembra dire ma che scrivi, non hai niente da dire, non serve sedersi lì e scrivere, tanto non ti viene in mente niente. alla fine arrivi a un punto che ti convinci di non aver forse effettivamente niente da dire, che a nessuno interesserà, che chissà cosa penserà chi ti legge, che motivo c’è poi, a scriverle su questo diario digitale.
dopo questo spartiacque, però, arrivi al punto in cui sono arrivata io oggi, adesso e, pensa che ti ripensa, ti accorgi che basta, qualcosa da dire ce l’hai e se anche all’inizio tentenni, scrivi e poi cancelli, selezioni tutti i caratteri e schiacci Canc x far prima, dopo le dita scorrono e vanno quasi da sole.
scrivi e pensi che ci sarà sempre qualcosa da dire su tutto, tu avrai sempre un’opinione, un pensiero, un’idea, una sensazione da descrivere e da condividere. che poi è una delle cose più belle che si possa fare con l‘altro, con chi abbiamo davanti. o sta dall’altra parte dello schermo e noi non lo sappiamo.
dopo questo spartiacque, però, arrivi al punto in cui sono arrivata io oggi, adesso e, pensa che ti ripensa, ti accorgi che basta, qualcosa da dire ce l’hai e se anche all’inizio tentenni, scrivi e poi cancelli, selezioni tutti i caratteri e schiacci Canc x far prima, dopo le dita scorrono e vanno quasi da sole.
scrivi e pensi che ci sarà sempre qualcosa da dire su tutto, tu avrai sempre un’opinione, un pensiero, un’idea, una sensazione da descrivere e da condividere. che poi è una delle cose più belle che si possa fare con l‘altro, con chi abbiamo davanti. o sta dall’altra parte dello schermo e noi non lo sappiamo.
22/05/2009
STATO VEGETATIVO
la definizione migliore per il mio stato psico-fisico di oggi è certamente bradipale, che nemmeno so se esiste in qualche lingua di quelle di questo mondo. sono un bradipo, insomma. ho lo scatto di una moviola, l'attenzione cerebrale da terapia intensiva, la voglia di fare qualcosa pari a molto meno di 0.
sarà il caldo, sarà l'ora intera passata su mezzi di superficie romani tra le 12.15 e le 13.15, sarà la sensazione da post esame che sto vivendo, fatto sta che chiedetemi tutto e non vi sentirò, non vi farò nulla, non mi inventerò niente da fare o dire. eppure scrivo qua sopra. è vero. ho pensato che potesse essere un modo comunque piacevole per riattivare l'attivtà cerebrale, ridotta al minimo dopo il rientro a casa. essì che questo stato l'ho vissuto tante e tante volte, negli anni passati. ogni volta, dopo un esame all'università, mi assaliva un rilassamento fisico accompagnato, puntualmente, da mal di testa. era ormai fisso, lo aspettavo. dopo un mezz'ora circa che avevo salutato il prof e portato a casa un altro risultato, mi assaliva il martellamento cerebrale. solitamente sul treno per tornare a casa. arrivavo a frascati contenta ma rincoglionita. poche ore e la tortura finiva, la testa era la mia valvola di sfogo. si svuotava delle troppe nozioni immagazzinate!
oggi non ho fatto nessun esame ma qualcosa di simile, per cui eccomi qua. la storia si ripete, per fortuna senza mal di testa.
attendo con ansia il ritorno del maritopreferito da terre modenesi per il giuramento dei pischelletti dell'accademia.
me lo ritroverò domattina nel letto. che bel risveglio...
sarà il caldo, sarà l'ora intera passata su mezzi di superficie romani tra le 12.15 e le 13.15, sarà la sensazione da post esame che sto vivendo, fatto sta che chiedetemi tutto e non vi sentirò, non vi farò nulla, non mi inventerò niente da fare o dire. eppure scrivo qua sopra. è vero. ho pensato che potesse essere un modo comunque piacevole per riattivare l'attivtà cerebrale, ridotta al minimo dopo il rientro a casa. essì che questo stato l'ho vissuto tante e tante volte, negli anni passati. ogni volta, dopo un esame all'università, mi assaliva un rilassamento fisico accompagnato, puntualmente, da mal di testa. era ormai fisso, lo aspettavo. dopo un mezz'ora circa che avevo salutato il prof e portato a casa un altro risultato, mi assaliva il martellamento cerebrale. solitamente sul treno per tornare a casa. arrivavo a frascati contenta ma rincoglionita. poche ore e la tortura finiva, la testa era la mia valvola di sfogo. si svuotava delle troppe nozioni immagazzinate!
oggi non ho fatto nessun esame ma qualcosa di simile, per cui eccomi qua. la storia si ripete, per fortuna senza mal di testa.
attendo con ansia il ritorno del maritopreferito da terre modenesi per il giuramento dei pischelletti dell'accademia.
me lo ritroverò domattina nel letto. che bel risveglio...
19/05/2009
E' ESTATE. HO LE PROVE.
è estate. punto. fino ad ora non avevo molto afferrato il concetto, non volevo spingermi oltre la maglietta senza canottiera sotto, oltre l'infradito birkenstock -benedetti!- oltre l'aver cambiato coperta in letto.
oggi mi sono arresa al fatto che è estate anche se il calendario ancora non lo dice. ho pulito la casa in tenuta spiaggesca, ovvero canottiera, pantaloncini e ciabatte gommose, quelle che van bene anche sotto la doccia degli stabilimenti al mare. e tutt'ora così sono; non è come qualche tempo fa, che dopo che mi ero mossa, una volta ferma mi dovevo coprire per non raffreddarmi perchè quel brividino saliva a rompere.
ho constatato che è estate anche ieri. la lezione di pilates è stata una sauna continua. il riscaldamento di Ax è deicsamente affascinante ma altrettanto stancante e con l'efftto collaterale di sciglierti. ho deciso che finisco il mese e ciao, ci si vede a settembre. non riuscirò a reggere tali ritmi fino a fine luglio, in quell'attico che già adesso è un piccolo fornetto, figuriamoci a luglio alla lezione delle 18.
ho constatato che è estate perchè domani avrò da fare e dovrò mettermi in tenuta seria, tailleur con pantaloni, ma non di fresco lana bensì di cotone, con infradito annesse e canotta sotto.
ho constatato che è estate perchè il maritopreferito mi ha proposto di cenare in terrazza, questa sera. abbiamo piero ospite, che da imola è qui a roma per lavoro, a cui il maritopreferito ha fatto da testimone di nozze proprio nei giorni in cui con la sottoscritta era in tratttive.
sommato il tutto, è estate ormai. posso dire di averne le prove.
15/05/2009
PESIERI POLITICI
non capisco, sarò limitata di mente, non so, ditemi voi, ma proprio non riesco a capacitarmi di come non ci si scandalizzi più di nulla in questo povero Paese, che a parte tutta la storia e l’arte e le bellezze naturali e la dieta mediterranea, non ha più molto da farsi invidiare.
Parlo come la signora Veronica, lo so, che qualche tempo fa disse, riguardo suo marito, proprio questo. Tra l’altro la chiamo signora di proposito: non capisco perché sia diventata semplicemente “Veronica” da quando ha iniziato a rendere pubblici i grattacapi che il marito le procura. Non è amica mia, non la conosco di persona e se anche la conoscessi non le darei automaticamente del tu. Non è che perché siamo donne allora la mia comprensione si spinge al punto che le do del tu, come espressione di solidarietà femminile. non credo che tutti quelli che ne parlano le siano amici. Ho paura che questo autoinvestirsi della facoltà di considerare tutti amiconi, quindi propri amiconi, sia un altro bel risultato di 15 anni di berlusconismo dilagante e delle sue sfaccettate espressioni. Un altro, ennesimo, segno di maleducazione divenuto costume. Le buone maniere insegnate da mamma e papà, del dare del “Lei” a chi non è di famiglia, soprattutto quando adulto o comunque più grande, vanno a farsi benedire. A noi non era concesso, se non nel raro caso in cui l’adulto ci dicesse “dammi del tu”. Allora via libera, con una confidenza sempre comunque rispettosa e discreta. Adesso, invece, dilaga il “tu” e a sentirsi dire “Scusi…” ci si stupisce. Io mi stupisco e anche quelli a cui lo do.
Ma non volevo parlare di questo.
Sono scioccata come la signora Veronica, appunto, per la faccia del presidente del consiglio. Insulta, fa battute, minaccia, non risponde, pretende, decide lui se fare qualcosa, quando e come. Tutto gli è dovuto, tutto gli è concesso, gli altri possono anche tacere, anzi sono gentilmente invitati a farlo. Non hanno diritto a nulla, solo a odiarlo quando non l’hanno votato (e lui non si cura di questi, sa che esistono ma non ci perde tempo) e a vedersi querelati se azzardano un giudizio, un’opinione diversa o che lo sputtani davanti al Paese. Lui non può essere contraddetto, gli altri devono stare zitti. Chi ha problemi se li tiene, se la deve cavare da solo, con un lavoro in nero; sposando un miliardario; facendo la mantenuta magari con uno come lui, che a suon di favori sessuali qualcosa tirerà su per pagare le bollette o magari un posticino al ministero ci scappa. Lui pensa ai suoi problemi che sono in primis, ora che le leggi che gli servivano sono ognuna al loro posto, gestire i casini che combina e che, grazie a Dio, ogni tanto vengon fuori. È troppo occupato a dire e ritrattare, a fare il simpaticone, a cercare consensi tra i giovani microcefali italiani, a far foto con chi è sicuro sia maggiorenne, a insultare le donne, a lavorarsi i cattolici, ad autoglorificarsi con obiettivi da record di consensi anche in Europa…
Ha ragione la signora Veronica. Ha dei problemi, dovrebbe farsi curare. È vero, anche noi che non siamo sua moglie possiamo dirlo. Andando da uno bravo, aggiungerei.
Di tutto questo e anche di altro mi domando come mai non ci si stupisca più.
Parlo come la signora Veronica, lo so, che qualche tempo fa disse, riguardo suo marito, proprio questo. Tra l’altro la chiamo signora di proposito: non capisco perché sia diventata semplicemente “Veronica” da quando ha iniziato a rendere pubblici i grattacapi che il marito le procura. Non è amica mia, non la conosco di persona e se anche la conoscessi non le darei automaticamente del tu. Non è che perché siamo donne allora la mia comprensione si spinge al punto che le do del tu, come espressione di solidarietà femminile. non credo che tutti quelli che ne parlano le siano amici. Ho paura che questo autoinvestirsi della facoltà di considerare tutti amiconi, quindi propri amiconi, sia un altro bel risultato di 15 anni di berlusconismo dilagante e delle sue sfaccettate espressioni. Un altro, ennesimo, segno di maleducazione divenuto costume. Le buone maniere insegnate da mamma e papà, del dare del “Lei” a chi non è di famiglia, soprattutto quando adulto o comunque più grande, vanno a farsi benedire. A noi non era concesso, se non nel raro caso in cui l’adulto ci dicesse “dammi del tu”. Allora via libera, con una confidenza sempre comunque rispettosa e discreta. Adesso, invece, dilaga il “tu” e a sentirsi dire “Scusi…” ci si stupisce. Io mi stupisco e anche quelli a cui lo do.
Ma non volevo parlare di questo.
Sono scioccata come la signora Veronica, appunto, per la faccia del presidente del consiglio. Insulta, fa battute, minaccia, non risponde, pretende, decide lui se fare qualcosa, quando e come. Tutto gli è dovuto, tutto gli è concesso, gli altri possono anche tacere, anzi sono gentilmente invitati a farlo. Non hanno diritto a nulla, solo a odiarlo quando non l’hanno votato (e lui non si cura di questi, sa che esistono ma non ci perde tempo) e a vedersi querelati se azzardano un giudizio, un’opinione diversa o che lo sputtani davanti al Paese. Lui non può essere contraddetto, gli altri devono stare zitti. Chi ha problemi se li tiene, se la deve cavare da solo, con un lavoro in nero; sposando un miliardario; facendo la mantenuta magari con uno come lui, che a suon di favori sessuali qualcosa tirerà su per pagare le bollette o magari un posticino al ministero ci scappa. Lui pensa ai suoi problemi che sono in primis, ora che le leggi che gli servivano sono ognuna al loro posto, gestire i casini che combina e che, grazie a Dio, ogni tanto vengon fuori. È troppo occupato a dire e ritrattare, a fare il simpaticone, a cercare consensi tra i giovani microcefali italiani, a far foto con chi è sicuro sia maggiorenne, a insultare le donne, a lavorarsi i cattolici, ad autoglorificarsi con obiettivi da record di consensi anche in Europa…
Ha ragione la signora Veronica. Ha dei problemi, dovrebbe farsi curare. È vero, anche noi che non siamo sua moglie possiamo dirlo. Andando da uno bravo, aggiungerei.
Di tutto questo e anche di altro mi domando come mai non ci si stupisca più.
12/05/2009
CREPES FRANCESI A ROMA
sia io che il maritopreferito, nonchè altri amici, andiamo pazzi per le crepes del nostro amico Emmanuel, francese d.o.c.g. che ha avuto modo di viziarci alla sua ricetta in otto anni di vita vissuti a roma.
da un anno, però, siamo lontani perchè lui è tornato in patria, a montpellier, per stare insieme a sua moglie Annick.
ma venerdì scorso ci siamo ritrovati come tante volte negli anni passati, per stare insieme e deliziarci il palato con la ricetta segreta dello chef!
la nostra piccola cucina è diventata laboratorio e sala di intrattenimento -siamo stati tutti e 7 lì dentro, insieme, mentre Manu cuoceva, perchè volevamo stare tutti insieme,non ci piaceva stare divisi tra sala e cucina!
una pasta italiana, all'amatriciana, ha preceduto le crepes dolci ai gusti di nutella, zucchero-limone e marmellate varie.
come sempre, gran finale con crepe con marmellata all'arancia e grand marnier dato alle fiamme...
speriamo di ritrovarci presto, in questo stretto gemellaggio italo-francese, nel frattempo ho preso nota della ricetta segreta dello chef Manu che presto farò, avendo anche ereditato la sua padella prediletta!
11/05/2009
DARIO E HAYAT
sono seduta sul divano, con Caso mai che gira nel dvd. l'ho visto non so più quante volte e ogni tot me lo devo rivedere. che bella la sigla iniziale, con barbara fusar poli e maurizio margaglio che ballano in uno stadio buio, con cascate di luci alle spalle. due sagome in equilibrio sul ghiaccio. equilibrio precario ma che appare sicuro ed è armonioso allo stesso tempo, perchè basato su fiducia reciproca e allenamento.
come ormai è mia abitudine fare su questo diario digitale, oggi parlo di dario e hayat, che ieri sono convolati a nozze. qualche invitato ha parlato di grande gioia stampata sui loro volti, scaturita da un sogno d'amore divenuto realtà.
non penso che ci sia definizione migliore per dscriverli ed io, come previsto, mi sono emozionata al momento delle promesse. non ci sono state lacrime ma un brivido lungo la schiena, un'emozione senza definizini che mi ha attarversata e che credo mi attraverserà da qui all'eternità, fin tanto che assisterò a promesse d'amore e nascita di nuove famiglie!
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