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28/03/2017

NON SIAMO NELLO SPOGLIATOIO DEL CALCETTO

non è la prima volta che ne parlo, che mi lamento, che mi sfogo.

presto o tardi mi si stapperà la bocca, salterà il tappo e lascerò esplodere la pressione che mi monta più o meno quotidianamente -perché più o meno quotidianamente parlo con qualche gran maleducato- e dirò la mia, rispondendo.

interrompono, sono sboccati, danno del tu...
machicacchiosiete?
ma 'sta gente davvero campa così anche nella vita privata, a scuola, al lavoro?

di solito quando urlano, sfodero al mia frase fatta "guardi che se urla e si arrabbia non è che l'aiuto di più, eh?"; quando mi prendono a parolacce, ho pronto un bel "senta, non siamo nello spogliatoio del calcetto, la invito a controllare i termini!" mentre quando mi interrompono intervengo dicendo "se mi interrompe non arriviamo in fondo, scusi finisco, gentilmente!"

spesso colgono il richiamo, la piantano e chiudono la telefonata con la coda tra le gambe, i peggiori fanno finta di non aver sentito e continuano sulla loro strada.
ci sono state volte che, con clienti torpiloquianti, ho chiuso la telefonata e buonanotte: non intendo prendermi offese personali per la malattia mentale di altri. echeccazz...

stasera ho parlato con pochi decerebrati, a parte qualche sordo che, fatta la domanda, interrompeva.
li ho pettinati tutti e, in un modo o nell'altro, si è arrivati in fondo.
mi domando se hanno capito tutto. vista la capacità di ascolto limitata, penso di no...

Love,
MC





14/03/2017

LA GENTE CHE INTERROMPE

clienti al telefono, amici, colleghi con cui si parla prima di iniziare a lavorare...

la disattenzione della gente al pensiero altrui è fenomenale, immensa, spudorata e mi dà tremendamente fastidio.

siamo così disabituati ad ascoltare chi ci sta parlando che durante il nostro fiume di parole per esempio telefonico, se non veniamo interrotti quasi subito scatta un "pronto? mi sente? è ancora lì?".
di solito quando mi sento rivolgere questa domanda rispondo dicendo "la stavo ascoltando, non interrompo chi sta parlando..." e percepisco un discreto spiazzamento dall'altra parte delle cuffie.

niente, non ce ne rendiamo conto e andiamo avanti a interrompere, perché fondamentalmente non pensiamo a chi abbiamo davanti, a quello che sta dicendo e perché, aspettando solo il momento opportuno per inserirci a cuneo nel suo parlare, sfruttando magari una presa di fiato.

solitamente chi interrompe, ho notato, dice cose che non c'entrano col discorso dell'altro ma porta avanti il suo, di discorso.
quando mi trovo davanti gente del genere, normalmente al terzo, quarto tentativo fallito di finire il mio pensiero, lascio perdere: mi passa la voglia di provare a riprendere la frase dove ero stata costretta a fermarla per l'intrusione altrui, e me ne dispiace, ma poi penso anche che niente, se interrompono è perché non interessa. così mi limito ad ascoltare e risparmio il fiato per prossimi, più appaganti scambi di opinioni con chi, invece, è interessato a me! 😊

Love,
MC

21/11/2016

NON TUTTO E' PERDUTO

questa mattina sono uscita dal cancello sul retro del condominio, che dà su una via diciamo secondaria, dove non ci sono negozi ma, fino a un certo punto, solo ingressi pedonali e carrai di piccoli condomini.
il nostro cancello pedonale si trova dopo questi condomini, in una zona di nulla lunga qualche decina di metri, oltre la quale ricominciano condomini e palazzine.

bene. il marciapiede di questo limbo abitativo, dove ci troviamo noi, pare essere il luogo preferito dai padroni di certi cani per la passeggiata giornaliera, atta allo svuotamento di vescica e intestino. passi la prima, fa parte del tutto...ma la seconda rompe molto di più le palle, visto che la stragrande maggioranza dei padroni di questi cani (evidentemente molto più cani dei cani stessi) preferisce lasciare in loco i resti dei pasti dei loro fidati amici, che tanto chissenefrega, mica abitano qui e mica ci passano quindici volte al giorno!
quando ci passano, hanno ben presente dove il loro amico ha defecato, quindi vanno oltre e ciao.

dicevo, questa mattina mentre uscivo pensando già allo slalom speciale che avrei dovuto fare come ogni giorno, trovo una signora che, con due cani al guinzaglio, stava buttando nel cassonetto dell'umido (faceva pure la differenziata! 😊) un sacchetto con il prodotto interno lordo dei suoi amiconi.
non ho resistito e l'ho ringraziata per quello che stava facendo.

"...guardi, non è colpa dei cani, loro poverini non ne possono niente, sono i padroni ad essere maleducati e stronzi, mi passi il termine...pensi che io raccolgo pure quelle degli altri per evitare di pestarle!...e comunque non mi deve ringraziare, faccio solo il mio dovere!"
"eh, ha ragione, ma grazie lo stesso!"

insomma, lei si è stupita di quello che le ho detto, io mi sono stupita di quello che ho visto, perché non dovrebbe essere l'eccezione ma la norma (e dati i quintali che ne ho visto in questi anni, su quel marciapiedi, avrei dovuto vedere orde di umani intenti a raccattar cacca da terra) ma penso che entrambe abbiamo iniziato la giornata bene, col piede giusto.

ho avuto la sensazione, continuando per la mia strada, che non tutto è perduto.
ci sono ancora padroni cani che lasciano tutto per terra, ci sarà pure Trump alla Casa Bianca ma...non tutto è perduto.

Love,
MC

24/03/2016

+9 e +10 *** LA MAESTRA *** ELENA MOYA + LE DUE RAGAZZE CON GLI OCCHI VERDI *** GIORGIO MONTEFOSCHI (o della fine del nono e decimo libro nel 2016)

La maestra è stato un nostro regalo alle zie di Genova, entrambe maestre, in servizio permanente effettivo per quarant'anni; hanno visto varie riforme scolastiche, da quelle migliorative a quelle orrende...
glielo regalammo proprio per quella che è stata la loro vita e quello che era il titolo di questo romanzo che, devo dire, mi è piaciuto.
una storia di educatori di vario tipo, da quelli scolastici a quelli familiari (i genitori), che combattono per i loro ideali, a volte discutibili, molto più spesso rispettabili e positivi.
credo che l'autrice abbia messo parecchio del suo, a iniziare dalla nazionalità dei vari protagonisti, spagnoli e inglesi, lei che è spagnola e vive in Inghilterra da anni...

Successivamente ho letto Le due ragazze con gli occhi verdi, romanzo di tutt'altra radice, ambientato a Roma tra la metà degli anni Cinquanta e fino alla fine degli anni Novanta.
è la storia di tre generazioni, con il protagonista Pietro prima adolescente, poi giovane uomo e adulto, che ama. ama incondizionatamente e per sempre (è il caso di dirlo) Laura, unico vero amore della sua vita.
un romanzo a tratti lento, ma che mi ha colpito anche perché ambientato in posti che conosco, che ho visualizzato mentre leggevo.
finale inaspettato, romantico ma drammatico allo stesso tempo.

un bel romanzo per astrarsi dalla realtà di una Roma del duemilasedici che desta spesso preoccupazioni di vario genere...

adesso ho preso in mano Nessun uomo è un'isola di Thomas Merton.
e andiamo avanti.

Love,
MC

19/02/2015

E' COLPA DEL NEGOZIANTE!

ne sento tante nella mia giornata lavorativa, di cretinate. ne sento tante e di vario genere, ma quella di oggi, forse, le batte tutte.

chiama l'intestataria di un abbonamento (con telefono incorporato, ovviamente, di cui ho voluto ignorare marca e modello per difesa mentale) che prevede 100 minuti settimanali di traffico voce, 25 sms settimanali e 2GB di traffico dati al mese. il tutto in uso alla figlia minorenne.
la suddetta intestataria è imbufalita poiché, a suo dire, siamo dei ladri, viste le ultime due fatture, arredate da almeno 250 euro in più oltre il canone mensile previsto.

chiede di pagare la fattura di febbraio di 308 euro a rate, ma visto che sta già pagando quella di dicembre nella stessa maniera (tipico comportamento di chi è ladro, quello di permettere al cliente di pagare A RATE), la invito a terminare questo pagamento e poi a richiedere la rateizzazione della seconda fatturazione.

la signora concorda ma continua a inveire.
in un attimo di lucidità mentale si lascia scappare un metta pure che mia figlia non si è regolata con l'uso del telefono, ma è una minorenne, sa...vi avevo anche chiesto di bloccarle le chiamate in uscita ma mi avete detto che non lo potete fare, quindi siete dei ladri!

qui non ce l'ho fatta...e ho ribattuto con un flemmatico forse sarebbe stato meglio non dare un abbonamento a una minorenne, bensì una ricaricabile: finito i soldi, finite le chiamate!

al che la signora, rimasta zitta per un paio di secondi, si è sentita punta sul vivo, sgamata, scoperta, messa al muro nella sua incapacità di dare un limite alla figlia minorenne, così si è ripersa dicendo è colpa del negoziante: quando ho attivato l'abbonamento gli ho chiesto più volte se secondo lui era adeguato quel piano tariffario per una ragazzina, per una minorenne, e lui mi ha detto di sì! è tutta colpa sua!

silenzio.
in presenza di una testa assente e, se presente, disabitata come quella della suddetta signora, non ho voluto infierire oltre.
resta il fatto che che noi siamo ladri ed è colpa del negoziante!

ma non era sempre il maggiordomo, il colpevole?

Love,
MC

06/12/2014

EDUCARE I FIGLI (O I GENITORI?)

tra ieri e oggi penso di essermi auto-incenerita alcuni miliardi di cellule cerebrali.
ieri ho lavorato dalle 16 alle 21, oggi dalle 9 alle 14; praticamente per il mio bioritmo non ho mai smesso di lavorare. e infatti stamattina sono uscita di casa imbufalita e adesso ho un mal di testa furibondo.

ieri ho parlato con persone che, o avevano dei problemi di mente, o erano ignoranti, o lo facevano apposta.
probabilmente la prima, accompagnata da una buona dose della seconda, che non guasta mai.

oggi di tutto e di più, tra cui una ragazza che tra le altre cose mi ha detto "scusi, cosa vuol dire che la linea è attiva? il canone mensile è per la linea? per le chiamate?".

ecco, io davanti a cose del genere alzo le mani, poso le cuffie, mi alzo dalla sedia e vado via...

mi sono trovata (e accade sempre più spesso, ultimamente) a consigliare a un padre, intenzionato a regalare per Natale un iPhone6 alla figlia quindicenne con un bell'abbonamento illimitato dentro, a mantenere un piano tariffario ricaricabile, dicendogli esplicitamente "...perché una volta finiti i soldi, basta! con un abbonamento, invece, rischiamo di avere poi belle sorprese in fattura".

non so se mi fa più tristezza il padre, mosso da amore sicuramente, o la figlia, che domani potrebbe avere un aggeggio da 900€ in mano (quindicenne, ricordiamocelo) e dopo domani chissà cosa vorrà, o si aspetterà, o pretenderà...

non so sia è più infelice l'uno o l'altra.
discorsi moralisti i miei, forse, sicuramente....ma credo che ci sia un tempo per ogni cosa e che a quindici anni, forse, probabilmente, un telefono che costa anche solo 200 miseri euro può andare per chattare con gli amici su whatsapp, e che l' iPhone6 regalato ha il solo scopo di rendere la figlia la più figa della classe.

ecco. questa è la cosa più preoccupante. per me.

Love,
MC


03/12/2014

+35 *** PAROLE TOSSICHE - CRONACHE DI ORDINARIO SESSISMO *** GRAZIELLA PRIULLA (o della fine del trentacinquesimo libro nel 2014)

In Italia esiste, e negli ultimi decenni abbiamo permesso che diventasse forte, una cultura razzista, omofoba, sessista, che amplifica i borbogimi della pancia del paese, che nessun political correctness riesce a debellare.

basta questa frase, a pagina 8 di questo libro, per dire molto. parecchio.
come il linguaggio violento è esso stesso violenza poiché infligge dolore o anche noi siamo le parole che usiamo.

è un libro che regalerei a tanti, a iniziare da qualche superiore in azienda, ma anche a qualche collega, ai capi, ai manager...
lo dovrebbero leggere loro, ma anche i vicini di casa, i giornalisti, i politici (vabè, qui si apre un abisso...), le donne e gli uomini che fanno televisione, radio...

lo regalerei ai professori, agli insegnanti, ma anche agli studenti universitari di ogni facoltà, dalla letteraria a quella scientifica, agli ingegneri, ai giovani che stanno sognando sulle orme di Samantha Cristoforetti e che domani saranno nella stratosfera;
lo dovrebbero leggere i genitori di bambini, di adolescenti, di figli già genitori...
i sacerdoti, i commercianti, i liberi professionisti.
lo dovremmo leggere tutti e basta.
un bel compitino per le vacanze di Natale.

io me lo sono comprato dopo averlo sentito presentare dall'autrice su Radio2 a StaiSerena, il programma di Serena Dandini e ho deciso che lo avrei letto.

leggerlo mi ha fatto pensare che siamo quello che decidiamo di essere e lo siamo attraverso le nostre parole. giustificare la parolaccia rivolta al nostro vicino con un sono un tipo istintivo è quanto di più penoso e meschino e stupido ci sia.
diciamo la parolaccia perché la vogliamo dire, per non esserci fermati a pensare un istante prima.

gli animali reagiscono istintivamente. non noi.
l'uomo è dotato di cervello, che il più delle volte funziona con poca fatica e il cui utilizzo non comporta addebiti sul conto corrente.
notiziona, eh?

adesso, in attesa del container dalle zie di Genova, ho preso in mano Uccelli da gabbia e da voliera di Andrea De Carlo, direttamente dalla mia libreria personale.
l'ho già letto, ma non mi ricordo un accidente, lo confesso...

Love,
MC

29/11/2014

+34 *** ORGOGLIO E PREGIUDIZIO *** JANE AUSTEN (o della fine del trentaquattresimo libro nel 2014)

diciamolo pure: la vecchia zia Jane non mi ha deluso per niente!
dopo lo scoglio delle prime venti pagine, su cui anche questa volta ho un po' arrancato, è iniziato il piacere della lettura, distinta tra momenti di pensieri tipo "ma è una soap opera!" a "nooo dai, che romantico!", che sempre piacevole si è comunque dimostrata!

Lizzy...una grande, tanto grande quanto demente la madre che si ritrova!
Darcy...beh, pensando a Colin Firth che lo ha interpretato nel film era tutto molto più facile, ma consideriamo il fatto che io NON ho visto il film, mi sono semplicemente basata sul fatto che lui ha questa popo di faccia


e per me può fare qualsiasi parte in qualsiasi film....resta quello che è e basta! (leggi: un gran pezzo di figo).

adesso, sempre in attesa del carico dalle zie di Genova (indiscrezioni parlano di un carico di 21 libri sulla strada per Roma), mi sono comprata Parole tossiche - Cronache di ordinario sessismo di Graziella Priulla, del quale ne ho sentito parlare a StaiSerena, su Radio 2 tutti i giorni dalle 15, condotto da Serena Dandini.
molto accademico, c'è da dirlo (anche perché l'autrice è sociologa e saggista, insegnante all'Università di Catania nel dipartimento di Scienze Politiche e Sociali) ma interessante.
lo regalerei a parecchia gente: colleghi, capi, manager, direttori, politici, conduttori televisivi, cittadini comuni.
io me lo sono direttamente comprato...

Love,
MC

11/10/2014

SILENZIO. E' D'ORO.

se qualche settimana fa fu il medico di base a impormi il silenzio per curarmi la laringo-faringite, oggi mi viene spontaneo e senza che sia indotto da un malessere faringeo.
turno lavorativo dalle 9 alle 14.
27 chiamate prese, ci cui le prime 8 tra le 9.00 e le 9.59.
ho bisogno di stare in silenzio.

il maritopreferito lo sa, ormai, e da quando sono entrata in casa, ovvero un'ora e mezza fa, non mi ha ancora fatto domande...

tralascio le note caratteristiche di uno dei clienti gestiti oggi il quale, tra le altre cose, mi ha detto "...voi inutili operatori telefonici", a cui ho risposto con un secco "gentilissimo da parte sua! Grazie", con tono ovviamente ironico, che il bastardo (eccola, la nota caratteristica) in questione ha recepito e di cui non mi pento assolutamente.
sono qui per aiutarti, non per farmi insultare, quindi per me puoi anche pedalare.

nelle prossime ore ci aspetta una festa di compleanno in una casa completa di sauna finnica (già sperimentata a luglio di quest'anno e di cui ho parlato qui), quindi ottimo defaticamento per lo spirito.

un pensiero in questi giorni va a Genova, devastata dall'acqua per l'ennesima volta.
ma è Superba, si rialzerà anche questa volta!

Love,
MC

01/12/2013

+ 14 *** PERDERSI *** LISA GENOVA (o della fine del quattordicesimo libro nel 2013)

tre giorni.
tre giorni mi ci sono voluti per iniziare, gustarmi e finire Perdersi di Lisa Genova.
l'ho letto ovunque: in metropolitana, in treno, a letto fino all'1.20 di notte...
me l'avevano detto, le zie di Genova, che sarebbe stata una strage di ore di lettura, un susseguirsi continuo di righe di parole davanti agli occhi.
me l'avevano detto perché così era successo a loro e mi sto confermando (se cene fosse stato bisogno) geneticamente appartenente alla famiglia.

le zie di Genova sono grandi lettrici e devo aver preso da loro questa passione, così come loro l'hanno ereditata dal loro papà, mio nonno e padre di mio papà, che passava intere giornate immerso nella lettura, sulla poltrona della sala che dava le spalle alla porta, con la coperta sulle gambe e le pantofole imbottite.

proprio oggi ho scoperto che una notte mia nonna si svegliò alle 3 e non lo trovò in letto.
un po' stupita si alzò, per trovarlo in cucina, seduto al tavolo, a leggere.
non era mai andato a dormire.

alcuni giorni fa mi è arrivato il secondo carico di libri genovesi che attaccherò appena avrò finito Il bambino senza nome.
anche per questo mi è stato predetto un attaccamento alla lettura da far danni...
non vedo l'ora di iniziare e di confermare le previsioni!

Love,
MC

19/08/2013

DIARIO DALLA CORSICA/1

7 Agosto 2013


Arrivati il 4 agosto, al 7 non sappiamo già più né la data né il giorno della settimana. Passiamo il tempo a dormire (e per fortuna la notte si dorme e non si suda), andare al mare, fare bagni in acqua trasparente sostenuta da sabbia bianca (non troppo fine, che non si attacca alla pelle tipo farina e che la rende ancor più apprezzata), asciugarci al sole e rifare il bagno quando abbiamo caldo.
Troppa fatica, ha decretato il maritopreferito il secondo giorno; dirò agli zii di non invitarci più, in effetti ci si stanca parecchio, ribatto io!

Domani cambiamo spiaggia, andiamo a Lozari, una lingua di sabbia lunga e senza scogli, che non si riempie mai e che vogliamo vedere da vicino.

Ho notato un fatto interessante: i bambini francesi e i di loro genitori, in spiaggia, sembrano mediamente più educati dei corrispettivi italiani. Giusto questa mattina un doppio italiano (dalla Toscana) fatto di due famiglie ognuna con due figli, era l’unica che si sentiva parlare tra tutte quelle presenti nell'arco di 50 metri. I figli urlavano, le madri li chiamavano a voce alta e parlavano tra loro urlando. Io i francesi li sento che sono francesi quando mi passano vicino e stanno parlando, non perché urlano dietro a un figlio.

Ovviamente non voglio dire che gli italiani siano cani e i francesi angeli, ma così, a occhio, in questi primi tre giorni, ho percepito questa differenza. 
E posso dirlo? Preferisco i francesi, come atteggiamento!

Love,
MC

18/03/2013

COMANDANTI E COMANDATI

attacca l'asino dove vuole il padrone.
questo sarà il motto che mi accompagnerà da qui a "non si sa quando" in ambito lavorativo.
da qualche tempo sento dire e chiedere e imporre cose che non mi piacciono molto. è l'atteggiamento con cui vengono chieste a non piacermi. come se ci si rivolgesse a bambini dell'asilo o, peggio, delle elementari, che vengono richiamati perché durante la ricreazione corrono di qua e di là. 
mi domando perché i comandanti siano spesso degli incompetenti e, molto più spesso, appena fanno carriera si dimentichino in un batter d'occhio com'è e cosa vuol dire stare in prima linea. che poi, anche qui...grazie a quali meritevoli doti hai fatto carriera? mah...
io penso che comandare richieda massima competenza professionale, elevate capacità gestionali del personale, oltre che una buona dose di umanità e intelligenza. come mai queste caratteristiche non si vedono quasi mai, in chi sta nelle stanze del potere? 
è assurdo: le cose andrebbero tutte molto meglio, se fosse così. se non ci si dimenticasse cosa significa chiedere uno sforzo in più a chi è in prima linea, cosa vuol dire prendere schiaffi o carezze quotidianamente, come si sta a dover sempre sparare e dover schivare le bombe altrui, senza avere mai chi ti dà il cambio per permetterti di prendere fiato...
un comandate di plotone deve saper sparare PERFETTAMENTE. 
sono certa che, a scambiarci i ruoli, quasi nessuno dei nostri comandanti saprebbe fare il nostro lavoro PERFETTAMENTE. con i dovuti bilanciamenti, sparare è il lavoro del soldato, gestire i clienti il nostro. ma il comandate di uno e dell'altro, sempre perfettamente deve saper fare il lavoro che chiede ai suoi.

lasciate ogni speranza voi ch'entrate.

Love,
MC

03/01/2013

IL CLIENTE HA SEMPRE RAGIONE?

da quello che sento nell'aria, i miei collegucci sono già alle prese con decerebrati deliranti, detti anche clienti... 
io torno in trincea lunedì prossimo e peccato che chi ci chiama non possa avere questo cartello davanti. così, tanto per tenere a mente un paio di cosette! (e sì che dovrebbero essere concetti chiari a tutti, solo che...)
speriamo bene...


Love,
MC


13/03/2012

MOTOSLITTE E IDIOTI



finalmente!
questa mattina sfogliavo Montagne 360°, la rivista del Club Alpino Italiano (CAI), il numero di marzo.
ho letto con soddisfazione un bell'articolo sulle motoslitte selvagge, quei rompi scatole che vanno in giro per le montagne innevate a far casino e inquinare l'ossigeno circostante.
a onor del vero, personalmente le ho solo viste utilizzate dalla pattuglia dei Carabinieri presenti in quella località sciistica, o dai gestori degli impianti. mai da deficientoni che, invece di scendere a valle con le lamine ai piedi, risalendo con seggiovie o skilift, stanno a cavallo di una macchina produttrice di rumore e puzza. spesso, invece, soprattutto sull'Appennino, nella bella stagione, ho visto in azione moto da cross, alterettanto rumorose e inquinanti, che iniziano a farsi sentire chilometri prima.
sì. mi stanno in gola, sia che salgano e scendano sulla neve o su un prato. mi stanno in gola. io vado in montagna a respirare aria vera e questi idioti scassano i timpani e i polmoni. ma si può?
è come quando in montagna arrivo a 3000 metri e in vetta c'è sempre il cretino di turno che si accende la sigaretta. a me che la sua puzza dà fastidio pure alla fermata dell'autobus a Piazza Venezia (dove, diciamo, non si va proprio a curarsi le vie respiratorie!), in montagna mi fa salire l'istinto omicida, agevolando per esempio la discesa del cretino e della sua sigaretta mortale con una leggera spintarella. e poi me lo racconta come si sente una sigaretta a 3000 metri!

Love,
MC

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