...continua a leggere! 😆😆😆
non scrivo da un pezzo ma nonostante le apparenze non sono morta anche se spesso mi ci sono sentita, un po' per i ritmi, un po' per questo magico caldo che, come volevasi dimostrare, è arrivato tutto insieme, da un giorno all'altro, per deliziarci con le sue carezze a tratti piacevoli, molto più spesso fastidiose.
non è che non apprezzi l'estate, ma soffrendo il caldo sono una di quelle che preferisce i 22 gradi fissi, con umidità media, cielo azzurro con qualche nuvola bianca, alta, innocua, e un po' di brezza che stempera.
non è proprio il clima che c'è adesso a Roma e provincia, me ne rendo conto, ma non abito nemmeno nel deserto dei Gobi, quindi non mi lamento. o almeno cerco di non farlo.
in questo mese e mezzo, ho continuato a leggere, e molto. l
a lettura è la mia salvezza, la mia à ncora, il mio spazio personale e intimo, dove ci sono solo io e la storia.
ho letto sei libri di Carrisi, e ancora lo sto leggendo.
ne parlo con gli amici, lo consiglio, lo regalo...
in sequenza sono stati:
(ciclo Mila Vasquez)
- Il suggeritore
- L'ipotesi del male
- L'uomo del labirinto
- Il gioco del suggeritore
(ciclo Marcus e Sandra)
- Il tribunale delle anime
- Il cacciatore del buio
ed in lettura al momento c'è Il maestro delle ombre, ultimo capitolo di Marcus e Sandra.
mi sono dovuta ricredere su Carrisi leggendo Il Suggeritore, rispetto all'idea che mi ero fatta con La ragazza nella nebbia.
forse quest'ultimo l'ho letto al momento sbagliato, forse non l'ho capito, ma non saprei dire come mai quel romanzo non mi abbia quasi sfiorato, mentre con questi due cicli sono praticamente diventata la più grande fan di questo scrittore italiano...
di certo rileggerò La ragazza nella nebbia, prossimamente, fatto sta che se piacciono i thriller, la tensione tra le pagine, un po' di noir, beh, qui ragazzi miei siamo proprio all'eccellenza, a mio avviso. niente da invidiare a nessuno.
bravo Donato, applausi.
da leggere? assolutamente. e ovunque: in treno, in metropolitana, al mare, la sera a letto, sul divano dopo pranzo, mentre si cuoce la pasta...sempre!
mi piacerebbe riuscire a scrivere qualcosa di ognuno di questi libri, ma non penso di riuscirci, per ora.
intanto vado avanti a leggere, chissà , magari più avanti.
Love,
MC
i libri che leggo, i pensieri che mi scorrono nelle sinapsi, la mia vita vissuta e qualche vaneggiamento sulla realtà ...
25/06/2019
06/05/2019
+11 *** ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO *** GAIL HONEYMAN (o della fine dell'undicesimo libro nel 2019)
ho finito questo libro qualche giorno fa. libro cartaceo, regalo di Natale dalle zie di Genova® e, confesso, tornare a prendere in mano un libro fisico mi è piaciuto molto, da troppo tempo non succedeva. l'ebook è stracomodo, impossibile negarlo, ma la carta ha quel suo fascino ormai antiquato che tocca sempre il cuore e fa bene all'anima.
Eleanor è stata una piacevolissima scoperta, per me. non mi stuzzicava, il titolo. forse sarebbe stato uno di quei libri che, visti in libreria, mi sarebbe passato davanti agli occhi e basta, senza destare la benché minima attenzione da parte mia, e invece mi sono dovuta ricredere.
ebbene sì, 'sta ragazza è risultata simpatica, stramba ma gentile, ferrea nelle sue convinzioni e metodologie (a volte un po' le assomiglio...), ma anche duttile e malleabile, cosa di cui lei stessa si stupisce. scopre sé stessa insieme e grazie agli altri, a coloro che aveva sempre fuggito pensandoli troppo distanti, diversi, oltre. si sblocca grazie al rapporto con Raymond, con cui capisce giorno dopo giorno di essere vicina, in contatto, compatibile...
sfocerà in qualcosa di diverso da una sana, bella amicizia tra uomo e donna?
da leggere, per saperlo.
ha qualcosa in comune con la mia storia attuale, la storia di Eleanor, essendo stata data in affido in varie famiglie del corso della sua infanzia-adolescenza (ed io ho qui a casa un cucciolo che ha conosciuto qualcosa di simile) e, lo dico con un po' di amarezza, ha fatto scelte che anche io avrei voluto fare, col senno di poi, ma che si sono rivelate impossibili da fare, per averne fatte altre.
rimpianti? sì, qualcuno ce l'ho.
a me i libri che fanno riflettere sulla mia vita sono sempre stati quelli che ho apprezzato più di altri, e quindi per me un libro come questo, che mi ha fatto pensare a quello che ho fatto fino ad ora, quello che avrei potuto fare, quello a cui ho rinunciato, è un buon libro, anche al di là della storia che racconta. anzi no, proprio per la storia che racconta.
lo consiglio con forza, quindi.
Subito dopo aver finito questo romanzo, ho deciso di dare un'altra chance a Donato Carrisi, il cui primo romanzo che avevo letto, La ragazza nella nebbia, non mi aveva fatto perdere il sonno.
Il suggeritore mi ha messo al tappeto, invece. iniziato l'1 maggio, l'ho finito pochi minuti fa. complice la convalescenza da influenza, certo, per cui ho goduto di tante ore a casa da sola dove ho potuto leggere fino alla nausea, ma al di là di questo particolare, mi è piaciuto tantissimo. ne parlerò nei prossimi giorni, ma mi basti dire che quando mi alzerò da questa sedia, inizierò il secondo capitolo L'ipotesi del male.
Ps. questa volta sono io che consiglio ad A. di leggerlo, un libro! 😉
Love,
MC
02/05/2019
+10 *** LA COLLINA DEI CONIGLI *** RICHARD ADAMS (o della fine del decimo libro nel 2019)
sono rimasta un po' indietro con le recensioni, ultimamente.
a inizio mese di aprile ero al tappeto con una bruttissima tonsillite; a fine aprile sono stata nuovamente fermata da un virus che mi ha portato (e ancora non è passato) faringite, tosse, raffreddore e mal di testa. questa mattina è passato il medico dell'Inps il quale mi ha detto "signora, si faccia vedere dal suo medico, domani, perché mica può tornare al lavoro così, lunedì...".
insomma, sono una carriola sempre più arrugginita, con i quarant'anni c'è stato un tracollo verso il basso indiscutibile (nonostante mi venga detto il contrario, evidentemente questa gente non vede bene, dovrebbe fare un controllo degli occhi da un oculista bravo...) e aggiungendoci gli annessi e connessi, casa lavoro figlio &Co. ho poco tempo per me in generale, figurarsi per il blog.
la lettura, però, per fortuna va avanti e così qualche giorno fa ho finito La collina dei conigli di Richard Adams. non sapevo molto cosa aspettarmi, pur avendone avuta un'ottima presentazione da A., e così coinvolta dal suo entusiasmo mi sono lasciata andare alla lettura.
Adams scrisse questo romanzo attingendo da una storia che lui stesso inventò per le sue figlie -nasce come letteratura per l'infanzia, quindi- e che in seguito trascrisse.
i conigli vengono qui presentati, e con loro gli altri animali che si incontrano, come esseri viventi "umanizzati": parlano, hanno una loro lingua, usanze, leggende, proverbi...
la storia è basata sulla necessità di una colonia di conigli di trovare un rifugio diverso da quello utilizzato a causa di una visione avuta dal giovane coniglio Quintilio, che prevedeva la distruzione della conigliera.
tutto il clan avrà di che essere occupato nella ricerca della nuova dimora, con svariati intoppi da risolvere, non ultimo la battaglia contro un gruppo di conigli organizzato e comandato da Vulneraria.
le forze che i conigli metteranno insieme, trovando aiuto anche in altre specie animali, saranno fondamentali per la riuscita del loro progetto, non ultimo quello di rinfoltire la comunità con delle nuove compagne di vita...
e' stato bello leggere questo romanzo.
a distanza di qualche giorno mi torna in mente e penso di apprezzarlo più adesso che subito dopo aver letto la parola Fine sull'ebook.
e' un romanzo riposante, (nonostante alcuni passaggi possano essere tragici per dei conigli) e che fa immaginare molto bene le scene descritte. è tutto immerso nella natura, di fatto, quindi non fosse altro che per questo, merita.
lo consiglio? sì, perché è qualcosa di diverso dal solito, che traspone se vogliamo quella che è la vita degli uomini: alla ricerca di un modo per stare meglio, con delle compagne per perpetuare la specie, sempre un po' in combutta con i cattivi di turno.
subito dopo aver terminato questo libro, sono tornata al cartaceo con un romanzo che mi è stato regalato a natale dalle zie di Genova (che tornano su queste pagine dopo mesi di assenza, visto l'uso compulsivo dell'ebook) e che si intitola Eleanor Oliphant sta benissimo, di Gail Honeyman e che mi è piaciuto veramente molto, ma di cui non parlerò oggi.
Love,
MC
03/04/2019
+8 e +9 *** VIKING CHRONICLES Vol. I - II *** ANDRETTA BALDANZA
quando frequenti gruppi su Facebook dedicati ai libri della Gabaldon sulla saga di Outlander e alla relativa serie TV, può capitare che con qualcuno scatti la simpatia e senza essersi mai viste o conosciute, ci si scambi l'amicizia, si parli di libri...
poi un bel giorno lei ti dice che ha scritto due romanzi impregnati di intrighi, guerre, amore, passione e sangue, e allora li leggi.
così ho comprato in ebook questi due romanzi di Andretta che, sono sincera, mi hanno piacevolmente stupito. Eric e Alyssa, gente del Nord, di villaggi nemici, si trovano ad avere parecchio a che fare l'uno con l'altra. lui valoroso guerriero, capitano dell'esercito del villaggio e lei prima schiava poi guaritrice. le loro vite si intrecciano a livelli inizialmente impensati, appassionando il lettore pagina dopo pagina, tanto che (e non succede che di rado, almeno a me) ho dovuto iniziare immediatamente il Vol. II una volta finito l'I.
non sarà un intreccio tutto rosa e fiori, per questi due giovani vichinghi, anzi: sangue, paura e violenza li metteranno a dura prova, ma con l'aiuto di Odino, evidentemente dalla loro parte...
la lettura scorre veloce, la descrizione della scene, l'ambientazione, le vicende sono così a portata di mano che danno libero sfogo all'immaginazione e fanno si che la mente crei immagini vivide e precise di ogni passaggio.
veramente una bella storia, piacevole e ben scritta. complimenti Andretta!
Successivamente ho iniziato a leggere American Tabloid, di James Ellory, che ho appena finito (ma di cui non parlerò oggi).
oggi passo a La collina dei conigli di Richard Adams, su consiglio di A.
Love,
MC
poi un bel giorno lei ti dice che ha scritto due romanzi impregnati di intrighi, guerre, amore, passione e sangue, e allora li leggi.
così ho comprato in ebook questi due romanzi di Andretta che, sono sincera, mi hanno piacevolmente stupito. Eric e Alyssa, gente del Nord, di villaggi nemici, si trovano ad avere parecchio a che fare l'uno con l'altra. lui valoroso guerriero, capitano dell'esercito del villaggio e lei prima schiava poi guaritrice. le loro vite si intrecciano a livelli inizialmente impensati, appassionando il lettore pagina dopo pagina, tanto che (e non succede che di rado, almeno a me) ho dovuto iniziare immediatamente il Vol. II una volta finito l'I.non sarà un intreccio tutto rosa e fiori, per questi due giovani vichinghi, anzi: sangue, paura e violenza li metteranno a dura prova, ma con l'aiuto di Odino, evidentemente dalla loro parte...
la lettura scorre veloce, la descrizione della scene, l'ambientazione, le vicende sono così a portata di mano che danno libero sfogo all'immaginazione e fanno si che la mente crei immagini vivide e precise di ogni passaggio.
veramente una bella storia, piacevole e ben scritta. complimenti Andretta!
Successivamente ho iniziato a leggere American Tabloid, di James Ellory, che ho appena finito (ma di cui non parlerò oggi).
oggi passo a La collina dei conigli di Richard Adams, su consiglio di A.
Love,
MC
12/03/2019
+7 *** HARRY POTTER - LA SAGA COMPLETA *** J. K. ROWLING (o della fine dei primi 7 libri nel 2019)
ho iniziato a leggere il primo libro della saga di Harry Potter nel 2018, a un certo punto di dicembre, mi pare, e sono andata avanti fino a una decina di giorni fa, completando tutte le 2948 pagine (la versione digitale era un file unico, sull'ebook...).
è una storia per ragazzi, certo, ma anche per grandi (che pur sono stati ragazzi, no?) e infatti la mia curiosità iniziale, cioè di includerlo nella mia raccolta di libri digitale, partiva dal fatto che tanti amici anche più grandi di me ne avevano parlavo entusiasticamente.
sono sincera? mi è piaciuto veramente tanto. non pensavo mi sarebbe piaciuto così tanto, ma ero anche abbastanza neutrale, in partenza, non avendo visto che solo il primo dei film, e per giunta circa 15 anni fa se non prima.
non avevo immagini già fatte nella mente, quindi, non ero inquinata e sarebbe stato tutto alla mia fantasia leggere e creare. e forse è proprio per questo che questa saga mi è piaciuta così tanto.
in alcuni passaggi ho provato sensazioni di lentezza e poca curiosità , è vero, ma su quasi tremila pagine concediamoglielo, alla Rowling, di avere qualche momento di debolezza!
se dovessi riassumere il significato di questa storia in una parola sola, direi amore. sì, amore.
penso proprio di poter definire questo romanzo una storia d'amore, declinato nelle sue varie forme, dalla grande amicizia tra Harry, Ron ed Hermione, all'amore per Harry verso i suoi genitori e verso qualcuno in particolare; dall'amore paterno del preside Silente per Harry a quello malato del professor Piton per...
lo consiglio? certo. senza alcun dubbio.
subito dopo ho nuovamente spulciato tra i libri digitali che erano da tempo parcheggiati nel kobo, e ho iniziato Viking Chronicles - L'incontro, scritto da una amica del web, Andretta Baldanza, conosciuta parlando di Outlander, lettura che mi ha tenuta impegnata con mente e cuore nel 2016.
siamo nel mondo vichingo (maddai?) e Alyssa ed Eric si stanno annusando....
Love,
MC
31/01/2019
CRONACA SEMISERIA DI UN'INFLUENZA DI STAGIONE (e non solo)
stamattina mi sono accorta che avevo voglia di picchiare un po' sui tasti...
lunedì scorso, 28 gennaio, sono tornata a casa alle 8.20 dopo aver portato lo gnomo a scuola con la chiara sensazione di avere la febbre. e infatti, sono partita con un discreto 37.5 che poi si è allargato fino a 38, e tale è rimasto fino a quando, gentilmente, ha lasciato il passo al fratello maggiore 39. ne avrei fatto volentieri a meno, di questa visita di tutta la famiglia del termometro, fatto sta che il 39 l'ho tenuto con me per qualche ora, anche se per tutta la notte tra lunedì e martedì 38 mi ha tenuto compagnia (bello lui...), facendomi vedere le luci sotto le palpebre degli occhi chiusi.
nono siamo mai diventati amici, pur essendo stati insieme due giorni pieni...con l'aiuto del doc di famiglia, l'ho spinto via, un po' a calci in faccia, un po' implorando, un po' ha sgomitato pure lui, visto che ieri mattina stavo ancora con 37.9 davanti 😶, ma piano piano ne sto venendo fuori.
ah, l'amica febbre si è portata dietro anche la cugina tosse, faringea, ma la sto facendo litigare con il fluimucil in aerosol, se la stanno vedendo tra loro anche se il fluimucil sta vincendo. mi spiace per tutta sta famiglia di virus ma...ho da fà , quindi andatevene caramente a quel paese.
mi sono resa conto che la febbre a 39 a quarant'anni, porca misera, sfonda, detto chiaramente. sfonda perché non passa nemmeno per l'anticamera del cervello pensare di alzare un dito e anzi, alzarsi dal letto per mangiare o andare in bagno sembra uno sforzo insormontabile. e poi il freddo, il male alle ossa, il mal di testa...e il mal di pancia da ciclo perché, signora mia, non si poteva perdere occasione migliore che mandare le scassa-utero a far compagnia a tutta sta gente. un bel festival del fastidio e del mal di schiena che manco Sanremo alla finale.
che poi quando sto male così, mi viene da piangere da quanto sto male e mi sento giù, e piangevo come quando ero bambina, e mia mamma mi consolava e mi faceva le coccole.
e quando sto male così, mi sembra sempre di non tornare mai più in forma come sempre, di fpoter di nuovo fare settemila cose al giorno, di allenarmi con Jillian Micheals, di non sentire più dolori ovunque come se mi fosse passato addosso uno schiacciasassi.
che carogna l'influenza!
nel frattempo il tempo è passato e quello che era iniziato il 18 settembre 2018, ovvero i cinque mesi di maternità obbligatoria, sono agli sgoccioli e il 19 febbraio torno al lavoro. inizierà un nuovo ritmo, altri equilibri da cercare e bilanciare, nuova e diversa stanchezza da dover gestire e la consapevolezza, ancora una volta, che il tempo lo sai vola, e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà (Cit. L'attimo fuggente).
ah. voglio sciare. devo inaugurare una maschera da sci speciale.🎿
Love,
MC
lunedì scorso, 28 gennaio, sono tornata a casa alle 8.20 dopo aver portato lo gnomo a scuola con la chiara sensazione di avere la febbre. e infatti, sono partita con un discreto 37.5 che poi si è allargato fino a 38, e tale è rimasto fino a quando, gentilmente, ha lasciato il passo al fratello maggiore 39. ne avrei fatto volentieri a meno, di questa visita di tutta la famiglia del termometro, fatto sta che il 39 l'ho tenuto con me per qualche ora, anche se per tutta la notte tra lunedì e martedì 38 mi ha tenuto compagnia (bello lui...), facendomi vedere le luci sotto le palpebre degli occhi chiusi.
nono siamo mai diventati amici, pur essendo stati insieme due giorni pieni...con l'aiuto del doc di famiglia, l'ho spinto via, un po' a calci in faccia, un po' implorando, un po' ha sgomitato pure lui, visto che ieri mattina stavo ancora con 37.9 davanti 😶, ma piano piano ne sto venendo fuori.
ah, l'amica febbre si è portata dietro anche la cugina tosse, faringea, ma la sto facendo litigare con il fluimucil in aerosol, se la stanno vedendo tra loro anche se il fluimucil sta vincendo. mi spiace per tutta sta famiglia di virus ma...ho da fà , quindi andatevene caramente a quel paese.
mi sono resa conto che la febbre a 39 a quarant'anni, porca misera, sfonda, detto chiaramente. sfonda perché non passa nemmeno per l'anticamera del cervello pensare di alzare un dito e anzi, alzarsi dal letto per mangiare o andare in bagno sembra uno sforzo insormontabile. e poi il freddo, il male alle ossa, il mal di testa...e il mal di pancia da ciclo perché, signora mia, non si poteva perdere occasione migliore che mandare le scassa-utero a far compagnia a tutta sta gente. un bel festival del fastidio e del mal di schiena che manco Sanremo alla finale.
che poi quando sto male così, mi viene da piangere da quanto sto male e mi sento giù, e piangevo come quando ero bambina, e mia mamma mi consolava e mi faceva le coccole.
e quando sto male così, mi sembra sempre di non tornare mai più in forma come sempre, di fpoter di nuovo fare settemila cose al giorno, di allenarmi con Jillian Micheals, di non sentire più dolori ovunque come se mi fosse passato addosso uno schiacciasassi.
che carogna l'influenza!
nel frattempo il tempo è passato e quello che era iniziato il 18 settembre 2018, ovvero i cinque mesi di maternità obbligatoria, sono agli sgoccioli e il 19 febbraio torno al lavoro. inizierà un nuovo ritmo, altri equilibri da cercare e bilanciare, nuova e diversa stanchezza da dover gestire e la consapevolezza, ancora una volta, che il tempo lo sai vola, e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà (Cit. L'attimo fuggente).
ah. voglio sciare. devo inaugurare una maschera da sci speciale.🎿
Love,
MC
30/12/2018
+24 *** LA RAGAZZA NELLA NEBBIA *** DONATO CARRISI (o della fine del ventiquattresimo libro nel 2018)
come primo contatto con Carrisi e i suoi gialli, direi che ci siamo, il giudizio è positivo.
è uno stile diverso da quello di altri scrittori stranieri, e le vicende ogni tanto le ho trovate o poco descritte, o troppo poco inquietanti (dopo una cultura di Stephen King, mi sa che è anche normale...) ma in qualche modo l'autore riesce a mantenere viva la curiosità fino in fondo, e anzi alla fine ci fa dire "ma veramente?" il che se vogliamo è anche il fulcro, l'obiettivo dello scrittore di gialli.
siamo in un paese sulle Alpi italiane e un'adolescente sparisce in un pomeriggio in cui, da casa, si stava recando in parrocchia. il tutto avviene in un tragitto lungo meno di trecento metri. per giorni e giorni nessuna traccia della ragazza, nonostante l'investigatore considerato più abile e di spicco in Italia al momento, sia colui che investiga sul caso. ben presto si scoprirà che più che abile ad arrivare al punto del caso, l'investigatore sia più capace ad attirare gli occhi di televisione e giornalisti su di sé per un preciso motivo personale...
come dicevo, Carrisi è in gamba a mantenere l'attenzione sempre attiva ed è un giallo leggero ma ben fatto, che consiglio ma che non ritengo imperdibile nel panorama della suspance.
successivamente, scartabellando tra i miei libri digitali, ho fatto clic su Harry Potter e in circa quattro giorni ho letto Harry Potter e la Pietra Filosofale, iniziando subito dopo, ieri sera a letto, Harry Potter e la camera dei segreti.
anni fa ho visto il film del primo libro, mentre gli altri non li ho proprio presi in considerazione, quindi parto praticamente senza immagini in testa.
come primo giudizio devo dire che mi sta piacendo, sono sincera; evidentemente un po' di letteratura per ragazzi fa bene alla fantasia, ogni tanto. 😋
penso che farò una recensione unica a fine saga (più di 2900 pagine).
Love,
MC
18/12/2018
+23 *** BECOMING *** MICHELLE OBAMA (o della fine del ventitreesimo libro nel 2018)
ho divorato questa autobiografia, letteralmente divorata.
diciamo che Michelle partiva in vantaggio con me perché lei e Barack sono sempre stati tra i miei favoriti personaggi in vista degli ultimi dieci anni, da quando quel 4 novembre 2008 mi sembrò che il mondo potesse veramente cambiare, diventare un posto migliore, che non tutto fosse perduto, che fosse ancora possibile avere fiducia nell'essere umano. (e poi vabbè, io amo suo marito 😅)
quindi ho comprato il libro in formato elettronico con molta curiosità e molta voglia di sapere cosa la ex first lady mi avrebbe raccontato.
e ho scoperto che ce la si può fare, anche quando sei una donna afroamericana, nata a Chicago e figlia della working class, che abita nel South Side di Chicago, un quartiere che avrebbe visto un graduale spopolamento da parte dei bianchi ai tempi in cui Michelle era adolescente (e quindi a metà anni '70, più o meno).
conoscendo la sua storia, ora, penso che il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti non avrebbe potuto che avere accanto una donna del genere, e lei altrettanto e che lo slogan della prima campagna elettorale di Obama non avrebbe potuto essere quello che è stato, ossia Yes we can!
la motivazione che viene fuori dalle parole di questo libro è alle stelle; Michelle ci fa sapere attraverso le sue parole, che lo studio, l'impegno e la volontà posso riscattare una vita che potrebbe pensarsi già segnata per, ad esempio, il colore della pelle... e invece no. lei ce l'ha fatta, suo marito anche e parliamo di due afroamericani che hanno preso la laurea in legge e che per un po' di anni hanno decurtato dallo stipendio una certa cifra, a restituzione del prestito avuto per studiare.
per dire....
mi è piaciuta Michelle e mi è piaciuto Barack attraverso di lei. se prima li ammiravo come first family, oggi li rimpiango ancora di più, a vedere cosa invece abita la Casa Bianca (e non ho scritto cosa a caso).
lo consiglio? si, se si avrebbe votato per lui nel 2008 e sì se per caso lo si è comunque apprezzato anche solo un pochino negli otto anni del suo mandato.
subito dopo, ieri sera ho iniziato un nuovo libro, La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, consigliato da una amica e collega.
Love,
MC
diciamo che Michelle partiva in vantaggio con me perché lei e Barack sono sempre stati tra i miei favoriti personaggi in vista degli ultimi dieci anni, da quando quel 4 novembre 2008 mi sembrò che il mondo potesse veramente cambiare, diventare un posto migliore, che non tutto fosse perduto, che fosse ancora possibile avere fiducia nell'essere umano. (e poi vabbè, io amo suo marito 😅)
quindi ho comprato il libro in formato elettronico con molta curiosità e molta voglia di sapere cosa la ex first lady mi avrebbe raccontato.
e ho scoperto che ce la si può fare, anche quando sei una donna afroamericana, nata a Chicago e figlia della working class, che abita nel South Side di Chicago, un quartiere che avrebbe visto un graduale spopolamento da parte dei bianchi ai tempi in cui Michelle era adolescente (e quindi a metà anni '70, più o meno).
conoscendo la sua storia, ora, penso che il quarantaquattresimo Presidente degli Stati Uniti non avrebbe potuto che avere accanto una donna del genere, e lei altrettanto e che lo slogan della prima campagna elettorale di Obama non avrebbe potuto essere quello che è stato, ossia Yes we can!la motivazione che viene fuori dalle parole di questo libro è alle stelle; Michelle ci fa sapere attraverso le sue parole, che lo studio, l'impegno e la volontà posso riscattare una vita che potrebbe pensarsi già segnata per, ad esempio, il colore della pelle... e invece no. lei ce l'ha fatta, suo marito anche e parliamo di due afroamericani che hanno preso la laurea in legge e che per un po' di anni hanno decurtato dallo stipendio una certa cifra, a restituzione del prestito avuto per studiare.
per dire....
mi è piaciuta Michelle e mi è piaciuto Barack attraverso di lei. se prima li ammiravo come first family, oggi li rimpiango ancora di più, a vedere cosa invece abita la Casa Bianca (e non ho scritto cosa a caso).
lo consiglio? si, se si avrebbe votato per lui nel 2008 e sì se per caso lo si è comunque apprezzato anche solo un pochino negli otto anni del suo mandato.
subito dopo, ieri sera ho iniziato un nuovo libro, La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, consigliato da una amica e collega.
Love,
MC
03/12/2018
+22 *** THE OUTSIDER *** STEPHEN KING (o della fine del ventiduesimo libro nel 2018)
e anche questo King lo abbiamo letto e goduto.
me lo sono letteralmente bevuto come un boccale di radler al bar del rifugio alla fine di una gita in montagna, quando la sete ti attanaglia e puoi goderti il sole del pomeriggio dolomitico, che tanto la strada da fare è o fino alla macchina, o fino alla partenza a monte della funivia, quindi succeda quel che succeda, non devi correre per tornare a casa anche se si mette a piovere.
ecco, questo romanzo l'ho proprio letto tutto d'un fiato.
l'intenzione era fare una lettura condivisa con A. ma è successo che pur avendo iniziato dopo di lui, l'ho superato e quindi ora non possiamo nemmeno parlarne più di tanto perché io so già tutto e lui non sa ancora 😅
lo aspetterò! 😊
il libro è stato pubblicato a maggio di quest'anno negli USA ed è arrivato da noi qualche mese dopo, a ottobre. nuovissimo quindi, lo zio Steve si starà ancora chiedendo in questo momento come vanno le vendite del suo ultimo bambino...
a Flint City un ragazzino viene trovato morto di una morte atroce; su di lui e attorno a lui la polizia scientifica trova impronte e DNA di Terry Maitland, Coach T, prof di inglese della scuola della città e allenatore della squadra di baseball, conosciuto e stimato da tutti, da sempre cittadino di Flint City.
un uomo irreprensibile, si penserà , un uomo che figurati se è capace di una cosa del genere. solo che in tanti testimonieranno di averlo visto sul luogo del delitto.
insomma, il mostro tra noi, travestito da bravo padre di famiglia.
questo nelle prime...cinquanta pagine (perché il libro inizia come un pugno nello stomaco del lettore), solo che poi per le restanti cinquecentocinquanta circa, King ricama una storia avvincente e dove c'è dentro tutta la sua capacità di raccontare: è un thriller, è un libro di paure, incubi e deliri di tutti, bambini e adulti, casalinghe e poliziotti, studenti e professori, con una bella dose di fantasy...
non avrei mai pensato che si potesse scrivere così tanto tenendo sempre sulla corda chi sta leggendo (anche se effettivamente con IT avevo avuto già modo di rendermene conto) ed è proprio grazie a questa corda tesa che ho letto e letto e letto il libro, arrivando in fondo in dieci giorni.
da leggere? certamente sì!
subito dopo ho iniziato Becoming - La mia storia di Michelle Obama. ho sempre ammirato suo marito in primis e lei in secundis e questa autobiografia non ho voluto farmela scappare.
per ora, con le prime cinquantaquattro pagine posso dire che non avrei mai detto che avesse avuto un'infanzia del genere ma anche che l'ambizione che l'ha caratterizzata fin da bambina non poteva che portarla così in alto.
Love,
MC
me lo sono letteralmente bevuto come un boccale di radler al bar del rifugio alla fine di una gita in montagna, quando la sete ti attanaglia e puoi goderti il sole del pomeriggio dolomitico, che tanto la strada da fare è o fino alla macchina, o fino alla partenza a monte della funivia, quindi succeda quel che succeda, non devi correre per tornare a casa anche se si mette a piovere.
ecco, questo romanzo l'ho proprio letto tutto d'un fiato.
l'intenzione era fare una lettura condivisa con A. ma è successo che pur avendo iniziato dopo di lui, l'ho superato e quindi ora non possiamo nemmeno parlarne più di tanto perché io so già tutto e lui non sa ancora 😅
lo aspetterò! 😊
il libro è stato pubblicato a maggio di quest'anno negli USA ed è arrivato da noi qualche mese dopo, a ottobre. nuovissimo quindi, lo zio Steve si starà ancora chiedendo in questo momento come vanno le vendite del suo ultimo bambino...
a Flint City un ragazzino viene trovato morto di una morte atroce; su di lui e attorno a lui la polizia scientifica trova impronte e DNA di Terry Maitland, Coach T, prof di inglese della scuola della città e allenatore della squadra di baseball, conosciuto e stimato da tutti, da sempre cittadino di Flint City.
un uomo irreprensibile, si penserà , un uomo che figurati se è capace di una cosa del genere. solo che in tanti testimonieranno di averlo visto sul luogo del delitto.
insomma, il mostro tra noi, travestito da bravo padre di famiglia.
questo nelle prime...cinquanta pagine (perché il libro inizia come un pugno nello stomaco del lettore), solo che poi per le restanti cinquecentocinquanta circa, King ricama una storia avvincente e dove c'è dentro tutta la sua capacità di raccontare: è un thriller, è un libro di paure, incubi e deliri di tutti, bambini e adulti, casalinghe e poliziotti, studenti e professori, con una bella dose di fantasy...
non avrei mai pensato che si potesse scrivere così tanto tenendo sempre sulla corda chi sta leggendo (anche se effettivamente con IT avevo avuto già modo di rendermene conto) ed è proprio grazie a questa corda tesa che ho letto e letto e letto il libro, arrivando in fondo in dieci giorni.
da leggere? certamente sì!
subito dopo ho iniziato Becoming - La mia storia di Michelle Obama. ho sempre ammirato suo marito in primis e lei in secundis e questa autobiografia non ho voluto farmela scappare.
per ora, con le prime cinquantaquattro pagine posso dire che non avrei mai detto che avesse avuto un'infanzia del genere ma anche che l'ambizione che l'ha caratterizzata fin da bambina non poteva che portarla così in alto.
Love,
MC
19/11/2018
+21 *** QUATTRO DOPO MEZZANOTTE *** STEPHEN KING (o della fine del ventunesimo libro nel 2018)
esattamente un mese dopo dall'ultimo post, mi risiedo ad un'incasinata scrivania (l'unica che ho al momento, per altro) a scrivere di questo ventunesimo libro letto nell'anno. visto come sta andando la mia vita ultimamente, ovvero a casa in congedo di maternità obbligatoria per l'arrivo del terzo, pensavo di avere meno tempo per leggere, e invece mi sto accorgendo che, se ho dovuto rivedere le priorità per tante cose, la lettura riesco a tenermela buona e penso che sia per me una fortuna, che mi tiene sana di mente in molti momenti, che mi fa rilassare e trasporta lontano, come deve fare qualunque libro che non sia di algebra o fisica quantistica (anche se conosco persone che troverebbero il paradiso in libri del genere).
dicevamo, questo ventunesimo libro (il quindicesimo che ho letto di King sotto la supervisione di A. come sempre) è composto da quattro racconti dove il nostro Re sguinzaglia quattro paure, quattro incubi, tanto da far passare la voglia, in certi casi, di prendere un aereo.
è così per il primo, I langolieri.
durante un volo dell'American Pride, spariscono tutti i passeggeri tranne chi in quel momento dormiva o, come succede, era cieco.
i superstiti inizieranno a fare i conti con le loro paure quando scopriranno di non avere nessuna torre di controllo dall'altra parte della radio e...nessuno in vita sotto i piedi, sulla terra che stanno sorvolando.
atterrati, grazie a un pilota non in servizio presente sul volo, capiranno di essere assediati da forme di vita potremmo dire aliene che divorano tutto quanto incontrano sulla loro strada.
solo grazie a un'intuizione di alcuni di loro, tenteranno il ritorno alla realtà , rischioso e pieno di incognite e che...
continuerò a prendere aerei quando se ne presenterà l'occasione, ma di certo questo racconto mi verrà in mente ogni volta, una volta in rotta verso la destinazione prevista e chissà se mi appisolerò o no.
Finestra segreta, giardino segreto ci racconta dell'ossessione di uno scrittore accusato di plagio da un altro presunto scrittore, il quale gli renderà la vita così infernale da farlo impazzire. tanto che...
è questo un delirio vissuto da King in persona, che anni fa venne accusato di plagio da una donna per il romanzo Misery, fatto che si rivelò poi non vero.
non scrivo libri (per ora?) quindi di plagi non mi preoccupo ma certo, penso che mi arrabbierei parecchio se ne fossi oggetto.
Il poliziotto della biblioteca mi era stato presentato da A. come il più appassionante dei quattro e arrivata in fondo, devo confermare che è veramente così. anche questo, come tanti, prende spunto da un fatto vero, ovvero il rifiuto del figlio di King di tornare in biblioteca per la paura che gli incuteva il poliziotto che ne era posto a guardia. prendere libri in prestito è una cosa semplice, normale, stimolante anche, visto che il tempo massimo di "noleggio" spinge a leggere più alacremente, e quindi a farci leggere di più, in qualche caso, ma...se non restituiamo i libri che cosa succede? e cosa potrebbe succedere se uno o più libri presi in prestito dovessero andare perduti?
ancora una volta in questo racconto emerge la potenza e l'importanza del gruppo, il quale solo con la fiducia reciproca che porta coraggio e forza a tutti i componenti, riuscirà ad affrontare le conseguenze di questi interrogativi. e qui il pensiero vola a IT in un attimo. geniaccio di un King.
penso che d'ora in avanti quando entrerò in una biblioteca/libreria, guarderò il gorilla all'ingresso con sottomesso rispetto.
Il fotocane invece ci porta gli occhi nel mirino dell'obiettivo di una fotocamera Polaroid Sun 600. regalata a un ragazzino di Castel Rock per il suo quindicesimo compleanno; presto la macchina rivelerà la sua stranezza, tanto da indurre Kevin, il proprietario, a "farla vedere" e poi distruggerla.
solo che non sarà così facile come pensava...
ho avuto una Polaroid, non ricordo più quale modello, ma l'ho avuta, andava di moda nella fine degli anni '80 e mi venne regalata per la Prima Comunione; il costo esorbitante della pellicola me la fece usare poco fino a quando si inceppò e, visto lo scarso utilizzo, finì richiusa in un armadio. anni dopo risaltò fuori e penso che da lì passò direttamente alla spazzatura - quando ancora non era differenziata - ma anche qui, quando prenderò in mano la reflex digitale, seppur digitale, accidenti a King, mi verrà in mente questo delirio.
ancora una volta, quindi, penso di poter dire che il vecchio Steve abbia adempiuto al suo dovere e siccome ogni volta, prima di inoltrare il lettore nelle sue storie, ci ringrazia, vorrei poter ringraziarlo io, questa volta, pur sapendo che queste parole seppur lanciate nella rete, rimarranno ferme qui, alla vista di pochi.
grazie Steve per tutto quello che mi hai raccontato e che ancora mi racconterai, mi hai fatto pensare a cose della mia infanzia (e non) che non avevo mai effettivamente messo a fuoco ma che, da chissà dove, hai tirato fuori con i tuoi racconti.
vediamo cosa saprai fare con The Outsider che hai pubblicato quest'anno.
Love,
MC
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