12/05/2026

 Ventotto libri da gennaio 2026, circa cinque e mezzo al mese, più o meno, è quanto ho combinato con il mio ebook, per lo più, fino ad ora in questo duemilaventisei. Alcuni libri li ricordo bene, altri li ho dimenticati poco dopo o ne ho un ricordo vago: è facile che non mi siano piaciuti poi tanto.

Nonostante ci sia quasi solo il formato digitale per le mie letture, registro numeri, titoli e autori alla analogica su un quadernino16,5 x 12 rosso della linea Tintaunita, usando la prima penna che prendo a caso, ed ecco che ogni riga è rossa, verde, azzurra, viola, rosa o arancione...

Mi piace ancora colorare, mi sa. 

I primi anni di registrazione, dal 2013 al 2020 sono tutti neri, usando sempre la stessa penna, perché quella doveva essere e non un'altra. Poi si vede che o mi sono stufata o chissà, fatto sta che da lì in poi ci sono pagine colorate casualmente. Carine, però. E mi sono già organizzata per quando finirà il quadernino in questione: ne ho comprato uno praticamente identico, che spillerò al primo per tenerli insieme per la vita da lì in avanti.

Mi piace pensare che quando morirò, mio figlio lo troverà e si incuriosirà a leggere i titoli dei libri letti da sua madre anni prima, e chissà che non gli salti in mente di provare a leggerne qualcuno. Del resto c'è di tutto, lì dentro: gialli, avventurosi, classici, thriller, romance...

Pensavo anche, ultimamente, che se per disgrazia perdessi o mi rubassero l'ebook, mi sentirei persa, letteralmente persa. Ma visto che siamo in Italia e che la quantità di libri letti mediamente dagli italiani in un anno é a livelli da temperature antartiche in inverno, è più facile che lo perda per sbaglio che me lo rubino. 

Ho anche visto che esiste il telecomando per girare pagine senza, per esempio, tirar fuori le mani da sotto la coperta quando leggi in inverno. Parliamone! 😍

Vado a leggere.

Love,
MC








29/12/2025

 Sistemando i libri in lettura e quelli finiti qui accanto, ho dato un'occhiata ai blog che seguo e che, bah, a vederli mi sembrano chiusi, andati, morti e sepolti. Inceneriti. Che peccato. Nemmeno qui gli aggiornamenti sono costanti, anzi, ma ogni tanto passo e qualcosa mi invento, la metto insieme.

Allora mi sono chiesta se cancellare tutti i link a questi blog o no. Da una parte parlano di qualcosa di passato, vecchio e se e nemmeno gli autori li aggiornano più, perché non spostarli definitivamente nel dimenticatoi anche io? 
Ho pensato quindi a un mio attaccamento al passato, una zona di confort di come era anni fa, che non vorrei perdere del tutto; come mantenere viva l'illusione di essere ancora nel 2006 quando tutto ciò è nato ed è cresciuto, ma che invece dopo diciannove anni non c'è più. E da anni.

Non sono ancora pronta, però. 
La mia testa non è ancora pronta a lasciar andare tutto e tutti così.
Sono pur sempre parole, pensieri di altri e, per questo, meritevoli di attenzione. 

Sarà che da cinque giorni sono bloccata con la schiena e, nonostante artigli di diavoli e cerotti medicanti vari, spalmati e attaccati dal maritopreferito la situazione non migliora più di tanto, non mi va di cancellare alcun che. Già devo fare i conti con gli anni che passano (non mi ero mai bloccata così, così a lungo, per un mal di schiena) e di rendermi conto che c'è gente che da dieci anni non scrive più, mi mette tristezza. Quindi no. tutti lì: rimarrete tutti lì ancora per un po'.

PS quest'anno sono arrivata a 82 libri letti. Quando le mie facoltà mentali non saranno compromesse dal mal di schiena, ne parlerò. Prometto.

Love,
MC


12/11/2025

11 Novembre 2025 ore 18:36

 Dopo sei ore di cuffie per lavoro, mi trovo le orecchie nuovamente sollecitate dal corso di editing, con una connessione penosa grazie a Linkem (che speriamo di lasciare presto), per cui faccio lavorare ancora il telefono come modem, non sapendo bene se questo influirà sulla durata della sua vita o meno.

La editor che sta parlando rende l'argomento un po' tanto didascalico, forse deve esserlo per forza, lo sarebbe con chiunque seduto lì a trattarlo, fatto sta che faccio fatica. Oggi faccio fatica. Ho sei ore di lavoro sulla schiena, è vero anche questo.

A febbraio ci sarà un corso per correttore di bozze, che è il mio target, a cui spero di potermi iscrivere. Chissà cosa verrà fuori da questa formazione: saranno soldi andati solo per una mia cultura personale o potrò mai mettere in pratica queste conoscenze? Io, intanto, mi formo per qualcosa che mi piacerebbe tanto fare, perché leggere è proprio una mia grande passione (direi la principale della mia vita) e quindi perché non provarci? Non sono uscita ieri dalle scuole superiori e nemmeno mi sono laureata oggi, ma sicuramente senza formazione, non potrò nemmeno provarci. Studiare è la prima mossa verso il cambiamento.

Dopo questa massima motivazionale, torno a sintonizzarmi sul corso: mi serviva un momento di svago mentale.

Love,
MC

14/10/2025

Sto leggendo Scrivere è un mestiere pericoloso, il secondo libro di Alice Basso e mi sta piacendo da matti. La trama, il suo stile di scrittura, l'ironia, la semplicità e la scorrevolezza sono tali da sembrare di avere davanti una persona che ti racconta le sue cose, con descrizioni, esternazioni di sentimenti e sensazioni, regressioni. Insomma, mi piace proprio. Non la conoscevo e sicuramente leggerò anche i romanzi successivi della serie di Vania Sarca, ghostwriter di una casa editrice di Torino. 
Brava Alice, sei proprio brava! 

Sono giorni che penso al blog e al fatto che mi piacerebbe proprio scrivere di più e meglio. Saper scrivere qualcosa, qualcosa di diverso da un piccolo post di vaneggiamenti più o meno tali, con un capo e una coda, possibilmente, senza fare uscire la vena che ogni tanto diventa polemica. Scrivere come si deve insomma, con un mio stile chiaro, non dico riconoscibile ma un po' caratterizzante. Personale, ecco. La parola più semplice spesso è quella che meglio descrive.

Insieme a questi pensieri, sto facendo un percorso di coaching, andando dentro di me come non avevo mai pensato di (riuscire a) fare. Guidata da MG con grazia, gentilezza e delicatezza, sto imparando tanto su di me: cose che non sapevo, carichi antichi che non pensavo di avere, da cui prendere solo la parte buona per me oggi perché nonostante tutto, mi merito cose belle.
Forse ne riparlerò. 

Love,
MC

16/09/2025

Stravaccata sul divano, con il busto storto che se mi vedesse un osteopata mi prenderebbe a randellate, apro la app di blogger e decido di scrivere. 

Ho il raffreddore. 
Il raffreddore e la febbre a 37.1. 
A metà settembre??
Fa ancora caldo e quando mi capita di fermarmi al sole per forza maggiore, tipo oggi aspettando il tredicenne all'uscita da scuola, in macchina, il calore mi rompe le scatole da morire. Più che se fossi sana. Tipico dell'influenza. 
I miei programmi mattutini di sistemazioni dei vasi del giardino, inserimento di nuove piante e compagnia cantante, visto che il lavoro questa settimana è pomeridiano, vanno così a farsi benedire. E la cosa mi rompe le scatole da morire.
Domani vado dal medico. 
Se non altro, unica nota degna di sé stessa in caso di malattia, potrò andare avanti a leggere il libro di turno: Everest solo. Orizzonti di ghiaccio di Reinhold Messner.

Love,
MC

18/08/2025

Sto scoprendo una Sardegna locale, indigena, quella vissuta dai suoi abitanti e per la precisione dai cagliaritani, e mi piace. Un carissimo amico oltre a prestarci la sua casa a Cagliari, ci ha dato una lista di spiagge dove andare, dove di solito vanno lui e la moglie. A volere vedere tutte, bisognerebbe star qui due mesi. E parlo solo delle spiagge del sud Sardegna.
Mari pintau, Chia, Sant'Elia, Nora, Poetto... Non ce n'è una da poter definire mediocre, ognuna diversa, tutte bellissime.
Capisco perché la prima volta che atterrai a Cagliari, rimasi scioccata vedendo che anche la spiagge attaccate a Cagliari fossero di sabbia bianca. 
Per me una cosa troppo esotica. E invece.
Sto riscoprendo la spiaggia libera: il telo steso sulla sabbia calda, il calore che mi entra nelle ossa, le cunette della sabbia da smussare con la schiena, la pelle asciutta con la polvere di sale sopra, ancorare l'ombrellone con sacchetti di sabbia perché non voli via. 
E poi lunghi bagni e giri sul sup, con figlio e marito preferito. Due giorni fa mio figlio, vedendomi salire sul sup dove l'acqua è profonda e non si tocca, mi ha detto "Ammazza che atletica!" 
"A bello, visto che madre che hai? E compie 47 anni a fine mese!"

Love, live from Poetto beach,
MC

11/08/2025

 In questi giorni fa un gran maledetto caldo del cavolo. Sudo a star ferma pensando a come fare per non sudare. 
Per fortuna domani cambiamo posizione e avremo modo di rinfrescare corpo e spirito altrove. 
Sono arrivata stanca morta sfatta alle ferie anche perché non ero mai arrivata così tanto avanti, a lavorare fino alla prima decina di agosto. 
Di solito mi fermo sempre a fine luglio, quest'anno no. E lo sento. 
Sono morta, ma rientrerò al lavoro l'1 settembre. 
Presumibilmente sempre poco motivata e stanca del tipo di lavoro, ma almeno per tre settimane non avrò da veder l'ora per sapere quanto manca alla timbratura. 
Anche se iniziare il nuovo mese, rientrando dalle ferie, di lunedì primo del mese, mo sta sulle balle, proprio mi disturba. 
Mia nipote invece "nooo che bello, così la settimana inizia dal primo del mese e tutto è ordinato!" è patologicamente metodica peggio di me!
Vabbè, è giovane, quasi ventenne, avrà tempo per cambiare, in meglio o in peggio.

Nel frattempo ho fatto due conti e da gennaio ad oggi ho letto, fino ad ora, quarantotto libri; quarantasei fino a luglio compreso. Non mi posso di certo lamentare, ma una cosa l'ho capita: basta romanzi rosa. Basta, non ne voglio più leggere. 
Ogni tanto ne ho letto qualcuno, nel mesi e negli anni passati, per riposare la mente tra un tomo e l'altro, ma ho capito che se mi devo svuotare il cervello, allora è meglio fare parole crociate, non prevedere di pagine e pagine come andrà a finire tra i due protagonisti o iniziare a sbuffare già a pagina 12. 
C'è un limite a tutto, anche alla mia testa da svuotare.
Adesso sto leggendo un Manzini della serie di Rocco Schiavone, l'ultimo scritto ad oggi. 
Dopo non so come farò: ne sentirò di certo la mancanza e quindi serve che Manzini vada a avanti a fare indagare il vicequestore, perché io devo leggere sentendo la voce di Giallini nelle orecchie. 
Senza, non posso divertirmi leggendo!

Canzone di questi ultimi giorni, questa
Mi sa di qualcosa di epico, che forse è quello che mi ci vuole nel prossimo futuro e per il quale mi sto attrezzando.

Love,
MC




07/08/2025

E pensare che fin da ragazzina scrivevo pagine e pagine di pensieri, scaricavo su carta, preferibilmente con una penna stilografica dall'inchiostro colorato - rosa, viola, azzurro - i pensieri che mi attraversavano la testa e quelli che ci si fermavano in mezzo, sguazzandoci per giorni o mesi. Confessavo al diario tutto: ciò che vivevo, come lo vedevano i miei occhi attraverso il filtro dei pensieri; le amicizie adolescenziali con i compagni di scuola; gli innamoramenti eterni che poi svanivano al successivo principe che i miei occhi vedevano. Insomma, sono cresciuta scrivendo. Su quaderni, agende, libretti di carta riciclata: tutto andava bene per fissare il momento, l'esperienza, la mia percezione della vita. 
Col tempo è mancato il tempo e oggi spesso rimpiango quei minuti, mai sprecati, in cui mi sedevo alla scrivania e iniziavo a fare scorrere la penna. 
Penso di essermi salvata spesso da sola, con la scrittura. Consolata sicuramente ma anche salvata dalle brutture là fuori e, perché no, anche da me stessa. 
Scrivere mi faceva vedere le cose uscendo da me, come da un altro punto di vista. Oggi la capacità che ho di guardami dentro con distacco, viene sicuramente da lì. 
Vorrei cercare di riprendere il piacere tutto personale di tornare a scrivere, per me e per la me bambina, ancora dentro di me. 
Perché se stava bene lei e stavo bene io, può succedere ancora: posso fare tornare a stare meglio entrambe.

Love,
MC

26/05/2025

Oggi, 26 maggio 2025, ricorre il secondo anniversario dell’incidente d’auto in cui, mio malgrado, sono stata coinvolta.
Come ho già detto, mio malgrado, ma a pensarci bene, anche no.
Quel giorno mi si sono aperti gli occhi su certe cose, alcune veramente importanti, che non andavano nel mio vivere.
La facciata presa nell’airbag, anche se morbida e attutita, mi ha svegliata: dopo lo shock mi sono resa conto di tutto lo storto che avevo intorno.
Con il maritopreferito sempre più accanto, ho quindi aperto le finestre e creato un vortice tale di corrente che le nuvole dense e nere sotto cui stavo da tanto tempo, sono state spazzate via. 
Si è trattato di un vero e proprio uragano.
Ho sentito di nuovo di essere una persona intera, trasparente. Libera.
Quindi no, l’incidente non è stato una sciagura e il senso che gli attribuisco oggi, a due anni di distanza, è di gratitudine, perché non so se in sua assenza mi sarei svegliata così bene e così convinta di tornare me stessa.
Che strana la Vita!
 
Love,
MC

23/05/2025

Quante volte, alle prese col figlio adolescente, mi dico e mi ripeto che prima di parlare devo contare fino a…tanto? Più o meno tutti i giorni più volte al giorno.
Di solito non ne traggo effetti positivi, mi dimentico di contare ed esplodo senza manco il ticchettio da orologeria: deflagrazione istantanea.
Se poi la miccia si accende subito dopo aver staccato dal lavoro e senza aver avuto il silenzio e la distrazione del tragitto lavoro-casa (una delle brutture del lavoro agile) ecco che la deflagrazione dà vita a dei gran begli incendi.
Non so come mai, ma oggi è in corso l’incendio di Los Angeles 2.0.
Non c’è parola che mi venga rivolta che non mi faccia scattare il fastidio, l’insofferenza, la risposta tesa e il rimprovero.
Mi servirebbero venti minuti di nulla, di silenzio e calma ma questo tredicenne alto un metro e settantadue, che quando mi abbraccia, ormai, mi sovrasta quasi, oggi sembra non cogliere il mio disagio e come una pallina che rimbalza va e viene di continuo.
Potei andare fuori in giardino, ma diluvia e di bagnarmi non ne ho voglia.
Gliel'ho chiesto esplicitamente, ma dopo tre minuti si è ripresentato qui nel mio studio con una qualunque domanda.
Insomma privacy inesistente, in questi momenti in cui la solitudine sarebbe curativa.
Mi chiedo come abbiamo fatto a superare il lock down.  
E infatti non l’ho gestito benissimo: nei momenti peggiori mi mettevo a camminare intorno alla casa alla disperata, mi chiudevo in bagno per star da sola, bramavo l’uscita per andare a far la coda fuori dal supermercato, che tanto non si poteva toccare nessuno e con le mascherine ci si riconosceva a fatica.
Allora si che raggiungevo l’apice della settimana!

Love,
MC

07/02/2025

PAURE

 Sono giorni che ci penso ma poi mi fermo, o forse nemmeno parto, e torno indietro, lascio perdere, desisto, rinuncio e faccio altro. 
Sono giorni che penso che è tanto che non scrivo pur pensando di avere qualcosa da dire. Ma poi non scrivo.
Qualcosa da dire a chi, poi? 
Ottima domanda. Ai posteri, forse, ignoti posteri che per qualche volo pindarico dovessero capitare qua sopra chissà quando. 

Questo non quotidiano diario digitale arranca e se certe cose sono il riflesso di quello che siamo in quel momento, allora sto arrancando anche io. 
In qualche modo, su più fronti, sto arrancando. Ma dando un colpo al cerchio e uno alla botte, vado avanti.

Scioccata davanti agli eventi del mondo, ironica per non soccombere, arrabbiata negli scontri con la realtà ma soprattutto impaurita per quel che sarà di questi adolescenti disorientati e vittime di loro stessi, dei vortici che creano con le loro mani e dentro cui si tuffano per cameratismo, nonostante i salvagente che i genitori lanciano e rilanciano. 
Volersi affogare insieme nel torbido dei conflitti del gruppo fa parte della vita a dodici anni, del crescere mettendosi alla prova, per misurarsi e capire se quello che senti dire a casa è vero o no, se c'è da fidarsi o no, ma tant'è un genitore non può pensare di dire, per proteggere, e ottenere sempre. A volte deve parlare e poi assistere stando zitto. Lasciar fare: anche questo è educare.

Ricordo che ci sono passata anche io, attraverso la melma dei dodici anni, ma non avevo il telefonino in tasca e il maledetto gruppo whatsapp della classe sempre attivo -e i miei genitori a loro volta senza quello fottutissimo dei genitori della classe- quindi per forza la mia adolescenza è stata più facile e gestibile, per tutti.

Cosa verrà fuori da questi ragazzi non ne ho idea, ma se leggo quello che leggo sulle malefiche chat di cui sopra, Signore pietà. 

Love,
MC

24/01/2025

A CONFRONTO

 Leggere contemporaneamente Il Dio dei nostri padri di Aldo Cazzullo e E' solo una storia d'amore di Anna Premoli suscita anche in me più di qualche dubbio.
Dal sacro al profano in un attimo, in zero centimetri di distanza che li separano da posati uno sopra l'altro sul comodino accanto al letto - ma uno è in ebook e l'altro in cartaceo. 
Vado alle riflessioni sulle origini della fede cristiana, alla storia romantica a tratti scontata ambientata nella NYC del 2016. 
Forse uno svuota testa per prendere sonno il secondo, e un libro decisamente interessante per godermi in pace il mio momento di lettura pomeridiana o mattutina a seconda del tempo a disposizione, il primo.
Ammiro molto Aldo Cazzullo e il suo scrivere liscio e fluente. Sembra di capire tutto e mi fa sentire intelligente e dotata di una caratura intellettuale elevata. 
E poi sembra di sentirlo leggere quelle pagine: ho così bene in mente la sua voce da Una giornata particolare, che riesco a percepire anche quel piccolo difetto di pronuncia che ha. 
Ho dei problemi?
Probabile.
Di certo non so perché io continui a comprare romanzi rosa a tre euro e novantanove, quando ho l'ebook pieno di libri vari non ancora letti, visto che mentre li sto leggendo, spesso, storco io stessa il naso perché tanto intuisco già come andrà a finire. Bah.
Sarebbe da farci una seduta di psicoterapia sopra.

Il maritopreferito da ieri pomeriggio è knock-out a letto con l'influenza, oscillando dai 38.6 ai 37.2, a seconda del momento dell' efficacia del brufen. 
Non so se sperare di prendermela anche io o no, almeno mi riposo, per quanto pare che sia un'influenza che stende morti, quindi poco riposo sarebbe ma solo una grande rottura di scatole. 
Vado avanti a tener su da sola casa e lavoro e prole e marito malato e tutte le varie ed eventuali non citati.

Love,
MC 

31/12/2024

RIFLESSIONI

Il fatto che, dopo sei ore di lavoro agile (in tuta di pile e ciabatte, ma pur sempre lavoro) provi una certa, intrinseca soddisfazione nello svuotare l'asciugatrice, piegare e sistemare le varie mutande magliette calzini pigiami che ha essiccato, significa che sto invecchiando precocemente? O sono diventata così zen da trovare felicità nelle piccole microscopiche cose?
O, piuttosto, si stanno aggravando le mie nevrosi ossessivo compulsive dell'avere, così, almeno una parte di cose sotto controllo?
Io opto un po' per una e un po' per l'altra: un meraviglioso, democratico, cerchiobottista cinquanta per cento. Dire sto invecchiando precocemente non piace a nessuno, manco a me.

E buon 2025.

Love,
MC

BEST YEAR EVER

 L'altro giorno, dopo aver segnato il quarantottesimo libro letto nel 2024, sono tornata indietro con le pagine del mio quadernino e ho notato che questo in conclusione, è stato l'anno in assoluto migliore, per me, riguardo alla lettura, dal 2013 in poi. Non avevo mai letto quarantotto libri in un anno: quasi un libro a settimana. Non male, direi niente male davvero. Nel 2016 avevo raggiunto quota quarantasei, questa volta ho fatto meglio.

Parliamo di libri di varia natura: dai gialli di Agatha Christie, ai rosa di Felicia Kingsley, ai romanzi di Ken Follett, ai saggi di Beppe Severgnini, ai riflessivi di Aldo Cazzullo, ai fantasy di Sarah J. Maas. Insomma, vari ed eventuali scelti secondo quanto avevo letto subito prima o quanto era affaticata la mia mente da tutto il resto della vita in generale: la lettura come terapia -da sempre. Toglietemi i libri e l'ebook, e diventerò matta: un'annoiata, irritabile donna, persa per il mondo. Regalatemi libri o carte regalo da spendere in libreria, e mi farete felice.

Un'attività iniziata negli ultimi tempi e che vorrei far diventare abituale è l'eliminazione di ciò che non mi serve veramente, che sia abbigliamento (se ancora utilizzabile, regalo) bigiotteria o makeup. Quest'ultimo, in particolare, sta diventando via via sempre più basico ed essenziale, voglio tenere solo le cose che effettivamente utilizzo e usare le cose che già ho, evitando di acquistarne di altre, solitamente simili ad altre già presenti. Vorrei limitare gli sprechi di soldi e di materiali. Considerando anche il piacere intrinseco del terminare un prodotto, ne guadagniamo tutti: le mie tasche e l'ambiente.

Voglio proprio portare questo cambiamento nel 2025, farlo diventare una regola, una routine ciclica, per non perderne l'attenzione tra la corrente della vita quotidiana.

Non so bene come ho messo giù questi miei pensieri in questo ultimo dell'anno, forse è qualcosa di sconclusionato...

Ho letto una frase interessante, e a mio avviso molto sensata, scrollando l'Instagram oggi, il cui senso era pressappoco questo: non vi faccio gli auguri di buon anno, ma che abbiate la forza di affrontare ciò che verrà, qualunque cosa sarà.

Lo definirei il miglior augurio di sempre; semplice ma non scontato.

Love,
MC

04/12/2024

IO NON LO SO

Io non lo so se è così per tutti i genitori o se ci sono dei fortunati esenti dal mondo incomprensibile dei dodicenni di oggi. Io mi sento del tutto incapace di trovare un canale di comunicazione con nostro figlio: se parlo, mamma che palle, sempre a dire le stesse cose, se dico qualcosa (cose basiche, sia chiaro, tipo lavarsi i denti o la faccia, mettere in ordine la camera, portare i vestiti sporchi nella cesta in bagno) le cose non vengono fatte. 
E, soprattutto, quando parlo il messaggio che mi arriva di rimando dall'altra parte è di completa sordità al contenuto trasmesso, dimostrato sia con smorfie che tirerebbero sberle fuori dalle mani, sia con attenzione rivolta completamente altrove, senza il benché minimo tentativo di cammuffare la cosa.
 
Qual è il trucco per farsi ascoltare da questi belinoni? -qui il genovese ci sta a pennello, è educato ma chiaro, indiscutibile, inattaccabile.
Perché se c'è un trucco, spiegatemelo per favore.
Il maritopreferito mi scoraggia quando a volte provo a percorrere la strada dello sciopero della parola, a meno di dialoghi essenziali fatti di chiacchiere insulse, ma siamo proprio sicuri che ogni tanto non faccia bene, non serva al minorenne e a questa madre esausta, un po' di ma che me frega, arrangiati?
Perché mica lo so se non può avere qualche effetto inaspettato, eh?

Love,
MC

03/12/2024

DI UOMINI FUORI CANONE

 Rocco Schiavone, ovvero Marco Giallini. Ne vogliamo parlare?
Mi sto rivedendo la serie completa su Raiplay (più o meno l'unica cosa buona della Rai) quando voglio riposare la testa senza leggere il libro del momento, accorgendomi che Marco Giallini è proprio un uomo di gran fascino. Non rientra nella mia idea di bellezza maschile, eppure mi piace. Punto.
Sarà per il personaggio, sarà per la voce bassa e profonda che sfodera magistralmente quando parla, sarà per questi e tanti altri motivi messi insieme, ma a me piace e non ci posso fare niente. 
E poi è proprio un grande attore, è uno vero. 
Anzi, è un attore che porta in scena la realtà così com'è e come lui la vive: la scena rispecchia la realtà, la realtà si fonde con la scena con armonia e fluidità meravigliose, senza soluzione di continuità. 

C'è un altro uomo che che nella realtà non mi stuzzicherebbe ma che da dietro uno schermo invece sì: Ibrahimovic. 
Non mi è molto simpatico (anche se è più simpatico di Ronaldo, completamente indigesto, da sempre e sotto qualunque aspetto) ed esteticamente è una bestia, un rude, eppure mi piace. 
Ricordo di averlo notato la prima volta vedendo questo spot anni fa, nella mezz'ora di pubblicità che propinano al cinema prima del film e anche qui, vuoi per le immagini e il sonoro dello spot, qualcosa mi ha colpito.

Non saprei dire se fuori dallo schermo e dal campo di calcio entrambi mi farebbero lo stesso effetto, forse Giallini sì e Ibrahimovic no, a occhio, ma per ora è quanto e lo constato col sorriso perché il maritopreferito è l'opposto di entrambi, per cui capisco anche perché la vita va in certi modi e non in altri, e come mai non mi sentirei a mio agio in un ambiente diverso da quello in cui sono nata e cresciuta.

la canzone del giorno è Only love can hurt like this di Paloma Faith: una bianca con la voce da nera.

Love,
MC

15/11/2024

COLONNE SONORE

 In questi giorni ho in testa e su Spotify un po' di canzoni, italiane e straniere, più o meno recenti.

Always in my head dei Coldplay, a cui non si può proprio dir niente. C'è tutto: sentimento, sonorità pop, voce, e sogno. Non c'è proprio niente da dichiarare in merito, parla da sola e Chris Martin parla a noi.

Recovery di LP, riscoperta qualche settimana fa un po' per caso; l'ho subito inserita nella playlist di Spotify. C'è da star male, e anche se lei mi sta un po' antipatica nei modi, ha una voce meravigliosa e la canzone è proprio bella: struggente, disperata. Da star male, appunto. E anche lei non sta molto bene, visto che, dice, è in ripresa da una mazzata sentimentale. Non mi pare ma crediamole.

Forgiveness di Elisa. Sono anni che questo brano è sul podio della mia personale classifica, pieno della voce che conosciamo (in questa versione live sembra registrato in studio e invece è dal vivo, gente. E' lei che anche dal vivo sembra un disco inciso) per la quale non servono definizioni. 
Ma perdoniamoci, è l'unica cosa di cui abbiamo bisogno, sempre e ovunque. In amore soprattutto.

Find Love di NLX. Vecchia conoscenza dal telefilm Brothers and Sisters, mi è ricapitata anche questa sotto mano recentemente. Non siamo ai piani di Elisa o dei Coldplay o LP, ma si lascia ascoltare. 
Penso che mi piaccia soprattutto perché associata a una certa sequenza del telefilm che ho molto amato -e che ho rivisto più volte. Senza quella scena, non avrei nemmeno saputo dell'esistenza di NLX e di questa canzone. 
A volte basta un film, una scena, o anche una pubblicità in televisione.

Viceversa di Francesco Gabbani. C'è tutto. 
Dico solo che ad aprile 2025 torno a vederlo in concerto a Roma, dopo l'esaltazione del concerto dell'ottobre 2022. 
Quant'è bono.

Niente panico di Ghali. Questa è decisamente la canzone del mio autunno 2024. L'avrò ascoltata 100 volte e anche se chi canta sempre e solo con l'autotune acceso, tipo lui, solitamente mi sia fastidioso alle orecchie e spesso anche alla vista, qui mi sciolgo. E non c'è fastidio né alle orecchie né alla vista.
Non so se è il mischiare trap pop e Dio che mi scuote, fatto sta che è una canzone ispirata. 
Dagli eventi personali sicuramente, da qualcosa che lo smuove dentro profondamente, ed ecco qui, questo gioiellino.

Thunderclouds di LSD (Sia, Diplo, Labirinth) 
Brano sentito in una storia di Instagram, ha attirato la mia attenzione per il mischione di stili che ci sento dentro -parlo da ignorante in musica come critica, sia chiaro. Trovo ritmi anni '60 e sonorità del passato e mi piace questo scambio continuo tra voce femminile e maschile con coro. 
Lei pronuncia le parole che o hai il testo sotto o senti solo vocali e consonanti lanciate senza capirci una mazza ma, ripeto, ha un qualcosa di magnetico che mi fa cliccare su replay quando passa sul pc.

Sto aspettando che 30 mq di parquet si asciughino per poi provare a distendere un po' i muscoli della schiena, mezza bloccata da ieri mattina: sarà che ho esagerato con l'allenamento di mercoledì?

Love,
MC

12/11/2024

CAMBIO DI INDENTITA'

 questo cambiamento di titolo e di url mi fa sentire come se fossi nuova sulla rete e una persona diversa. nuova, appunto, ma non solo qui on line.
Sentivo il bisogno di ricominciare in un altro modo, sotto mentite spoglie, resettare qualcosa -o tanto.
Sembra essere tornata la voglia di ritagliarmi del tempo per scrivere e nel farlo voglio anche rinnovare, potando quanto di vecchio e secco c'era qui sopra.
Voglio essere introvabile? Forse, il che per un diario digitale lanciato nella rete, è una contraddizione completa, un totally nonsense, ma a me va così adesso, e non c'è niente che mi faccia pensare di aver fatto male o di dover tornare indietro.
E perché, poi? Per qualche decina di lettori? No no, sono già oltre questa mentalità. Da metà luglio ho anche schiacciato il taso "esci" dal mio profilo Facebook per disintossicarmi, da quel momento ci sono tornata un paio di volte per recuperare qualche foto, ma non ho mai sentito la voglia di fermarmi un minuto di più a vedere cosa era successo nel frattempo. 
La qual cosa, secondo me, potrebbe essere interessante. dopo tredici anni di presenza continuativa, improvvisamente ho chiuso e basta. Non è detto che non elimini il profilo una volta per tutte.
A me dei like e delle psicocazzate pubblicate da certa gente, messe lì per sentirsi dire "bravo" con un pollice in su, proprio non importa un emerito. Sul serio. 
E poi di questi tempi mi sono accorta di quanto viva molto ma molto più serenamente senza scrollare continuamente la bacheca per vedere, di fatto, il nulla. 
Prediligo Instagram, che parla o tramite spezzoni di trasmissioni televisive che apprezzo, o tramite foto, spesso con musica di sottofondo, di persone che seguo e che mi raccontano della loro vita attraverso le foto che fanno. 
meno parole e più spazi del mondo da osservare -o piatti da mangiare, non importa!

Love,
MC

10/11/2024

SEVEN MONTHS




sette mesi. sette mesi di assenza dal blog, di nebbia quasi totale nel cervello, sovraccarico ogni giorno della settimana di cose da fare, pensare, organizzare, programmare, senza la garanzia automatica di successo, per altro. 
perché il pensarci e il programmarle, le cose (attenzione, sto per scoprire l'acqua calda) non assicura la riuscita positiva delle stesse per forza: ci sono giorni in cui nonostante la tabella di marcia sia ragionevole e fattibile, alla fine mi guardo e, oltre a venirmi da ridere per il troppo ottimismo dimostrato al momento dell'ideazione, mi rendo conto di aver fatto metà, forse, di ciò che avevo pensato di fare. 
niente di nuovo sotto il sole, si penserà, che la vita in lavatrice con centrifuga è uguale per tute le famiglie che hanno figli adolescenti e si lavora entrambi -e non si hanno colf, giardinieri, assistenti a disposizione, aggiungo io.
bene, occhei, ci sto, ma io ragazzi inizio ad essere stanca che aiutami a dire stanca, come si dice da queste parti.
sempre più spesso, poi, quando esco da casa in macchina e vedo che il serbatoio è pieno e l'autonomia è di ottocento e passa chilometri, mi dico ora prendo e vado a Genova a trovare le zie. poi invece giro le ruote verso sud e non verso nord. 
ma lo penso spesso. sempre. qualcosa vorrà pur dire, no?

mi serve una vacanza. una vacanza di qualche settimana in cui niente, faccio: solo alzarmi dal letto la mattina rigorosamente senza sveglia, fare quello che serve se mi va (e mica son scema!) per procedere poi con solo cose presenti in una scala da piacevole a piacevolissime, così, per non incorrere in faccende scomode et antipatiche. 
sto parlando del pressoché impossibile, I know, ma cazzarola arriverà prima o poi il momento in cui, non dico da lì alla morte ma almeno per un po' di tempo, riuscirò a farlo il cavolo che voglio, nella mie giornate? o ad avere la possibilità di scegliere sempre cosa fare quel giorno, senza orari, dettàmi o scadenze? 
chi lo sa!
ho come la sensazione che invece, quando avrò il tempo vuoto dal lavoro perché sarò in pensione, sarà troppo tardi per godermi la vita e fare quello che non sono riuscita a fare adesso, che avrei forze e risorse per farle.
più che sensazione, mi sembra un leone marino steso sul pavimento di legno della sala. il famoso elefante nella stanza. 
che palle.
soluzioni per invertire questa rotta e iniziare a farle, queste cose piacevoli? 
beh, dovrei uscire dalla lavatrice succitata, ma non è proprio fattibile al momento, e poi è la vita che mi son scelta. anche se pensavo avesse girato in altri modi, per certe cose. 
che due palle.
insomma, un bel rientro ottimistico, eh?

ho da riferire che al momento, per quest'anno (non cambiare stessa spiaggia spesso mare) ho letto 35 libri, di cui alcuni con mucho gusto.
sono passati da me:

  1. Mondo senza fine - Ken Follet ↑
  2. La colonna di fuoco - K. Follet ↑
  3. L'inverno dei leoni - Stefania Auci ↑
  4. Il nido di calabroni - Patricia Cornwell
  5. Matrimonio di convenienza - Felicia Kingsley
  6. Stronze si nasce - F. Kingsley
  7. L'Agnese va a morire - Renata Viganò
  8. Appuntamento al piccolo negozio dei desideri - Nicola May ↓
  9. Due cuori in affitto - F. Kinglesy
  10. Una Cenerentola a Manhattan - F. Kingsley
  11. Tutto a posto tranne l'amore - Anna Premoli
  12. Ti prego lasciati odiare - A. Premoli
  13. Tutto questo fuoro - Angeles Caso ↑
  14. Come inciampare nel principe azzurro - A. Premoli
  15. Una corte di rose e spine - Sarah J. Maas ↑
  16. Una corte di nebbia e furia - S. J. Maas ↑
  17. Una corte di ali e rovina - S. J. Maas ↑
  18. Una corte di gelo e stelle - S. J. Maas ↑
  19. Assassinio sull'Orient Express - Agatha Christie ↑
  20. Una corte di fiamme e argento - S. J. Maas ↑
  21. Nulla sarà più come prima - Laura Nowlin
  22. Finché amore non ci separi - A. Premoli
  23. Tutti i difetti che amo di te - A. Premoli
  24. Un giorno perfetto per innamorarsi - A. Premoli
  25. L'italiano. Lezioni semiserie - Beppe Severgnigni ↑↑
  26. La freccia di Poseidone - Clice Cussler
  27. Recuperate il Titanic! - C. Cussler ↑
  28. Una giornata particolare - Aldo Cazzullo
  29. Il pane perduto - Edith Bruck ↑
  30. Fiori sopra l'inferno - Ilaria Tuti ↑
  31. Lungo petalo di mare - Isabel Allende ↑↑
  32. Dura solo un attimo, la gloria - Dino Zoff ↑
  33. Le donne erediteranno la terra - A. Cazzullo ↑
  34. Due - Enrico Brizzi ↑↑
  35. Jack Frusciante è uscito dal gruppo - E. Brizzi ↑↑
dove ↑ corrisponde a un giudizio positivo, e doppia ↑↑ un giudizio superfico. mentre ↓ è chiaro, è negatività. per fortuna solo un libro mi ha fato pensare a cosa mi avesse spinto a leggerlo. ancora adesso non lo so.

Due di Brizzi mi è piaciuto molto. e l'ho letto prima dell'ennesima rilettura di Jack; non è stato niente male leggere prima il sequel e poi, dopo almeno 16 anni dall'ultima rilettura, rileggere Jack Frusciante. 
ci ho anche ritrovato le sottolineature fatte nell'estate del 1996, quando andai tre settimane in Dublin alla language school e mi si aprì un mondo. oggi ho sorriso alle vecchie sottolineature e, curioso, avrei sottolineato anche altri passaggi che all'epoca invece erano rimasti evidentemente più sullo fondo.
che storia!

ora, siccome la lavatrice è sempre in movimento, via a prepararsi per uscire e comprare un giaccone invernale per il minorenne, che tra un po', speriamo, vien freddo e mica può andare a scuola sempre in felpa, ragazzi.

Love,
MC


13/04/2024

ADOLESCENTI

siamo alle prese, da qualche tempo, ormai, con un quasi dodicenne che ci illustra sempre più di frequente e con sempre maggior frequenza, i nuovi orizzonti della psiche adolescente. non che ne avrei fatto anche a meno, ma magari un pezzo alla volta sì, uno ogni tot, a cadenze regolari, piccole dosi, diciamo. non a valanga e a sorpresa.

perché sì, qua ogni giorno può essere quello buono per momenti di paradiso in terra, come di inferno che l'ultimo girone di Dante scansate. chiaramente tra uno scenario e l'altro passano anche pochi secondi. e tu lì a chiederti ma ero così anche io a dodici anni? ma io ste cose non le facevo/dicevo...

di certo c'è che né io né il maritopreferito, a dodici anni avevamo già da un anno e mezzo un 'zzo di telefono a disposizione (anche se filtrato dal Familylink) su cui rincoglionirci la testa: io passavo il tempo libero a giocare con mio fratello fintanto che non iniziavamo a litigare e fare la lotta, oppure leggevo (attività sconosciuta al nostro) ma anche, confesso, passavo pomeriggi a fare le trecce alle Barbie o alle bambole che avevano i capelli di lana, su cui venivano trecce fichissime perché si reggevano anche senza elastico. il maritopreferito aveva fratello maggiore e sorella minore con cui sollazzarsi e un intero grande giardino dove fare la qualunque. poi prendeva già da cinque anni lezioni di tromba quindi vabbè, proprio altri lidi, altra testa...

io non mi riconosco in questa generazione, noi non eravamo così. punto. sicuramente avremo fatto girare i cabbasisi ai nostri genitori e fatto e detto cretinate, essere andati sotto la doccia a forza e aver avuto la camera assomigliante a uno scenario da bomba esplosa, ma non eravamo così.

mi consola che, se chiedo ai miei genitori se eravamo come i loro nipoti oggi, loro rispondono non ci ricordiamo. che può voler dire due cose: o il cervello cancella tutte le min***te fatte dai figli, o non le abbiamo effettivamente fatte. io propendo, e spero, nella prima.

Love,
MC

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