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01/02/2017

TIRA DI PIU' UN BARILE DI PETROLIO CHE...

aria irrespirabile in gran parte del nord Italia.

al momento le soluzioni sono due: o piove (il che non equivale alla sparizione magica delle polveri sottili bensì ad un semplice trasloco da mezz'aria a terra, dove camminiamo e le ruote dei veicoli passano. vuol dire quindi che tutta 'sta monnezza la rimestiamo e solleviamo nuovamente, finendo comunque per respirarla) o andiamo a piedi, secondo com'è pagando pure una bella multa all'Europa per aver sforato i limiti massimi.

ora, non sono un'esperta in materia, in nessuna delle materie in ballo (traffico, meteorologia, chimica, ingegneria, elettroencefalo-grafo-tera-metria) ma provo a tenere il cervello acceso e in funzione. 
ci provo eh, non dico che la cosa mi riesca sempre però...così, pensando un attimo, una risposta mi è balzata in testa oggi, mentre ascoltavo la notizia al tiggì...

produrre mezzi di trasporto privati e pubblici solo ibridi o elettrici, smettendo adesso di far uscire dalle fabbriche scatole di latta che bruciano benzina o gasolio.
troppo facile, eh?

certo che la cosa non succederà mai perché tira di più un barile di petrolio che la finale dei mondiali di calcio, ma cacchio...qui stiamo facendo esattamente come se, sapendo le domande, tutte le domande dell'esame finale, non studiassimo una mazza; come se invece di farci furbi e vincere facile, ci scavassimo la tomba della bocciatura da soli.

è che qui la tomba ce la stiamo scavando per davvero, ma quella per la bara, non della bocciatura.

Love,
MC


24/06/2016

REPORT METEREOLOGICO

dice "...ma siamo al 24 giugno, ormai, è normale che faccia caldo!"

ed io rispondo "...sì, ma magari non passando da 30° a 38° da un giorno all'altro, con ventiquattro ore di tempo per abituarsi" (che poi ditemi come ci si può abituare a una cosa del genere...)' perché questo è successo, my dears.

oggi che giorno è, venerdì? bene, fino a lunedì abbiamo vissuto nonostante tutto bene: sole caldo ma temperatura buona, 30° e un'umidità che ci avrei messo la firma per avercela sempre così. ogni tanto qualche scroscio d'acqua che però non si lasciava strascichi di afa dietro.

mercoledì s'è sfasciata la magia e abbiamo toccato i 36°, senza negarci l'onore di leggere 38° sul termometro della macchina, anche dopo un po' che andavamo e prendevamo aria, al punto che ci siamo convinti che fossero veramente 38°, perché quello restava scritto sul display. e noi dentro, nell'aria climatizzata a 25°, già in svenimento pensando allo sbalzo di temperatura che avremmo dovuto gestire scendendo. non si sa come ma avremmo dovuto farlo.

oggi invece, per la gioia di grandi e piccini, siamo avvolti da una calotta tropicale carica di umidità.
al momento, alle 20.40, a sud i rilievi sono confusi nelle nuvole grigie, probabilmente già in tempesta, mentre qui a Roma-diciamo-centro boccheggiamo.
hai voglia a fare la danza della pioggia: sudo a lavare i piatti, figurati un po' se riesco e muovermi velocemente...
non si sente nemmeno la bava di un ponentino che solitamente si presenta al calar del sole.

dice "che bella l'estate! finalmente arriva il caldo!"
"nein - rispondo - in qualche modo non mi piace, l'estate. soffro il caldo e oltre un certo livello do' i numeri. e poi dal freddo ci si protegge, dal caldo no".

Love,
MC

PS incommentabile la cXXXXta fatta dagli inglesi ieri. oggi siamo tutti, TUTTI, un po' messi peggio di due giorni fa. Amareggiata.


25/03/2016

HOPES OF PEACE

il mondo intorno scoppia, attorcigliato su sé stesso.
ci ammazziamo a vicenda.
per cosa?

nei giorni scorsi ho continuato, a momenti un po' a fatica, lo confesso, a prendere la metropolitana di Roma.
sempre lo stesso scenario: caucasici, neri, asiatici, sudamericani...

ero lì, in piedi, e notavo che eravamo tutti, tutti, chiusi in quella scatola di ferro, sicuramente impauriti, ansiosi di scendere per trovarsi al sicuro per strada, (magari in strade non affollate che almeno in quelle, dai, un folle non ci si fa esplodere, farebbe poco bottino...) ma non sono riuscita a fermare un pensiero che si è fatto strada nella mia mente: non possiamo non essere tutti fratelli.
e lo siamo. per certo.

quindi oggi penso a questo:




sentita più e più volte, dal vivo e non, è un brano datato 1988 circa ma sembra scritta ieri. o anche dopo l'11 settembre; o il 13 novembre 2015...
uno ieri sempre valido.


Love,
MC

08/10/2015

+29 *** UN INVERNO CON BAUDELAIRE *** HAROLD COBERT (o della fine del ventinovesimo libro nel 2015)

mi è piaciuto tanto, questo libro.

siamo a Parigi, una Parigi di oggi.
Philippe ha la vita stravolta da un evento che ne determinerà il primissimo destino e anche quello un po' più in là, Baudelaire è un cane. il suo cane.

adesso guardo diversamente chi è disperato, chi senza un tetto.
chissà che storia c'è dietro ognuna di queste anime.
...ma anche un po' di più! 

ancora una volta la libreria delle zie di Genova si dimostra degnissima e valida.
applausi.

adesso prendo in mano A un cerbiatto somiglia il mio amore di David Grossman.
780 pagine di romanzo il cui titolo suona molto biblico, e ho intravisto che ci troviamo in terre mediorientali...
mi incuriosisce.

Love,
MC



14/07/2015

TE BASTA POCO PE' FATTE FELICE!

oggi è il mio giorno libero di questa settimana e mi sento felice come se fossero iniziate le ferie.
questa giornata in cui so che a nessuna ora dovrò iniziare a prepararmi per andare a lavorare, mi rende euforica.

dice: te basta poco pe' fatte felice!
dico: son così stanca di avere sempre il cronometro al polso che sì, mi basta veramente poco.

domani si riprende e fino a sabato compreso (se son libera oggi, sabato lavoro per forza) ma va bene.
sono in piedi da un'ora ma sto ancora dormivegliando, sono in pigiama, ciabatte e pinza in testa (ma che relax, gente!) e l'unico appuntamento che mi sono data è mettermi lo smalto, in mattinata.
non so ancora di quale colore, poi vedo.
sarà l'unico sforzo mentale della giornata

nel pomeriggio un paio di giri con il maritopreferito, tra cui la libreria del Touring per incetta di guide e cartine francesi...c'è pure la promo che se spendi almeno 32€ (perché 32 e non 30? boh!) a te che sei socio ti regalano lo zaino verde acqua con tanto di logo.
che fico, mi piace sempre quando mi fanno un regalo utile!

Love,
MC



19/08/2013

DIARIO DALLA CORSICA/1

7 Agosto 2013


Arrivati il 4 agosto, al 7 non sappiamo già più né la data né il giorno della settimana. Passiamo il tempo a dormire (e per fortuna la notte si dorme e non si suda), andare al mare, fare bagni in acqua trasparente sostenuta da sabbia bianca (non troppo fine, che non si attacca alla pelle tipo farina e che la rende ancor più apprezzata), asciugarci al sole e rifare il bagno quando abbiamo caldo.
Troppa fatica, ha decretato il maritopreferito il secondo giorno; dirò agli zii di non invitarci più, in effetti ci si stanca parecchio, ribatto io!

Domani cambiamo spiaggia, andiamo a Lozari, una lingua di sabbia lunga e senza scogli, che non si riempie mai e che vogliamo vedere da vicino.

Ho notato un fatto interessante: i bambini francesi e i di loro genitori, in spiaggia, sembrano mediamente più educati dei corrispettivi italiani. Giusto questa mattina un doppio italiano (dalla Toscana) fatto di due famiglie ognuna con due figli, era l’unica che si sentiva parlare tra tutte quelle presenti nell'arco di 50 metri. I figli urlavano, le madri li chiamavano a voce alta e parlavano tra loro urlando. Io i francesi li sento che sono francesi quando mi passano vicino e stanno parlando, non perché urlano dietro a un figlio.

Ovviamente non voglio dire che gli italiani siano cani e i francesi angeli, ma così, a occhio, in questi primi tre giorni, ho percepito questa differenza. 
E posso dirlo? Preferisco i francesi, come atteggiamento!

Love,
MC

26/07/2013

E' QUI CHE ANDIAMO...

ricevo questa foto ieri sera, via email, dalla mia cuginotta.
oggetto della email Guarda cosa ti aspetta
testo della email ... mai vista una spiaggia così larga e niente alghe. Bella scelta!!!


autore della foto, mio zio. riconosco la sua ombra con la macchina fotografica in mano, qua sopra...

ce ne faremo una ragione, cosa volete che vi dica!

intanto prima di arrivarci, però, dobbiamo ancora gustarci Caronte, che arriverà (a me pare sia già tra i piedi, veramente) tra domani e domenica a rompere i cabbasisi...
come te pare, Carò, io so solo che a breve avrò di che rinfrescarmi.

Love,
MC

16/05/2011

REFERENDUM 2011 - PROPAGANDA SFACCIATA V

la notizia che in Sardegna il quorum per il referendum sia pressochè raggiunto con sicurezza, rende questo lunedì di maggio mooooooolto bello!
la quipresente spera che il buon senso che ha portato a votare SI i vicini di casa sardi , si estenda anche al resto degli italiani.
ne approfitta, quindi, per postare l'ennesimo messaggio ricevuto via email.


Dopo l'11 marzo 2011 il mondo è cambiato e nulla sarà più come prima. Siamo entrati nel post nucleare. Una nuova era in cui non ci sarà più spazio per i deliri dell'energia dell'atomo.
Il Giappone si è immolato per noi, certo non volontariamente, ma è ciò che è successo.
Se l'incubo nucleare che ci accompagna dal dopoguerra, da Chernobyl a Three Mile Island, cesserà (e cesserà) lo dovremo al sacrificio di milioni di persone in fuga dalla nube di Fukushima.
Un esodo biblico. Neppure immaginabile. Il Giappone rischia di diventare l'isola che non c'è, un luogo dove non si entra e non si esce. Una trappola nucleare.

Se persino la portaerei Reagan ha abbandonato la sua missione umanitaria, quali flotte accorreranno in soccorso delle popolazioni del l'Est del Giappone? Le merci giapponesi contaminate non potranno più uscire dal Paese.
Le nubi non si fermano. Forse arriveranno fino in Europa se il vento soffierà verso Ovest.
Il senso di quello che è successo è troppo grande, troppo profondo per poterlo afferrare, ma qualcosa si può intuire. Le persone hanno capito immediatamente che il nucleare è finito per sempre. Alcuni capi di Stato hanno già preso posizione contro le centrali, sanno che continuare sarebbe la loro fine politica.

Succede in Germania, in Svizzera, perfino in Australia che possiede il 28% dell'uranio mondiale.

L'Italia, in questo scenario, recita la parte del giapponese sperduto in un'isola del Pacifico che continua a combattere dopo dieci anni dalla fine della guerra. Personaggi che finiranno presto nel dimenticatoio del ridicolo con le loro affermazioni nucleariste.
La Prestigiacomo è l'unico ministro dell'Ambiente nel mondo che vuole nuove centrali nucleari. Lei, Testa, Veronesi, Berlusconi, Cicchitto, Scaroni, Maroni, Casini, Fini, Frattini e i pennivendoli fusi del nocciolino nucleare sono come i fascisti che giravano in divisa da federale dopo il 25 aprile.
Le loro dichiarazioni sono da conservare per il futuro, i loro volti, i video, le argomentazioni sono la testimonianza di un preciso momento, l'ultimo.

Domani, tra qualche giorno o qualche mese, non potranno più permettersi di sparare FANDONIE.

L'unico motivo per cui si vuole il nucleare è il debito pubblico di 500 miliardi di euro in mano alla Francia.

L'EDF è il mandante, Berlusconi e la Confindustria gli esecutori interessati.
Questa classe politica sarà spazzata via dal referendum del 12 e 13 giugno. Da questa settimana partirà un'iniziativa che durerà fino al referendum: "Spegni il nucleare". Voglio coinvolgere milioni di italiani, non ci sono alibi. Con il quorum Maroni ci potrà fare il bunga bunga solitario.

Il 29 aprile vi è stata l'assemblea dell'ENEL delle centrali nucleari.

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

La Merkel si è salvata per miracolo. L'elicottero sul quale si trovava è precipitato all'improvviso per il blocco dei rotori ed ha ripreso quota solo a 100 metri da terra. La Germania è l'unica nazione occidentale che si è opposta all'attacco alla Libia e che, dopo Fukushima, ha subito arrestato il programma nucleare. Tu chiamale se vuoi ... coincidenze."L'elicottero della Merkel rischia lo schianto per uno "strano ed improvviso" blocco del motore... l'unico grande Paese europeo che si è opposto agli anglo-americani... la mafia a confronto è una banda di ruba-galline... com'era morto quello che faceva affari coi libici (Mattei, ndr) per liberare l'Italia dal cartello petrolifero??? ah si, uno "strano e improvviso" blocco del motore (esplosione, ndr) del suo biplano..

Tutto quello che dovresti sapere sul nucleare, ma che nessuno (al potere) ti ha mai detto:

1) per avere 1 watt di nucleare , se va bene ci vogliono 13 anni..... per uno di rinnovabili, praticamente il giorno dopo.
2) se si spegne una centrale nucleare 999.999 famiglie rimangono al buio..... se si spegne 1 pannello solare o una pala (generatore eolico), le altre 999.999 producono anche per quella ferma.
3) Quando una centrale si ferma dopo 20 anni devi trovare il posto dove seppellirla con sicurezza per i prossimi 300.000 anni.....Quando dopo 20 anni devi cambiare un pannello solare o una pala, semplicemente li ricicli e li rimetti al posto di prima e dopo 1 ora sono in produzione. (prova a fare lo stesso con il nucleare).
E se questo non è sufficiente, informatevi, informatevi e non fatevi prendere per i FONDELLI dai cosiddetti "esperti".


DIAMOCI DA FARE SE VOGLIAMO UN MONDO MIGLIORE PER I NOSTRI FIGLI !!!!!!!!!!!!

29/04/2011

ROYAL WEDDING





da qualche giorno è iniziato lo sfracassamento multicanale del matrimonio del secolo (ma non lo ero già stato quello di Carlo e Diana?) tra William e Kate (pardon, Catherine).
il D-Day è arrivato ed è passato, i due piccioni si sono detti sì già da 4 ore e passa davanti a 2 miliardi di persone (che intimità!) con tanto di contratto prematrimoniale da paura firmato, grazie al quale, in caso di divorzio, Lady Kate rimarrà praticamente in mutande, assegno di mantenimento a parte.
avrà chiesto informazioni in merito alla signora Lario?

adesso i canali italiani di intrattenimento pomeridiano, mai frequentati dalla quipresente, traboccano di informazioni, collegamenti, indiscrezioni, gossip e commenti su quanto succede oltremanica, a ritmo di notizie aggiornate al secondo: è di un'oretta fa la notizia che la prima fetta di torta della torta real-nuziale è stata tagliata. e il primo ruttino post brindisi a champagne, ci sarà già stato? a nome di chi?
se ne parla, tutti ne parlano e se ne parlerà ancora ed è per questo che la QP non può non parlarne, anche se, diciamolo, senza questo royal wedding del secolo avrebbe vissuto normalmente il suo venerdì di lavoro, precedente un fine settimana di riposo, senza sentire assolutamente la mancanza di qualcosa di simile!

c'è comunque da dire che la sposa è una gran bella ragazza, alta, slanciata, carina, denti perfetti, sguardo azzurro, chioma folta, sportiva, che fino a ieri faceva shopping da H&M (vediamo da domani in poi!) e che a parte il bodyguard vicino potrebbe essere una qualunque trentenne inglese in giro per Londra.
lui, Will il Principe, dai, bello è bello. peccato che maturando assomigli sempre di più a quel frollaccone del padre e sempre meno alla mamma, qualche dettaglio nei lineamenti a parte. ma sempre principe è e almeno Lady Kate, sperando che non debba mai prendere in mano il contratto prematrimoniale, potrà dire di averlo trovato, il suo principe!

sappia, però, che anche chi sposandosi non ha assunto il titolo di Lady come lei oggi, vedi la QP, può ben dire di aver trovato il suo Principe, pur senza titolo, senza palazzo, senza carrozza o patrimonio personale di 13 milioni di €uro (per ora)!
Auguri!

22/03/2011

L'ORA DELLA TERRA 2011

Il 26 marzo dalle 20,30 alle 21,30 in tutto il mondo spegnamo le luci!
Invito tutti a questa iniziativa, ceniamo o leggiamo a lume di candela,
usciamo a guardare le stelle.
Collegatevi al sito www.wwf.it/oradellaterra per leggere le iniziative e saperne di più.


spot versione inglese


...e quello in versione italiana (che non si sa perchè, a confronto è una schifezza!)

18/03/2011

PAURA NUCLEARE

c'era da aspettarselo.
sondaggi alla mano, rovinosamente negativi negli ultimi mesi, il governo italiano e il suo capo, ascoltando le notizie sempre più tragiche che vengono dal Giappone e la paura che si dissemina nel mondo -e quindi anche in Italia- ha deciso di prendere tempo. una pausa di riflessione, ovvero: diciamo che ci ripensiamo perchè è quello che la gente vuole sentirsi dire.
dopo che mezza Europa vuole mettere il punto, dopo che siamo qui in attesa dell'esplosione definitiva, dopo che governo&Co hanno iniziato a farsela sotto perchè gli italiani su certe cose non li freghi e forse-forse al referendum andranno a votare l'abrogazione del nucleare, alt, fermi tutti.
è sempre così: pensano e dicono quello che la gente vuole sentirsi dire per stare tranquilla, per dormire tranquilla, per non vedere la realtà.

e la quiprsente è sempre più schifata.
una cosa è certa: fino alla morte potrà dire di non aver mai contribuito col voto e col pensiero alla vita "politica" di quello là.

...e inserisce questa lettera di Adriano Celentano, che dice le stesse cose che lei vorrebbe urlare in faccia a quello là.

11/03/2011

NUCLEARE E FOTOVOLTAICO


pensando a quello che sta succedendo in Giappone a causa del terremoto e conseguente tsunami, la quipresente riflette.

al di là del fatto che:
1. la parte di mondo in cui lei si trova è sismica ma, se non cambia, non a rischio tsunami;
2. il terremoto dell'Aquila l'ha sentito eccome e anche le scosse dei giorni seguenti;
3. ogni volta che sente una scossetta -per esempio la settimana scorsa, di sera, quando era già sotto le coperte- un po' di strizza le viene perchè, alla fin fine, lei e il maritopreferito stanno sempre a un 4' piano, in cima a una collinetta lungo le pendici di una collina romana, e quindi...

fatte tutte queste premesse, si domanda come qualche demente italiano di spicco -non un pincopallino qualunque che non ha potere decisionale tipo lei- possa ancora pensare che nel Paese dò sole si volga lo sguardo verso il nucleare e non verso le energie rinnovabili.
porco cane! in Germania dove ad agosto, quando fa caldo, hanno 20°C sono anni che si tappezzano di fotovoltaico: campi, aeroporti dismessi e quasi quasi anche gli ombrelli, noi no.

40°C a luglio da Roma in giù? figuriamoci!
luce abbagliante per 6 mesi l'anno? nooooooo, conviene il nucleare!
energia eolica, con due isole a disposizione che hanno un vento che te se porta e che ti produrrebbe energia a costo 0?
no, scusate, rovina il paesaggio.

invece rovinarci la vita, riempirci di scorie, farci fare un mazzo così per pagare un colosso di cemento che, fino a quando non è completato non può produrre energia e che una volta acceso non si sa che fine farà, sì che conviene.

bene! bravi! le centrali nucleari sono decisamente la soluzione.
e perchè, già che ci siamo, non le facciamo ai piedi dell'Etna o in Abruzzo (come ha suggerito un amico su facebook), così se c'è una scossetta siamo a posto, tutti sistemati per i prossimi 40 anni, malattie e cancri assicurati, come se la vita che facciamo non ci riservasse già di suo il rischio?
dai, proponiamolo, e vediamo. anche perchè i sostenitori del suddetto lo sono quando i luoghi proposti non rientrano nei confini delle loro regioni. e te pareva...

la QP però una proposta ce l'ha: facciamola ad Arcore, così magari è la volta buona...

01/07/2010

PARIGI - III PARTE


ci riprovo.
ho finito di pulire la casa, il pranzo (moscardini in umido) è prontissimo e non resta altro che andare avanti col racconto parigino, che non credo finirà oggi.

ciò che più ha affascinato la quipresente, ma anche il maritopreferito, è stata lei, la Tour Eiffel. vista da lontano la prima mattina appena usciti dal museo della refurtiva (=Louvre) in direzione Champs Elysees, l'abbiamo ri-incontrata arrivando col battello durante il tour notturno sulla Senna, la sera stessa. apparentemente piccolina ed esile se vista da una certa distanza, sono rimasta affascinata dalla sua imponenza, dalla stazza, dalla larghezza degli archi che si formano tra un pilastro e l'altro, dalla verticalità, dall'ingegnosità di Eiffel nel pensarla. sotto questi archi c'è un mondo a parte: turisti in coda alle biglietterie per salire fin su, diverse centinaia di vu cumprà -che chissà come si chiamano in francese- che vendono portachiavi e miniature della tour (e qui il MP ha fatto la seguente riflessione: se venissimo qui con portachiavi e miniature di Colosseo e San Pietro faremmo i miliardi, giacchè saremmo quelli originali e senza concorrenza!). siamo arrivati a toccarla passando dal Trocadero, snobbato dai più e preso solo come punto di transito panoramico perchè offre una vista meravigliosa, da cartolina, sulla Tour. lì, tra tutti i mila turisti che passavano non abbiamo chiesto a nessuno di farci una foto con lei sullo sfondo, fatto sta che ne abbiamo cinque e tutte sghembe: una con la punta tagliata, una storta, una con me per metà...
ci siamo saliti la sera successiva, gustandoci il panorama e la città che lentamente si accendeva e venendo via che tutto sfavillava. due ore a girare in tondo sull'ultimo avamposto, dove c'è un bagno e un gabbiotto tipo bagarino dello stadio che vende 10 cl di champagne in flute di plasitca a 10€...



poi c'è stato Montmartre, carino, molto colorato, pieno di gente e che il MP ha definito un po' sanmarinizzato, come se avesse sempre vissuto tra San Marino e Montmartre. locali da turisti con seduta e schienale delle sedie rosso-bianco-blu, camerieri vestiti da stereotipo dell'artista di Montmartre nel mondo, prezzi esorbitanti. abbiamo pranzato seduti su una panchina con una crepe salata, per poi deliziare il nostro palato con due bignè XL al cioccolato e alla crema che ancora adesso ricordo che gusto anno!
una certa delusione ce l'ha data invece il Moulin Rouge, che ti immagini sia chissà cosa perchè l'hai visto nel film e invece da fuori è lì, rosso certo, ma poco significativo. sembra quasi finto, una scenografia hollywoodiana rimasta in piedi dopo le riprese come si fa per i film di maggior successo. sarebbe da vedere di sera, illuminato e con le pale in movimento, ma era giorno, eravamo stanchi e forse abbiamo apprezzato poco.
abbiamo visto e toccato con mano Rue de Pic e il caffe de 2 moulins, quello de Il favoloso mondo di Amelie. il MP c'è partito da Roma col pensiero di andare a vederlo sia dentro che fuori e così abbiamo bevuto l'ennesimo caffè francese -che non deve essere paragonato al nostro espresso, benchè loro lo chiamino così, perchè sono due cose diverse, come l'acqua e il vino- e constatato che è tutto rimasto come nel film. in verità prima delle riprese il locale era sulla via del fallimento, grazie all'uscita del film è ritornato sulla cresta dell'onda e cosa ha pensato di fare il propietario? rinnovare i locali con i soldi che aveva fatto. pessima idea: chi passava di lì a iniziato ha lamentarsi e a protestare: rivoleva il caffè di Amelie. detto fatto, ri-rinnovo del locale, ritornando al passato e all'estetica resa famosa dal film.
adesso, ed è da quando siamo tornati che lo dico, voglio rivedermi quel film. farà tutto un altro, bellissimo effetto rivedere quei posti!

foto del MP

28/06/2010

PARIGI - II PARTE

ho poco tempo, devo preparare il pranzo, lavarmi i capelli e poi uscire per andare a lavorare, ma mi sono seduta al pc e m'è venuta voglia di scrivere di parigi, la seconda, non credo ultima, tranche.
pur risalente a sole due settimane fa, quel fine settimana mi sembra lontano anni luce. (ancora queste sensazioni strane con la percezione del tempo e ancora io che non mi sono decisa a chiederne a un qualche esperto le motivazioni).
ma sono qui per parigi ed ero rimasta al primo giorno, dopo i due musei.
non si può scegliere, dicevo, ma se proprio si avessero solo 2 ore, direi vai al d'Orsay mossa da sempre, lo ammetto, da una passione sfrenata per gli impressionisti e, adesso, dall'emozione che mi ha suscitato il vederli dal vivo. niente da dire a Monna Lisa, ma quello che ho sentito davanti a certi quadri impressionisti è stata tutt'altra cosa.
dopo il tuffo nell'arte, quindi, ci siamo dati al vagabondaggio, macinando chilometri a piedi e con il metrò che avremmo dovuto portarci un contapassi per contarli. posso solo dire che a sera ci sentivamo i piedi come due ferri da stiro e come parametro di giudizio mi sembra di tutto rispetto.
dichiaro ineccepibile la rete di mezzi pubblici sotterranei: a roma ci fanno un baffo (estensione esclusa: qui come si fa un buco per piantare due primule a piazza venezia vengon fuori ruderi mai visti prima...) a puntuliatà, frequenza e PULIZIA. le stazioni della metro e i relativi tunnel di collegamento tra una linea e l'altra sono rivestiti di mattonelle BIANCHE che non hanno una-linea-una di graffiti o firme di tagger presi dalla smania di lasciare ovunque traccia del loro passaggio. il maritopreferito sostiene che ciclicamente i muri vengano lavati, la quipresente invece è più convinta della CIVILTA' che, in questo senso, caratterizza i parigini. se i tunnel fossero sottoposti a lavaggi ciclici, ci dovrebbe essere almeno un momento in cui ci sono graffiti o cosa, altrimenti ci dovrebbe essere una pattuglia di lavamuri fissa in ogni stazione. non se ne sono viste, quindi opto per la causale CIVILTA'. non credo che a roma muri del genere possano resistere più di qualche giorno dall'inaugurazione eppure, dichiarato il senso di civiltà e rispetto per le opere pubbliche, ci deve essere un deterrente che faccia passare la voglia di imbrattare anche al tagger parigino più vandalo. multe salatissiime? telecamere nascoste? legge del taglione? non lo so, fatto sta che i parigini che vengono a roma e prendono la metro...beh, hanno tutte le ragioni per dichiararci zozzi e maleducati!
come volevasi dimostrare, ho esaurito il tempo disponibile, non posso continuare o farò troppo tardi. mi prendo ancora qualche ora di stand by per la continuazione del racconto!

23/06/2010

PARIGI - I PARTE

insomma, forse oggi riesco a parlarne. di Parigi, intendo.
scrivo dopo aver visto con quale faccia di marmo l'allenatore della nazionale francese s'è rifiutato di stringere la mano al suo pari del Sud Africa. entrambi fuori dal mondiale, il francese ha fatto una figura altro che meschina, spostando il braccio il più lontano possibile davanti all'insistenza del collega. spero che prima o poi il francese si penta di aver agito così. non ha fatto una bella figura, e tutto il mondo lo sa!
questo episodio mi fa pensare che, qualunque posto meraviglioso si visiti, qualsiasi città romantica si veda, diversa da quella in cui si vive e abitata da un altro popolo, ogni Paese ha le sue pecche, le sue magagne, i suoi lati di cui andare poco orgogliosi. se Lippi agisse così al termine di una partita, me ne vergognerei. chissà come si sentono oggi i francesi, i parigini.
questo per dire che Parigi è meravigliosa ma non tutti i parigini saranno d'accordo con me; per qualcuno il mister avrà fatto bene, benissimo, a rifiutare quel saluto...
ma a parte questo, tornerei a casa dei cugini d'oltralpe domani. bella, bellissima. Parigi la puoi vedere in foto, al cinema, sentirla raccontare, immaginarla, ma sarà come trovarsi davanti a foto o racconti di quadri impressionisiti: non si assaporerà mai veramente come vivendola, percorrendola, toccandola.
e il paragone con un quadro impressionista non è un caso. eventualmente scegliamo uno dei due, ci eravamo detti col maritopreferito circa i musei da vedere, se solo il Louvre o solo il d'Orsay o tutti e due. soluzione auto-presentatasi: sabato ci svegliamo sotto un cielo plumbeo e una strada bagnata, al che via, diretti al Louvre e facciamo il biglietto alle 9:27. entriamo insieme ad altre 50 persone e andiamo dritti come fusi alla stanza di lei, la Gioconda. noi, le guardie e quattro-cinque persone. piccola, lontana. da vedere. magnetica ma non, per la quipresente, come lo è stata la Pietà in occasione della prima vista da vivo. lì sì che ho fatto fatica a staccarmi. poi Amore e Psiche, da togliere il fiato, e ancora i quadri di Giotto e Botticelli, la Venere di Milo e il riscontro concreto che quel museo è, come l'ha ribattezzato il MP, il museo della refurtiva. sculture, quadri, opere in generale sottratte all'Italia. no comment. comunque poco hanno da arrabbiarsi i francesi: così è e ci sarebbe da riportare tutto indietro.
a seguire ci tuffiamo al d'Orsay, seguendo la scia da museo che ci ha portati fino a lì. l'apoteosi. impressionisiti studiati sui libri di storia dell'arte al liceo hanno preso vita davanti ai nostri occhi con una potenza incredibile e toccato corde impensate. mai stata così toccata da dei dipinti come in quel museo. da vedere assolutamente. scegliere tra i due? difficile, potendolo fare, sono da vedere entrambi, andando a botta sicura per vedere solo quello che interessa, ma scegliere no. sarebbe come andare a Roma e dover scegliere tra il Colosseo e i Fori Imperiali. non si può.

(fine prima parte)

10/06/2010

VERSO PARIGI (SECONDO TENTATIVO!)


se non scoppia il casino questa notte, pare che il nostro amico vulcano come si chiama islandese si sia tranquillizzato -in realtà non se ne parla più, quindi non ho idea- per cui a meno di imprevisti dell'ultimo minuto, tipo una dichiarazione di guerra tra francia e italia, domani la quipresente e il maritopreferito decolleranno per parigi.
valigie pronte, buste di palstica per i liquidi necessari pronte, promemoria della compagnia aerea per ricordarci dei due posti prenotati per parigi, arrivato -inaspettato, per altro.
cosa manca? niente direi, tanto più che proprio oggi s'è aggiunta una buona notizia che ha rasserenato i cervelli, soprattutto quello della QP e che, speriamo, porterà risultati futuri non da poco!
ah, dimenticavo: l'esser stati costretti a rimandare il viaggio di aprile ha fatto sì che, involontariamente, questo secondo tentativo cadesse nel sesto anniversario d'amore tra la QP e il MP... :-)

05/05/2010

CONVIVENZA PACIFICA


oggi lavoro finito alle 13. esco su via cristoforo colombo e mi metto ad aspettare il 30, direzione centro, nello specifico largo Argentina, davanti a feltrinelli, dove ho appuntamento con il maritopreferito. alla fermata dell'autobus mi si avvicina un ragazzotto di colore e mi chiede quale autobus deve prendere per la stazione Termini. rispondo concisa alla domanda. arriva il mio autobus, che va bene anche per lui ma con sui sarà costretto a fare un giro più lungo, e lui dietro dicendo bene, io parlo solo con te e mi dici dove devo scendere.... che bello, penso io...
la salita sul 30 express si rivela solo un tentativo fallito, perchè è così straripante grazie allo sciopero dei conducenti delle metro A e B, che desisto e resto a terra. il ragazzo di colore dietro. riprendo l'attesa e lui attacca discorso, mezzo in italiano mezzo in inglese, appoggiato al palo dell'ATAC. approccia sul cosa faccio, se lavoro o studio e io rispondo, gentile ma guardinga, a braccia incrociate, con lo sguardo a tratti su di lui ma per lo più fisso verso la direzione di arrivo del prossimo 30, che spero si sbrighi.
poi il ragazzo inizia a raccontarmi come sia difficile in Italia, come faccia fatica a imparare l'italiano, lui che è quadrilingue -francese, inglese, arabo e dialetto del suo Stato- e che sta studiando diritto internazionale. non è facile qui, e non è come in Francia, Inghilterra o America. qui all'università siamo tutti amici poi quando vai a casa di un tuo compagno di studi, la sua famiglia ti guarda strano perchè sei nero. ho visto che i giovani italiani più hanno studiato meno razzisti sono, gli adulti invece...
il ragazzo non sa di sfondare una porta altro che spalancata, a parlare di certi argoomenti con la quipresente. e infatti non mi perdo l'occasione per chiarire un concetto fondamentale, ovvero che berlusconi è razzista e dato che la maggior parte degli italiani cerca informazioni in televisione e le televisioni le controlla al 70% lui, le conseguenze sono quelle che lui vive, purtroppo...
e il ragazzo annuisce, aggiungendo anche che non tutti però sono razzisti, tu non lo sei...
nel frattempo le mie braccia si sono rilassate e il mio atteggiamento è cambiato e quando arriva l'autobus che più del 30 lo porterà a destinazione, gli ripeto più volte che non deve far altro che scendere al capolinea.
buona giornata, gli dico. buona giornata a te, mi risponde lui, chissà che non ci si riveda in qualche modo, una volta o l'altra!
riprendo ad aspettare il mio 30 e in un attimo penso alla piccolezza dei razzisti e alla bellezza della convivenza pacifica delle razze, così semplice e spontanea.

27/04/2010

TRANSAZIONE ESEGUITA CON SUCCESSO (per ora)

ascolto anna oxa e fausto leali che cantano ti lascerò. uno dei miei brani italiani preferiti. in mezzo alla milionata di brani italiani preferiti, in effetti.
l'ho cercati, selezionati appositamente nella lista di brani in mp3 sul pc. volevo ascolatarli.

questa sera la quipresente e il maritopreferito hanno prenotato nuovamente il loro viaggio a parigi, in sostituzione di quello rimasto soffocato dalla cenere islandese che ha buttato nel panico per una settimana l'Europa e fatto perdere milardi di euro alle compagnie aeree (e la domanda nasce spontanea: ma quanta gente vola ogni giorno per il nostro cielo? e quanto guadagnano le compagnie aeree che vanno bene?) e chissà se questa volta tutto andrà a buon fine.
il clic sul web c'è stato, la transazione monetaria anche, le carte d'imbarco sono qui sul tavolo. manca solo la nostra effettiva presenza sulla Senna e poi è tutto fatto. ma -e scusate questa botta di fatalismo- questa volta niente foto o countdown...finchè non siamo là non ci credo!

16/04/2010

PARIS...NON S'E' VI'


il giorno della partenza per parigi non è iniziato oggi bensì qualche tempo fa. per lo più ieri, quando la quipresente e il maritopreferito hanno iniziato concretamente a mettere insieme i pezzi di questa-due-giorni oltralpe.
questa mattina però abbiamo iniziato a sniffare che qualcosa sarebbe potuto andare storto quando, già sul gr delle 6.30, si vociferava di aeroporti del nord-ovest d'Europa chiusi causa polveri vulcaniche islandesi.
siamo andati comunque a lavorare, ognuno nella sua parte di roma dedicata, confidando inconsciamente in un bel po' d'aria di scirocco superdotata che avrebbe potuto spazzare in poche ore i cieli nord europei. speranze vane, come avremmo potuto constatare da lì a breve. ma tant'è...
col passare delle ore le notizie davano l'Orly di Parigi chiuso fino alle 20 di questa sera ma ci siamo ritrovati alla stazione Ostiense per andare all'aeroporto a farci dire direttamente in faccia se saremmo partiti oppure no. alla stazione però, altro intoppo: tappo ferroviario causato da un treno fermo prima della stazione Trastevere. già da questi segni avremmo dovuto farci balenare in mente la vaghissima sensazione che qualcosa stesse remando contro la nostra partenza ma, non potendo arrenderci ad un banale disservizio delle FFSS italiane (mica son vulcani islandesi che sbuffano!), a mezzo taxi guidato da un supertifoso giallorosso già in trepidazione per il derby di domenica, siamo arrivati a termial T3.
Fiumicino era un campo nomadi, un accampamento, un casino completo. mezza Europa ferma lì, in attesa di sapere se e quando sarebbe partita.
dopo più di due ore di coda al banco, abbiamo avuto la conferma che il nostro volo era stato cancellato, cancelled, si resta a terra.
se vuoi hai un posto riservato per il 20 aprile, ma io il 20 aprile sarò in ufficio, ciccio, mica posso partire quando decidi tu!
e così, dopo aver appurato che, almeno quello, potremmo godere di un rimborso, ce ne siamo tornati a casa, questa volta col treno che all'andata non avevamo potuto prendere, grazie al tappo stappato. perchè in Italia i problemi si risolvono velocemente, mica come i vulcani islandesi che sbuffano e non si sa che intenzioni hanno!
morale della favola: un bel pomeriggio in aeroporto, pensando ad ogni ora che saremmo stati lì, poi in decollo, poi in volo, poi chissà dove...
(e quella qui a destra è la luce che ci ha accolti appena rientrati a casa)

...tutta 'sta manfrina per un diavolo di vulcano sotto il ghiacciaio dell' Ejfjallajokull che decide di rompere le palle quando? 200 anni dopo l'ultima eruzione. quando si dice il tempismo...

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