è un po' che non scrivo.
in questi giorni ho pensato tanto, a molte cose, non ultima e tanto per dirne una, al mio significato qui, in questo mondo. non mi sono spinta a punti teorico-filosofici tali da aver trovato una risposta diversa da quella che ho sempre creduto come vera e fondata, ovvero esistere perchè Qualcuno qui mi ci ha voluto e messo.
sono arrivata a comprendere meglio il motivo del mio vivere: non deve avere altri fini se non quello, per altro non sempre facile da attuare, di vivere pensando non solo a me ma anche a chi mi sta vicino, attorno, insieme. azzardo un pensare prima a l'altro che a me intendendo certamente non la dimenticanza totale di me e della mia persona, perchè si deve pur vivere, in salute, degnamente e con serenità, quanto la rilevanza vera che l'altro voglio abbia nella mia vita.
ho sposato il maritopreferito non per qualcosa che mi potesse dare, aiutare ad avere, comprare, assicurare o cosa. l'ho fatto perchè lo amo e voglio stare con lui, a prescindere dal resto. punto. con il resto del mondo che mi vive vicino e che, purtroppo o per fortuna sua, non ho scelto io di avere vicino, mi piacerebbe riuscire ad avere lo stesso atteggiamento. un amore diverso, ovviamente, di un'altro tipo ma di, parolone, pari intensità.
certamente non è facile. mi rendo conto di essere molto spesso in balia di sentimenti contrastanti, violenti, istintivi, anche negativi verso chi, per esempio, parcheggia in dopia fila per non poter/voler fare 30 passi dalla macchina al tabaccaio per le sigarette, oppure verso chi sostiene l'idea che fregare gli altri vada bene, quando è lo Stato ancora meglio; chi non saluta quando mi vede e mi conosce (cavolo, sarò anche magra ma mi hai visto, t'ho salutato....ti sei ingoiato la lingua?) e avanti così....
è difficile, quanto ho appena scritto lo testimonia e chissà quanto altro avrei da scrivere a mio discapito ma, come ho già scritto altre volte, credo che il cavillo sia tutto nel pensare in una maniera un po' ribaltata rispetto a quanto il mondo ci spinge a fare: fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te, non fare agli quello che non vorresti fosse fatto a te.
