non è la prima volta che ne parlo, che mi lamento, che mi sfogo.
presto o tardi mi si stapperà la bocca, salterà il tappo e lascerò esplodere la pressione che mi monta più o meno quotidianamente -perché più o meno quotidianamente parlo con qualche gran maleducato- e dirò la mia, rispondendo.
interrompono, sono sboccati, danno del tu...
machicacchiosiete?
ma 'sta gente davvero campa così anche nella vita privata, a scuola, al lavoro?
di solito quando urlano, sfodero al mia frase fatta "guardi che se urla e si arrabbia non è che l'aiuto di più, eh?"; quando mi prendono a parolacce, ho pronto un bel "senta, non siamo nello spogliatoio del calcetto, la invito a controllare i termini!" mentre quando mi interrompono intervengo dicendo "se mi interrompe non arriviamo in fondo, scusi finisco, gentilmente!"
spesso colgono il richiamo, la piantano e chiudono la telefonata con la coda tra le gambe, i peggiori fanno finta di non aver sentito e continuano sulla loro strada.
ci sono state volte che, con clienti torpiloquianti, ho chiuso la telefonata e buonanotte: non intendo prendermi offese personali per la malattia mentale di altri. echeccazz...
stasera ho parlato con pochi decerebrati, a parte qualche sordo che, fatta la domanda, interrompeva.
li ho pettinati tutti e, in un modo o nell'altro, si è arrivati in fondo.
mi domando se hanno capito tutto. vista la capacità di ascolto limitata, penso di no...
Love,
MC
i libri che leggo, i pensieri che mi scorrono nelle sinapsi, la mia vita vissuta e qualche vaneggiamento sulla realtà...
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28/03/2017
09/03/2017
+3 *** IL NOME DELLA ROSA *** UMBERTO ECO (o della fine del terzo libro nel 2017)
questo romanzo mi ha tenuta impegnata per parecchio tempo, circa un mese e mezzo.
non è un libro semplice, è pieno di citazioni latine, dati, dettagli sui personaggi e i loro rapporti, rimandi al momento storico in cui è ambientato, però decisamente è un bel libro.
non da metropolitana, secondo me, ma è un bel libro.
non è da metropolitana nel senso che non sarei riuscita a leggerlo negli spostamenti da e per andare a lavorare, come solitamente faccio soprattutto quando ho per le mani un ebook.
questa volta il libro era un libro vero, ma anche se fosse stato digitale non credo sarei riuscita a leggere in viaggio.
mi sono accorta, andando avanti, che dovevo essere calma e comoda, soprattutto, per seguire bene il filo della storia, ecco perché per lo più l'ho letto la sera, a letto, al caldo...
anche questo è un libro dalla libreria delle zie di Genova® edizione del 1980.
ieri sono tornata al digitale con La piccola libreria di New York di Miranda Dickinson, comprato per il titolo: una storia dipanata attorno a una libreria...mi ha incuriosito.
da quello che ho letto fino ad ora, è decisamente un libro da metropolitana, vedremo alla fine! 😅
PS The Lord of the Rings è sempre in lettura....
Love,
MC
non è un libro semplice, è pieno di citazioni latine, dati, dettagli sui personaggi e i loro rapporti, rimandi al momento storico in cui è ambientato, però decisamente è un bel libro.
non da metropolitana, secondo me, ma è un bel libro.
non è da metropolitana nel senso che non sarei riuscita a leggerlo negli spostamenti da e per andare a lavorare, come solitamente faccio soprattutto quando ho per le mani un ebook.
questa volta il libro era un libro vero, ma anche se fosse stato digitale non credo sarei riuscita a leggere in viaggio.
mi sono accorta, andando avanti, che dovevo essere calma e comoda, soprattutto, per seguire bene il filo della storia, ecco perché per lo più l'ho letto la sera, a letto, al caldo...
anche questo è un libro dalla libreria delle zie di Genova® edizione del 1980.
ieri sono tornata al digitale con La piccola libreria di New York di Miranda Dickinson, comprato per il titolo: una storia dipanata attorno a una libreria...mi ha incuriosito.da quello che ho letto fino ad ora, è decisamente un libro da metropolitana, vedremo alla fine! 😅
PS The Lord of the Rings è sempre in lettura....
Love,
MC
04/07/2015
COSI' PARLO' UN QUARANTACINQUENNE
dopo il primo, eclatante strafalcione (che qui compare), ho deciso di prendere appunti e mi sentivo come una poliziotta che stendeva un verbale di denuncia.
lui parlava e io scrivevo, traducendogli a mia volta in italiano quello che diceva: volevo essere sicura di aver capito...poteva anche voler intendere altro.
per semplicità riporto la traduzione accanto
mi sono accaricato io di questa cosa (=lo sto facendo
io)
non mi sono stato avvisato (=non mi avete
avvisato)
ma a me da quanto c'ho il telefono di 30 mesi (=quando mi
scade il vincolo?)
un messaggio con dicente che c'è il pagamento (= un messaggio dove mi dite che devo
pagare)
io se devo consigliare qualcuno alla 3 (=se devo consigliare
la 3 a qualcuno)
abbiamo fatto una cosa a registrare (=abbiamo fatto la
registrazione)
un minuto di silenzio per l'italiano.
anche due.
Love,
MC
01/06/2015
CAN I HELP YOU?
oggi sono andata a lavorare con la lancia in resta, come accade già da qualche giorno.
nel casino che ormai è diventato la nostra quotidianità, ho parlato con un cliente bulgaro, che faceva fatica ad esprimersi e a capirmi nonostante cercassi di usare le parole più semplici possibili e parlassi a velocità ridotta.
a un certo punto, però, lampo di genio e...
è meglio se le parlo inglese?
sì, è meglio!
e così gli ho presentato tutta l'offerta in inglese, qualche volta girando intorno alle parole specifiche e dicendogli lo stesso concetto in altro modo.
alla fine ci siamo capiti.
soddisfatta del mio problem solving, mi sono anche goduta lo stupore dei colleghi mentre mi sentivano blaterare.
è già la seconda volta che mi capita, in cinque anni di lavoro là dentro!
Love,
MC
nel casino che ormai è diventato la nostra quotidianità, ho parlato con un cliente bulgaro, che faceva fatica ad esprimersi e a capirmi nonostante cercassi di usare le parole più semplici possibili e parlassi a velocità ridotta.
a un certo punto, però, lampo di genio e...è meglio se le parlo inglese?
sì, è meglio!
e così gli ho presentato tutta l'offerta in inglese, qualche volta girando intorno alle parole specifiche e dicendogli lo stesso concetto in altro modo.
alla fine ci siamo capiti.
soddisfatta del mio problem solving, mi sono anche goduta lo stupore dei colleghi mentre mi sentivano blaterare.
è già la seconda volta che mi capita, in cinque anni di lavoro là dentro!
Love,
MC
31/10/2013
L'ANIMA VOLA
18/04/2011
PARLO ITALIANO?

ci sono volte in cui la quipresente è come uno scoglio ricoperto di alghe, quelle verdi, viscide, un po' schifose, più da stagno che da mare, che se ci cammini sopra scivoli che è un piacere e una bella schienata sulle pietre non te la leva nessuno.
lo scivolamento di queste volte riguarda le cose più varie, gli argomenti più diversi per motivazioni a volte impensabili.
in queste occasioni si stupisce di se stessa per il suo temperamento zen ma c'è da dire che ciò succede moooooolto raramente, pare non si tratti di un radicale cambiamento di temperamento in atto, per cui anima in pace e tanti saluti!
ci sono volte, invece, in cui la minima cosa la fa scattare, la pazienza vola via prima ancora di essere messa alla prova, qualsiasi sia la scintilla.
qui, qualsiasi fattore è propedeutico a questo genere di reazione: un risveglio storto, la fame non ancora placata, la politica italiana, la sindrome premestruale, episodi di lavoro o familiari poco piacevoli, per cui basta un attimo e te saluto!
ci sono altre volte ancora in cui nessuna delle due scene di sopra si presenta ma il cervello della QP si resetta comunque dinanzi a quello che vede/sente attorno a sè.
può essere la chiamata di un cliente che non capisce la spiegazione al problema presentato (dopo la tredicesima volta che gli viene spiegato IN ITALIANO, come già per le dodici volte precedenti); un automobilista che fa una manovra fuori da ogni codice stradale fino ad ora conosciuto pretendendo di aver ragione (in questi casi un autoblindo per speronare sarebbe l'ideale!); la tirchieria dell'umanità, così, a sfregio, perchè sì, laddove il contributo di ognuno, nell'ordine di 3euro al massimo, apporterebbe un sostanziale miglioramento delle condizioni di vita di tutti...
o, come oggi, l'assoluta, completa, totale assenza di chiarezza da parte di un malefico istituto di assicurazioni tramite il quale la QP e il maritopreferito possono richiedere rimborso per le spese mediche sostenute, il quale ha fornito spiegazioni solo a lui chiare per un mancato rimborso.
premesso che:
1- tutte le tasse pagabili, entrambi le pagano ogni anno, non essendo liberi professionisti ma dipendenti di qualcuno;
2- non vanno a farsi fare visite mediche o a togliersi nei dalla pelle per il gusto di farlo e di spendere un po' di soldi (vedi il punto 1);
pertanto: come si può, benedetto, farti capire quello che si vuole sapere se tu continui imperterrito per la tua strada, dicendo cose che non stanno nè in cielo nè in terrà?
la QP è a un passo dal pensare che l'istituto in questione stia facendo orecchie da mercante per non rimborsare una spesa dichiarata in franchigia quando, 6 mesi prima, LA STESSA visita medica, con LO STESSO importo, è stata rimborsata, titrando in ballo la variazione dei tetti di spesa rimborsabili, avvenuta nel 2011...
è ancora lì che battaglia a colpi di email con i microcefali dall'altra parte del video (di cui sarebbe curiosa di vederne il volto, così, tanto per) ma può essere che per farsi capire, pur avendo sempre scritto IN ITALIANO, debba ogni volta rifare il riassunto delle puntate precedenti e trattarli veramente da analfabeti?
poi ti domandi veramente se parli italiano....
28/10/2010
PRONTO, SIGNORINA?
premessa
nell'immaginario collettivo, chi lavora al servizio clienti di compagnie di telefonia mobile, è uno studente spiantato, il quale lavora per pagarsi gli studi mentre aspetta di andare a fare il lavoro per il quale sarà laureato e, quindi, fa questo lavoro svogliatamente. inoltre è nubile o celibe, ragion per cui ci si sente spesso autorizzati a dargli del tu, pur non sapendo che faccia abbia.
la quipresente (laureata da 5 anni e sposata da 3) lavora per una compagnia di telefonia mobile e il suo ruolo è aiutare i clienti a risolvere i loro piccoli-grandi interrogativi-problemi, che quotidianamente incontrano nella loro vita di comunicatori multimediali senza fili.
il fatto di prendere chiamate in entrata e non di farle in uscita, fà si che non ci si senta chiudere il telefono in faccia dal potenziale cliente cercato per vendergli il prodotto; l'altra faccia della medaglia, però, c'è ed è che non si sa, quando la chiamata entra, chi e per cosa si trova dall'altra parte della cuffia.
questo significa che la QP, in questi primi 10 mesi di lavoro, ne ha già sentite.
tipo:
CLT- cliente
QP- quipresente
CLT "buongiorno, vorrei sapere quante SOGLIOLE ho ancora per questa settimana..."
QP "vuole sapere quanto ha consumato delle SOGLIE previste dal suo piano tariffario?"
CLT "sì, sì, così so quanto mi resta nelle SOGLIOLE!"
QP "allora, le SOGLIE settimanali del suo piano tariffario prevedono 100 minuti di chiamate verso tutti e 50 sms. fino ad ora ha consumato X..."
CLT "Ah, grazie...e, senta, come devo fare per consultare le SOGLIOLE dal telefono?
QP "..."
CLT "ho ricevuto un sms per la fattura non pagata, ma io vi ho dato i dati della carta di credito il mese scorso! Perchè non ha funzionato?"
QP "qualche problema di sistema, signora, ma comunque se ha con sè la carta, possiamo effettuare il pagamento adesso, on line, così risolviamo il problema!"
CLT "No, scusi, ma se il problema è vostro perchè devo risolvervelo io?"
QP "..."
CLT "Signorina, devo comunicare i dati della carta di credito, ce l'ho qui..."
QP "...bene, mi dica pure! che circuito è?"
CLT "Eh, è una parola..."
QP "..."
CLT "Signorina, la mini-usim che mi hanno dato per l'iPhone non funziona! come faccio? a me il telefono serve!"
QP "guardi, la usim è attiva. provi a recarsi presso un rivenditore per fare delle prove incrociate inserendola in un altro iPhone. se non funziona gliela sostituiscono immediatamente!"
CLT "Uh, ma se invece taglio quella vecchia e la metto nell'iPhone?"
CLT "Nooooooo"
QP "...ok, mi dice a chi è intestata l'utenza?"
CLT "a XY, mia madre"
QP "mi può dare la data e luogo di nascita della signora XY?"
CLT "...ah...boh...non me la ricordo..."
05/05/2010
CONVIVENZA PACIFICA

oggi lavoro finito alle 13. esco su via cristoforo colombo e mi metto ad aspettare il 30, direzione centro, nello specifico largo Argentina, davanti a feltrinelli, dove ho appuntamento con il maritopreferito. alla fermata dell'autobus mi si avvicina un ragazzotto di colore e mi chiede quale autobus deve prendere per la stazione Termini. rispondo concisa alla domanda. arriva il mio autobus, che va bene anche per lui ma con sui sarà costretto a fare un giro più lungo, e lui dietro dicendo bene, io parlo solo con te e mi dici dove devo scendere.... che bello, penso io...
la salita sul 30 express si rivela solo un tentativo fallito, perchè è così straripante grazie allo sciopero dei conducenti delle metro A e B, che desisto e resto a terra. il ragazzo di colore dietro. riprendo l'attesa e lui attacca discorso, mezzo in italiano mezzo in inglese, appoggiato al palo dell'ATAC. approccia sul cosa faccio, se lavoro o studio e io rispondo, gentile ma guardinga, a braccia incrociate, con lo sguardo a tratti su di lui ma per lo più fisso verso la direzione di arrivo del prossimo 30, che spero si sbrighi.
poi il ragazzo inizia a raccontarmi come sia difficile in Italia, come faccia fatica a imparare l'italiano, lui che è quadrilingue -francese, inglese, arabo e dialetto del suo Stato- e che sta studiando diritto internazionale. non è facile qui, e non è come in Francia, Inghilterra o America. qui all'università siamo tutti amici poi quando vai a casa di un tuo compagno di studi, la sua famiglia ti guarda strano perchè sei nero. ho visto che i giovani italiani più hanno studiato meno razzisti sono, gli adulti invece...
il ragazzo non sa di sfondare una porta altro che spalancata, a parlare di certi argoomenti con la quipresente. e infatti non mi perdo l'occasione per chiarire un concetto fondamentale, ovvero che berlusconi è razzista e dato che la maggior parte degli italiani cerca informazioni in televisione e le televisioni le controlla al 70% lui, le conseguenze sono quelle che lui vive, purtroppo...
e il ragazzo annuisce, aggiungendo anche che non tutti però sono razzisti, tu non lo sei...
nel frattempo le mie braccia si sono rilassate e il mio atteggiamento è cambiato e quando arriva l'autobus che più del 30 lo porterà a destinazione, gli ripeto più volte che non deve far altro che scendere al capolinea.
buona giornata, gli dico. buona giornata a te, mi risponde lui, chissà che non ci si riveda in qualche modo, una volta o l'altra!
riprendo ad aspettare il mio 30 e in un attimo penso alla piccolezza dei razzisti e alla bellezza della convivenza pacifica delle razze, così semplice e spontanea.
31/03/2010
RENATA POLVERINI NON E' IL MIO PRESIDENTE
prendo spunto da un gruppo di facebook per il titolo del post di oggi. e non a caso. in questi giorni di risultati elettorali me ne sono stata zitta, ho pensato a parigi, alla mutua in corso ancora per oggi, alla calibrazione e scelta del cibo da mandare al mio stomaco, per nulla provato da questa influenza che pare mi abbia solo sfiorata -per fortuna-, ai fiori del terrazzo, alla pasqua vicina da passare in famiglia...
me ne sono stata calma, ho frenato le dita sulla tastiera usandole solo per andare avanti con il mio libro ma oggi non ce l'ho fatta e sono arrivata qui.
chi mi legge da un po' o mi conosce di persona, sa che sono contro il-nano-testa-d'asfalto-essere-immondo con tutta me stessa, mente, cuore e parole...e nonostante questo sono riuscita a tacere per due giorni. ma oggi basta.
sono arrabbiata, delusa, con un senso di impotenza che prevarica i miei confini fisici e mentali, tanto che ho l'impressione che esternamente questo stato d'animo dia qualche segnale. non mi stupirei se mi sentissi dire che lo porto scritto in faccia. e se anche fosse non me preoccuperei. al diavolo. me lo terrei, lo manterrei, anche, come quando finita una dieta si cerca di mantenere il peso forma raggiunto.
la mente frulla. cosa dobbiamo aspettarci da questa italia? dai nostri concittadini? dal popolo italiano? possibile? possibile che l'opportunismo, il populismo, la disonestà, la menzogna grande come una casa e quindi palese basti a trascinare la gente, a pilotare una x su un foglio, sopra un simbolo di partito?
non vedo senso civico attorno a me, senso di responsabilità, necessità di trasparenza, onestà, sforzi per costruire un futuro roseo. come può dire chi lo vota di sentirsi al sicuro, di vedere il futuro dei propri figli, viventi e non, non dico garantito ma almeno tutelato, protetto, custodito con ogni mezzo?
l'ultima novità, di certo ad opera della ministra gelmini sotto dettatura del nano, trovata su repubblica.it è che la parola RESISTENZA, non intesa come capacità di tollerare, reggere, nè come grandezza caratteristica di un resistore percorso da corrente continua bensì come movimento di lotta politico-militare contro l'occupazione tedesca e le forze filonaziste, sorto durante la seconda guerra mondiale nei vari paesi europei è stata rimossa dai libri di storia. non se ne parlerà più. agli studenti, ai grandi di domani viene così tolto un pezzo di storia contemporanea fondamentale.
viene voglia di emigrare.
ma è davvero giusto farlo? piantare tutto e ricominciare da un'altra parte? perchè no... quali sono le alternative qui? cosa vedo di garantito per me e i miei figli, in questo paese? voglio davvero farli crescere in un paese razzista? un paese dove l'immigrato regolare che non arriva a pagare la retta dell'asilo vede il figlio umiliato con pane e acqua al posto del pasto, sul tavolo del refettorio scolastico?
eppure non voglio emigrare, sono troppo italiana per avere il coraggio di farlo, troppo arrabbiata per darla vinta a loro. ma non facendolo mi sentirò tranquilla lo stesso o vivrò con il rimpianto di non aver fatto tutto il possibile per dare ai miei figli un futuro migliore del presente che oggi vivo io?
14/09/2008
ASSOLUTAMENTE SI'
"Capo, avrei bisogno di prendere due ore di permesso, si può fare?" "Assolutamente sì"
"Se parto a quell'ora arrivo in tempo?" "Assolutamente sì"
"Mi sta bene questo vestito?" "Assolutamente sì"
"Si può mandare questo pacco per raccomandata?" "Assolutamente sì"
"Mi fai sapere la risposta in tempo per muovermi?" "Assolutamente sì"
Mi sono svegliata con la radiosveglia e con gente su Radio2 che disquisiva su qualcosa. Nonostante il mio stato ho captato qualcosa, tra cui l'uso di questa nuova creazione della moda nella lingua italiana.
E' un po' che lo noto e qualunque sia la fonte d'ascolto, i colleghi in ufficio, la radio appunto, la televisione, sulla bocca di tutti c'è assolutamente sì.
Assolutamente sì non è più sì di sì, è una risposta che fa moderno e basta, la dicono tutti e quindi la si deve dire.
Non serve un rafforzativo: o una cosa è positiva o negativa, o sì o no, non un po' più del sì che ti potrei anche dire ma che non dico perchè non rende come vorrei...
Quando lo sento dire da gente che mi sta vicino, mi viene voglia di chiedere spiegazioni, sapere perchè assolutizzano la loro risposta; secondo me non lo sanno nemmeno loro, e forse proprio per questo sono così tentata di domandarlo. Vedere che faccia fanno, cosa rispondono, osservare la reazione...
Prima o poi avrò la risposta
"Se parto a quell'ora arrivo in tempo?" "Assolutamente sì"
"Mi sta bene questo vestito?" "Assolutamente sì"
"Si può mandare questo pacco per raccomandata?" "Assolutamente sì"
"Mi fai sapere la risposta in tempo per muovermi?" "Assolutamente sì"
Mi sono svegliata con la radiosveglia e con gente su Radio2 che disquisiva su qualcosa. Nonostante il mio stato ho captato qualcosa, tra cui l'uso di questa nuova creazione della moda nella lingua italiana.
E' un po' che lo noto e qualunque sia la fonte d'ascolto, i colleghi in ufficio, la radio appunto, la televisione, sulla bocca di tutti c'è assolutamente sì.
Assolutamente sì non è più sì di sì, è una risposta che fa moderno e basta, la dicono tutti e quindi la si deve dire.
Non serve un rafforzativo: o una cosa è positiva o negativa, o sì o no, non un po' più del sì che ti potrei anche dire ma che non dico perchè non rende come vorrei...
Quando lo sento dire da gente che mi sta vicino, mi viene voglia di chiedere spiegazioni, sapere perchè assolutizzano la loro risposta; secondo me non lo sanno nemmeno loro, e forse proprio per questo sono così tentata di domandarlo. Vedere che faccia fanno, cosa rispondono, osservare la reazione...
Prima o poi avrò la risposta
12/03/2008
INGLESISMI FASTIDIOSI
Sono un'appassionata di inglese, l'ho studiato, l'ho parlato in terre anglosassoni e americane purtroppo lo uso poco sul lavoro (nonostante l'azienda sia...americana fin dal nome!), lo canto seguendo le canzoni rock...
Insomma, mi piace! Sono una che ha spesso e volentieri pensato che se le fosse stata data l'occasione di rinascere, le sarebbe piaciuto farlo in Irlanda o comunque in un posto con l'inglese come lingua di Stato.
Ok.
Solo che stasera ho notato (non ho certo fatto la scoperta dell'anno, ma la voglio scrivere!) quanto spesso l'inglese sostituisca l'italiano per esprimere parole...che esistono nel nostro vocabolario!!! Non le avessimo, va bene, prendi da qualcun altro e usa, adottalo, accoglilo tra le tue file...ma quando ce l'hai e corrisponde perfettamente a quanto vuoi dire e dici in inglese, a che serve?
Fa fico? Fa cosmopolita? Fa globalizzato? Fa che a un certo punto stufa! Eddai!!!
Passi chi conosce la lingua e sa il significato, passi chi il significato lo intuisce dal contesto...ma chi non sa nemmeno contare fino a dieci...?
Possibile che a sfogliare un settimanale da donne (quindi uno di quei giornali da spiaggia, come li chiamo io, o da neurone singolo, come li chiama Marco) si passi da must, glam, fashion, per arrivare a luxury, shopper, trendy, trench, star, fino a minimal chic, blush, make up, gloss, extension, look, per finire con long seller, leggings e cult?
Per tutte queste parole c'è un normale, facile da pronunciare, immediato da capire e da ricordare equivalente italiano...
E allora che fatica è prendere e dire lucidalabbra anzichè gloss, borsa invece di shopper, trucco invece di make up, di lunga durata e non long seller????
Non fa così fico, cosmopolita e globalizzato...ci fa sembrare tutti cosmopolitamente deficienti, questo sì!
Insomma, mi piace! Sono una che ha spesso e volentieri pensato che se le fosse stata data l'occasione di rinascere, le sarebbe piaciuto farlo in Irlanda o comunque in un posto con l'inglese come lingua di Stato.
Ok.
Solo che stasera ho notato (non ho certo fatto la scoperta dell'anno, ma la voglio scrivere!) quanto spesso l'inglese sostituisca l'italiano per esprimere parole...che esistono nel nostro vocabolario!!! Non le avessimo, va bene, prendi da qualcun altro e usa, adottalo, accoglilo tra le tue file...ma quando ce l'hai e corrisponde perfettamente a quanto vuoi dire e dici in inglese, a che serve?
Fa fico? Fa cosmopolita? Fa globalizzato? Fa che a un certo punto stufa! Eddai!!!
Passi chi conosce la lingua e sa il significato, passi chi il significato lo intuisce dal contesto...ma chi non sa nemmeno contare fino a dieci...?
Possibile che a sfogliare un settimanale da donne (quindi uno di quei giornali da spiaggia, come li chiamo io, o da neurone singolo, come li chiama Marco) si passi da must, glam, fashion, per arrivare a luxury, shopper, trendy, trench, star, fino a minimal chic, blush, make up, gloss, extension, look, per finire con long seller, leggings e cult?
Per tutte queste parole c'è un normale, facile da pronunciare, immediato da capire e da ricordare equivalente italiano...
E allora che fatica è prendere e dire lucidalabbra anzichè gloss, borsa invece di shopper, trucco invece di make up, di lunga durata e non long seller????
Non fa così fico, cosmopolita e globalizzato...ci fa sembrare tutti cosmopolitamente deficienti, questo sì!
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