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21/05/2017

HO VISTO UN AEREO IN CIELO, POCO FA...

...e come sempre succede, mi è venuta voglia di viaggio.
di viaggio ovunque purché lontano, di quelli che per arrivare (o per meglio dire iniziare) devi prendere un aereo e ci devi star dentro un bel po' di ore. e che quando arrivi dove dovevi arrivare, sei rincoglionito dal fuso orario ma chettefrega, sei in vacanza!

ho voglia di un viaggio oltre Oceano verso Ovest, oltre Manica verso Nord, oltre Mediterraneo verso Sud, oltre tutto verso Est...'ndo ve pare ma lontano. LON-TA-NO!

il viaggio più lontano fino ad ora è stato negli USA con il maritopreferito, per il nostro primo viaggio di nozze: costa Ovest e giringiro per California, Arizona, Utah e Nevada. 😍
un giro bellissimo, in cui il nostro primo, unico impegno era mangiare, dormire e guardarci attorno. c'era chi pensava a portarci, a dirci, a farci...
lo rifarei domani. anzi, no, adesso: andrei adesso a Fiumicino a comprare due biglietti per il primo volo per Los Angeles, arrivo a LAX.

eravamo già stati negli USA, a New York ognuno per conto proprio: io nel 2002, da sola, per turismo quando ancora non sapevo della sua esistenza, lui nel 2004 per lavoro, quando eravamo già insieme...
in quell'occasione io ho anche visto Chicago, Indianapolis, Philadelphia, Washington DC, ma un giorno vorremmo tornarci insieme per rivederli insieme, quei posti. chissà, magari per qualche anniversario di matrimonio (e dopo che sarà andato via Trump! 😑)

viaggerei, viaggeremmo su due ali molto più di quello che realmente facciamo e il motivo è soprattutto per i soldi, in effetti, ma a vedere la faccenda da un'altra prospettiva, i viaggetti che abbiamo fatto dopo il matrimonio (per lo più Francia, tra cui Parigi) sono pochi e forse proprio per questo belli vividi nei nostri occhi.

quest'anno saranno dieci gli anni di matrimonio e sempre per soldi (un mutuo di trent'anni iniziato a febbraio 2017 e una ristrutturazione globale della casa in corso, capirai...) non ci schioderemo da Roma (secondo com'è resteremo piantati qui tutta l'estate, daje!) ma tra qualche mese con molta facilità saremo diretti verso Est, parecchio verso Est, per...

Love,
MC


28/04/2017

A GENOVA

venerdì sera, ore 22:33.
finito di lavorare un'ora e mezza fa, dopo aver parlato con trentuno (31) minchioni di clienti che NON leggono gli sms che ricevono - mentre chissà quanto diavolo di tempo perdono a leggere palate di idiozie sui vari facebook, twitter, whatsapp e quant'altro.

mi rendo conto che leggere col cervello acceso una comunicazione che ti manda il tuo operatore telefonico sia molto difficile, non essendo un contenuto proveniente da un amico, dal marito, dall'amante; quindi aprire l'sms e guardarlo è uno sforzo intellettuale al di là delle normali capacità umane...figuriamoci poi posarci gli occhi sopra per leggerlo con annessa comprensione del testo, equivale praticamente a chiedere a un bambino di prima elementare di tradurre un testo dal greco!
Genova

insomma, ho passato cinque ore a tradurre (per nativi italiani) da un italiano normale a un italiano per stranieri quanto comunicato via sms dal loro operatore telefonico.
ho dovuto constatare più di una volta che il mio italiano, pur tradotto nella versione per stranieri, è troppo forbito. anni di studio e quintali di libri letti per niente. moooolto edificante.

domani mattina ri-suonerà la sveglia e presterò nuovamente assistenza ad analfabeti di ritorno; alle 14 mi raccoglierà il maritopreferito e si parte per Genova. riunione di famiglia, dopo due anni dall'ultima adunanza generale.
solo che questa volta, strano a dirsi, non mi va.
antefatti molto spiacevoli tra il pezzo di famiglia nel Lazio e quello in Liguria mi fanno salire con il cuore pesante e ben poca voglia di farmi questa sfacchinata; fortunatamente saremo a casa delle zie di Genova® che mi tirano sempre su il morale ma, fosse per me, rimarrei qui.

staremo a vedere.

Love,
MC

21/08/2013

DIARIO DALLA CORSICA /3

10 agosto 2013

relax a Lozari
Nuovamente cielo blu e terso, sgombro di qualsivoglia patina bianca, dopo una due giorni di nuvole, con vento e pioggia notturni tra l’8 e il 9; ieri, dopo 24 ore di brutto tempo, la spiaggia era piena, sembrava avessero sciolto il presepe, come si dice a Roma!

Domani ci mettiamo in moto alle 8, destinazione Lozari o Ostriconi, ancora non sappiamo. 
Spiagge più selvatiche, senza case dietro ma solo vegetazione e la statale 197 che transita, quella che da Bastia e Saint Florent porta a Calvi.

Una giornata di mare piena, senza pause pranzo a casa, armati di ombrellone, sedie sdraio e borsa frigo seriamente attrezzata.

La distanza dalla sabbia della spiaggia della casa dove siamo, è di circa 210 passi, contati il primo giorno. 
In termini di orologio parliamo di circa 3 minuti a prendersela comoda, ma giusto perché il sentierino da percorrere è sconnesso e ci sono pietre e radici degli alberi che escono fuori dalla terra, e quindi farlo di corsa in infradito non è il caso…ma se fosse anche solo un po’ più omogeneo o con una passerella di assi di legno, il minuto di tempo per arrivare alla sabbia sarebbe sufficiente.


Ma visto e considerato che in questa vacanza ci stanchiamo di far niente (ma dove???) e che gli unici impegni fissi sono i pasti, le ore di sonno e quelle da trascorrere sulla riva del mare, oltre immersioni prolungate in letture di piacere, possiamo anche permetterci di impiegare 2 minuti per stendere l’asciugamano sulla sabbia. Bianca, per giunta!

Love,
MC

25/10/2012

CAMBIO

ho cambiato di nuovo, sono tornata al modello semplice. qualcosa è da ritoccare ma adesso non ho tempo, tra mezz'ora esco e vado a lavorare, anche oggi fino alle 21.
me ne starei moooooolto volentieri a casa, a far riposare la mia schiena sul duro-morbido lettone, ma nun se po fà, o meglio, se non succede non muoio (lo dico adesso, poi vediamo)
vengo da un lungo-weekend-lungo, passato a far collane e riposarmi, quindi posso anche rischiare; davanti, invece, un sabato e domenica di ordinaria follia, con lavoro mattutino il sabato, visita ad amici nel pomeriggio e forse cena allegata; domenica immersa nell'ascolto di altre persone e a seguire cena da una coppia di amici da cui, già lo sappiamo, verremo via fusi. e lunedì mattina si ri-lavora 9-15.

(intanto al Tg3 sento riportate idiozie del tipo per amore dell'Italia si possono fare pazzie o cose sagge...rimango a fianco dei più giovani che devono giocare e fare goal.
fino alla fine vomita scempiaggini, come sempre reputandoci cretini. il che forse è vero, ma forse no.
stiamo cambiando. spero).

Love,
MC

07/05/2012

VIA.

sono giorni che non scrivo.
mi si è svuotato il pozzo dell'ispirazione, come direbbe qualcuno. dovrei fare un viaggio da qualche parte per riempirlo nuovamente, continuerebbe a dire lo stesso qualcuno.
sarei pronta a partire subito, oggi, tra poche ore. datemi il tempo di mettere insieme qualche vestito, chiudere persiane e gas e via. per me si potrebbe partire anche adesso. per dove? ovunque. ovunque là fuori sia un posto diverso da quello che ho davanti adesso.
non disdegno Roma, mi piace, rimango impressionata dalle frotte di turisti che ogni giorno, in ogni giorno dell'anno e adesso ancora di più, incontro per strada, sono orgogliosa di essere una civis Romae, seppur trapiantata (ma tanto i turisti che ne sanno), eppure ho voglia di andar via.
io e il maritopreferito, via, per qualche mese, per un paio d'anni. solo io, lui e loro. loro due. noi quattro.
magari nel profondo nord est, a due passi dalle nostre Dolomiti, magari proprio là in mezzo, senza porci il problema invernale dove andare in settimana bianca: avremmo direttamente l'abbonamento stagionale dei valligiani. ho un pomeriggio libero...quasi quasi vado a farmi due discese... ah, che bella sensazione deve essere!
ma anche dall'altra parte dell'Oceano andrebbe bene, perché no, a parlare inglese, a stare col naso in su, cercando il cielo tra i grattacieli, a rivedere il Grand Canyon, San Francisco e gli spazi infiniti della Monument Valley.

mi giro, guardo alla finestra e il vetro è rigato dalla pioggia che sta cadendo su Roma, a tratti fortissima, a tratti irlandese, quasi invisibile, ma che rompe le scatole alla stessa maniera, perché ti inzuppa ugualmente.
là davanti i palazzi del mio quartiere e un turno di lavoro che inizia alle 13, oggi.
non sono tra le Dolomiti né dall'altra parte dell'Oceano, ma ci penso io a ingannarmi, a prendere in giro il mio inconscio. è tonto, poverino, non distingue la fantasia dalla realtà...quindi ora prendo, parto e mi faccio un bel giro per le vette dolomitiche.
domani credo me ne andrò in America.


Love,
MC

27/04/2012

SCONTRO TRA EUROSTAR - STAZIONE TERMINI

riporto quanto scritto da mio padre su un forum ferroviario a cui è iscritto, come appassionato dell'argomento da sempre

Io c'ero. Mi trovavo sulla carrozza 3 (in coda) del 9643.
Stavamo entrando a Termini, dopo un viaggio perfetto, con qualche minuto di anticipo, parallelamente ad un altro ES (Salerno - Milano) su due binari adiacenti: credo il 4 e il 5.
Ad un certo punto ho avvertito un forte strattone, come se si fosse verificato un problema di trazione e mentre mi aspettavo di vedere il treno spezzato, ci siamo invece trovati sulla massicciata.
Forti vibrazioni, oscillazioni ed abbiamo toccato il treno adiacente. Qualche finestrino ha cominciato ad incrinarsi, un pannello del soffitto sopra di me si è staccato, ma non mi ha colpito.
Mi sono riseduto, tenedomi forte, nel timore che la carrozza potesse adagiarsi.
Aspettavo che il treno si fermasse, ma niente. Sopra di me ho visto il freno d'emergenza: uno scatto e il treno si è fermato.
Quando sono sceso ho notato che la carrozza 4 aveva perso il suo carrello anteriore: probabilmente il guaio è cominciato da lì.
E' andata bene ...

e questo è quanto mi ha specificato via email poco fa.

Sì, stavo arrivando da Milano ed ho vissuto in diretta tutta la vicenda, ivi compreso vedere che il mio finestrino stava strisciando sul treno adiacente e l’inutile angosciosa attesa che il tutto si fermasse.
Ho azionato il freno d’emergenza e tutto è finito.
Non per cercare meriti, ma se avessimo proseguito la corsa, poteva anche finire molto male perché, secondo me, imboccando i marciapiedi, fuori dai binari, alcune carrozze avrebbero anche potuto capovolgersi

12/02/2012

ASIAGONEVE 2012


...e anche per quest'anno la settimana bianca Asiagoneve si è compiuta e per la seconda volta abbiamo potuto sperimentare la meravigliosa atmosfera che i Maestri di sci sanno creare.
va bene che sciare e imparare a farlo sempre meglio è bello, va bene che insegnarlo è bello, va bene che quando si è lì si è in ferie e si pensa solo a divertirsi, ma riuscire farsi affezionare in questo modo e con due ore di lezione di sci al giorno...beh, è il motivo per cui ci si ferma lì, sopra l'altipiano di Asiago, e lì si ritorna, senza continuare per altri 100km, dove si troverebbero le Dolomiti e chilometri e chilometri di piste!
questo popolo, discendente dai Cimbri, mi piace veramente un sacco; se poi a questo uniamo il fatto che, nonostante ci si trovi in Veneto, c'è un sentimento di nazionalismo molto forte, in barba alle varie Leghe Nord, ciò basta a rendere il processo di affezionamento ancor più rapido!

è superfluo dire che, a meno di lavori in corso molto importanti, abbiamo già una gran voglia di tornare l'anno prossimo, per riprendere dove abbiamo lasciato: mio papà, mio fratello ed io dal V livello, Letizia e il maritopreferito dal III, Maria Stella dal II e Giovanni Paolo da 0!

peccato solo per l'innevamento non proprio al top, come invece avevamo trovato l'anno scorso. speriamo che il mal tempo che tanti casini ha creato in giro per l'Italia e anche qui a Roma, cambi direzione e si vada a posare sul nord est.

poi da domani si torna alla vita ordinaria e questa volta, dopo aver ri-scoperto che c'è chi ti insegna a sciare, adora farlo, si diverte ed è contenta quando ti vede felice, il mio sogno di bambina non realizzato (diventare maestra di sci) mi sta davanti come il rimpianto più grande della mia vita, soprattutto quando penso a che tipo di lavoro, invece, ho.
domani il primo cliente che mi dice che vuole l'Iphone4S 32GB perchè il 16 GB è troppo piccolo, ce lo mando in tutte le lingue. cimbro compreso!

Love,
MC

08/11/2010

SOGNANDO AD OCCHI APERTI

mi è sempre capitato e tutt'ora mi capita di immaginare, sognare di trovarmi altrove rispetto a dove sono in quel momento. guardando una foto, un film, ripescando vecchi ricordi nel cervello, guardando una webcam come questa. non tanto perchè non sono contenta di dove mi trovo adesso, ma mi capita di sognare a occhi aperti, di fantasticare su come sarebbe se, mi vedo per strade già solcate e provo a immaginare la mia vita lì, per quelle vie, con quella atmosfera, sentendo nelle orecchie il brusio di gente straniera che per un po', per qualche motivo, è mia concittadina.
sempre e comunque vado a cadere su luoghi dove la lingua ufficiale, chissà perchè, è l'inglese.
le due mete preferite dei miei sogni sono USA e Irlanda. entrambi visti, entrambi troppo poco conosciuti.
il primo visto in due momenti diversi della mia vita.
nel 2002, nemmeno un anno dopo le Torri, da sola.
primo viaggio in aereo da sola, dall'altra parte dell'Oceano, prima volta che la piccola di casa lascia il nido e va, appunto dall'altra parte del mondo.
viaggio di piacere che mi è rimasto nel cuore, perchè ho vissuto con americani, vivendo come loro vivono, facendo, leggendo, guardando, mangiando le stesse cose.

la seconda volta, nel 2007, in honey moon col maritopreferito.
vita da turisti, quindi, supercoccolati come previsto dal pacchetto honeymooners. e anche qui, per ben ovvi motivi, m'è rimasto tutto dentro.
grande Paese, gli USA. con qualche senso di inferiorità per certe cose, forse, come dice il MP, ma grande Paese comunque. da vedere, soprattutto paesaggisticamente parlando.

la seconda, l'Irlanda, mi è da sempre nel cuore per loro, i soliti U2. (sento bofonchiamenti e sbuffi...:0) ma anche perchè, seppur per sole due settimane e per studio, ne ho vista la parte Dublino-e-dintorni.
prima seria uscita dai confini italiani, nel '97, ma non da sola (minorenne, figuriamoci...) e un'eccitazione generale che mi ha fatto vivere tutto a più di mille giri al minuto!
ah, che ricordi!
bellissima, l'Irlanda. prati verdi, infiniti, pioggia, sole caldo quando esce, allegria e accoglienza.


insieme a questi pensieri e sogni, mi capita però anche una cosa molto strana: quando mi muovo per Roma e sfioro frotte di turiti sparsi ovunque, una scarica di orgoglio mi attraversa pensando di vivere lì dove loro, da chissà dove e certamente anche dall'altra parte del mondo, vengono per vedere dove e come è nata una bella fetta di cultura.

fin tanto che non crolla per un po' di pioggia...

23/08/2010

SABATO 7 AGOSTO - VAL DI FASSA


Anche oggi siamo stati in Val di Fassa.
Non è (solo) per un fatto di bellezza di quella valle e degli anni in cui vi ho trascorso le vacanze con la mia famiglia da bambina, quanto perché la caviglia, più precisamente il malleolo della quipresente fa i capricci.
Così, visto che l’andata e il ritorno podistico lungo tutta la valle può essere fatto con l’uso di scarpe diverse dagli scarponi da ferrata, ieri abbiamo decretato questo come percorso odierno.
Per mantenere il fiato, per camminare, per farci un giro diverso, sperando che la lontananza tra il malleolo e lo scarpone che solitamente lo riveste porti giovamento e un completo, indolore riavvicinamento.
E così, lasciata l’auto nei pressi del parcheggio della funivia Col Rodella, dopo aver percorso il sentiero frequentatissimo da podisti e ciclisti di tutte le età, sempre in falso piano, tra prati, abeti, cielo e roccia dolomitica, in un’ora e cinquanta siamo arrivati a Pozza di Fassa.
Natura pura, quindi, come tutto qui intorno, qualsiasi sentiero o via ferrata si percorra.
Scendiamo sulla riva del fiume Avisio e ci mangiamo i soliti, buonissimi panini allo speck, metà ritter sport bianco con nocciole intere (slurp!) e dopo un’ora, in centro, un caffè.
Poca gente in giro, a quest’ora.
Sono le 13 e penso a quanto mi piaccia mangiare presto per godere poi delle ore più calde (in montagna si apprezzano) in santa pace, senza cagnara intorno come in questo caso!
Dopo, ri-gambe in spalla e via, nuovamente verso Campitello, questa volta in un’ora e mezzo. Chissà quanti chilometri abbiamo macinato oggi!
Alla fine, come premio, ci concediamo una merenda al bar Tirol, a base di coppa di yogurt alta venti centimetri, ricoperta di frutti di bosco caldi e due fiocchi di panna montata per la quipresente, e una fetta di strudel caldo con crema di vaniglia calda per il maritopreferito.
Pensiamo di essercela meritata!
Facciamo ritorno a casa passando dal Passo Sella e rimaniamo affascinati, ancora una volta, dalla mole del massiccio del Sella e del Sassolungo, così come dall’imbiancatura di Marmolada e Piz Boè, grazie alla neve caduta due giorni fa dai 2700 metri in su.
Scendendo dal Passo Gardena, ammiriamo come sempre la “nostra” Tridentina chiedendoci se anche quest’anno ci rivedrà sulle sue rocce…

Intanto, mentre scrivo, fuori le stelle si accendono e si scopre che la loro nitidezza anche solo a 1600 metri è incredibile, la loro quantità immensa e la loro brillantezza vera.
Scintillano, sembrano muoversi, lampeggiano quasi.
E ammiriamo questa bellezza dal balcone della cucina che volge a nord, chiusi nelle giacche a vento, mentre il termometro segna 13°, ma bisognerebbe stendersi là, sul prato, senza nemmeno le poche luci del paese a portata di occhi e guardarle.
Guardarle affascinati e basta, in silenzio, contemplarle sentendosi incredibilmente piccoli e impotenti, ma fortunati per averle davanti!

le foto

ARABBA AGOSTO 2010

18/08/2010

4 AGOSTO - GIRO DEL SASSOPIATTO

Arriviamo al Passo Sella verso le 8.30, poco dopo l’apertura della linea di telecabine che porta alla forcella Sassolungo dove, a 2687 metri si trova il rifugio Toni Demetz. Da lassù una vista meravigliosa, tanto affascinante e ipnotizzante che ci dimentichiamo completamente di scattare almeno una fotografia, ricordandocene solo una volta iniziata la discesa del canalone, dall’altra parte. Pace! Vorrà dire che terremo il panorama solo per i nostri occhi!
Ci sono la bellezza di 6°C e fino a quando non arriviamo ad avere il sole addosso, e quindi per tutta la discesa fino al rifugio Vicenza, teniamo i pile.
C’è poca gente, qualche alpinista che lascia il sentiero principale per prendere diramazioni riservate a lui e ai suoi colleghi armati di corda, chiodi e martello. C’è silenzio.
Davanti a noi la Val Gardena è inondata di luce.
Per quasi tutto il sentiero fino al rifugio Sassopiatto non incontriamo che pochi trekkiniani, per lo più tedeschi, con i quali, come vuole l’educazione montanara, ci si saluta non appena ci si incrocia; ci siamo praticamente solo noi, i profumi di montagna e il silenzio, ma durerà per poco.
Dal rifugio Sassopiatto in poi, infatti, è un via vai continuo di gente, bambini, famiglie, anziani, cani… verrebbe da cercare, senza successo, un santuario nelle vicinanze per spiegarsi la folla lì convenuta!
Il panorama di cui godiamo è, ancora una volta, la Marmolada, poi il gruppo del Catinaccio sopra la Val di Fassa, il massiccio del Sella con il Piz Boè.
Dopo la pausa panino allo speck (stiamo facendo la cura annuale, autoprescritta) riprendiamo il cammino fino al rifugio Pertini (ancora più spiaggesco del precedente) e da lì verso il rifugio Col Rodella e poi, nuovamente al passo Sella.
Saliamo in macchina e, passando per il passo Gardena e Colfosco, siamo a casa in poco tempo. Adesso, ore 17.39, la QP ha una fame da ora di cena inoltrata…non esclude, visto l’andazzo, che a breve inizi a mettere su la pentola per la pasta e far così venire fame anche al MP (se per caso servisse un incentivo!)
Ah, non si può non ricordare che in tutte le tappe fatte, il MP e la QP hanno sempre tenuto, mediamente, un quarto d’ora di anticipo sulla tempistica indicata dalla guida… quando si dice il fiato!
Per domani, viste le previsioni meteo scoraggianti, sbrago totale con momento informativo presso l’ufficio guide alpine di Corvara per delucidazioni su una certa ferrata, pensata per venerdì, già solcata 20 anni or sono ma da ripetere!

17/08/2010

3 AGOSTO - VAL DI FASSA

Questa notte ha piovuto e così, come da programma, ci alziamo con calma e, anzi, decidiamo di passare una mattinata da pensionati.
Dopo una colazione sostanziosa (strudel, yogurt con cereali, latte con muesli e caffè) il maritopreferito scende in paese a comperare il giornale mentre la quipresente inizia a ricamare a punto croce la tovaglia natalizia commissionata da sua mamma.
Il tempo rimane nuvoloso ma sul balcone, esposto a est e traboccante di fiori, si sta bene. Proprio come due pensionati!
Mangiamo presto e appena finito ci mettiamo in moto, diretti verso la Val di Fassa, passando per il passo Pordoi.
Arriviamo a Canazei che i negozi sono ancora chiusi ma passeggiamo, guardiamo le vetrine e assaporiamo la vita da valligiani. Canazei è ormai da qualche anno una vera e propria cittadina, diversa da come era vent’anni fa. Più brulicante di gente, con negozi e negozietti; non so se adesso la sceglierei come meta di vacanze. Forse in situazioni diverse, con dei figli piccoli fa comodo la sua organizzazione, con giochi per bambini nel bosco lungo il fiume, adventure park e la passeggiata lungo tutta la valle…
Con il maritopreferito ci diciamo infatti che, per ora, siamo sostenitori delle vacanze laddove regna la pace, la calma, il silenzio, tutto quello che equivale al meno gente possibile, poca caciara, in un posto che se è almeno un po’ lontano dalle strade principali è meglio.
Tutto il contrario di certe filosofie secondo le quali più folla, casino, calca c’è, meglio è.
A noi sembra strano o pazzo chi sceglie quest’ultima opzione, noi passeremo sicuramente per matti o pensionati, agli occhi dei cercatori di moltitudini.
Non è un fatto di pazzia o lucidità di mente, credo che dipenda dal carattere ma anche dall’idea che si ha di vacanza. Per noi equivale a riposo mentale che inizia, però, già da quello attorno.
Mai potremmo andare in vacanza sulla riviera romagnola, per esempio.
Comunque si parlava di Val di Fassa e dei suoi paesi disseminati lungo l’Avisio.
Li rivedo sempre con piacere e per quasi tutti ho un aneddoto, una scena in mente, ricordo delle vacanze estive tra l’88 e il ’91. (tra l’altro a Mazzin e Fontanazzo la famiglia di mio papà, da quando lui aveva 9 mesi, ha trascorso molte vacanze estive e lì mio papà fu iniziato alla montagna).
Andiamo a Vigo, alla famiglia Cooperativa e, come volevasi dimostrare, aggiungo due pezzi in più al corredo da cucina, comprando una bella tovaglia tirolese e il bricco per il latte, quello smaltato rosso con i cuoricini bianchi.
Il tutto per la folle spesa di 11,50€.
Domani, viste le previsioni favorevoli, faremo il giro del Sassopiatto, la stessa gita che negli anni ’60 portò mia nonna paterna ad arrivare alla fine in lacrime per la stanchezza e a lamentarsi con mio nonno dicendo ti coe te cartin-ne nu ti me incarti ciu (con le tue cartine non mi incarti più) ma noi domani usufruiremo dell’ovovia dal passo Sella al rifugio Toni Demetz, nel cuore del Sassolungo, per poi continuare con tutto il resto.
Non arriveremo in fondo piangendo!

le foto

ARABBA AGOSTO 2010

15/08/2010

1 AGOSTO: ARABBA - RIF. BEC DE ROCES - RIF. LAGO BOE' - ARABBA


Ieri sera abbiamo deciso che oggi ci saremmo sgranchiti le gambe con una gita leggera, facile, di breve durata per testare il durante e il dopo (gita).
Così siamo partiti a piedi direttamente da casa e seguendo guida, cartina e il nostro personalissimo ma perché non andiamo fino là? ci siamo ritrovati sulla schiena una gita di quasi 6 ore.
Complice il sole, il cielo terso, il panorama tutt’intorno e in lontananza che cambiava ad ogni curva del sentiero, ci siamo altro che sgranchiti le gambe! Che bellezza però!
Gli occhi spalancati sulla meraviglia della natura intorno a noi, l’olfatto stimolato dal profumo del pino mugo e da un insieme di erbe che danno all’aria un’essenza fresca, particolare, tipicamente montanara di montagne con vegetazione. Un aerosol benefico e da godere a pieni polmoni! Proprio l’aria che ci vuole nei tratti ascensionali!
Un primo giorno degno, quindi, accompagnato dal puntuale appetito che, per quanto riguarda la quipresente, si scatena a poche ore dall’arrivo e tale rimane fino al ritorno ad altitudini abituali.
Per domani, visto che il meteo di Arabba ci prospetta una giornata inizialmente bella e poi a peggiorare lievemente, torneremo dalle parti del rifugio Lago Boè per la ferrata Piz da Lech, breve ma concisa, ancora inesplorata sia dalla QP che dal maritopreferito.


le foto

ARABBA AGOSTO 2010

14/08/2010

31 LUGLIO - ROMA-ARABBA (BL)


la quipresente e il maritopreferito sono rientrati a casa da circa due ore e si ritrovano...con già le valigie smontate e una lavatrice di panni già stesa...
i casi sono due: o l'effetto dei 1600 metri è ancora nel pieno, o a breve crolleranno stramazzati al suolo.
fatto sta che manca solo la cena -a breve, sono di un affamato inimmaginabile- e poi basta, panza all'aria dopo tutto il viaggio, iniziato stamattina alle 6:10...
ma ecco qui la prima puntata di queste vacanze, a partire dal 31 luglio.


Riusciamo a rispettare il programma: alle 03:57 si accendono i motori e il muso dell’alfa romeo punta diretto verso nord.
Roma è vuota, anche se sulla strada che va verso Orte qualche macchina ha il portabagagli pieno e la famiglia addormentata.
Anche noi abbiamo il portabagagli pieno e la parte di famiglia addormentata è rappresentata dalla quipresente. La profezia fatta dal maritopreferito il giorno prima (“…verso le 8, quando FORSE ti sarai svegliata, faremo colazione…”) si avvera come se l’avesse vista con un giorno di anticipo perché è proprio verso le 8 che riprendo forma e coscienza e cerco, in qualche modo molto penoso per altro, di essere di compagnia al pilota. Anche dai miei genitori, diretti al nord ma verso ovest, arrivano sms del tipo “buon viaggio al MP e buon riposo a te…”.
Sembra una congiura, una coalizione per prendermi in giro e rimarcare il mio profondo sonno fino a una certa ora della mattina, che mi trovi a letto o sul sedile dell’alfa.
Comunque, tra uno scroscio di pioggia e il sole pieno arriviamo verso Ravenna intorno alle 8 ed è qui che, con orrore, ho un flash e realizzo di aver dimenticato a casa il caricabatteria della nikon. Non è possibile, non mi è mai successo di cadere in fallo così spudoratamente come oggi in previsione di 15 giorni di montagna, io che sono quella che gestisce la tecnologia da viaggio della famiglia e rompe all’inverosimile se c’è una dimenticanza di questo genere.
Non me ne capacito. Ricostruendo la faccenda, mi rivedo il giorno prima pensare alla nikon, affiancarla al treppiede -utilissimo in montagna- e ignorare completamente il caricabatteria. Chissà cosa m’è passato per il cervello!
Per qualche ora mi tormento, mi sento in colpa, penso a come faremo senza foto dolomitiche, alla nostra idea di andare sulla Marmolada e come fai a non far foto? mica possiamo farle solo coi cellulari! Vengono male, hanno solo 3,5 megapixel! ma per fortuna il MP mi consola e cerca, trovandola, una soluzione. Al primo centro commerciale tecnologico che incontreremo verso Padova, cercheremo un sostituto del maledetto caricabatteria rimasto a Roma e avremo risolto. Arriviamo così a Piove di Sacco e ci infiliamo da Expert che, con nostro disappunto, non vende caricabatteria sciolti. Costano anche tanto, ci dice il commesso, quasi 80€.
A questo punto ci è chiaro che dobbiamo buttarci su una nuova macchina fotografica, così a 20€ in più rispetto al costo del caricabatteria e a meno della metà di quanto avevamo pagato la nikon orfana di quest’ultimo, prendiamo una 10 pixel più piccola e leggera.
Mi rode, ma non se ne può fare a meno. Nessun regalo per il compleanno a fine agosto, dico al MP, questa spesa è causa mia.
Appena saliamo in macchina con la nuova nikon, comunque, il rodimento che avevo allo stomaco mi lascia e il viaggio procede leggero. Verso le 15 arriviamo a destino ma ben prima iniziamo a vedere roccia dolomitica affacciarsi sopra di noi; sentiamo aria di montagna.
Passiamo vicino al Civetta, vediamo un pezzo di ghiacciaio della Marmolada –che pare molto ridotto rispetto all’anno scorso, purtroppo!- e il versante est del Piz Boè.
Occhi, polmoni e cuore ci si spalancano. In breve arriviamo e prendiamo possesso della casa, tipicamente montanara, con il tetto della camera da stuzzicare qualsiasi falegname! Ah, anche qui ci sono i piumoni alla teteska, che tanto ci piacciono!
Per oggi è quanto, domani ci sgranchiremo girovagando sotto il Piz Boè, sempre versante est, ma solo mezza giornata. Sfiancarci il primo giorno non ci pare un’idea intelligente!


le foto

ARABBA AGOSTO 2010

01/07/2010

PARIGI - III PARTE


ci riprovo.
ho finito di pulire la casa, il pranzo (moscardini in umido) è prontissimo e non resta altro che andare avanti col racconto parigino, che non credo finirà oggi.

ciò che più ha affascinato la quipresente, ma anche il maritopreferito, è stata lei, la Tour Eiffel. vista da lontano la prima mattina appena usciti dal museo della refurtiva (=Louvre) in direzione Champs Elysees, l'abbiamo ri-incontrata arrivando col battello durante il tour notturno sulla Senna, la sera stessa. apparentemente piccolina ed esile se vista da una certa distanza, sono rimasta affascinata dalla sua imponenza, dalla stazza, dalla larghezza degli archi che si formano tra un pilastro e l'altro, dalla verticalità, dall'ingegnosità di Eiffel nel pensarla. sotto questi archi c'è un mondo a parte: turisti in coda alle biglietterie per salire fin su, diverse centinaia di vu cumprà -che chissà come si chiamano in francese- che vendono portachiavi e miniature della tour (e qui il MP ha fatto la seguente riflessione: se venissimo qui con portachiavi e miniature di Colosseo e San Pietro faremmo i miliardi, giacchè saremmo quelli originali e senza concorrenza!). siamo arrivati a toccarla passando dal Trocadero, snobbato dai più e preso solo come punto di transito panoramico perchè offre una vista meravigliosa, da cartolina, sulla Tour. lì, tra tutti i mila turisti che passavano non abbiamo chiesto a nessuno di farci una foto con lei sullo sfondo, fatto sta che ne abbiamo cinque e tutte sghembe: una con la punta tagliata, una storta, una con me per metà...
ci siamo saliti la sera successiva, gustandoci il panorama e la città che lentamente si accendeva e venendo via che tutto sfavillava. due ore a girare in tondo sull'ultimo avamposto, dove c'è un bagno e un gabbiotto tipo bagarino dello stadio che vende 10 cl di champagne in flute di plasitca a 10€...



poi c'è stato Montmartre, carino, molto colorato, pieno di gente e che il MP ha definito un po' sanmarinizzato, come se avesse sempre vissuto tra San Marino e Montmartre. locali da turisti con seduta e schienale delle sedie rosso-bianco-blu, camerieri vestiti da stereotipo dell'artista di Montmartre nel mondo, prezzi esorbitanti. abbiamo pranzato seduti su una panchina con una crepe salata, per poi deliziare il nostro palato con due bignè XL al cioccolato e alla crema che ancora adesso ricordo che gusto anno!
una certa delusione ce l'ha data invece il Moulin Rouge, che ti immagini sia chissà cosa perchè l'hai visto nel film e invece da fuori è lì, rosso certo, ma poco significativo. sembra quasi finto, una scenografia hollywoodiana rimasta in piedi dopo le riprese come si fa per i film di maggior successo. sarebbe da vedere di sera, illuminato e con le pale in movimento, ma era giorno, eravamo stanchi e forse abbiamo apprezzato poco.
abbiamo visto e toccato con mano Rue de Pic e il caffe de 2 moulins, quello de Il favoloso mondo di Amelie. il MP c'è partito da Roma col pensiero di andare a vederlo sia dentro che fuori e così abbiamo bevuto l'ennesimo caffè francese -che non deve essere paragonato al nostro espresso, benchè loro lo chiamino così, perchè sono due cose diverse, come l'acqua e il vino- e constatato che è tutto rimasto come nel film. in verità prima delle riprese il locale era sulla via del fallimento, grazie all'uscita del film è ritornato sulla cresta dell'onda e cosa ha pensato di fare il propietario? rinnovare i locali con i soldi che aveva fatto. pessima idea: chi passava di lì a iniziato ha lamentarsi e a protestare: rivoleva il caffè di Amelie. detto fatto, ri-rinnovo del locale, ritornando al passato e all'estetica resa famosa dal film.
adesso, ed è da quando siamo tornati che lo dico, voglio rivedermi quel film. farà tutto un altro, bellissimo effetto rivedere quei posti!

foto del MP

28/06/2010

PARIGI - II PARTE

ho poco tempo, devo preparare il pranzo, lavarmi i capelli e poi uscire per andare a lavorare, ma mi sono seduta al pc e m'è venuta voglia di scrivere di parigi, la seconda, non credo ultima, tranche.
pur risalente a sole due settimane fa, quel fine settimana mi sembra lontano anni luce. (ancora queste sensazioni strane con la percezione del tempo e ancora io che non mi sono decisa a chiederne a un qualche esperto le motivazioni).
ma sono qui per parigi ed ero rimasta al primo giorno, dopo i due musei.
non si può scegliere, dicevo, ma se proprio si avessero solo 2 ore, direi vai al d'Orsay mossa da sempre, lo ammetto, da una passione sfrenata per gli impressionisti e, adesso, dall'emozione che mi ha suscitato il vederli dal vivo. niente da dire a Monna Lisa, ma quello che ho sentito davanti a certi quadri impressionisti è stata tutt'altra cosa.
dopo il tuffo nell'arte, quindi, ci siamo dati al vagabondaggio, macinando chilometri a piedi e con il metrò che avremmo dovuto portarci un contapassi per contarli. posso solo dire che a sera ci sentivamo i piedi come due ferri da stiro e come parametro di giudizio mi sembra di tutto rispetto.
dichiaro ineccepibile la rete di mezzi pubblici sotterranei: a roma ci fanno un baffo (estensione esclusa: qui come si fa un buco per piantare due primule a piazza venezia vengon fuori ruderi mai visti prima...) a puntuliatà, frequenza e PULIZIA. le stazioni della metro e i relativi tunnel di collegamento tra una linea e l'altra sono rivestiti di mattonelle BIANCHE che non hanno una-linea-una di graffiti o firme di tagger presi dalla smania di lasciare ovunque traccia del loro passaggio. il maritopreferito sostiene che ciclicamente i muri vengano lavati, la quipresente invece è più convinta della CIVILTA' che, in questo senso, caratterizza i parigini. se i tunnel fossero sottoposti a lavaggi ciclici, ci dovrebbe essere almeno un momento in cui ci sono graffiti o cosa, altrimenti ci dovrebbe essere una pattuglia di lavamuri fissa in ogni stazione. non se ne sono viste, quindi opto per la causale CIVILTA'. non credo che a roma muri del genere possano resistere più di qualche giorno dall'inaugurazione eppure, dichiarato il senso di civiltà e rispetto per le opere pubbliche, ci deve essere un deterrente che faccia passare la voglia di imbrattare anche al tagger parigino più vandalo. multe salatissiime? telecamere nascoste? legge del taglione? non lo so, fatto sta che i parigini che vengono a roma e prendono la metro...beh, hanno tutte le ragioni per dichiararci zozzi e maleducati!
come volevasi dimostrare, ho esaurito il tempo disponibile, non posso continuare o farò troppo tardi. mi prendo ancora qualche ora di stand by per la continuazione del racconto!

23/06/2010

PARIGI - I PARTE

insomma, forse oggi riesco a parlarne. di Parigi, intendo.
scrivo dopo aver visto con quale faccia di marmo l'allenatore della nazionale francese s'è rifiutato di stringere la mano al suo pari del Sud Africa. entrambi fuori dal mondiale, il francese ha fatto una figura altro che meschina, spostando il braccio il più lontano possibile davanti all'insistenza del collega. spero che prima o poi il francese si penta di aver agito così. non ha fatto una bella figura, e tutto il mondo lo sa!
questo episodio mi fa pensare che, qualunque posto meraviglioso si visiti, qualsiasi città romantica si veda, diversa da quella in cui si vive e abitata da un altro popolo, ogni Paese ha le sue pecche, le sue magagne, i suoi lati di cui andare poco orgogliosi. se Lippi agisse così al termine di una partita, me ne vergognerei. chissà come si sentono oggi i francesi, i parigini.
questo per dire che Parigi è meravigliosa ma non tutti i parigini saranno d'accordo con me; per qualcuno il mister avrà fatto bene, benissimo, a rifiutare quel saluto...
ma a parte questo, tornerei a casa dei cugini d'oltralpe domani. bella, bellissima. Parigi la puoi vedere in foto, al cinema, sentirla raccontare, immaginarla, ma sarà come trovarsi davanti a foto o racconti di quadri impressionisiti: non si assaporerà mai veramente come vivendola, percorrendola, toccandola.
e il paragone con un quadro impressionista non è un caso. eventualmente scegliamo uno dei due, ci eravamo detti col maritopreferito circa i musei da vedere, se solo il Louvre o solo il d'Orsay o tutti e due. soluzione auto-presentatasi: sabato ci svegliamo sotto un cielo plumbeo e una strada bagnata, al che via, diretti al Louvre e facciamo il biglietto alle 9:27. entriamo insieme ad altre 50 persone e andiamo dritti come fusi alla stanza di lei, la Gioconda. noi, le guardie e quattro-cinque persone. piccola, lontana. da vedere. magnetica ma non, per la quipresente, come lo è stata la Pietà in occasione della prima vista da vivo. lì sì che ho fatto fatica a staccarmi. poi Amore e Psiche, da togliere il fiato, e ancora i quadri di Giotto e Botticelli, la Venere di Milo e il riscontro concreto che quel museo è, come l'ha ribattezzato il MP, il museo della refurtiva. sculture, quadri, opere in generale sottratte all'Italia. no comment. comunque poco hanno da arrabbiarsi i francesi: così è e ci sarebbe da riportare tutto indietro.
a seguire ci tuffiamo al d'Orsay, seguendo la scia da museo che ci ha portati fino a lì. l'apoteosi. impressionisiti studiati sui libri di storia dell'arte al liceo hanno preso vita davanti ai nostri occhi con una potenza incredibile e toccato corde impensate. mai stata così toccata da dei dipinti come in quel museo. da vedere assolutamente. scegliere tra i due? difficile, potendolo fare, sono da vedere entrambi, andando a botta sicura per vedere solo quello che interessa, ma scegliere no. sarebbe come andare a Roma e dover scegliere tra il Colosseo e i Fori Imperiali. non si può.

(fine prima parte)

10/06/2010

VERSO PARIGI (SECONDO TENTATIVO!)


se non scoppia il casino questa notte, pare che il nostro amico vulcano come si chiama islandese si sia tranquillizzato -in realtà non se ne parla più, quindi non ho idea- per cui a meno di imprevisti dell'ultimo minuto, tipo una dichiarazione di guerra tra francia e italia, domani la quipresente e il maritopreferito decolleranno per parigi.
valigie pronte, buste di palstica per i liquidi necessari pronte, promemoria della compagnia aerea per ricordarci dei due posti prenotati per parigi, arrivato -inaspettato, per altro.
cosa manca? niente direi, tanto più che proprio oggi s'è aggiunta una buona notizia che ha rasserenato i cervelli, soprattutto quello della QP e che, speriamo, porterà risultati futuri non da poco!
ah, dimenticavo: l'esser stati costretti a rimandare il viaggio di aprile ha fatto sì che, involontariamente, questo secondo tentativo cadesse nel sesto anniversario d'amore tra la QP e il MP... :-)

27/04/2010

TRANSAZIONE ESEGUITA CON SUCCESSO (per ora)

ascolto anna oxa e fausto leali che cantano ti lascerò. uno dei miei brani italiani preferiti. in mezzo alla milionata di brani italiani preferiti, in effetti.
l'ho cercati, selezionati appositamente nella lista di brani in mp3 sul pc. volevo ascolatarli.

questa sera la quipresente e il maritopreferito hanno prenotato nuovamente il loro viaggio a parigi, in sostituzione di quello rimasto soffocato dalla cenere islandese che ha buttato nel panico per una settimana l'Europa e fatto perdere milardi di euro alle compagnie aeree (e la domanda nasce spontanea: ma quanta gente vola ogni giorno per il nostro cielo? e quanto guadagnano le compagnie aeree che vanno bene?) e chissà se questa volta tutto andrà a buon fine.
il clic sul web c'è stato, la transazione monetaria anche, le carte d'imbarco sono qui sul tavolo. manca solo la nostra effettiva presenza sulla Senna e poi è tutto fatto. ma -e scusate questa botta di fatalismo- questa volta niente foto o countdown...finchè non siamo là non ci credo!

16/04/2010

PARIS...NON S'E' VI'


il giorno della partenza per parigi non è iniziato oggi bensì qualche tempo fa. per lo più ieri, quando la quipresente e il maritopreferito hanno iniziato concretamente a mettere insieme i pezzi di questa-due-giorni oltralpe.
questa mattina però abbiamo iniziato a sniffare che qualcosa sarebbe potuto andare storto quando, già sul gr delle 6.30, si vociferava di aeroporti del nord-ovest d'Europa chiusi causa polveri vulcaniche islandesi.
siamo andati comunque a lavorare, ognuno nella sua parte di roma dedicata, confidando inconsciamente in un bel po' d'aria di scirocco superdotata che avrebbe potuto spazzare in poche ore i cieli nord europei. speranze vane, come avremmo potuto constatare da lì a breve. ma tant'è...
col passare delle ore le notizie davano l'Orly di Parigi chiuso fino alle 20 di questa sera ma ci siamo ritrovati alla stazione Ostiense per andare all'aeroporto a farci dire direttamente in faccia se saremmo partiti oppure no. alla stazione però, altro intoppo: tappo ferroviario causato da un treno fermo prima della stazione Trastevere. già da questi segni avremmo dovuto farci balenare in mente la vaghissima sensazione che qualcosa stesse remando contro la nostra partenza ma, non potendo arrenderci ad un banale disservizio delle FFSS italiane (mica son vulcani islandesi che sbuffano!), a mezzo taxi guidato da un supertifoso giallorosso già in trepidazione per il derby di domenica, siamo arrivati a termial T3.
Fiumicino era un campo nomadi, un accampamento, un casino completo. mezza Europa ferma lì, in attesa di sapere se e quando sarebbe partita.
dopo più di due ore di coda al banco, abbiamo avuto la conferma che il nostro volo era stato cancellato, cancelled, si resta a terra.
se vuoi hai un posto riservato per il 20 aprile, ma io il 20 aprile sarò in ufficio, ciccio, mica posso partire quando decidi tu!
e così, dopo aver appurato che, almeno quello, potremmo godere di un rimborso, ce ne siamo tornati a casa, questa volta col treno che all'andata non avevamo potuto prendere, grazie al tappo stappato. perchè in Italia i problemi si risolvono velocemente, mica come i vulcani islandesi che sbuffano e non si sa che intenzioni hanno!
morale della favola: un bel pomeriggio in aeroporto, pensando ad ogni ora che saremmo stati lì, poi in decollo, poi in volo, poi chissà dove...
(e quella qui a destra è la luce che ci ha accolti appena rientrati a casa)

...tutta 'sta manfrina per un diavolo di vulcano sotto il ghiacciaio dell' Ejfjallajokull che decide di rompere le palle quando? 200 anni dopo l'ultima eruzione. quando si dice il tempismo...

15/04/2010

MENO QUALCHE ORA


domani a quest'ora la quipresente e il maritopreferito saranno già atterrati a Parigi da un po'. gaudio. euforia. curiosità. eppure la quipresente non se ne rende ancora conto. forse avranno il giro in battello sulla Senna by night già in saccoccia, forse no, a seconda del livello di stanchezza all'arrivo in albergo. quel che è certo è che non saranno in questa sala e con raidue accesa su annozero, a sentire il ministro la russa sputare veleno addosso all'apritore di cervelli travaglio.
annozero a parte, adesso due trolley misura standard del bagaglio a mano sono aperte a 180° sul tappeto, con le cose che non servono domani già al loro posto, i vari sacchettini trasparenti con chiusura a zip a portata di mano già mezzi pieni ma non ancora, che domani la crema idratante mi serve, cartine, guide De Agostini, nikon digitali, fogli di prenotazione albergo, carte d'imbarco e ricevute di check-in on line già fatto -benedetto web!- liste di cose da prendere...

a proposito dei sacchettini trasparenti, sono una palla non da poco, oggi mi hanno fatto girare. i parametri per le cose da infilarci dentro fanno passare la voglia di portarsi cose liquide...se non fosse che nelle cose liquide rientrano anche dentifricio, crema, shampoo, rimmel, per cui ti costringono a spaccarti il cervello a contare che il totale del peso del sacchettino non superi il litro.
quando poi il maritopreferito, per evitare pagamenti extra per limite di peso superato e per non vedersi buttar via qualcosa dalla guardia puntigliosa di turno, fa i calcoli di grammi ed etti con la calcolatrice...altro che regole da rispettare!
ma tant'è costui è il mio maritopreferito anche per questo!

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