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15/12/2016

LISTA DELLA SPESA

1) oggi primo giorno di ferie ✌ torno al chiodo il 23, poi per fortuna il 24 sono libera e se ne riparla il 27. mi toccherà lavorare anche il 31 fino alle 15, è vero, ma mi è andata ancora bene: il mio turno originale sarebbe stato 13-18 ma...non sono riuscita a farmelo andare bene, psicologicamente non ero pronta a questo passo, così ho cercato e trovato una collega a cui, evidentemente, devo risultare particolarmente simpatica perché per me va bene, ha risposto, e si è presa il mio pomeriggio e io la sua mattina. 😜

2) non abbiamo ancora fatto niente di natalizio, qui a casa. 🎄🎅🎇 col fatto che fino a domenica scorsa siamo stati immersi nell'impacchettamento e sgombero di casa (quell'altra, quella nostra 🏡) per i lavori, siamo ancora in alto mare. anzi, casa nostra è sgombra (anche se sotto attacco dei muratori, adesso) mentre questa è un gran casino: scatole con albero e accessori natalizi, sacchetti di roba da sistemare e/o buttare... ma ce la faremo: in questi giorni di ferie sistemerò tutto (anche perché il 25 siamo qui in nove, quindi o noi o il casino!)

3) ieri ho iniziato a lavorare la pasta madre per fare i pandori e decretato il 21 e 22 dicembre come giorni di lavorazione. eh sì, perché oltre a preparare la pasta madre una settimana prima, con rinfreschi quotidiani (più l'ultimo doping il giorno precedente al primo impasto, con tre rinfreschi in dodici ore) servono un paio di giorni di calma mentale e stazionamento in casa per impastare e cuocere.

4) confermo la positività del LOG OUT da Facebook iniziato lunedì ed è vero che lo stesso tempo che prima dedicavo a quello, lo uso meglio. il potere della volontà sui social network! TIE'! 😈

5) brutta notizia: abbiamo annullato la prenotazione per la settimana bianca in Alta Badia dal 7 al 14 gennaio. non dico altro, se non ৡহঞ১ঁাোৄ৪⺹⻊⻣⺤⺕⺐⺑⺤⺢⺵⻀⻄⺻!!!!!!

dopo questo, Love nonostante tutto,
MC

27/02/2016

NIENTE LIBRI, SOLO PAROLE

sono ancora alle prese con la lettura di Il seme sotto la neve di Silone. ostico anche questo. non c'è nulla da fare, io e questo autore non andiamo d'accordo. non voglio però lasciarlo a metà, mi disturba, voglio arrivare in fondo comunque, come volessi dargli speranza fino all'ultimo. chissà, magari a tre quarti di libri mi si aprono gli occhi e mi esalto!
oggi quindi niente recensioni, solo qualche chiacchiera tra me e me qua sopra.

allora, febbraio è agli sgoccioli e la nota maggiormente dolente di tutto questo è che domani, DOMANI, saremmo partiti per la settimana bianca a Bardonecchia se per n motivi non avessimo dovuto disdire e rinunciare, con revoca delle ferie ed enorme abbattimento morale da parte della sottoscritta.
quest'anno avevo proprio bisogno fisico di sciare, di avere un orizzonte lungo davanti agli occhi, lontano, con vette innevate e cielo, rocce e piste, rumore di lamine e di seggiovia in funzione...

vari i motivi della disdetta e una sola, da parte mia, la spiegazione valida alla quale mi sono aggrappata per non dispiacermi troppo, ovvero: le Alpi restano lì (o le Dolomiti, pure lì andremo!).
ci siamo detti che il 9 gennaio 2017 faremo di tutto per stare là, sulle piste di uno dei due paradisi dello sci, quando tutti se ne saranno tornati a casa dalle vacanze di Natale.
il nostro primo programma per il 2017 è questo, bello e pronto.
un solo "imprevisto" potrà impedirci di farlo. se sarà, lo chiamerò col suo nome quando si verificherà.

infine in questi giorni sono fissata con due canzoni: Mille volte ancora di Max Gazzè e Un giorno mi dirai degli Stadio, vincitori di Sanremo 2016.
le ho su Spotify ed è un continuo metterle e rimetterle, come mi succedeva da adolescente con le canzoni di Celine Dion!
la prima è amore vero, disperato e lasciato, la seconda è un papà che parla alla figlia, ed io, che non sono ancora mamma, ascoltandola penso a  mia nipote e mi commuovo.

Love,
MC





19/01/2013

DOLOMITI SUPER SKI

mentre mi facevo la ceretta, fino a dieci minuti fa, avevo un occhio alle gambe e l'altro alla tv, ancora adesso accesa su RaiSport1.
le lady del circo bianco si stanno giocando la Coppa del Mondo a Covtina.

ogni tanto qual che inquadratura bastarda lascia vedere delle stupende Dolomiti inondate dal sole e imbiancate.

prima o poi ci andrò.
non a Covtina perchè mi sta sulle scatole l'aria snob che la frequenta, quanto in un qualsiasi altro posto circondato dalla dolomia.
prima o poi ci andremo. è che, bisogna dirlo, costa. giustamente costa, aggiungo, visto il posto che è, ma prima o poi ci andremo. quando il maritopreferito sarà abbastanza indipendente sulle lamine, abbastanza da poter sfruttare il DolomitiSupeSki e farci il giro dei quattro Passi senza staccare gli sci dai piedi.

prima o poi ci andremo!

Love,
MC

11/10/2012

BRUTTURE IN MONTAGNA - foto pubblicata su MONTAGNE360

io e il maritopreferito siamo iscritti al CAI, Club Alpino Italiano.
un po' per passione, un po' per sostenerlo, un po' perché, diciamolo, se sei socio e ti rompi un piede mentre sei in montagna e non puoi che tornare a valle in elicottero, il servizio è gratis (mentre se non sei socio, tornato a casa te lo paghi!). facciamo però che questo ultimo servizio non ci servirà mai e guardiamo solo al lato romantico della faccenda!
una conseguenza dell'essere iscritti, è l'abbonamento mensile alla rivista Montagne360.
sull'ultimo numero di ottobre 2012, un invito era rivolto ai lettori: inviateci foto di brutture in montagna, le pubblicheremo.
e così m'è venuto in mente di un'atrocità vista quest'estate a 2000 metri, nel cuore del cuore dell'Alta Badia,
all'arrivo dell'ovovia Piz Laila, sull'altipiano di Pralongià.

oltre agli enormi giochi per bambini che abbiamo trovato francamente eccessivi (non può diventare tutto un parco giochi, anche un prato a 2000 metri!) c'era anche un porco SUV BMW sottovetro, a rovinare il panorama sul massiccio del Sella.

Così ho preso la foto e l'ho inviata. verrà pubblicata, mi hanno mandato pochi giorni fa la versione pdf del prossimo numero di Novembre.

sarebbe stato meglio essere scelti per un magnifico panorama incontaminato, ma penso che sia una bella iniziativa del CAI: forse si prenderà coscienza che non possiamo rovinare una vetta o un prato o un lago o cosa con un traliccio o una cava o un cantiere o una malefica macchina messa lì per qualche migliaio di Euro.

vedere questo SUV lassù ci ha stupito, vista la famosa (e giusta) attenzione che gli altoatesini riservano al paesaggio che hanno, di cui vivono e che li ha resi abitanti di un paradiso dichiarato Patrimonio dell'Unesco...solo che anche qui, è altro che evidente, gli euri hanno dato alla testa!
peccato, lo facevamo più intelligenti e, visto che in casi come questi servirebbe, più intransigenti!

Love,
MC

19/08/2012

LA MIA ESTATE 2012


questa me la ricorderò come un’estate così, quella di tutte queste cose:

-          prima tripletta in quel di A. in provincia di Belluno, a 1600 metri, ma dal prossimo anno vediamo: anche se siamo appena tornati mi sta venendo voglia di mare (forse. anzi, no)
-          per la prima volta in vita mia ho dovuto fare i conti con i limiti muscolari, che mi hanno fatto sudare più del solito e messo alla prova con recuperi lunghi e lenti come non ho mai avuto
-          crisi davanti a una salita, con la paura di aver perso l’entusiasmo dell’alta quota
-          i prati verdi, gli abeti e le rocce chiare
-          il ghiacciaio della Marmolada sempre meno esteso, sempre più sciolto, che mi ha fatto venire i brividi e paura per il futuro
-          alcune gite mai fatte prima e fatte finalmente quest’anno
-          i nipoti addosso, sulle spalle, sulla schiena, in braccio, negli occhi, nel cuore
-          un patrimonio mondiale dell’Umanità intorno, che vallo a trovare un paesaggio simile
-          le Olimpiadi di Londra 2012
-          le cartine e i libri, anche per questa volta in parte presi in prestito dalla libreria di mio padre, su cui ho però dovuto prendere consapevolezza che sono da cambiare: venticinque anni sono tanti e in questo tempo i sentieri cambiano
-          le partite a scala quaranta
-          tre giorni di ferie presi prima della partenza effettiva: la mossa più intelligente che abbia potuto mai fare in fase di programmazione ferie annuali
-          un’estate da privilegiati: a quanto dicono le statistiche sei italiani su dieci sono rimasti a casa, quindi noi siamo tra gli altri quattro
-          la voglia struggente di tornare qui moltiplicati, il prima possibile
-          le lacrime di Alex Schwazer, che fanno più effetto stando qui, quasi dietro casa sua
-          il letto col piumino, il pigiama invernale, i calzini per dormire
-          le Dolomiti rosa all’alba e al tramonto
-     il ritorno in trincea lunedì mattina alle 9, e la presa di coscienza che peggio non potrebbe essere

Love,
MC

      (foto mia, vista del gruppo del Catinaccio Rosengarten dal Passo Pordoi)

03/08/2012

LISTA DI PENSIERI

- la maggior parte delle cose impacchettate, pronte da portare in macchina
- il caldo soffocante, che ormai ha sfracassato abbastanza, che ci sta stendendo ma che da domani ci lasceremo alle spalle (tiè!)
- la semifinale olimpica della sciabola maschile su Rai2
- il ventilatore che gira su se stesso, illudendoci con una specie di frescura
- le batterie di Nikon, Canon e telecamera a caricarsi
- il gretest hits 1979-2002 dei Simple Minds in downloading, che se continua a questa velocità sotto 0, non faccio in tempo a masterizzarlo per portarlo in viaggio. uffa!
- le ultime magliette da portare su, ancora da stirare, e che se continua con questa temperatura non stirerò MAI se non quest'inverno
- il frigo semivuoto, per fortuna, davanti a un tavolo invece pieno zeppo delle cose da portar via
- una stanchezza profonda, che chissà perché arriva sempre il giorno in cui devi fare le valigie
- tutto ciò che riguarda il lavoro già dimenticato, non so più niente: password, procedure, orari, volti, nomi.... bello!
- il pieno di nipoti fatto ieri, con loro 14 ore, a giocare, mangiare e poi avanti a indietro per il Rainbow Magicland, con un meraviglioso giro sulle montagne russe più esaltanti mai viste, che battono Mirabilandia alla grande!
- il pensiero che oggi è già il 3 agosto, che questa estate 2012 mi sta volando via e che settembre mi cadrà addosso con tutto il suo peso inaspettatamente
- il pensiero, decisamente migliore, che sono in ferie e che ho davanti ancora 16 giorni!


Love,
MC



07/05/2012

VIA.

sono giorni che non scrivo.
mi si è svuotato il pozzo dell'ispirazione, come direbbe qualcuno. dovrei fare un viaggio da qualche parte per riempirlo nuovamente, continuerebbe a dire lo stesso qualcuno.
sarei pronta a partire subito, oggi, tra poche ore. datemi il tempo di mettere insieme qualche vestito, chiudere persiane e gas e via. per me si potrebbe partire anche adesso. per dove? ovunque. ovunque là fuori sia un posto diverso da quello che ho davanti adesso.
non disdegno Roma, mi piace, rimango impressionata dalle frotte di turisti che ogni giorno, in ogni giorno dell'anno e adesso ancora di più, incontro per strada, sono orgogliosa di essere una civis Romae, seppur trapiantata (ma tanto i turisti che ne sanno), eppure ho voglia di andar via.
io e il maritopreferito, via, per qualche mese, per un paio d'anni. solo io, lui e loro. loro due. noi quattro.
magari nel profondo nord est, a due passi dalle nostre Dolomiti, magari proprio là in mezzo, senza porci il problema invernale dove andare in settimana bianca: avremmo direttamente l'abbonamento stagionale dei valligiani. ho un pomeriggio libero...quasi quasi vado a farmi due discese... ah, che bella sensazione deve essere!
ma anche dall'altra parte dell'Oceano andrebbe bene, perché no, a parlare inglese, a stare col naso in su, cercando il cielo tra i grattacieli, a rivedere il Grand Canyon, San Francisco e gli spazi infiniti della Monument Valley.

mi giro, guardo alla finestra e il vetro è rigato dalla pioggia che sta cadendo su Roma, a tratti fortissima, a tratti irlandese, quasi invisibile, ma che rompe le scatole alla stessa maniera, perché ti inzuppa ugualmente.
là davanti i palazzi del mio quartiere e un turno di lavoro che inizia alle 13, oggi.
non sono tra le Dolomiti né dall'altra parte dell'Oceano, ma ci penso io a ingannarmi, a prendere in giro il mio inconscio. è tonto, poverino, non distingue la fantasia dalla realtà...quindi ora prendo, parto e mi faccio un bel giro per le vette dolomitiche.
domani credo me ne andrò in America.


Love,
MC

24/09/2011

10 AGOSTO 2011 - FERRATA BRIGATA TRIDENTINA


Da qualche giorno sapevamo che quella di oggi sarebbe stata una gran bella giornata, la migliore da quando siamo qui. Infatti è così e alle 6, quando suona la sveglia, vedo il Piz Boè tinto di rosa. L’idea, quindi, di tornare sulla ferrata Tridentina (rispettivamente per la quinta, io, e la quarta volta il maritopreferito) si concretizza e alle 7 partiamo da casa, con la bellezza di una temperatira di 4°C, che unita a un venticello nient’affatto caldo, si obbliga ad accendere il riscaldamento in macchina.
Quando arriviamo al parcheggio di Colfosco, sulla strada che porta al passo Gardena, ci cambiamo le scarpe quasi battendo i denti. Partiamo alle 7.45 e alle 10.50 siamo su, in vetta, al rifugio Pisciadù. La ferrata è sempre meravigliosa e nonostante sia sempre la stessa resta veramente affascinante, impegnativa ma bellissima.
Non c’è che dire: da qualunque lato si osservi o si viva la montagna, questa apparirà sempre diversa, nuova, magnetica, ipnotizzante. Così sono per me questa ferrata e questi monti.
In vetta, a 2587 metri, la temperatura non è molto calda, nonostante il sole che per fortuna splende, così prendiamo la via del ritorno presto, alle 12.10, per la Val Setus, arrivando al parcheggio alle 13.35. Siamo molto soddisfatti della nostra prestazione e della giornata che ci sta accompagnando. Non c’è una nuvola e se compare, è solo per passare e dileguarsi velocemente. Decidiamo quindi di andare a fare un po’ di spesa e poi di stenderci al sole dei 1600, nel prato di Corvara. Torniamo a casa verso le 17 e alle 18.25 siamo già a tavola. Forse rischieremo di sentire la necessità di uno spuntino prima di dormire, ma non ce ne preoccupiamo: domani ci aspetta la penultima gita, in Val di Fassa, dalle parti delle Torri del Vajolet, insieme a tutto il parentame!

22/09/2011

2 AGOSTO 2011 - PIZ BOE'

Questa mattina, nonostante le secchiate d’acqua venute giù ieri notte, il cielo è radioso così il programma di andare sul Piz Boè con Alessandro e Fabio può andare avanti.
Prendiamo la funivia del Sass Pordoi alle 9.10 dopo di che, una volta a 2920 metri, ci lasciamo trasportare dal panorama che si vede da lassù e dopo un buon quarto d’ora scendiamo alla Forcella Pordoi.
Come sempre, come tutte le altre volte in cui sono passata da qui, la gente è tanta e molta di più ne troveremo in vetta al Piz e poi al rifugio Boè.
Il segnavia alla Forcella Pordoi indica 1 ora e 20 minuti da lì al Piz…noi siamo su in 50 minuti.
Gli alpinisti cazzuti mica vengono in montagna a contare le pietre, eh?


A 3152 metri il panorama è “sempre quello” ma ogni volta appare sempre diverso e mozzafiato, come fosse la prima volta.
Il sole va e viene ma per una buona ora restiamo quassù e quando esce –il sole- è violento ma goderselo tutto. Te lo senti addosso e pensare che a quest’altezza si possa stare bene in canottiera…fa pensare.
Verso le 12 scendiamo al rifugio Boè, ancora più affollato del primo, e anche qui restiamo a goderci la vita per una buona mezz’ora. La compagnia di Alessandro e Fabio è veramente piacevole e vista la tipologia di sentiero che ci separa da qui alla funivia, il ritorno è condito da piacevolissime chiacchiere tra noi. Riprendiamo la funivia dopo essere stati tutto il giorno sopra i 2600 metri, praticamente sempre al sole e facciamo tappa a casa nostra, per una meritatissima merenda a base di strudel, fragolino e radler, brindando…ai 3000 metri!

25/06/2011

TRAIL RUNNING DOLOMITES - ALTA VIA

ad essere sinceri (e bisogna esserlo) la quipresente ha visto questo video su un blog amico...
ne è stata immediatamente ipnotizzata, l'ha rivisto più volte di seguito, l'ha pubblicato sulla sua pagina di facebook. vari fattori l'hanno affascinata: la location, il montaggio e non da ultimo la musica, che ha un che di romantico, evocativo, meditativo. è perfettamente azzeccata.
non serve poi specificare, visto che è abbastanza noto che, pur non essendo la corsa in quota uno sport da lei praticato, i luoghi di questo video sono già stati solcati dalla QP e dal maritopreferito in tempi non sospetti, con suole di vibram ai piedi e set da ferrata nello zaino...
c'è di buono che tra un mese e spiccioli anche loro saranno tra quelle vette, a 1600 metri a rifarsi occhi, polmoni, anima e core.
e non c'è molto altro da aggiungere.

01/09/2010

10 AGOSTO - PIZ BOE' - 3152 mt


Qualcosa ci lega a questa vetta.
È per una specie di questione affettiva, infatti, che vogliamo tornarci, consapevoli che troveremo tanta gente, come per ogni vetta famosa, sopra i 3000 metri, raggiungibile abbastanza agevolmente.
In tempi meteorologici buoni, infatti, anche da qui si può godere una bellissima vista della Marmolada davanti e dell’altopiano delle Mesules, gruppo del Sella, dietro. Per non parlare della Tofana di Roces a sinistra, di Sassolungo e Sassopiatto a destra e la Val di Fassa giù in basso.
Insomma, la seconda vetta più alta delle Dolomiti di Trento, dopo la Regina, offre un colpo d’occhio per niente da ridere.
L’ultima volta in cui salimmo qui correva l’anno 2005 e ci arrivammo dal rifugio Pisciadù, quella volta in cui in tre giorni toccammo tre rifugi e di cui il Piz Boè fu l’ultimo e il più alto.
Quella del 2005 è, per ora, la prima e ultima volta in cui la quipresente ha fatto esperienza di notti in rifugi di montagna e sarà per l’aver visto il tramonto e l’alba dal Piz, sarà perché è in qualche modo il posto ufficioso in cui il maritopreferito le ha chiesto di sposarla, sarà quel che sarà, fatto sta che, come dicevo prima, un qualcosa ci lega a questo posto.
Dal 2005 è stata apportata una modifica sostanziale alla vetta: una statuetta di marmo rosa (o dolomite raffinata? probabile) raffigurante Maria, datata 2006, è stata posta accanto all’altare, lì presente già dal 1962.
E’ bella. Ricorda, anche se è diversa e se non l’ho mai vista dal vivo, quella candida, bianchissima, in vetta al Gran Paradiso.
Ma ritorno alla giornata di oggi.
Prendiamo la funivia dal passo Pordoi e in quattro minuti arriviamo da 2239 a 2950 metri.
Da lassù, la cosiddetta terrazza delle Dolomiti, scendiamo in breve alla forcella Pordoi e all’omonimo rifugio. C’è un vero e proprio pellegrinaggio e anche per questo rimandiamo al ritorno il timbro sul nostro passaporto delle Dolomiti, che va pian piano arricchendosi degli stemmi dei rifugi toccati dall’anno scorso ad oggi.
Dalla forcella Pordoi al Piz Boè il cartello dà 1h20.
Siamo in cima in 50 minuti.
Il panorama non è granché; o meglio, lo sarebbe se la visibilità fosse almeno decente, invece tra le 11.30 e le 12.30, il tempo in cui rimaniamo in vetta, vediamo il sole solo per pochi minuti. Il resto è tutto un alternarsi di nuvoloni e nebbia tutt’altro che calda che sale dal passo sottostante.
In quell’ora la folla aumenta e ce n’è per tutti i gusti. Tutta l’Italia e qualche pezzo d’Europa è lì. Mangiamo i nostri panini allo speck di ordinanza e poi iniziamo la discesa verso il rifugio Boè.
30 minuti, contro i 50 indicati dal segnavia.
Altra sosta, questa volta per due caffè, timbro ufficiale del rifugio del CAI nel mezzo del massiccio del Sella e contemplazione del panorama circostante. Lunare, ostile ma bellissimo.
Cime già viste negli anni passati non stancano ad essere miriate e rimirate nuovamente.
Infine si riparte, senza sapere se lungo la strada ci imbatteremo in qualche scroscio d’acqua o meno. Il cielo tutto intorno non incoraggia di certo ad esitare nel riposo, per cui gambe in spalla e via, questa volta diretti nuovamente alla forcella Pordoi.
Ed è proprio nell’ultimo tratto, dalla forcella alla stazione a monte della funivia, che inizia a cadere qualche gocciolone. È un fuggi fuggi generale delle tante persone che sostano alla rifugio presso la forcella, ma per quanto si possa andare veloci in salita, a 2900 metri, in pochi allunghiamo veramente il passo.
Arriviamo sulla terrazza delle Dolomiti che ha già smesso, al punto che nel giro di mezz’ora saremo nuovamente all’aperto, seduti o lunghi (chissà chi) sulle panche dei tavoli all’esterno del ristorante.
Una mezz’ora di sole, caldo e riscaldante quanto basta prima di ridiscendere con la funivia e arrivare alla macchina sotto le prime gocce di ghiaccio che arrivano come mine da un cielo altro che nero.
In meno di un minuto si scatena una grandinata di quelle coi fiocchi, ma facciamo in tempo a metterci al riparo in macchina e ripartire verso casa.
Scendendo dal Pordoi incontreremo tanti ciclisti impegnati nella risalita, fradici e probabilmente infreddoliti.
Torniamo a casa che ancora piove e nonostante tutto anche per oggi abbiamo dribblato la pioggia e goduto, tutto sommato, di una bella giornata tra le nostre amate montagne.

le foto

ARABBA AGOSTO 2010

24/08/2010

9 AGOSTO - FERRATA DELLE TRINCEE


Scrivo con nel pc uno dei tanti cd degli U2 che ho; devo ripassare per l’appuntamento con Bono &Co tra meno di due mesi. La loro musica ha sempre lo stesso, nuovo, identico effetto su di me: mi rilassa, mi fa sognare, mi estranea. Li adoro. Ma già si sapeva.

Nonostante ieri sera sia piovuto e grandinato, questa mattina ci svegliamo con un cielo profondamente blu e un sole splendente.
La funivia da prendere per arrivare all’attacco della ferrata è a circa 200 metri da casa, per cui niente levataccia!
Saliamo quasi 900 metri in circa 15 minuti e, una volta arrivati a Porta Vescovo, tra un tappamento di orecchie e l’altro, davanti a noi si apre lo spettacolo della Marmolada completamente sgombra di nuvole, come poi rimarrà per tutta la giornata.
Raramente mi è capitato di vedere Punta Penia, la vetta della Regina, rimanere visibile per tutto l’arco della giornata. Che bel regalo! Qualche foto (questa volta non ce ne dimentichiamo) e poi su, verso l’attacco.
C’è da dire che la ferrata di oggi la quipresente l’ha già solcata in un’estate tra l’88 e il ’91, con la sua famiglia, e nella memoria collettiva di quest’ultima (la famiglia) è sempre rimasto ben nitido il ricordo di un inizio a dir poco verticale, praticamente liscio, da superare quasi per intero con la sola forza delle braccia.
La mamma della QP, quel giorno ultima della fila, dopo vari tentennamenti e minacce di abbandono, visto che gli altri tre componenti erano già tutti belli che al sicuro su vari appigli e spuntoni alla fine del muro, venne “invitata” a proseguire da un signore che la seguiva, previa…spinta da dietro con entrambe le mani.
Un grazie imbarazzato dall’aiutata in questione fece superare quel primo, difficile approccio e poi la ferrata proseguì indenne per tutti e quattro.
Quest’oggi la storia si è ripetuta. Per certi versi.
La QP è partita per prima, davanti al maritopreferito, e pur avendo guardato e riguardato dove mettevano piedi e mani quelli che la precedevano, per superare quello stesso maledetto tratto iniziale ha dovuto, di nuovo, tirarsi su a suon di braccia, nonostante un piolo aggiunto (e che vent’anni fa non c’era…) su cui poi ha sostato ragionando su come andare avanti. Passato il momento clou, è stata la volta del MP che tenta e ritenta, dopo consigli, spiegazioni, delucidazioni su dove e come mettere piedi e mani da parte della QP, ha desistito.
Non se l’è sentita, è tornato indietro per quei pochi metri percorsi.
La QP, ormai oltre il muro liscio, avrebbe fatto più danni a sé stessa a ridiscendere (le ferrate in discesa, nei tratti pensati in salita, possono essere difficilissime e pericolose, come questa) per cui niente.
Lei ha proseguito, il MP s’è staccato dal cavo e ti aspetto dall’altra parte.
Così una di qua, l’altro di là.
Dispiacere per la QP, anche perché dopo il primo pezzo quella delle trincee è una ferrata divertentissima, con cambi di direzione, originalità nei passaggi, tecniche di arrampicata diverse tra loro. Non se la ricordava.
E poi, per tutto il tempo la Regina davanti ha dato il meglio di sé e s’è lasciata guardare per dritto e per traverso, nei momenti di pausa tra un chiodo e l’altro.
Verso la fine del cavo, il MP s’è reso visibile a suon di braccia agitate nel vento e sur sum corda, la QP ha concluso con più entusiasmo.
Ricongiunti, sono tornati all’arrivo a monte della funivia e lì hanno sostato per ben due ore e mezza, crogiolandosi al sole dei 2500 metri, caldo e meraviglioso come non mai in questa vacanza, e mirando e rimirando le pieghe delle montagne davanti.
Sempre lei, la Marmolada, da cui la QP ha fatto fatica a staccare gli occhi e che non si è stancata un attimo dal guardare!
E per giovedì abbiamo una guida alpina prenotata per andare fino lassù, a 3342 metri, attraverso la via ferrata… chissà!

le foto

ARABBA AGOSTO 2010

23/08/2010

SABATO 7 AGOSTO - VAL DI FASSA


Anche oggi siamo stati in Val di Fassa.
Non è (solo) per un fatto di bellezza di quella valle e degli anni in cui vi ho trascorso le vacanze con la mia famiglia da bambina, quanto perché la caviglia, più precisamente il malleolo della quipresente fa i capricci.
Così, visto che l’andata e il ritorno podistico lungo tutta la valle può essere fatto con l’uso di scarpe diverse dagli scarponi da ferrata, ieri abbiamo decretato questo come percorso odierno.
Per mantenere il fiato, per camminare, per farci un giro diverso, sperando che la lontananza tra il malleolo e lo scarpone che solitamente lo riveste porti giovamento e un completo, indolore riavvicinamento.
E così, lasciata l’auto nei pressi del parcheggio della funivia Col Rodella, dopo aver percorso il sentiero frequentatissimo da podisti e ciclisti di tutte le età, sempre in falso piano, tra prati, abeti, cielo e roccia dolomitica, in un’ora e cinquanta siamo arrivati a Pozza di Fassa.
Natura pura, quindi, come tutto qui intorno, qualsiasi sentiero o via ferrata si percorra.
Scendiamo sulla riva del fiume Avisio e ci mangiamo i soliti, buonissimi panini allo speck, metà ritter sport bianco con nocciole intere (slurp!) e dopo un’ora, in centro, un caffè.
Poca gente in giro, a quest’ora.
Sono le 13 e penso a quanto mi piaccia mangiare presto per godere poi delle ore più calde (in montagna si apprezzano) in santa pace, senza cagnara intorno come in questo caso!
Dopo, ri-gambe in spalla e via, nuovamente verso Campitello, questa volta in un’ora e mezzo. Chissà quanti chilometri abbiamo macinato oggi!
Alla fine, come premio, ci concediamo una merenda al bar Tirol, a base di coppa di yogurt alta venti centimetri, ricoperta di frutti di bosco caldi e due fiocchi di panna montata per la quipresente, e una fetta di strudel caldo con crema di vaniglia calda per il maritopreferito.
Pensiamo di essercela meritata!
Facciamo ritorno a casa passando dal Passo Sella e rimaniamo affascinati, ancora una volta, dalla mole del massiccio del Sella e del Sassolungo, così come dall’imbiancatura di Marmolada e Piz Boè, grazie alla neve caduta due giorni fa dai 2700 metri in su.
Scendendo dal Passo Gardena, ammiriamo come sempre la “nostra” Tridentina chiedendoci se anche quest’anno ci rivedrà sulle sue rocce…

Intanto, mentre scrivo, fuori le stelle si accendono e si scopre che la loro nitidezza anche solo a 1600 metri è incredibile, la loro quantità immensa e la loro brillantezza vera.
Scintillano, sembrano muoversi, lampeggiano quasi.
E ammiriamo questa bellezza dal balcone della cucina che volge a nord, chiusi nelle giacche a vento, mentre il termometro segna 13°, ma bisognerebbe stendersi là, sul prato, senza nemmeno le poche luci del paese a portata di occhi e guardarle.
Guardarle affascinati e basta, in silenzio, contemplarle sentendosi incredibilmente piccoli e impotenti, ma fortunati per averle davanti!

le foto

ARABBA AGOSTO 2010

18/08/2010

4 AGOSTO - GIRO DEL SASSOPIATTO

Arriviamo al Passo Sella verso le 8.30, poco dopo l’apertura della linea di telecabine che porta alla forcella Sassolungo dove, a 2687 metri si trova il rifugio Toni Demetz. Da lassù una vista meravigliosa, tanto affascinante e ipnotizzante che ci dimentichiamo completamente di scattare almeno una fotografia, ricordandocene solo una volta iniziata la discesa del canalone, dall’altra parte. Pace! Vorrà dire che terremo il panorama solo per i nostri occhi!
Ci sono la bellezza di 6°C e fino a quando non arriviamo ad avere il sole addosso, e quindi per tutta la discesa fino al rifugio Vicenza, teniamo i pile.
C’è poca gente, qualche alpinista che lascia il sentiero principale per prendere diramazioni riservate a lui e ai suoi colleghi armati di corda, chiodi e martello. C’è silenzio.
Davanti a noi la Val Gardena è inondata di luce.
Per quasi tutto il sentiero fino al rifugio Sassopiatto non incontriamo che pochi trekkiniani, per lo più tedeschi, con i quali, come vuole l’educazione montanara, ci si saluta non appena ci si incrocia; ci siamo praticamente solo noi, i profumi di montagna e il silenzio, ma durerà per poco.
Dal rifugio Sassopiatto in poi, infatti, è un via vai continuo di gente, bambini, famiglie, anziani, cani… verrebbe da cercare, senza successo, un santuario nelle vicinanze per spiegarsi la folla lì convenuta!
Il panorama di cui godiamo è, ancora una volta, la Marmolada, poi il gruppo del Catinaccio sopra la Val di Fassa, il massiccio del Sella con il Piz Boè.
Dopo la pausa panino allo speck (stiamo facendo la cura annuale, autoprescritta) riprendiamo il cammino fino al rifugio Pertini (ancora più spiaggesco del precedente) e da lì verso il rifugio Col Rodella e poi, nuovamente al passo Sella.
Saliamo in macchina e, passando per il passo Gardena e Colfosco, siamo a casa in poco tempo. Adesso, ore 17.39, la QP ha una fame da ora di cena inoltrata…non esclude, visto l’andazzo, che a breve inizi a mettere su la pentola per la pasta e far così venire fame anche al MP (se per caso servisse un incentivo!)
Ah, non si può non ricordare che in tutte le tappe fatte, il MP e la QP hanno sempre tenuto, mediamente, un quarto d’ora di anticipo sulla tempistica indicata dalla guida… quando si dice il fiato!
Per domani, viste le previsioni meteo scoraggianti, sbrago totale con momento informativo presso l’ufficio guide alpine di Corvara per delucidazioni su una certa ferrata, pensata per venerdì, già solcata 20 anni or sono ma da ripetere!

17/08/2010

3 AGOSTO - VAL DI FASSA

Questa notte ha piovuto e così, come da programma, ci alziamo con calma e, anzi, decidiamo di passare una mattinata da pensionati.
Dopo una colazione sostanziosa (strudel, yogurt con cereali, latte con muesli e caffè) il maritopreferito scende in paese a comperare il giornale mentre la quipresente inizia a ricamare a punto croce la tovaglia natalizia commissionata da sua mamma.
Il tempo rimane nuvoloso ma sul balcone, esposto a est e traboccante di fiori, si sta bene. Proprio come due pensionati!
Mangiamo presto e appena finito ci mettiamo in moto, diretti verso la Val di Fassa, passando per il passo Pordoi.
Arriviamo a Canazei che i negozi sono ancora chiusi ma passeggiamo, guardiamo le vetrine e assaporiamo la vita da valligiani. Canazei è ormai da qualche anno una vera e propria cittadina, diversa da come era vent’anni fa. Più brulicante di gente, con negozi e negozietti; non so se adesso la sceglierei come meta di vacanze. Forse in situazioni diverse, con dei figli piccoli fa comodo la sua organizzazione, con giochi per bambini nel bosco lungo il fiume, adventure park e la passeggiata lungo tutta la valle…
Con il maritopreferito ci diciamo infatti che, per ora, siamo sostenitori delle vacanze laddove regna la pace, la calma, il silenzio, tutto quello che equivale al meno gente possibile, poca caciara, in un posto che se è almeno un po’ lontano dalle strade principali è meglio.
Tutto il contrario di certe filosofie secondo le quali più folla, casino, calca c’è, meglio è.
A noi sembra strano o pazzo chi sceglie quest’ultima opzione, noi passeremo sicuramente per matti o pensionati, agli occhi dei cercatori di moltitudini.
Non è un fatto di pazzia o lucidità di mente, credo che dipenda dal carattere ma anche dall’idea che si ha di vacanza. Per noi equivale a riposo mentale che inizia, però, già da quello attorno.
Mai potremmo andare in vacanza sulla riviera romagnola, per esempio.
Comunque si parlava di Val di Fassa e dei suoi paesi disseminati lungo l’Avisio.
Li rivedo sempre con piacere e per quasi tutti ho un aneddoto, una scena in mente, ricordo delle vacanze estive tra l’88 e il ’91. (tra l’altro a Mazzin e Fontanazzo la famiglia di mio papà, da quando lui aveva 9 mesi, ha trascorso molte vacanze estive e lì mio papà fu iniziato alla montagna).
Andiamo a Vigo, alla famiglia Cooperativa e, come volevasi dimostrare, aggiungo due pezzi in più al corredo da cucina, comprando una bella tovaglia tirolese e il bricco per il latte, quello smaltato rosso con i cuoricini bianchi.
Il tutto per la folle spesa di 11,50€.
Domani, viste le previsioni favorevoli, faremo il giro del Sassopiatto, la stessa gita che negli anni ’60 portò mia nonna paterna ad arrivare alla fine in lacrime per la stanchezza e a lamentarsi con mio nonno dicendo ti coe te cartin-ne nu ti me incarti ciu (con le tue cartine non mi incarti più) ma noi domani usufruiremo dell’ovovia dal passo Sella al rifugio Toni Demetz, nel cuore del Sassolungo, per poi continuare con tutto il resto.
Non arriveremo in fondo piangendo!

le foto

ARABBA AGOSTO 2010

15/08/2010

1 AGOSTO: ARABBA - RIF. BEC DE ROCES - RIF. LAGO BOE' - ARABBA


Ieri sera abbiamo deciso che oggi ci saremmo sgranchiti le gambe con una gita leggera, facile, di breve durata per testare il durante e il dopo (gita).
Così siamo partiti a piedi direttamente da casa e seguendo guida, cartina e il nostro personalissimo ma perché non andiamo fino là? ci siamo ritrovati sulla schiena una gita di quasi 6 ore.
Complice il sole, il cielo terso, il panorama tutt’intorno e in lontananza che cambiava ad ogni curva del sentiero, ci siamo altro che sgranchiti le gambe! Che bellezza però!
Gli occhi spalancati sulla meraviglia della natura intorno a noi, l’olfatto stimolato dal profumo del pino mugo e da un insieme di erbe che danno all’aria un’essenza fresca, particolare, tipicamente montanara di montagne con vegetazione. Un aerosol benefico e da godere a pieni polmoni! Proprio l’aria che ci vuole nei tratti ascensionali!
Un primo giorno degno, quindi, accompagnato dal puntuale appetito che, per quanto riguarda la quipresente, si scatena a poche ore dall’arrivo e tale rimane fino al ritorno ad altitudini abituali.
Per domani, visto che il meteo di Arabba ci prospetta una giornata inizialmente bella e poi a peggiorare lievemente, torneremo dalle parti del rifugio Lago Boè per la ferrata Piz da Lech, breve ma concisa, ancora inesplorata sia dalla QP che dal maritopreferito.


le foto

ARABBA AGOSTO 2010

03/07/2010

DESIGN

girovagava per blog, cliccando sui link, a destra e a manca.
poi la quipresente ha visto scritto design nella barra di blogger e ha pensato di farci un giro. detto fatto, in cinque minuti ha deciso che doveva dare una nuova botta di rinnovamento al suo diario digitale. non è stato facile scegliere tra le tante foto proposte -le sue conoscenze informatiche non la spingono al punto di caricarne una sua, che pure ne avrebbe, tra le moltissime belle scattate in questi anni. non ha avuto dubbi sull'andare dritta come un fuso verso la sezione natura, ha esitato solo nello scegliere tra acqua di mare e profili di montagna. entrambi le piacciono, è nata e cresciuta al mare ma ultimamente, come si saprà, si sta appassionando molto alle vette, per cui alla fine ha optato, come primo cambiamento, per questo panorama. l'ha fatto pensando che tra un po' anche lei e il maritopreferito avranno gli occhi pieni di roccia dolomitica, di prati verdi, di cavi metallici e moschettoni, cartine e bastoncini da trekking...e non è un pensiero che le fa male perchè, come disse un tale l'attesa del piacere è già piacere.

08/04/2010

PENSIERI SCONNESSI



i giorni dall'ultimo post pubblicato ad oggi sono scivolati via senza che la quipresente se ne sia accorta molto. diciamo pure per niente. lavora tanto, fà ore di strao -come è chiamato nei suoi ambienti lo straordinario- e quando torna a casa ha spesso la testa svuotata di pensieri o piena di quelli del tipo troppo polemici e incazzevoli, per cui lascia perdere e passa oltre, cliccando altrove e non su nuovo post.
ma oggi è qui dopo un'insolita giornata dove il turno 9-13 si è concluso effettivamente alle 13, senza nessuna proroga. la testa le fa male, ha un certotto antidolorifico appiccicato sotto la scapola destra, il collo le tira...un fiore, praticamente! e la giornata non è finita, ovviamente, più tardi l'aspetta una mini maratona zona aventino...eppure aveva voglia di scaricarsi un po'.
pensa all'imminente parigi, all'ancor più imminente momento in cui si sentirà dire cosa ha dimostrato in questi due mesi di lavoro, alle vacanze estive.
ieri lei e il maritopreferito hanno appurato che il loro meraviglioso appartamento che li vide in pole position davanti al massiccio del Sella l'estate scorsa è già occupato per cui, a meno di risvolti dell'ultimo minuto, l'agosto 2010 li vedrà, se torneranno in Alta Badia, affacciati da altri balconi. peccato. già assaporavano il gusto di casa haflingerhof!
mentre pensa a tutto questo, realizza anche che per poter riprendersi un po', lasciar sedimentare i neuroni nel cervello -dopo mangiato anche loro devo pennicare un minimo- e ripartire da qui a poco, l'unica è occupare orizzontalmente il divano rosso del salotto...e allora ciao!

17/12/2009

TI SOGNO ALTA BADIA


in questi giorni in cui in mezza italia del nord nevica, quando mi voglio fare del male -ma fatto bene, di quello con la punta del coltello in verticale sui polsi direzione vene- prendo e vado su altabadia.org per vedere che tempo fa, quanta neve c’è, in quanti sono sulle piste…

e da due giorni a questa parte vedo sempre davanti a me, chiusi in un riquadro digitale, panorami immacolati, piste da sci disabitate, dolomiti imbiancate sfumate di rosa per il sole del primo mattino o del tramonto, case con tetti carichi di neve, strade percorse, paesi visti, rocce scalate questa estate in maniche corte e zaino sulle spalle…

per questi 31 anni di vita e 25 da sciatrice non sono ancora mai andata lassù a sentire il rumore degli sci sotto la neve ma prima o poi, giuro, ci andremo. non ne posso più di vedere tutto solo attraverso una webcam!

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